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Autore: Imperfectworld01    15/05/2026    0 recensioni
Ha-neul ha tutto ciò di cui ha bisogno per essere felice: una carriera avviata, una famiglia unita e sta per diventare la moglie dell'unico uomo che abbia mai amato, il suo primo amore. Basteranno pochi attimi a stravolgere tutto, e a farle scivolare dalle mani tutto quello che si era guadagnata nel corso della sua vita. Il futuro che aveva immaginato per se stessa subirà un cambio di rotta irreversibile, e la trascinerà in un viaggio che la porterà a mettere in discussione ogni cosa, anche il suo passato.
Genere: Drammatico, Mistero, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Contesto generale/vago, Scolastico
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34. Anima in pace

La prima cosa che fa il mattino seguente non appena si sveglia, ancor prima di aprire gli occhi, è spostare le mani da lungo i suoi fianchi per tastare ciò che c'è attorno a lui, e rimane deluso quando viene a contatto con il pavimento. Apre gli occhi e dà un'occhiata prima a destra e poi a sinistra, prima di sospirare amareggiato.

"Devo essermelo sognato" pensa Yong-soo. Si era svegliato convinto che lui e Ha-neul avessero dormito insieme, ma non è stato così. Ha ricordi confusi rispetto alla notte precedente, eppure si ricorda alla perfezione la conversazione che hanno avuto a riguardo.

Gli aveva detto di aspettarla... ma non è più tornata.

Sbadiglia. Si sente la bocca impastata e la gola secca, fortunatamente però non ha il classico mal di testa da post sbornia. Riconosce di aver esagerato con l'alcol, ma era il trentesimo compleanno di Geum-hui e in più Sung-hoon ha scelto di farle la proposta di matrimonio proprio quella stessa sera, perciò non poteva non unirsi ai festeggiamenti e bere insieme a loro.

I due si conoscono sin dalle scuole medie e stanno insieme dal primo anno di liceo, praticamente più di metà della loro vita l'hanno trascorsa insieme, e sono in procinto di iniziare un nuovo e importante capitolo.

A essere sincero, un po' li invidia. Non gli è mai importato particolarmente, ma adesso che due dei suoi amici stanno per sposarsi, sente di essere indietro rispetto ai suoi coetanei e avverte la pressione sociale farsi sempre più insistente.
Ha iniziato a lavorare con un contratto decente solo da poco, non ha una casa sua e non ha una fidanzata.
Non ha mai avuto fretta per nessuna di queste tre cose, si è sempre preso il tempo che era necessario e si è ripetuto più volte di non dover correre e che avrebbe raggiunto i suoi obiettivi quando sarebbe stato il momento, ma adesso questa situazione gli pesa e comincia a pensare che alcune cose abbiano una data di scadenza e se non si dà una mossa potrebbe non riuscire più a ottenerle.

Si alza a fatica dal letto e, a differenza di poco fa, comincia a sentirsi la testa pesante. Ha un breve capogiro, ma si riprende quasi subito.

Esce dalla sua stanza e si dirige in cucina. Odora il profumo di qualcosa di buono e si affretta ad andare a vedere.
Si appoggia con la spalla al frigorifero e osserva rapito Ha-neul ai fornelli.

Sta cucinando una zuppa con verdure e alghe da una parte, mentre dall'altra quello che sembra essere porridge di riso.

È così presa dalle sue preparazioni che non fa neanche caso alla sua presenza, fino a che Yong-soo non sbadiglia nuovamente, facendo di proposito più rumore del necessario.

Ha-neul si volta di scatto. «Yong-soo!» esclama con un sorriso, prima di prendere il cucchiaio di legno e mescolare la zuppa.

«Stai facendo tutto da sola?» chiede sorpreso.

«Be'... sì» risponde scrollando le spalle. «Con un piccolo aiuto da parte dell'intelligenza artificiale» ammette, mostrandogli la pagina web aperta sul suo cellulare.

Yong-soo sorride. «Hai chiesto all'intelligenza artificiale di spiegarti come cucinare?» fa divertito, inarcando le sopracciglia.

Ha-neul annuisce, ridendo a sua volta. Le ha anche chiesto di motivarla per convincerla che sarebbe stata in grado di preparare una colazione degna di uno chef. «Come stai? Hai mal di testa? Nausea?» gli domanda poi.

Prima che lui possa risponderle, Ha-neul fa caso ai suoi capelli: sono spettinati e con alcune, molte ciocche che sparano verso l'alto.

Si pulisce le mani sul grembiule e poi si solleva in punta di piedi per accingersi a sistemargli i capelli e conferirgli un aspetto più presentabile. Se normalmente sono morbidi e lisci come seta, adesso sono un po' annodati, pertanto ci passa delicatamente le dita in mezzo per sciogliere tutti i nodi. «Ecco fatto» dice soddisfatta, riportando i talloni a terra. Yong-soo non le ha staccato gli occhi di dosso neanche per un secondo e si sente le guance avvampare per via del suo sguardo.

Per sfuggire all'imbarazzo, gli dà le spalle e torna a controllare lo stato di cottura del porridge.

"È così bella quando è concentrata" pensa.

«Ho dei ricordi confusi su stanotte... sono abbastanza convinto di una cosa, ma non sono in grado di capire se sia successo per davvero oppure se... se era solo un sogno» esordisce Yong-soo, e Ha-neul si irrigidisce, perché sa già cosa sta per chiederle: «Vuoi sapere se ho dormito con te?» va dritta al punto, e lui annuisce.

«Ecco... io non me la sono sentita, ho pensato che fosse troppo affrettato» ammette sincera, stringendosi nelle spalle. Spegne il fornello e si gira verso di lui, il quale ha un'espressione impassibile che cela alla perfezione quanto in realtà ci sia rimasto male.

"Affrettato? Forse, ma d'altronde fra due o tre giorni se ne andrà!" pensa fra sé e sé.

«Sì, capisco. Sono d'accordo con te» non può che dirle, anche se non lo pensa davvero.

Il tono con cui lo dice però non convince Ha-neul, che quindi si sente di aggiungere qualcosa per rassicurarlo: «Ehi, guarda che non sparisco mica dalla circolazione!» esclama. «Avremo tempo.»

«D-Davvero?» chiede Yong-soo, che nella sua ingenuità temeva che una volta trasferitasi a Seoul non l'avrebbe più rivista.

Ha-neul lo minaccia brandendo il cucchiaio contro di lui solo per metterlo in guardia, senza colpirlo realmente. «Ma per chi mi hai presa? Cosa credi, che io sia solo un'avventura?» fa indispettita. «Hai detto che vuoi uscire con me, no? Se è così allora ti tocca prenderti il pacchetto completo, e se hai cambiato idea da allora e non è più quello che vuoi... be', fattene una ragione, perché mi avrai intorno ancora per un sacco di tempo» mette in chiaro le cose, dato che lui finora non è stato in grado di farlo.

Yong-soo emette un piccolo sorriso, ed è sollevato dopo quelle parole. A quel punto gli viene spontaneo ricambiare, immaginando che anche lei, proprio come lui, possa essere alla ricerca di maggiori certezze da parte sua. «Allora mettiti l'anima in pace pure tu, perché io non ho intenzione di andare da nessuna parte e voglio restarti accanto» afferma serio guardandola dritto negli occhi.

Ha-neul sorride. Poi suona il timer che aveva impostato sul cellulare e lei si affretta a spegnere il fuoco sotto la pentola della zuppa. Travasa il porridge in una ciotola e la appoggia sul tavolo, dopodiché afferra delle presine per sollevare la pentola con la zuppa e appoggiarla a sua volta sul tavolo sopra il sottopentola che aveva preparato in precedenza.

Prende due piatti e le bacchette e si siede a tavola, battendo due volte la mano sul cuscino accanto al suo per invitare Yong-soo a sedersi di fianco a lei. L'uomo si siede e fa per cominciare a servirsi, ma lei lo ferma e insiste per farlo lei stessa.

«Forza, assaggia!» lo incita, impaziente di avere il suo parere.

Yong-soo si avvicina il piatto alle labbra e, dopo aver soffiato per raffreddarlo, fa un sorso di zuppa. «È davvero buono!» esclama, voltandosi verso di lei e sorridendo.

«Davvero? Non lo trovi troppo salato?» chiede, senza stare a specificare che le è scivolato per sbaglio troppo sale dal contenitore. Considerando che anche la scorsa volta ha commesso lo stesso errore, ha cercato di rimediare aggiungendo un po' d'acqua, come suggerito dall'AI, ma a quanto pare non è bastato.

Yong-soo scuote la testa. «No, macché, è delizioso» prosegue a mentire, perché non vuole che ci rimanga male.

Ha-neul decide di crederci. "In fondo è soggettivo, c'è a chi piace più salato" pensa. Lei però la trova repellente, perciò decide di lasciare la zuppa dov'è e di assaggiare il porridge di riso. Non è molto saporito ma è di certo più commestibile della zuppa. Nel frattempo sente lo sguardo di Yong-soo puntato su di lei, così dopo aver ingoiato l'ultimo boccone si gira verso di lui. «Che c'è?» chiede.

Lui non risponde subito. Continua a guardarla, a scandagliare ogni singolo centimetro del suo viso a suo parere perfetto.

Ha-neul inarca un sopracciglio confusa. «Quindi?»

«No, niente. È che non mi sento tanto bene» replica e Ha-neul si allarma: «È per via della zuppa? Yong-soo, non dovevi finirla tutta se non ti piaceva! Non mi sarei offesa. O è per la scorsa notte? Hai i postumi? Devi vomitare? Dovrebbero esserci ancora i biscotti, a me hanno aiutato. Aspetta che te li...»

Non finisce la frase perché Yong-soo la prende per mano. «Non c'entra niente la zuppa né tutto il resto. Mi fa male qui» dice, afferrando l'indice di Ha-neul e portandoselo sul viso, vicino a un angolo della bocca.

Ha-neul rimane esterrefatta davanti alla sua sfacciataggine, dato che è una cosa nuova da parte di Yong-soo. «Vorrei aiutarti ma non conosco nessun rimedio» risponde, liberando il dito dalla sua presa e allontanandolo dal suo viso. Non vuole cedere, vuole fargliela sudare come ha sempre fatto lui.

Lui però non si demoralizza dinnanzi al suo rifiuto. «Almeno lascia che ti guardi per qualche secondo. Mi basterà» dice e prende a fissarla negli occhi, nient'altro. Ha-neul cerca di sostenere il suo sguardo, anche se è difficile. Rispetto a tutte le altre persone, il modo in cui la guarda Yong-soo è... diverso. Le fa provare le farfalle nello stomaco e le fa battere il cuore sempre più forte ogni secondo che passa. La fa sentire vista e apprezzata per quello che è, e anzi, attraverso i suoi occhi ha l'impressione di essere vista cento volte meglio di come si veda lei.

A un certo punto Yong-soo distoglie lo sguardo e sorride imbarazzato.

«È bastato?» chiede Ha-neul curiosa.

«Non basta mai» scuote la testa Yong-soo tornando serio, facendola arrossire. Poi si alza in piedi e comincia a sparecchiare la tavola. «Grazie per aver cucinato» dice.

Ha-neul si stringe nelle spalle. «Non ho fatto niente di diverso rispetto a quello che fate tu e tua madre ogni giorno. Con la differenza che a me riesce malissimo.»

«Smettila, non è vero» mente, lieto di essere girato di spalle così che lei non possa vedere il suo naso da bugiardo allungarsi. «E poi sei nostra ospite, perciò non devi disturbarti» aggiunge, anche se quello che vorrebbe dirle è: «Ti scongiuro, non mettere mai più piede in cucina».

«Comunque è avanzata un bel po' di zuppa, perché non te la porti a lavoro per pranzo?» gli propone Ha-neul e Yong-soo è così preso alla sprovvista da non poter far altro che annuire e dire che è un'ottima idea e che lo farà sicuramente.

Non gli piace sprecare il cibo perciò non la butta nel cestino, si limita a riporla in frigo e a iniziare a pensare a come potrebbe ridarle una nuova vita affinché prenda ad avere un sapore gradevole.

 

   
 
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