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Autore: blackjessamine    07/12/2025    1 recensioni
Voci.
Tentativi di comunicazione.
Contatto non stabilito.
[“Questa storia è candidata agli Oscar della Penna 2025 indetti sul forum Ferisce la penna”.]
Genere: Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Raccolta | Avvertimenti: nessuno
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7 dicembre

 

Silenzio, silenzio, silenzio.
Tutto questo silenzio si incrosta qui.

In questa pagina che forse non andrebbe scritta, perché questo è il posto dei dialoghi.

Eppure, oggi mi concedo un monologo.

So che non risponderai, e forse è proprio per questo che decido di prendere la parola.

Perché dicembre è il mese dei contrasti, e quest’anno fa un po’ più male.

Perché a dicembre ci si sente sempre un po’ più soli, e quest’anno la solitudine pesa sempre di più. 

E ho bisogno di dirlo.

Ho bisogno di dire che ho paura, anche se nessuno me lo chiede.

Perché dicembre quest’anno è tutto appallottolato in equilibrio precario sull’incertezza e i chissà, i medici sono ottimisti, ma io sono ferma nel mio terrore che questo possa essere l’ultimo dicembre. L’ultimo albero di Natale a litigare per la pallina a forma di mela, l’ultima volta che a pranzo poi si piange perché alla fine si litiga sempre, l’ultimo compleanno diviso in due.
Ho paura, e non lo posso dire.

Nemmeno a te, perché non sono più capace di parlarti, e se non posso parlare nemmeno con te, allora resta solo un silenzio a cui non so tenere la mano.

So che il nostro silenzio è giusto, che tutto il resto del nostro parlare zoppo ci faceva più male che bene, però.

Però le foto che scatto dalla finestra dell’ospedale vorrei mandarle a te.

Però vorrei arrivasse la mattina in cui mi chiedi come sto, e poter rispondere che non ho dormito.

Vorrei essere egoista ancora per un po’ e parlarti solo di me e del mio dolore e della mia paura, mi andrebbe bene anche solo sentire che ti arrabbi e che mi sgridi e mi rinfacci la mia cecità.

Ho questo sgambetto qui da cui non riesco a districarmi,  e sto piangendo e non posso dirlo più.

 
   
 
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