VOCE X – TOSCANA, CASA, MARZO 2024
Mi si è addormentata sul petto, ancora attaccata.
Il seno è umido, il cuscino è fuori posto, la schiena duole.
Ma io non mi muovo.
Perché posso.
Nessuno verrà a dirmi che “è meglio se la prende un’altra”.
Nessuno me la toglierà dalle braccia per portarla in un’altra stanza, un’altra casa, un’altra vita.
La tengo.
La guardo.
Le dico il suo nome ad alta voce, mille volte al giorno, e lei lo riconosce.
E a volte penso alle madri di prima.
Quelle che hanno avuto il latte ma non il figlio.
Quelle che hanno avuto il pianto, ma non la culla.
Quelle che hanno dovuto farsi bastare un bottone, un odore, un sogno.
Io no.
Io ce l’ho.
E ogni volta che la stringo, lo faccio anche per loro.


