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Autore: Batckas    01/03/2026    1 recensioni
Una strana infezione porta l'NCR a chiedere l'aiuto del Corriere.
Genere: Azione, Drammatico, Guerra | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Corriere uomo
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Aveva dormito su letti più comodi, ma quella brandina a camp McCarran era l’ultimo spazio rimasto per riposare un po’. L’unico a non lamentarsi era Boone, abituato da tempo a quelle condizioni.
Rex brontolò finché il Corriere non lo accarezzò dietro le orecchie.
Appena fuori dalla tenda, furono accolti dal maggiore Dhatri, sembrava che li stesse aspettando da un po’, aveva sempre l’aria seccata e nervosa, ma quel giorno un po’ più del solito.
“Mi dispiace, avrei voluto lasciarti un po’ di riposo dopo che hai fatto fuori quelle canaglie dei Fiends, ma ho bisogno ancora una volta del tuo aiuto. C’è una situazione piuttosto complicata e non vorrei affidarla a qualche soldato della Repubblica o alla polizia militare.”
“Di che cosa si tratta, maggiore?”, domandò il Corriere.
“Il dottor Kemp avrà maggiori informazioni per te, ma ti posso anticipare che abbiamo avuto ultimamente un’intera squadra fuori gioco per una qualche specie di malattia.”
“Infettiva?”
“Non lo sappiamo. Preferirei che tu non ne parlassi con nessuno, mantieni il riserbo altrimenti l’intera base sarà in allarme e non ce lo possiamo permettere. Vai dal dottore appena ti è possibile.”
Il Corriere si congedò dal maggiore, si scambiò un’occhiata con Boone e, insieme a Rex, si diresse presso il dottore.

Il dottor Kemp lo stava aspettando sulla soglia della clinica.
“Sei qui, bene.”, disse. “Ti ho mai ringraziato per aver recuperato il cadavere di Esteban? Comunque sia, non sei qui per questo.”
“Il maggiore mi ha detto che ci sono dei problemi, una qualche malattia?”
“Affermativo. Niente di… non saprei.”
Il dottore accompagnò il Corriere ad una porta da cui era possibile vedere il reparto, una decina di letti erano occupati da alcuni soldati. Qualcuno dormiva, altri si contorcevano.
“Cos’è successo?”
“Dolori, febbre, alcuni di loro hanno i linfonodi ingrossati.”
“A cosa pensate?”, domandò Boone.
“Non ho avuto tempo di indagare. I soldati non sono neanche molto propensi a parlare con me, temono che li imbotta di farmaci e li rispedisca al fronte. Per questo ho bisogno del tuo aiuto. Sei rispettato, diamine alcuni ti idolatrano, sicuramente saranno disposti a parlare con te.”
“Prima di parlare con i soldati vorrei consultarmi con un mio specialista.”
“Quel tipo dei Seguaci dell’Apocalisse? Certo, ma fai in fretta, iniziano a circolare brutte voci.”
“Di che tipo?”
“Armi batteriologiche, virus creati ad arte dalla Legione. Materiale per gli incubi.”, il dottor Kemp scrollò le spalle come per liberarsi da un peso. “Spero proprio che non sia questo il caso.”
Il Corriere annuì e lasciò la clinica.

“Ricordami perché mi hai portato in una stanza piena di malati.”
“Non sei un dottore?”
“Un ricercatore.”
Arcade studiò alcuni pazienti, le cartelle cliniche, scambiò qualche parola con il dottor Kemp e con le infermiere. Dopo una decina di minuti tornò dal Corriere.
“Allora?”, domandò quello.
“Al Mormon Fort abbiamo casi come questi praticamente sempre. È facile quando sei il posto dove vanno le persone quando la Strip li ha presi a calci. È un qualche tipo di malattia sessuale.”
“Seriamente?”
“Ne sono sicuro. posso confrontarmi con Julie o Emily per qualche dettaglio in più, ma presentano i classici sintomi di quella che potrebbe essere gonorrea o sifilide secondo alcuni libri del vecchio mondo.”
Intervenne Boone. “Posso capire qualche soldato di ritorno dalla Strip che abbia avuto la sfortuna di pagare la prostituta sbagliata… ma così diffuso… è strano.”
“Vero.”, confermò il Corriere. “Facciamo un salto al Gomorrah, vediamo se Cachino può dirci qualcosa.”
“Da quando hai sistemato i problemi con i Kings, sempre più soldati vanno anche all’Atomic Wrangler, indaghiamo anche là.”, puntualizzò Arcade.
“Dividiamoci, faremo prima. Tu e Boone andate al Wrangler e parlate con i gemelli Garrett, saranno disposti a parlare con un Seguace dell’Apocalisse dato che ormai siete soci in affari. Contatterò Cass e andrò al Gomorrah.”
“Se appena ti vede ti tira una sberla è perché odia stare alla suite del Lucky 38.”, Arcade parlò veloce.
Boone ridacchiò sotto i baffi.

“Ehi, ehi, benvenuto al Gomorrah. Conosci la trafila.”
“Sì, sì, ecco le mie armi.”
“Wow, bel pezzo, è pelle di serpente sull’impugnatura?”
Il ceffo del Gomorrah soppesò nella mano destra la pistola calibro .45.
“Che c’è scritto, qui?”
“Non lo capiresti.”, tagliò corto Cass consegnando il suo fucile e portando via il Corriere.
“Parliamo con Cachino.”
“Quel tipo mi dà i brividi e non penso ci dirà la verità.”
“Possiamo sempre parlare con Dazzle.”
“Parlare, eh?”
Cass si guardò attorno, era adocchiata dai vari membri del Gomorrah sebbene nessuno di loro avesse il coraggio di avvicinarsi.
Cachino era al bar.
“Il mio cliente preferito.”, disse con voce tremante, come ogni volta che parlava con il Corriere.
“Ho bisogno di sapere se nelle ultime due settimane hai avuto parecchi soldati della Repubblica ospiti del Gomorrah.”
“Non più del solito.”
“Le tue prostitute stanno soffrendo di una qualche malattia?”, domandò Cass.
“Oh, signorina. Abbassiamo la voce… le persone si spaventano per niente.”
Cass ordinò da bere.
Cachino riprese. “Ho avuto qualche soldato in più perché tutti si aspettano da un momento all’altro l’attacco della Legione, quindi pensano bene di spendere i loro ultimi soldi per una scopata. Ma non sono entrati in massa. Inoltre, siamo un posto raffinato, abbiamo più ufficiali e sottoufficiali che semplice truppa, non hanno abbastanza tappi o dollari per permettersi le nostre puttane di lusso.”
“Non hai risposto alla mia seconda domanda.”
“No, signorina Cassidy, no, non abbiamo avuto un problema con la salute delle nostre puttane.”
“Lavoratrici.”
“Cosa?”
“Ah niente, lascia perdere.”, bevve un sorso. “Porco schifoso.”, aggiunse sottovoce.
“Ma che stai dicendo?”
“Non è importante.”, il Corriere attirò l’attenzione di Cachino su di lui. “Voglio parlare con Dazzle.”
“Oh merda, amico, vacci piano, sei nostro cliente fidato, ma dovrai pagare anche tu.”
“Ma stai zitto.”, il disgusto sul volto di Cass fece scattare Cachino. Non si sarebbe fatto mancare di rispetto nel suo casinò.
La mano dell’uomo si tese, il suo unico intento era quello di puntare un indice inquisitorio contro Cass, ma il Corriere fu più veloce, gli afferrò il polso e lo costrinse a fare un passo indietro su qualsiasi intento. Cachino aveva già visto quel tipo di velocità quando Big Sal e Nero erano stati uccisi nel giro di qualche secondo.
“Oh, oh, siamo tutti amici qui. La trovi in giardino, come sempre. Non farla scappare come hai fatto con Joanna, però. E che cazzo.”
Cass e il Corriere lasciarono il bar, Cass si portò la bottiglia.
“Ne ho bisogno per sopportare questo posto.”

“Per due pagate il doppio.”, disse Dazzle quando li vide.
“Sono qui per parlare.”
“Altro caporale scomparso?”
“Non questa volta. Sai qualcosa su delle prostitute malate?”
“Cosa? Qui al Gomorrah? No. Ci imbottiscono di farmaci e se qualche cliente sembra anche lontanamente malato viene mandato a calci in culo fuori dalla porta. Non possono permettersi che ci ammaliamo o, ancora peggio, che infettiamo i clienti paganti. Non siamo i Seguaci dell’Apocalisse, qui la gente deve stare bene per pagare.”, fumava una sigaretta.
Alle spalle di Cass e del Corriere, un cliente aspettava rispettosamente il suo turno.
“Da quando Joanna se ne è andata, sono diventata un po’ una matrona per queste ragazze, se qualcuna di loro fosse malata, lo saprei.”, concluse. “Ora, se volete scusarmi.”, Dazzle si fece largo tra i due raggiungendo l’uomo in attesa. “Ho qualcuno da rendere felice.”
La lasciarono ai suoi affari.

Si incontrarono con Boone, Arcade e Rex fuori dall’Atomic Wrangler.
“Niente.”, disse Arcade. “Le loro prostitute stanno bene, non c’è niente di insolito né hanno avuto molti clienti della Repubblica ultimamente.”
“Parliamo con i soldati.”, propose Cass.
“Raul e Veronica ci raggiungono al McCarran.”, aggiunse Boone.
“Lily?”, chiese il Corriere.
“Con ED-E al Lucky 38.”, rispose Arcade.
“Torniamo al McCarran.”

“Prima della guerra avevamo gli strumenti giusti per evitare queste malattie.”, raccontò Raul. “Preservativi, li chiamavamo, si mettevano sul… beh ci siamo capiti. Immagina che molti non volevano usarli, follia. Servivano anche per evitare le gravidanze non previste. Non funzionavano sempre, ma almeno permettevano agli adolescenti di lasciarsi un po’ andare.”
“È strano che un gruppo così nutrito mostri gli stessi sintomi nell’arco di un periodo di tempo così simile.”, commentò il Corriere. “Sono andati tutti con la stessa, misteriosa prostituta malata? Parliamo con uno di loro.”

Il caporale James Burner fu interrogato dal Corriere.
“Hai avuto incontri con una prostituta ultimamente?”
“È stata una trappola.”
“Spiegati meglio.”
“La fottuta Legione.”
Il Corriere guardò Cass.
Il soldato riprese. “La prima licenza dopo un bel po’ di tempo, eravamo in Freeside, c’eravamo io, Cole, il sergente Killborne e qualche altro ragazzo. Il Wrangler era pieno, non ci hanno fatto entrare, dei Kings del cazzo ci hanno detto di andare altrove e ci hanno indicato un nuovo posticino vicino alla Crimson Caravan. Ci siamo detti perché no, la zona è più sicura da quando il Vault 3 è stato bonificato. Era una casa come le altre, un bordello normale, gente normale. Invece erano tutte infette, cazzo, è stata una trappola della Legione, proprio come a Nipton.”
“Puoi indicarmi dove si trova questo bordello?”, domandò il Corriere.
“Ho i ricordi confusi, non conosco la posizione precisa, potreste… potreste chiedere ai Kings.”
“Chiederò prima ai tuoi commilitoni. Riposati ora.”
Le indagini non portarono a niente, nessuno sembrava ricordare dove fosse localizzato il bordello sospetto.

Cass prese da parte il Corriere quando erano lontani.
“Ti hanno raccontato una marea di cazzate.”
“Lo penso anche io, ma non capisco perché dovrebbero mentire. Tanto vale andare a chiedere al King se sa qualcosa di questo nuovo posto.”
Cass scosse il capo. “Qualcosa mi puzza in questa storia.”
“Faremo attenzione.”

Il King arricciò il naso.
“Non ne ho sentito parlare.”
“Qualcuno dei tuoi, magari?”, incalzò il Corriere.
“Chiedo.”
“Se davvero è in atto un piano della Legione dobbiamo fermarlo prima che faccia ulteriori danni.”
“Certo, certo, non andare in paranoia. Resta qui, ci vorrà poco.”
Il King in persona interrogò i membri della sua banda, ma tornò dal Corriere a mani vuote.
“Mi dispiace.”
“Grazie, King.”
“Facciamo così, prendi una decina dei miei uomini, perlustrate le zone vicino alla Crimson Caravan, non dovrebbe essere difficile individuare un bordello.”
Il Corriere annuì.

Perlustrarono la zona attorno alla Crimson Caravan per ore. Non trovarono nulla. Il Corriere congedò e ringraziò i Kings, dopodiché con il suo gruppo tornò al Lucky 38. Decise che il giorno dopo avrebbe interrogato nuovamente i soldati dell’NCR.

L’indomani era a Camp McCarran, con lui c’erano solo ED-E e Rex. Andò dal dottor Kemp.
“Novità, dottore?”
“Nessuna, ma è confermato che si tratti di una malattia trasmessa sessualmente. I soldati avvertono gravi dolori ai testicoli e urinare è per loro una tortura. Non ho rimedi adatti. Potresti chiedere ai Seguaci dell’Apocalisse se hanno dei medicinali per curare questo genere di malattie?”
“Lo farò, prima vorrei parlare con il sergente Killborne.”
“Prego, fai pure.”
“Grazie.”

“Sergente, ho perlustrato la zona che mi avete indicato, ma non ho trovato nessuna traccia di un bordello. Ho bisogno di maggiori informazioni.”
“È semplice, la Legione ha già smantellato tutto. Probabilmente si spostano per non attirare l’attenzione. Una carovana di troie infette per debilitare la Repubblica dall’interno. Reclute fresche sono arrivate a Camp Golf questa settimana. È probabile che cercheranno di colpire lì. Molti soldati non hanno conosciuto una donna al di fuori delle loro mamme e ora sono spediti qui con il rischio di venire fatti a pezzi prima di aver potuto perdere la verginità. È facile condurli in trappola. L’ultima volta che sono stato a Camp Golf… c’era questa piccola struttura poco lontano dalla base, usato come negozio itinerante. Sarebbe possibile organizzare lì un posto… di ricevimento o come lo si vuole chiamare. Posso segnartelo sul Pip-Boy.”

Il Corriere inviò una richiesta di aiuto ai Seguaci dell’Apocalisse che mobilitarono i loro dottori. In particolare, la dottoressa Usanagi era in possesso di alcuni medicinali utili che fece recapitare velocemente al McCarran. Inoltre, per assicurarsi che la somministrazione procedesse in sicurezza, Julia Farkas, autorizzata dal colonnello Hsu, mandò alcuni dottori dei Seguaci affinché coadiuvassero Kemp. Per prevenire crisi del genere anche in futuro, Julie Farkas, sfruttando i nuovi legami che si erano creati con i Great Khans grazie al Corriere, mandò Jerry il Punk presso Jack e Diane con la richiesta di produrre nuovi medicinali utili a combattere le malattie sessualmente trasmissibili. I Garrett dell’Atomic Wrangler, venuti a sapere della nuova produzione, procurarono i materiali necessari che i Seguaci condivisero con i Khans. Nel giro di qualche mese nel Freeside e nella Strip si ebbe abbondanza di medicinali e si acuì l’attenzione sul sesso sicuro. L’NCR creò dei corsi obbligatori a cui dovevano partecipare tutte le reclute; i Seguaci scrissero pamphlet al riguardo e li diffusero dove poterono; i casinò della Strip applicarono regole ancora più rigide. Yes Man, suggerito dal Corriere, spinse i Securitron a ricordare a tutti, ogni tanto, quanto fosse importante prevenire la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Tra i cercatori fu alimentato il mito di enormi riserve di profilattici mentre l’OSI mise in moto i suoi ingranaggi per occuparsi della faccenda, non potevano ricorrere soltanto alle risorse del vecchio mondo, avrebbero dovuto crearne dei nuovi.

Il Mojave, unito da fili invisibili che il Corriere aveva tessuto, si mosse per arginare la crisi.

“Non c’è niente qui.”, disse Cass.
“Lo vedo.”, confermò il Corriere.
“Ho chiesto ad alcuni soldati di Camp Golf, una certa Mags, molto carina, mi ha detto che non c’è mai stato niente qui.”, aggiunse Veronica. “Il sergente Killborne ti ha detto una marea di scemenze.”
“Il problema è perché dovrebbe averlo fatto.”, si domandò il Corriere.
“Chiaramente c’è qualcosa che non ci stanno dicendo.”, Cass era spazientita. “Facciamoglielo sputare, insieme ai denti.”
La radio dell’NCR del Corriere gracchiò.
“Sono il tenente Carrie Boyd, rispondete su questa sequenza.”
“Tenente Boyd, la ricevo.”
“Torna al McCarran appena puoi.”
“È successo qualcosa?”
“Ne parleremo di persona.”
La comunicazione fu interrotta.
“Inquietante.”, commentò Veronica.

Il tenente Carrie Boyd stava fumando una sigaretta dopo l’altra.
“Da quando hai scoperto che Curtis era una fottuta spia della Legione, ho tenuto gli occhi aperti per qualsiasi cosa di sospetto. Mi sono fatta fregare da White, da Curtis, da quel centurione figlio di puttana, non di nuovo. So che stai investigando sui soldati infetti. Hai scoperto qualcosa?”
Il Corriere la ragguagliò su tutto senza tralasciare alcun dettaglio.
“Schifosi.”
“Sa qualcosa, tenente?”, chiese Cass.
“Vorrei avere qualcosa di più concreto tra le mani. Contreras ha ricevuto un pacco altamente sospetto dal coraggioso sergente Killborne. Quando ho perquisito il suo magazzino, ovviamente, già non c’era più. Ma sospetto che non fosse mai stato destinato al McCarran, quel pacco doveva raggiungere un altro luogo, che purtroppo non conosco.”
“Se si tratta di droghe, sicuramente viene dai Great Khans. Nonostante i progressi con i Seguaci, molti di loro cercano nuovi clienti, ora che abbiamo massacrato i Fiends.”, ragionò Cass.
“Interrogate Contreras e…”
Furono interrotti dal segretario del tenente Boyd.
“Dei Great Khans hanno fatto irruzione nel magazzino di Contreras: sono lì, ora!”

I soldati della Repubblica avevano bloccato ogni entrata ai magazzini di Contreras. I Khans erano bloccati all’interno. Da oltre le porte giungevano rumori di lotta, grida e qualcuno che piangeva.
“Credevo avessimo un accordo con i Khans.”, il colonnello Hsu manteneva la sua calma serafica. “Avremmo lasciato loro la possibilità di andarsene per ricominciare altrove, perché un attacco ingiustificato? Nemmeno Papa Khan arriverebbe a tanto. Non hanno torto un capello a nessuno dei miei soldati. Sono in tre. Sono entrati con dei permessi che solitamente vengono forniti agli operai. Si sono palesati solo una volta superate le misure di sicurezza e aver raggiunto Contreras.”
“Permessi di che tipo?”, domandò il Corriere.
“Quelli per i lavoratori, per esempio i minatori di Quarry Junction.”
“Posso vederne uno?”, lo esaminò. “So chi tiene in ostaggio Contreras, posso risolvere la situazione.”
“Procedi pure. I miei uomini sono molto tesi, darò loro l’ordine di attendere tue istruzioni.”
“Se i Khans si arrendono, avranno un lasciapassare per tornare a Red Rock, intesi?”
Il colonnello annuì.

Il Corriere bussò alla porta del magazzino.
“Melissa! Melissa Lewis!”, chiamò.
La porta si aprì di quel poco per far passare la canna di un fucile.
“Non intendo fare niente, devo parlare con Contreras.”, spiegò il Corriere. “Vengo da solo.”
“Entra, veloce.”
La porta si richiuse alle sue spalle.

Melissa si pulì il sangue che aveva sulle mani, Contreras giaceva semicosciente su una sedia, gli mancavano tre denti e le unghie di una mano. Una pinza macchiata giaceva ai suoi piedi.
“Ho bisogno di informazioni e non me ne andrò finché non le avrò ottenute.”, disse Melissa senza guardare il Corriere negli occhi. “Mi hai aiutato una volta… anzi due, con quella storia della Legione, ma questa faccenda devo sbrigarla e non posso fare affidamento su altri. È urgente.”
“Voglio aiutarti, cosa sai?”
Melissa lo guardò.
“Questo pezzo di merda ha agganci praticamente ovunque. Ero convinta che distribuisse la nostra droga tra i suoi soldati. Pensavo che fosse meglio così, più soldati della Repubblica con il cervello spappolato. Mi sono insospettita, ho seguito uno dei suoi corrieri, un suo soldatino del cazzo che aveva la nostra roba. Le Suite Monte Carlo. Un tempo era la sede degli Scorpions, ma qualcuno… li ha fatti fuori. Yvette e Roller erano miei clienti. Ora sono occupate dai soldati della Repubblica.”
“Cosa non mi stai dicendo?”, incalzò il Corriere.
“Non potevo entrare, erano in troppi. Ho visto il soldatino entrare con la nostra roba e scomparire dietro quelle porte. Sono rimasta a guardare per un po’, un gruppo di soldati è arrivato, avevano una Khan in catene. Ho aspettato fino al giorno dopo e non è mai uscita. Papa Khan non mi ha voluto dare un gruppo per assalire quel posto; quindi, devo scoprire cosa fanno lì dentro da questo figlio di puttana. Se vuoi fermarmi dovrai spararmi dritto in testa.”
“No, voglio aiutarti. Il tenente Boyd della Repubblica odia Contreras quanto te, vorrà sapere e saprà fruttare le informazioni che hai. Non ucciderlo, vieni con me e tu e i tuoi Khans potrete avere salva la vita.”
“No, camminerà, la farà franca. Lo so come vanno a finire queste cose.”
“Melissa, non succederà. Se dovesse in qualche modo uscirne pulito, ce ne occuperemo io e te. Non sono un soldato della Repubblica.”
“Però sei il loro fottuto eroe.”
“Sai che ho aiutato i Khans, non vi lascerò soli nemmeno questa volta.”
“Contreras viene con me a Red Rock come garanzia che l’NCR farà qualcosa.”
“Il colonnello non acconsentirà mai.”
“Dovrà. Digli che è l’unico modo per uscirne illesi. Pensavi che non fossi venuta con un piano di riserva? Da papà non ho rubato soltanto i documenti.”
“Dinamite? Hai minato il posto?”
“Ovvio che sì.”
“Va bene, proverò a parlare con il colonnello. Tu non fare niente di avventato, d’accordo?”
“Portami buone notizie.”

Il Corriere informò il colonnello Hsu, ma non gli disse degli esplosivi.
“Inaccettabile.”
“Allora agiamo. Mi dia una squadra, scopriamo che succede alle Suite Monte Carlo.”, propose il Corriere.
“Guiderò io le operazioni.”, si offrì il tenente Boyd.
“Affermativo.”
“Parlerò con i Khans, prendo tempo.”
Il Corriere spiegò a Melissa qual era la situazione. La pregò di attendere sue notizie. La Khan era chiaramente alterata dal fatto che non potesse partecipare al raid, ma dovette acconsentire.
Per impedire che la Repubblica facesse qualcosa a Melissa e i suoi, il Corriere chiese ad Arcade, Boone e Veronica di rimanere presso il McCarran, mentre lui, Cass, Raul, ED-E e Rex avrebbero controllato le suite. Lily era già nella stanza con Melissa, ma la Khan non lo sapeva. Era il piano d’emergenza del Corriere, non avrebbe permesso un attentato al McCarran, avrebbe significato la fine di ogni possibile trattativa pacifica con i Great Khans. Al colonnello Moore prudevano le mani e aspettava soltanto una scusa.

Il tenente Boyd aveva messo su un’imponente forza per controllare le suite Monte Carlo. C’era anche la vedova Morales.  

Le suite erano circondate da soldati della Repubblica in licenza, ma alcuni di questi erano armati. Boyd ordinò di metterli in stato di fermo. Dalla Strip, il capitano Marie Peppas aveva inviato ulteriori rinforzi. Era stata sufficiente una telefonata di due minuti dal tenente Boyd per convincerla. I soldati a guardia delle suite si arresero senza sparare un colpo.
“Mettete su un perimetro, noi entriamo.”, ordinò Boyd. Selezionò alcuni tra i suoi soldati, guardò il Corriere. “Tu e i tuoi, con me.”

All’interno ci fu una breve sparatoria, tre soldati della Repubblica furono feriti, cinque difensori, anche loro soldati NCR, ma non in divisa, rimasero uccisi.
“Ma che cazzo fanno!”, sbraitò Boyd.
“Controlliamo le stanze.”, disse il Corriere. Era stato già lì tempo prima.
“Hanno preferito morire che vivere con le conseguenze di ciò che hanno fatto.”, commentò Cass dopo che la prima porta fu buttata giù dallo stivale del Corriere.

Il tenente Boyd era fuori, schiacciò la seconda sigaretta nel giro di pochi minuti.
“Portate questi figli di puttana al McCarran, siete una vergogna per la Repubblica, farò tutto ciò che è in mio potere per farvi impiccare.”

Il Corriere si inginocchiò vicino al corpo, controllò se ci fosse polso, debole.
“È viva.”
“Era una Fiend.”, commentò Cass.
“Capo, qui ce ne sono altre.”, la voce di Raul giunse dal corridoio.
“Portiamole ai Seguaci.”
“Cass?”, il Corriere la vide stringere i pugni. “Cass.”
“Non pagheranno per quello che hanno fatto.”,
“Invece sì.”
“Riponi troppa fiducia nella Repubblica. Mi sono fidata di te per risolvere con la Crimson e i Van Graff… ma questa è un’altra faccenda. Odio i Fiends… ma questo, cazzo. Guardala, l’hanno drogata! Prima i Fiends, poi questo… l’hanno stuprata per giorni! Guardala, cazzo, è malata. Da lei e dalle altre qui hanno preso le malattie! Altro che trappola della Legione! Questi figli di puttana hanno raccolto delle prigioniere e le hanno usate come giocattoli. Cazzo, cazzo…”, si inginocchiò e posò le nocche per terra cercando qualcosa a cui aggrapparsi. “Dobbiamo occuparcene noi. Ora.”
“No, morirebbero degli innocenti. Pensa ai soldati della Repubblica che sono qui per darci una mano, pensa a Boyd, a Peppas, al colonnello Hsu, faranno in modo che i responsabili di tutto questo siano puniti.”
“Sei un illuso. Ti hanno mentito! Il sergente Killborne ti ha raccontato una marea di stronzate per nascondere questo posto.”
“Ci sono anche alcune Khans, qui, sono in coma.”, Raul comparve alla porta. “Hanno… questo posto è un inferno, capo, uguale ma diverso a molti altri che ho già visto. Cosa vuoi fare?”
“Pensiamo a queste ragazze, ora, portiamole ai Seguaci, Julie ci darà una mano.”
Christina Morales entrò con un messaggio di Boyd.
“Siamo pronti a trasferire i fermati.”, la voce le tremava. “Non ho parole per descrivere… Esteban è morto credendo nella Repubblica.”
“Questa non è la Repubblica.”, intervenne Cass, sorprendendo il Corriere. “Questa non è la Repubblica, cazzo.”, disse sottovoce.
“Il tenente Boyd riferisce che vi vedrete al McCarran, io raggiungo la mia squadra.”
Il Corriere annuì.
La ragazza Fiend a cui aveva controllato il polso si svegliò all’improvviso, gli occhi iniettati di sangue, annaspò per avere un po’ d’aria, strinse le mani attorno al collo del Corriere, ma non aveva energie per rappresentare una minaccia, l’uomo le raccolse i polsi e li allontanò da sé, la Fiend cercò di allontanarsi, ma il corpo non reagiva, le droghe le circolavano ancora in corpo, si rannicchiò e strisciò in un angolo. Si coprì gli occhi con le mani e singhiozzò.
Cass si alzò, le puntò contro il fucile.
“Tutto potrebbe finire nel giro di poco, ogni sofferenza che ha patito, annientata nell’oblio della morte. È il minimo che dovremmo concederle. Non si riprenderà mai da quello che ha vissuto, prima i Fiends, ora questo…”
Raul le fece abbassare l’arma.
“Non prenderemo noi questa decisione per lei.”, le disse.
Le porte dell’edificio furono aperte da un team di dottori dei Seguaci guidati da Arcade, ragguagliati sugli ultimi sviluppi dal tenente Boyd.
“Portiamo queste disgraziate al Mormon Fort.”, abbaiò Arcade.

Aveva percorso e attraversato il Divide, scoperto i segreti del Sierra Madre, ma non si era sentito stanco come dopo quella giornata.
Lasciò le suite Monte Carlo dopo che la ragazzina Fiend fu portata via.
“Cosa faremo, capo?”, domandò Raul.
“Vorrei avere fiducia nella giustizia della Repubblica. Vorrei avere la certezza che chi ha commesso questo crimine paghi per le sue colpe.”
“Ricordi quello che mi hai detto su Nipton?”
“Il mio primo incontro con la Legione.”
“Sì, cosa dicesti a Vulpes Inculta?”
“Che i suoi crimini erano imperdonabili.”
“Cosa sarebbe successo se questo fosse stato il tuo primo incontro con la Repubblica?”
“Che cosa stai cercando di dirmi, Raul?”
“Niente, capo, non so bene cosa pensare.”
“Dovremmo uccidere i responsabili.”
“Capo?”
“Dovremmo uccidere coloro che hanno preso parte a tutto questo, uno dopo l’altro. Tagliare loro la gola e lasciare che sia di lezione per l’intera Repubblica.”
“Con il coltello non me la cavo bene, ma posso farmi dare lezioni dalla signorina Cassidy.”
Era calata la notte.
Il Corriere guardò le stelle.
“Torniamo al McCarran.”

Le truppe dei Khans avevano preso posizione all’esterno dell’aeroporto e assediavano le mura. L’NCR aveva preparato le difese. I fermati dal raid delle suites Monte Carlo erano nel cortile, lungo il muro, tenuti sotto tiro dai loro ex commilitoni.
Il Corriere scorse Regis e lo raggiunse.
Nella folla c’era anche Melissa. Il colonnello l’aveva lasciata andare appena Boyd era tornata con i fermati.
“Che sta succedendo?”
“Non possiamo permettere che l’NCR non punisca i criminali che hanno fatto questo! C’erano delle Khans tra le donne che hanno ripetutamente stuprato e drogato!”
“Dov’è Papa Khan?”
“Dentro, parla con i comandanti dell’NCR.”
“Merda.”

Lo lasciarono passare.

Il colonnello Hsu, Papa Khan, il maggiore Dhatri e il tenente Boyd erano impegnati in una accesa conversazione.
“Sono soldati della Repubblica e subiranno un equo processo per i loro crimini.”, dichiarò il colonnello.
“È assurdo che ci pieghiamo al volere di un Khan! Abbiamo bisogno di tutti gli uomini possibili per affrontare la Legione. Quello che hanno fatto questi uomini è deprecabile, ma abbiamo bisogno di loro. Saranno inviati al fronte ogni giorno fino alla fine delle loro carriere, ma non possiamo mandarli in California, è una follia!”, il maggiore Dhatri non toglieva gli occhi da Papa Khan.  
“Mettiamoli al muro, organizzo il plotone di esecuzione e la facciamo finita prima di cena.”, ringhiò Boyd.
“Il Corriere ci ha convinto di lasciarci Bitter Springs alle spalle, ma la nostra pazienza ha un limite. Il sangue delle nostre sorelle grida vendetta.”, Papa Khan ribolliva di rabbia.
“Sei qui!”, disse Boyd vedendo il Corriere.
“Qual è la situazione?”
“Dobbiamo decidere cosa farne dei soldati che avete fermato.”, spiegò Hsu che aveva speso il pomeriggio ad interrogare i vari fermati e i soldati ancora in infermeria. “Contreras e Killbone gestivano un giro di prostituzione. Avevano catturato delle Khans e delle Fiends, sei donne in tutto… e… le drogavano e le violentavano.”
“Sei donne per circa trenta soldati.”, aggiunse Boyd. “Queste porcherie maledette sono cose da Legione! Hanno macchiato l’onore dell’NCR, dobbiamo fare di loro un messaggio. Se volete essere dei selvaggi, superate il fiume e andate dai vostri simili al di là. Il legato vi aspetta a braccia aperte.”
Papa Khan si rivolse al Corriere. “Non può finire così, non possiamo fidarci delle leggi della Repubblica. Reclameremo le teste dei criminali che hanno offeso e deturpato le nostre sorelle. Anche a costo di pagare col nostro sangue.”
“Non possiamo scomodare Oliver per questo.”, disse Dhatri.
“Sono soldati sotto il mio comando.”, puntualizzò, piccato, Hsu.
“Per questo sei responsabile delle loro azioni.”, aggiunse Papa Khan, minaccioso.
“Dobbiamo procedere con delle indagini, stabilire i fatti prima di declamare sentenze.”, continuò il colonnello.
“Erano lì, chiunque fosse lì sapeva quello che stava succedendo!”, sbottò Boyd.
L’attenzione del gruppo fu attirata da alcuni soldati che arrivarono correndo.
“Il dottor Kemp è impazzito! Il dottor Kemp è impazzito! Sta uccidendo i soldati!”

“Ho sprecato fin troppe risorse per salvare queste bestie.”, si giustificò con tono calmo. “Il mio dovere è proteggere i soldati che combattono per l’NCR.”, continuò meccanicamente mentre disponeva in perfetto ordine alcune siringhe.
“Dottore, ha ucciso Killborne?”, domandò il Corriere.
“Ovvio. È stato il primo ad andarsene. Non hanno sofferto, se è quello che vi state domandando.”
“Adesso condanniamo a morte anche il dottore?”, chiese Boyd. “O gli diamo una medaglia per aver fatto all’intera Repubblica un piacere?”
“Fate di me quello che volete.”, disse Kemp. “Sono pronto ad affrontare le conseguenze delle mie scelte.”
“Arrestate il dottore.”, ordinò Hsu, ma i soldati non si mossero e guardarono Boyd.
“Obbedite agli ordini del colonnello.”, intimò Boyd annuendo col capo. Solo dopo la sua autorizzazione i soldati si mossero. Condussero Kemp via.

Udirono uno sparo, poi un altro. Una cacofonia di suoni. Grida.

Il cemento era imbrattato di sangue.

Fori di proiettili ancora fumanti.

Soldato contro soldato, si puntavano i fucili, ringhiavano, fumavano di rabbia. Vicino a loro i cadaveri giustiziati al muro. Ci si accusava a vicenda di essere stati giuria, giudice e boia. La verità era sepolta. Il colonnello Hsu riprese il controllo delle sue truppe.

“I soldati hanno deciso.”, commentò il Corriere. “Rispettiamo la loro volontà. Questa storia è chiusa. I Khans sono stati vendicati, il sangue delle loro sorelle è stato rivendicato.”
Papa Khan annuì.
“È impossibile determinare i diretti responsabili dell’esecuzione non autorizzata.”, continuava il Corriere.
“I prigionieri erano una mia responsabilità, ne pagherò io le conseguenze.”, comunicò Boyd.
Hsu si massaggiava le tempie.
“Vivremo aspramente le conseguenze di questa giornata.”, si guardò attorno. “Dov’è Contreras?”, chiese ad un sergente.
“È scappato insieme ad altri!”
“Merda.”, inveì Boyd.
“Ripulite qui. Me ne occuperò io.”, intervenne il Corriere. “Lo devo a Melissa.”
“È un soldato della Repubblica, non possiamo autorizzare un assassinio!”, protestò Dhatri.
“È un ricercato. Da questo momento nemico dell’NCR.”, tagliò corto Hsu. Si voltò verso il Corriere. “Poni fine a questa storia.”
“Lo farò.”

Due giorni per rintracciarli.
Contreras e i pochi rimasti del suo circolo di stupratori si erano rintanati in un rifugio abbandonato dell’NCR. Erano in otto.
Le teste di numero uno e numero due esplosero come cocomeri.
Il Corriere adagiò al suolo il fucile antimateria, impugnò la pistola che Joshua Graham in persona gli aveva regalato. Numero tre, quattro e cinque, morirono in meno di tre minuti con un colpo al petto e un colpo alla testa. Numero sei aveva il Corriere nel suo mirino, ma la mano gli saltò in aria prima di poter premere il grilletto. Poco dopo una pallottola .308 gli penetrò il cervello. Il luccichio del mirino di Boone si palesò quando per il povero disgraziato era già troppo tardi. Numero sette lanciò una granata, il Corriere si gettò al riparo, un’ombra lo superò veloce. Numero sette percepì lo spostamento d’aria, ma vide la gigante gentile a qualche centimetro dal suo viso quando era troppo tardi, un pugno della nightkin lo mandò in coma. Numero otto cercò di scappare, Boone pose fine presto alle sue speranze.
Contreras aveva preparato un’offerta. Tappi, droghe, munizioni.
“Prendi quello che vuoi.”, disse. “Erano delle cazzo di Fiends. Non capivano un cazzo lo stesso, erano drogate tutto il tempo. Non abbiamo fatto niente di male, non abbiamo fatto niente che quelle troie non volessero! Non siamo la Legione, cazzo, non erano schiave. Potevano andare via quando volevano! Lo hanno chiesto i soldati, avevano bisogno di qualcosa che gli permettesse di andare avanti. Le alte sfere ci mandano a morire credendoci macchine! Siamo esseri umani, cazzo, siamo persone! Le abbiamo drogate per non farle soffrire. Erano drogate prima del nostro arrivo, non avremmo…”
Un colpo in fronte e calò il silenzio.

Il Corriere si chinò sul cadavere, gli strappò la piastrina di riconoscimento. Avrebbe voluto lasciarla nella sabbia, che il Mojave la inghiottisse. Ma la memoria era il fardello e la responsabilità dei vivi. La ripulì dal sangue e la conservò.

I carnefici di quella storia erano morti, ma le loro vittime, al contrario, non avevano avuto il congedo rassicurante dell’oblio.

Fissò l’etere oscuro e lontano. “Torniamo al Mormon Fort.”, disse il Corriere.

Cass accarezzò la fronte della Fiend, era fredda, priva di coscienza.
Uscì dalla tenda, guardò Veronica e Arcade che aiutavano nel campo.
Sollevò lo sguardo verso le stelle.
Sapeva che anche il Corriere le stava interrogando.




 














 
 


 
   
 
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