Spring bingo challenge 2026 del
gruppo Facebook “Non solo Sherlock”
Prompt di chinpo EFP: “Va bene se mi stendo accanto a te?”
Dare un nome alle stelle
Spike rientrò al loro rifugio ed era furioso, perché un altro dei suoi progetti malvagi era stato mandato in fumo dalla Cacciatrice dí Sunnydale.
Trovò Drusilla che si dondolava su se stessa e borbottava piagnucolando qualcosa che lui non riusciva a capire, anche se ormai sapeva che se lei si richiudeva in se stessa così, vuol dire che era successo qualcosa che l’aveva turbata più del dovuto.
“Ehi, amore… cosa succede?”. Le disse piano, avvolgendola da dietro in un abbraccio stretto.
“Oh Spike, il mio bellissimo Spike… ho fatto un sogno, un bruttissimo sogno. C’erano degli uccellini, in un nido… e poi uno dei due veniva spinto giù e non sapeva volare… giù… giù… sbatteva le ali, ma cadeva… cadeva… cadeva… e là, sotto al nido c’era un gatto ad aspettare… Oh Spike non voglio che tu finisca in pasto al gatto…”. Disse lei in un monologo piuttosto sconclusionato, accarezzando il viso di Spike, che le si abbandonò contro come fosse la cosa più naturale del mondo.
Drusilla era tutto il suo mondo per lui: era l’unica donna, dopo sua madre che avesse mai amato, era colei che lo aveva liberato dalle spoglie mortali, quando era solo William, un uomo vile, incapace e troppo timido per fare alcunché.
Drusilla aveva asciugato le sue lacrime di cuore spezzato e ne aveva portato via il battito e, con esso, tutte le sue sofferenze mortali.
Drusilla aveva fatto tanto per lui, per proteggerlo, per salvarlo dalle ire di Angelus e dai suoi stessi comportamenti autolesivi.
Adesso toccava a lui Prendersi cura di lei, della sua povera Drusilla, una donna spezzata, una vampira potente, ma vittima della follia mentale instillata in lei da Angelus, prima che lei lo incontrasse.
Se avesse potuto, Spike, non l’avrebbe mai torturata, né fatta diventare un vampiro, pur nel suo essere uno spirito indomito, Spike capiva che se Drusilla avesse potuto scegliete, non avrebbe mai scelto quella vita nel buio e nel vuoto, con solo il brivido del sangue e della caccia.
Aveva dei poteri, delle visioni, delle premonizioni e, se non fosse stata morsa, se non fosse morta e poi risorta come bellissimo demone, sarebbe potuta diventare una persona importante, un essere umano a cui gli altri avrebbero guardato con rispetto e benevolenza, invece che con terrore.
Forse il suo destino era stato quello di diventare una “cacciatrice”, Angelus ne aveva accennato talvolta, dicendo che facendo impazzire Drusilla, aveva fatto un favore a tutti loro.
Certo.
Ma non per Spike.
Lui desiderava solo che lei non soffrisse nella gabbia della sua mente che anelava la luce, ma poteva vivere solo nell’oscurità e nel ricordo delle stelle e del sole luminoso e vivo.
“Amore… vieni. Non mi succederà niente. Non sono un uccellino smarrito. Io sono il gatto, ricordi?… Ora vieni, stenditi qui, hai bisogno di riposare, mia amata”. Le disse Spike, conducendola al loro letto.
La fece stendere lentamente, circondandola dolcemente con le braccia, mentre con una mano le accarezzava i capelli che profumavano di biancospino.
“Va bene se mi stendo accanto a te?”. Le chiese Spike, non voleva imporle la propria vicinanza se lei non avesse voluto, nonostante fosse un vampiro sanguinario, manteneva un profondo rispetto per lei, per il loro legame e il loro rapporto.
“Il mio dolce William… certo che puoi restare. Io ti ho voluto per me e non tu manderei mai via… perché non mi reciti qualcosa? Ho bisogno di riposare e i tuoi versi mi fanno stare bene, mi fanno sentire amata… perché tu mi ami, non è vero, William?”.
“Sempre, ti amo dagli occhi alle budella, tesoro…”. Le disse, baciandola leggermente sul collo.
“Le stelle hanno visto la mia malinconia stanotte, hanno udito i miei pensieri, e come sempre non parleranno, non lo diranno a nessuno; questo è il patto che le stelle hanno con i malinconici.” (1)
Le recitò Spike, perché sapeva quanto Drusilla amasse le stelle.
“Sto dando un nome a tutte le stelle… Ma le ho chiamate tutte con lo stesso nome, e c'è una confusione terribile...". Drusilla parlò con gli occhi chiusi e iniziò ad agitarsi di nuovo, finché Spike non le accarezzò le braccia e il viso.
“Non preoccuparti amore, le stelle restano al loro posto anche se non ricordi tutti i loro nomi. Ora riposa. Stanotte ti porterò in un bel posto…”.
“Sempre così galante il mio Spike… cosa farei senza di te…”.
Disse Drusilla piano, prima di scivolare in un sonno senza sogni.
I vampiri non sognavano nel sonno. Era come morire. Ma senza il dolore.
Spike faceva eccezione, lui aveva sogni vividissimi durante il riposo diurno.
Sognava di uccidere la terza cacciatrice, e lo avrebbe fatto, per Drusilla e per sé stesso, in fondo lui era il predatore, non la preda, il felino che uccide per il gusto di farlo.
L’uccellino era Buffy, la cacciatrice, e presto sarebbe caduta dal nido, dritta nella sua bocca, sotto le sue zanne.
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[821 words]
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Note al testo: (1) Citazione da Fabrizio Caramagna
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Note dell’autrice: chiudo la raccolta con un missing Moment tra Drusilla e Spike, che mi sono sempre piaciuti, nonostante io sia una Spuffy shipper ever!
Questa storia prende spunto dall’episodio 21 della seconda stagione. Qui Spike é ancora ben lontano da sviluppare sentimenti positivi verso la cacciatrice e ama Drusilla follemente, nel modo in cui un vampiro può amare la sua stessa generatrice.
Spero vi piaccia! Questa storia e anche la raccolta, fatemi sapere cosa ne pensate! A presto.
Ladyhawke83


