Duccio di Buoninsegna - Vetrata del Duomo di Siena
Quando non è in cielo, l’arcobaleno abita nelle vetrate delle cattedrali.
(Fabrizio Caramagna)
Quando non è in cielo, l’arcobaleno abita nelle vetrate delle cattedrali.
(Fabrizio Caramagna)
Sono state invisibili impronte che,
inconsciamente,
mi hanno condotto sul sagrato di una chiesa,
mentre inseguivo un refolo di vento.
Ora ammiro la facciata di quella cattedrale di luce,
con il suo invito ad entrare,
nonché il meraviglioso rosone centrale istoriato.
In questo luogo si può ascoltare la Luce,
come se fosse una complessa e articolata sinfonia,
non fatta di note bensì di frammenti di vetro colorati,
capaci di trasmettere,
al pari di una melodia,
armoniche sensazioni.
Riflessi e giochi di luce sono ciò che si crea
quando la vetrata a mosaico viene attraversata dai raggi solari.
Il sole scioglie i suoi preziosi fili dorati tra le tessere di vetro,
dipingendo il pavimento e inondandolo di una miriade di tonalità.
Ecco allora apparire i colori,
il rosso del vino, il blu del cielo, il verde dei prati.
E,
mentre il mosaico trae il suo profondo respiro,
si accende il Silenzio.
Un raggio, più coraggioso di altri, arriva a sfiorare l’altare
e diviene muta Preghiera.
Il Tempo sembra fermarsi,
quasi sospeso in un istante che sa di Eterno e si fa Spirito.
Poi la Luce,
lentamente si ritira salutando,
e la chiesa ritrova la quiete
abbracciata dal suo velo di ombra.

inconsciamente,
mi hanno condotto sul sagrato di una chiesa,
mentre inseguivo un refolo di vento.
Ora ammiro la facciata di quella cattedrale di luce,
con il suo invito ad entrare,
nonché il meraviglioso rosone centrale istoriato.
In questo luogo si può ascoltare la Luce,
come se fosse una complessa e articolata sinfonia,
non fatta di note bensì di frammenti di vetro colorati,
capaci di trasmettere,
al pari di una melodia,
armoniche sensazioni.
Riflessi e giochi di luce sono ciò che si crea
quando la vetrata a mosaico viene attraversata dai raggi solari.
Il sole scioglie i suoi preziosi fili dorati tra le tessere di vetro,
dipingendo il pavimento e inondandolo di una miriade di tonalità.
Ecco allora apparire i colori,
il rosso del vino, il blu del cielo, il verde dei prati.
E,
mentre il mosaico trae il suo profondo respiro,
si accende il Silenzio.
Un raggio, più coraggioso di altri, arriva a sfiorare l’altare
e diviene muta Preghiera.
Il Tempo sembra fermarsi,
quasi sospeso in un istante che sa di Eterno e si fa Spirito.
Poi la Luce,
lentamente si ritira salutando,
e la chiesa ritrova la quiete
abbracciata dal suo velo di ombra.


