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Autore: Graffio    07/11/2025    1 recensioni
Introspezione di un ragazzo dai mille svaghi ma dal lavoro opprimente.
Genere: Satirico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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FACCIO-SCHIFO

Lo so, fin troppo bene. Lo so che il titolo, come il mio solito, è l'ennesimo atto di alienazione dal mondo o il grido di un nessuno che rimbomberà nel vuoto del web, o forse no. Ma purtroppo è proprio così.

Ci riflettevo pocanzi mentre pisciavo: sono un umile operaio del cazzo che lavora come un cinese in italia con una differenza di danaro incalcolabile. Lo so. Sono proprio io.

Faccio schifo. Perché ancora oggi mi alzo la mattina sempre prima per andare a fare un mestiere che spero finisca prima. Ma lo faccio. E non dò la colpa al mestiere.

Faccio schifo. Ho due figlie meravigliose che vedo sempre meno a causa, soprattutto, del mio lavoro che mi opprime e mi stregua, e da loro cerco di farmi amare nelle due ore che mi rimangono libere la sera.

Faccio schifo. Perché sono un parassita. Che approfitta di illustri personaggi in modo che mi aiutino a migliorare la mia vita, in qualsiasi modo possibile. Anche a costo della mia dignità.

Faccio schifo, perché prima ancora di venire ad abitare in questa casa, mi sono preoccupato di far installare un impianto fotovoltaico, una cazzo di pompa a inverter per la distribuzione dell'acqua, un autoclave da 1000 litri. Mi sono preoccupato di venire qui, in questa casa, ogni giorno per installare faretti a led e plafoniere quando questa casa ancora non era nemmeno la mia, rasando a fil di suolo ulivi maestosi e aranci strabordanti ma anche in mezzo ai coglioni. Mi ricorda un pò quando nel 2015 comprai una lavasciuga e un nuovo frigo, e vivevo completamente da solo (quindi roba che non serve a un cazzo visto che già ne ero munito). Ma tutt'oggi li uso ancora, e siamo in 4.

Faccio schifo. Perché ho una casa da sballo che richiede attenzioni e cure che non ho voglia di dare, ma non per mancanza di voglia, ma per mancanza di tempo.

Faccio schifo, perché durante la mia giornata lavorativa mi passano tutti sopra, dal primo all'ultimo, perché non so farmi rispettare, e non so mandare a fanculo determinati personaggi antagonisti efferati della mia vita che fa schifo. Ma il mio lavoro lo so fare.

Faccio schifo, perché ho una compagna che mi ama e che amo, ma le circostanze in cui sono costretto sono limitanti e asfissianti, sia a livello fisico che emotivo, ed io non muovo un muscolo per cambiare le cose, come se mi stesse bene.

Faccio schifo, perché invece di pensare ad organizzare il lavoro, penso solo al mio rientro a casa. Penso al tornare dalla mia famiglia e da ciò che ho costruito, da dove nascono cose da cui la mia famiglia trae sostentamento. Per un giorno o due.

Faccio schifo, perché mi impelago in situazioni complesse, ma banali all'apparenza di chi schifo non fa. Mi impelago in costruzioni inventate come l'orto rialzato, la vermicompostiera a cui devo badare spesso (e volentieri). Che perdita di tempo vedere melanzane e il basilico che crescono in un lampo e friggitelli a profusione che sbucano da quattro pezzi di lamiera fissati con quattro viti. Che perdita di tempo triturare gli scarti di cibo e congelarli per poi darli ai miei lombrichi, a cui tengo anche.

Faccio shifo. Lo so. Faccio schifo ma vivo. Faccio schifo vivendo.

In sintesi.. faccio schifo, quasi quanto Loro mi facciano schifo. E mi adoro per questo.

 

 

   
 
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