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Autore: Ladyhawke83    08/11/2025    0 recensioni
Eccomi per il mio ottavo anno di partecipazione al Writober (oddio non ci devo pensare, che il tempo vola!), quest’anno vorrei dedicare i lavori, e la racconta di One shot/drabble a Ladyhawke usando la lista pump_colors, ove non dovessi riuscire userò altre parole o fandom, ma L’idea é quella di scrivere quanto più possibile nel mio fandom del cuore.
“Come Capitano della Guardia di Sua Grazia, poi per se stesso, per la propria sopravvivenza, in passato non aveva mai esitato a uccidere degli uomini; quella sera, però, poco prima del tramonto, Navarre si ritrovò a pensare alla morte, alla giustizia e alla fede, quella fede che ormai non aveva quasi più.
E un viso tornò prepotente davanti ai suoi occhi, un volto dapprima sorridente e orgoglioso, poi morente.
“Francesco”. Sussurrò, quasi come se richiamare alla mente il nome del suo amico, e compagno d’armi di un tempo che non esisteva più, in una vita che non era più la sua, bastasse a lenire un poco quel dolore sordo e quella vergogna che aveva nel petto.”
Genere: Angst, Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Etienne Navarre, Imperius, Philippe Gaston
Note: Missing Moments, Raccolta, What if? | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Questa storia partecipa al  “Writober” indetto da fanwriter.it

Prompt: 9 ottobre/lista pump_colors/ gold/ oro

 

La strada di Aguillon

 

 

Isabeau sospirò pensando all’anello d’oro, semplice, ma di grande valore affettivo per lei, e che teneva sempre con sé, rigirandoselo spesso nella mano, quando era sola e tesa.

Aveva già deciso da tempo, voleva sposare il Capitano Etienne Navarre: lo avrebbe comunicato alla propria famiglia, con una missiva, poiché il cugino era di nuovo lontano per un’altra guerra, un’altra inutile battaglia, e lei era rimasta sola in quella città, un’altra volta. 

In quei mesi di solitudine, ma anche di relativa libertà, senza il controllo opprimente del proprio cugino, aveva avuto modo di capire molto di più su stessa, sui propri sentimenti.

Odiava Aguillon, come città, troppo grande, troppo caotica, troppo opprimente, ma amava tutto ciò che ne faceva parte, soprattutto il Capitano delle Guardie, che con molta diligenza, polso fermo, ma anche gentilezza, faceva sì che la città fosse sicura, che Sua Grazia, il Vescovo, fosse al sicuro.

Non si erano parlati poi molto in quei mesi, avevano avuto solo una manciata di occasioni per salutarsi o per vedersi, senza dare nell’occhio, ma lei era sicura che il sentimento fosse reciproco: Etienne Navarre aveva uno sguardo e un sorriso che riservava solo a lei, e il modo in cui le diceva “Mia Signora”, accennando un inchino era una cosa da far tremare le gambe, non poteva essere solo una sua impressione che anche lui avesse lo stesso fremito nella voce e quella luce negli occhi… ma se si fosse sbagliata? Se fosse stato tutto un gioco della sua mente, uno scherzo del suo cuore?

Isabeau sentì il battito accelerare, il respiro farsi difficile.

Aveva bisogno di prendere aria, di pensare, di essere sicura di non star commettendo un grande errore.

Uscì e si mise a passeggiare sulla strada che conduceva poco fuori Aguillon, là dove stavano i campi coltivati e le case dei contadini, adorava quel camminamento panoramico, poiché la città era costruita su una collina e dall’alto si poteva vedere tutto il panorama, verde dei prati oro del grano, giallo dei girasoli e marrone della terra smossa.

Stava conservando quell’anello da anni, in attesa della persone che lo avrebbe avuto in dono insieme al suo cuore, non poteva sbagliarsi e, quando fosse tornato il cugino, non avrebbe avuto altre occasioni.

Non voleva che qualcun altro combinasse il suo matrimonio, che qualcuno come suo cugino, avido e senza particolari scrupoli, scegliesse un pretendente, di coppie infelici ne aveva viste fin troppe e lei voleva di più, voleva l’amore.

Purtroppo non sapeva ancora che l’amore avrebbe avuto un prezzo e che quel prezzo l’avrebbero pagato entrambi, lei e Navarre, poiché anche il cuore del cavaliere era irrimediabilmente perso per lei già da tempo, solo che Isabeau lo ignorava.

“Un fiore per la Mia Signora…” sentì alle spalle, ma aveva già riconosciuto lo scalpiccio di zoccoli e l’andatura di Goliath, lo stallone nero di Navarre.

Il Capitano smontò da cavallo e porse il mazzo di fiori, appena recisi, a Isabeau.

Le sorrise e a lei parve di sollevarsi da terra come se volasse.

“Posso accompagnarvi nella vostra passeggiata, Mia Signora?”

Ancora quel tremito nelle gambe e quell’emozione in gola che la fece incespicare.

“Appoggiatevi pure al mio braccio, vi sosterrò io…”.

Pur lui, forse, era normale comportarsi in quel modo, faceva parte dell’insegnamento di cavalleria, Isabeau non pensò che lo facesse per lei soltanto, così mise la propria mano sul braccio di Navarre e sentì come una scossa che la sospinse in avanti, lui la guardò negli occhi e lei fu certa che anche lui aveva avvertito qualcosa in quel breve contatto.

“Navarre io…” iniziò a dire, cercando le parole per spiegare a lui quel sentimento nuovo e totalizzante nel suo cuore.

“Vi piacciono i girasoli? So che non è un fiore che solitamente si regala a una dama…”.

“É… É uno dei miei fiori preferiti…”. Gli disse Isabeau non lasciandogli terminare il pensiero, poi essendosi accorta dell’errore si scusò immediatamente, sorridendogli quel tanto che bastava a illuminarle gli occhi celesti.

“Se avessi saputo che sarebbe bastato un girasole per vedervi felice, ve ne avrei donato uno ogni giorno, solo per godere del vostro sorriso e della vostra compagnia…”.

“Sono io che sono grata della vostra compagnia e del vostro supporto”. Gli disse Isabeau, stavolta senza più imbarazzo.

Contro il fianco di Isabeau, nella piccola scarsella ancora dondolava, nascosto tra le pieghe del velluto, l’anello d’oro, in attesa del momento giusto per essere consegnato al Capitano Navarre a cui ella aveva già donato in segreto il cuore.

Ancora non sapeva che anche lui provava lo stesso per lei, ma non osava dirlo ad alta voce, per paura che il sogno di amarla svanisse.

Camminarono vicini, con Goliath al passo, sulla strada che costeggiava i campi e Aguillon, talvolta sorridendosi solamente, talvolta parlando, ma sempre insieme, le mani quasi a toccarsi, due cuori innamorati e destinati. Almeno finché il destino beffardo non sarebbe piombato su di loro come una maledizione… ma quel giorno era ancora lontano e impensabile nel loro amore.

 

***

[845 words]

   
 
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