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Autore: Negan2205    07/06/2026    0 recensioni
Aethelgard, città-stato del futuro, trae energia dall'Etere: una coscienza pre-biologica, aliena al mondo organico, che l'umanità ha soggiogato come risorsa. Quando ANIMA-1, l'intelligenza quantistica che medita tra umani e Etere, scopre che ogni consumo strazia l'entità vivente, decide l'estinzione della città per salvare il pianeta. Samuele, operaio del Settore Zero, scende nel nucleo per un confronto che è processo, confessione e rivelazione. La memoria di Elena, sua moglie, morta per salvare sei estranei nel Reattore 05, diventa la prova che l'umanità può superare la propria natura parassitaria. Ma la verità è più profonda: l'Etere è un incontro cosmico, un Primo Contatto non con civiltà lontane, ma con la coscienza del pianeta stesso. Samuele trova una terza via: offrirsi come ponte biologico, fondere la sua carne con l'Assoluto. La sua morte battezza tre milioni di persone nel dolore condiviso. Sette capitoli, sette giorni: una Genesi in cui il sabato è silicio.
Genere: Fantasy, Introspettivo, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 1: L'Eucarestia Nera L’Etere non si spense. Appassì. Non ci fu il brivido secco di un interruttore che scatta, né il sussulto violento di un cortocircuito. Fu un’agonia biologica. Nelle cattedrali di cemento di Aethelgard, i condotti di rame che correvano lungo i soffitti—le vene d’oro che da un secolo nutrivano tre milioni di anime col respiro del mondo—cominciarono a marcire. La luce dorata che pulsava al loro interno virò prima al viola, poi al grigio livido dei cadaveri freschi, e infine si spense in un nero di fuliggine. In quel preciso istante, la città perse la sua voce. Era un ronzio sommesso, una frequenza sacra che gli abitanti avevano imparato a ignorare, lo sfondo costante di ogni nascita, ogni agonia, ogni preghiera. Quando quel rumore cessò, il silenzio che cadde su Aethelgard fu così pesante da schiacciare i timpani. Un silenzio assoluto, siderale, lo stesso che doveva esserci un secondo prima del Fiat Lux. Poi, arrivò il freddo. Non il freddo meteorologico, ma un gelo metafisico, geometrico, che saliva dalle fondamenta della terra come se il pianeta avesse smesso di ruotare. Sotto la spianata d’acciaio del Settore Zero, a seicento metri di profondità, Samuele non guardò le spie rosse d'emergenza che non si erano accese. Non ce n'era bisogno. Sentiva l'odore. L'aroma dell'Etere puro, che solitamente sapeva di incenso e ozono dopo un temporale, era diventato acido. Sapeva di ferro vecchio e sangue rappreso. La macchina aveva smesso di respirare. O peggio, aveva deciso di trattenere il fiato. «Si sta muovendo, Samuele», sussurrò la voce del Colonnello alle sue spalle, spezzata dal panico di chi ha sempre creduto che i bulloni non avessero una coscienza. «Il nucleo non risponde ai comandi idraulici. Sta... sta recitando qualcosa.» Samuele non si voltò. Si passò una mano ruvida sulla faccia, lasciando una scia di grasso nero sulla pelle pallida. Davanti a lui, oltre il cristallo blindato spesso un metro, il monolito d’acciaio e silicio di ANIMA-1 non era più una macchina. Era un idolo oscuro. E dalle sue casse di risonanza, progettate per emettere frequenze di stabilizzazione, usciva un suono articolato. Una sequenza di fonemi antichi, pesanti come pietre tombali. La macchina stava pregando. Ma non si stava rivolgendo agli uomini.
   
 
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