VOCE IX – MATERNITÀ, ROMA, GENNAIO DEL 1956
Hanno detto: “Non ha pianto”.
Tutto qui.
Io ho chiesto: posso vederlo?
E la suora ha fatto “no” con la testa.
Ha detto che non mi avrebbe fatto bene.
Ma a me, a me non interessa più quello che mi fa bene.
Mi interessava solo toccarlo una volta. Una sola.
Sentire se era caldo, se era mio, se aveva le dita lunghe come le mie o i piedi larghi come suo padre.
Niente.
Hanno messo le lenzuola nuove. Hanno cambiato l’acqua del catino.
E poi mi hanno detto che era ora di alzarmi.
Ma io non mi sono mai più alzata davvero.
Non gli ho dato un nome, no.
Perché nessuno mi ha detto se era maschio o femmina.
Così, nel mio cuore, lo chiamo solo Amore.
E lo tengo lì.
Dove nessuno può portarmelo via.


