Felice Yuletide, tangentti! Mi chiesto Cooper e Lucy e gli alieni di Wild Wasteland, e da lì ho ottenuto l’idea di Lucy che aveva veramente quel perk e che semplicemente...trascina Cooper in una serie di strani, caotici incontri. Così ho tratto ispirazione da alcuni dei più grandi momenti WTF nella storia di Fallout, e eccoco qui! Spero che ve lo godiate. :)
Alcune note generali su questa fic:
- non è scritta come una fic shipposa tuttavia ehi se volete vederla come una sorta di fic pre-relazione per questi due, andate pure avanti, non sono vostra madre.
- Cooper impreca un sacco
- A Lucy è permesso avere del trauma per un po’, come premio
- Cooper è in realtà estremamente pessimo a fare il temibile quando viaggia con qualcuno a cui non sta puntando una pistola, perché rimane sempre un attore e gli piace che la sua performance sia apprezzata
- Lucy non si sente troppo superiore dall’ammettere che l’uomo cattivo che l’ha venduta è un ottima fonte di conoscenza sul “come vivere qui” e si comporta di conseguenza
- Cooper è così solo che si è dimenticato quanto era solo finché non ha qualcuno con cui parlare e poi improvvisamente fa CONVERSAZIONE ed in completo diniego di ciò.
Inoltre prestate attenzione ai tag: ci sono molte parolacce, e della violenza bella forte ma accurata alla canon nel capitolo 4. Inoltre ci sono alcune um…. Morti animli appropriate alla canon nel primo capitolo.(Non temete per gli animali amichevoli, però, stanno bene.)
OK? Ok. Tenete tutti le braccia e le gambe dentro la giostra per tutto il tempo ( o non fatelo, ma il proprietario di questa giostra della Divisione Divertimenti Vaul-Tec (TM) non è responsabile per qualsiasi amputazione accidentale), e si va!
Note del traduttore:
Avrei dovuto finire questo lavoro prima dell'inizio della seconda stagione? Certo che sì!
Pubblicare questa cosa adesso non assicura tante hit come prima? Eccome!
Lo pubblico lo stesso? Certo, che diamine!
Sto lavoro è troppo fatto bene per non essere pubblicato. Inoltre visto che tratta il viaggio di Lucy verso New Vegas con un twist "selvaggio"... bhe, non mi sembra di sprecarmi!
Quando Cooper ci ripensò su più tardi, la prima cosa strana erano stati probabilmente i ratti talpa. Era un paio di giorni che stavano a rintracciare Henry MacLean ad ovest della 15, ancora a passare attraverso i sobborghi, e Cooper era rimasto un po’ distratto dal silenzio che lo seguiva dove avrebbe dovuto esserci la sua compagna di viaggio.
Sparito era il costante flusso di domande e di chiacchiericci critici e di moralizzamenti da pivello che era riuscita a mantenere vivi pure quando stavano marciando attraverso il deserto. Ora a malapena spiccicava parola. Un paio di notti di sonno l’avevano fatta sembrare meno una che stesse camminando con una ferita, ma comunque, gli sembrava come se fosse seguito da un fantasma.
Cooper non era sicuro di cosa provasse con ciò.
Da una parte, era la cosa migliore alla fine, visto quanto poco era abituato ad averci compagnia e vista la evidente abilità di lei di spingere i pochi tasti dolenti che gli erano rimasti.
Dall’altra, la zona contaminata amava mangiarsi persone che non prestavano attenzione al loro circondario, e lei stava camminando in una nebbia mentale la maggior parte delle volte.
Da un altra parte ancora (una a cui non ci pensava fin troppo forte sopra) le sue stesse parole rieccheggiavano nella sua testa: Io sono te, tesoro. Devi darti soltanto del tempo.
(Si diceva a se stesso che era stupido rimpiangere d’averci avuto ragione. Rimpiangere le cose non serviva a niente. Non cambiava niente.)
E da una altra altra parte ancora, l’improvviso cambio di personalità di lei lo rendeva nervoso. Non pensava che l’avrebbe ucciso probabilmente, ma gli dava la disagiante sensazione di star camminando davanti a una bomba innescata.
Poi, una sera quando il sole aveva incominciato a tramontare, Dogmeat si era sperduto negli arbusti di ciò che una volta era stato un parco giochi. Cooper non ci prestò tanta attenzione mentre il cane fu accolto dal raspare e rumori di morsi di un ratto talpa disturbato. E poi da un altro. E da un sacco altri.
Il bippio gli catturò la sua attenzione, però.
La sua adrenalinà gli andò in picco prima ancora che potesse processare tutto il resto oltre come quel suono gli ricordava l’Alaska. Fischiò stridulo a Dogmeat, e la ragazza fu abbastanza intelligente da ascoltarlo, svignandosela via dalla strada, un ratto talpa nella bocca e una sfilza dei suoi amichetti dietro a seguirla. Pure nelle tenebre del tardo pomeriggio, poteva vedere il loro andamento ostacolato da qualcosa allacciato alle loro schiene. Qualcosa con delle piccole luci di status. Qualcosa che bippava.
"Mine! Non lasciarli avvicinare!" disse Cooper, saltando sopra una auto rovesciata e iniziando a cogliere i ratti talpa, uno ad uno. Un colpo fece saltare una mina con un bang eviscerante un po' troppo vicino Dogmeat, e prese a usare il Mare’s Leg per un poco più di precisione. “E sattene lontana dalla terra, vaultina!”
Tra i ratti talpa (come facevano a fare tunnel senza far saltare le bombe proprio non ne aveva idea), il cane che correva in giro (per fortuna era abbastanza intelligente da capire che il bippaggio significava esplodere, ma continuava a cercare di attaccare quelli non bippanti, il che continuava a fargli sbagliare i colpi), e la vaultina (che aveva dato ascolto al primo avvertimento ma non al secondo e se ne rimaneva lì sul ciglio della strada, a esplodere i suoi colpi), il minuto che venne fu in assoluto il meno divertente che Cooper aveva mai avuto a sparare ratti talpa. Aveva a malapena un pensiero da dare al perché qualcuno avrebbe mai legherebbe delle fottute mine a quelle piccole merdine, per quanto era occupato a impedire a se stesso o ai suoi compagni di viaggio utili nella media di venir fatti esplodere.
Uno di quelli non stava a guardare dove cazzo stesse sparando. O forse la sua mira non era così tanto buona, ma la vaultina stava attivando più bombe di quelle che lui preferiva mentre provava a abbattere gli ultimi ratti talpa bippanti. Qualche volta andava bene (tipo quando eliminava un gruppo di tre tutto in una volta), ma non si fidava della sua abilità di tenere un occhio su di lui e il cane e le auto e--
Stava eliminando un gruppetto alla sua destra quando la terra si smosse fin troppo vicina alla auto su cui si era appostato. Il primo colpo della vaultina mancò, e gli istinti di Cooper gli urlarono mentre il ratto talpa avanzava verso lui come se fosse in slow motion, con una mina attaccata alla schiena fin troppo vicina a lui e a qualsiasi cosa fosse rimasto del motore di una Corvega BX9000. .
E la vaultina gli stava ancora a sparare. Cooper non sprecò il fiato a urlare, schivò, saltando via dietro al tetto dell’auto, e fortunatamente aveva l’auto tra lui e la mina quando saltò.
Sempre fortunatamente, ebbe il tempo per smammarsela prima che l’auto esplodesse.
Quando ebbe finalmente il tempo per dare una occhiataccia alla vaultina, le stava a fissare, inorridita, la carcassa bruciante dell’auto, sovrastata da una nuvola a fungo che si disperdeva rapidamente. “Esplodono?” lei gracchio “L’auto esplode? Quei ratti ESPLODONO?”
Per qualche ragione, la sua reazione per la maggior parte fece dissipare la sua noia. Scansionò il loro piccolo campo di battaglia, ma era fermo eccetto la Corvega in fiamme e il cane che stava indagando i—merda. Cooper fece di nuovo un fischio acuto, dicendo secco “Non toccare!”, e il cane abbandonò il suo annusare i ratti talpa minati.
Almeno uno di loro era ben addestrato.
Rivolse di nuovo lo sguardo verso la Vaultina. "Essì, esplodono. I ratti talpa, di solito no. Ma le auto, certo, qualche volta, se le colpisci nel punto giusto o fai esplodere qualcosa vicino a loro."
Lei lo guardò, poi l’auto, e poi di nuovo lui, sbattendo le palpebre e deglutendo. La nebbia era andata via dalla sua faccia per lo meno. Adesso aveva paura e era anche… in colpa, forse. "Scusa." Lei deglutì di nuovo, la voce rauca dal non aver parlato per un giorno. “Mi dispiace. Non lo sapevo, Io...non stavo cercando di farti esplodere. Sono sincera."
Lui sospirò. Gli esplosivi non davano conto di quali fossero le tue intenzioni, ma era carino avere la conferma che non lo volesse veramente morto.
Era una pivella per tutte le cose là fuori. Perché l’aveva chiesto di venire, comunque? Ah, già. Gli aveva salvato la vita, e potrebbe essere una buona distrazione o presa per il giovane Henry.
La coda scodinzolante di Dogmeat tambureggiava contro la sua gamaba. "E tu," disse, chinandosi per darle una controllata. "Qual’è la tua scusa?"
Dogmeat fece un lamento, lasciando cadere un morto (per fortuna non-minato) ratto talpa con fare di scusa.
Lui sospirò di nuovo. "Degli Scemi fortunati," borbottò, non sicuro a chi stesse riferendo. Tutti e tre probabilmente.
"Perché qualcuno lo farebbe? Legargli delle mine?" La vaultina stava guardando i ratti talpa sparsi lungo la strada.
"Non ne ho idea," disse, dicendo a Dogmeat di stare fermo e poi avanzare verso la mina inesplosa più vicina. "Devo ammetterlo, è stata una buona distrazione, però."
"Poverini...."
Cooper si fermò, guardandola con incredulità, ma no, era assolutamente seria, tutta triste al massacro di ratti.
Oh per.…
"Quei 'poverini' avrebbero potuto scavarti sotto mentre stavi qui, aprire un buco sotto il tuo piede, e masticato oltre l’osso prima che potessi toglierti da lì," disse lui. "e questo lasciando da parte che ti potessero saltarti in faccia. Prossima volta che ti dico una cosa, dovresti ascoltarmi per bene."
Si chinò giù per disarmare la mina, non aspettando di vedere la sua risposta, ma non ricevette nessuna frecciatina, per lo meno. Quando si imbuscò una mina nella borsa, lei chiese, “...hai intenzione di portartela con noi?”
"Certo," disse lui, con occhi che già cercavano la prossima, ancora legata a un ratto talpa con un buco nella sua testa. "Puoi sempre riarmarle per qualcosa di utile." Sorrise a se stesso, ricordando alcune battaglie che aveva vinto senza sparare un colpo, solo perché aveva avuto tempo di prepararsi e qualche idiota non aveva pensato di guardare in basso. "E valgono un po’ di tappi se non altro."
Camminò con cautela verso la mina successiva e fù colpito da un pensiero. Sorridendo, si girò per guardarla. "Parlando di dispensare consigli, veni qui. Ti mostro come disarmare una di queste."
Gli occhi di lei si spalancarono, gurdando lui, poi la mina, poi di nuovo lui. Poi la sua bocca si alzò, se non un poco. "Questo è un altro caso di ‘Perché sono solo io a lavorare’?"
Lui lasciò espandersi un sorriso. "Qualcosa del genere. A meno che tu non preferisca di più rimanere bloccata in un campo minato che non poi disinnescare. La scelta è tua, dolcezza." Si chinò giù, e non fu molto sorpreso quando la sentì tenere il passo lentamente dietro di sè.
Prevedibile, pensò.
Lei squattò accanto a lui. "Ok, mostrami che fare," disse lei.
Così lo fece. E quando finirono di seguire la fila di ratti talpa morti fino al parco giochi, lei era abbastanza sicura nel farlo da sola, sorridendo trionfalmente mentre stava in piedi con una della mine disarmate nelle sue mani.
E’ stata la prima volta in tutti questi giorni che aveva sorriso, Cooper notò mentre ramazzava nelle tasche del cadavere morto vicino alla tana dei ratti talpa (dodici tappi, un rotolo di nastro adesivo, altre due mine, e due dosi di jet – narrazione ambientale al suo massimo.)
Quando partirono, lei camminava un po’ più vicino a lui, e nonostante tutto, quella sensazione di inesplosa ordinarietà sulla sua schiena era svanita.
Note dell'Autore Originale:
Le armi del Ghoul - Jonathan Ferguson ha identificato approssimatamente le armi del Ghoul qui. Questo è il riferimento che ho usato qui, quindi Ghoul chiama il suo "fucile" a più lungo raggio "Mare's Leg".
Note del Traduttore:Almeno non erano scorpioni radiottivi minati. O Cazador minati. Le esplosioni, lasciamole ad Easy Pete, i Boomer e la Powder Gang.
Note 23/03/2026: Corretto alcune frasi, errori di battitura, parole che non scorrevano bene. Non penso tutte, ma ci continuerò a lavorarci sopra.


