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Autore: holls    24/12/2025    3 recensioni
È Natale.
Sono passati cinque anni dal primo bacio con Nathan, eppure Alan si sente fuori posto, uno strumento stonato in un’orchestra accordata.
Non riesce a darsi un perché, e il pensiero lo logora. Ma, in fondo, è meglio dormirci sopra.
Domani è un altro giorno.
Genere: Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash
Note: Missing Moments | Avvertimenti: nessuno
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Ti amo, e non so perché

È Natale. La tavola è imbandita di pietanze, la stanza è piena di risate. Le luci dell’albero riempiono a intermittenza il sottofondo dei miei pensieri, quelli che strisciano solo quando è buio.

Sorrido. Anzi, rido. Rido a una battuta di Nelly, rido a Noah che le fa da spalla. Ridono anche i miei occhi perché è quello che dovrebbero fare quelli di un innamorato. E io ti amo, Nate.

Eppure mi sento fuori posto, uno strumento stonato in un’orchestra accordata. Rido più forte, allora. Almeno nessuno se ne accorge.

Le lucine brillano di nuovo. I miei pensieri si fermano. Butto giù un sorso di vino, in uno stomaco pieno ma che ha finito di mangiare. Ti guardo, e tremo.

E non so perché.

Per stasera dormi da me. Non me l’hai chiesto, questa volta. Io ti ho detto di sì, perché a Natale il cuore si addolcisce. Ma quando mi chiudo la porta di casa alle spalle, e tu sei dentro, e non fuori, tremo di nuovo.

All’inizio non era così, vero? Baciarti, come sto facendo in questo momento, non mi faceva così tanta paura. Non mi chiudeva lo stomaco sfiorarti la pelle, non mi lasciava sgomento l’idea di essere nudi, uniti in una cosa sola.

“Lo facciamo senza?”, mi hai chiesto una volta, strappandomi il preservativo dalle mani. Ti ho detto di sì. Lo facciamo senza anche stavolta. Vengo dentro di te, e mi fa paura.

Ma non per il motivo che penseresti tu.

Però io ti amo. Ti amo anche adesso che dormi accanto a me, amo anche il tuo naso che soffia e sibila appena. Amo anche il tuo prenderti tre quarti del letto. Amo tutto, eppure ho lo stomaco stretto in una morsa che non mi lascia scampo.

Perché mi sento così?

Chiudo gli occhi, aspettando che il sonno mi rapisca, perché il giorno ha consumato ogni energia. Ho riso, ho riso tanto. E ora vorrei piangere, ma non lo faccio. E non lo faccio perché non lo capisco. Non capisco perché.

Sarebbe più facile se tu mi lasciassi, no? A volte lo penso. Ma dopo cinque anni passati insieme, mi spezzeresti il cuore. Eppure l’idea mi fa anche sentire bene. Ma ti amo, ti amo, ti amo. Mi piace che tu sia mio. Mi piace essere tuo.

L’oscurità mi avvolge e rapisce i miei pensieri, intrecciandoli in un groviglio che diventa ogni giorno più complesso. Chiudo gli occhi. Non ho voglia di sbrogliarlo. Dormo.

Tutto svanisce.

(ti amo)

   
 
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