IL TUO SGUARDO SU ME
Oscar François de
Jarjayes, indomito comandante, valorosa spadaccina che, spada sguainata
stretta nella mano destra, si lancia sempre all’attacco
contro ogni nemico, in nome della Francia e della regina alla quale
é fedele.
Ma non vi potrebbe essere alcun attacco senza una forte difesa, così come una spada, per quanto letale, non é efficace se dietro di essa non vi é salda protezione per chi la impugna…
Non ci sarebbe nessuna Oscar… senza il suo André.
Osservo, nella semioscurità della sera, i movimenti decisi
dei miei fedeli soldati, le Guardie Reali di Sua Maestà
schierati nei vasti giardini della tenuta dei conti de
Gougavan. Scelti fra gli spadaccini e i fucilieri tra i
più abili di tutta la Francia, i miei uomini sono tutti di
origine nobile e pronti, nelle loro divise azzurre con alamari e
spalline dorate, a seguirmi in questa ennesima missione.Ma non vi potrebbe essere alcun attacco senza una forte difesa, così come una spada, per quanto letale, non é efficace se dietro di essa non vi é salda protezione per chi la impugna…
Non ci sarebbe nessuna Oscar… senza il suo André.
“Questa sera non possiamo assolutamente fallire, soldati della Guardia Reale”, dico in tono autoritario. Lancio appena un’occhiata al mio secondo, il tenente Girodel, uno spadaccino abile quasi quanto me e il migliore ufficiale che potessi mai sperare di avere al mio fianco. “La cattura del Cavaliere Nero è una priorità assoluta. Secondo gli ordini ricevuti, dobbiamo fermare quel maledetto ladro a tutti i costi. Avete capito bene?”
“Sì, comandante!”
Il Cavaliere Nero…
Un ladro, i cui furti colpiscono solo le dimore dell’aristocrazia. A Parigi si dice che aiuti il popolo, distribuendo fra i più poveri le ricchezze sottratte ai nobili, ma questo per me non fa alcuna differenza. Un ladro è pur sempre un ladro e questo misterioso spadaccino, che ci sfugge da settimane, non fa eccezione.
E non lo temo, come non ho mai temuto alcun nemico prima di lui.
Non ho avuto paura dei sicari che, al suo arrivo in Francia, attentarono alla vita della regina Maria Antonietta. Non ho tremato quando Nicolas de La Motte, marito di Jeanne Valois, tentò di uccidermi a tradimento. E ho sempre affrontato di petto tutti coloro che, da quando impugno le armi, mi hanno ostacolata in un modo o nell’altro.
Ma non è solo coraggio, il mio. Lo so bene.
Sento — anche se non mi volto — i tuoi occhi verdi posati su di me.
Lo so, André. L’ho sempre saputo. Tu sei lì, dietro di me. A proteggermi le spalle e vegliare, vigile e attento mentre mi lancio in avanti. Simile a uno scudo che protegge dai fendenti della lama affilata di una spada.
Posso avanzare sicura, parare ogni colpo e affrontare qualsiasi nemico. Perché dentro di me… mi sento protetta.
La tua è una presenza discreta, André, di cui, dopo tanti anni, non saprei davvero fare a meno. Come una rosa non può fare a meno dei suoi petali.
Mi sei accanto sempre, in ogni istante. Quando suono il pianoforte o quando, nei giorni liberi dai doveri di comandante, mi lancio in selvagge galoppate. Sapendo però che i tuoi occhi attenti non mi lasciano mai.
Oscar è Oscar, certo. Sguaino la spada, pronta a disporre le Guardie Reali nel modo che è stato programmato. Sono certa che la trappola che ho predisposto questa sera non fallirà, e che quando il Cavaliere Nero irromperà qui, ci troverà pronti a fermarlo.
Non ci sarebbe però alcuna Oscar… senza André.
Senza quegli occhi verdi. Grandi, profondi e quasi insondabili per chi, a differenza mia, non ne conosce l’espressione più intima e amorevole.
Occhi che hanno sempre vegliato… e sempre veglieranno su di me.
FINE


