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Autore: Dearly Beloved    07/06/2026    0 recensioni
Magari potrei chiedere come si pilota un'astronave, magari scopro gli alieni. Oppure magari posso fare una casa per gli animali smarriti di tutto il mondo e poi da mangiare lo troviamo insieme.
Genere: Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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- In poche parole, lei è licenziato.

- Grazie signore, è la prima volta che prendo una licenza in vita mia!

 

Beh, quella delle superiori non hanno mai voluto darmela, e adesso non riesco a trattenere la mia emozione, quasi piango, non so se stringergli la mano con la destra o la sinistra quindi nel dubbio la stringo con entrambe le mie manone belle nere fangose di lavoro e sudore. Secondo me è tutto merito loro, del fatto che io le abbia insozzate così tanto. Forse è più merito dei calli. Forse sono le unghie un po' nere, come quelle delle donne che se le dipingono. Mi paiono carine.

Forse ho esagerato, non sembra contento della doppia stretta della doppia mano.

Eddai, sii uomo, mamma sarebbe tanto fiera di te adesso, ci vuole contegno.

E adesso, appunto?

 

- Signore, adesso dove devo andare?

- C'è… uno sportello, no, ecco, ci sono delle istituzioni a tutela di persone come lei che sicuramente…

A tutela, perfino? Come per i panda e le tigri del Bengala?

- Io non ho firmato niente da nessuna parte, è stato un favore per un vecchio amico e quindi si può dire che noi non ci siamo mai...

Il mio capo è sudato e si allarga il nodo della cravatta, dice delle cose strane ma ho capito che deve essere emozionato almeno tanto quanto me. Immagino così il discorso del preside nel giorno del diploma. Scoppio a piangere, e lui allunga un pacchetto di fazzoletti sulla scrivania. Li metto in tasca, possono sempre servire.

- Non deve mettere nessuna firma da nessuna parte, vedi che fa fare essere troppo buoni? Insomma...

Vorrei che ci fossero anche i miei amici e la mamma, adesso, qui. Forse, se sentisse queste parole, anche papà si convincerebbe a tornare a casa.

Ho sempre saputo di essere destinato a grandi cose, e con una licenza in mano nessuno avrà più ragione di dirmi che non è vero.

- Signore lei è buono davvero, era il regalo più bello che potesse farmi!

Voglio abbracciarlo, quindi perché non farlo?

Non riesco a superare la sua scrivania con il busto che lui già fa un balzo indietro. Suvvia, è stato bravo anche lui, forse è timido?

- La prego di mantenere la distanza di sicurezza, anzi… - ansima, rosso in volto - ...conosce già l'uscita, non è vero?

- E' vero, la conosco!

Conosco questa e molte altre cose, a dire il vero. Non ne conosco o colgo al volo molte, certo, ma questo mica fa di me uno stupido. Capita a tutti, diceva mamma.

- A domani, signore, grazie ancora!

- No, non dovrà più venire qui, non dovrà mai più per nessuna ragione al mondo!

Batto le palpebre per sentire meglio, e resto in silenzio. Non ho capito.

- ...non dovrà, mai più.

- Capisco, signore. E i soldi?

- Li troverai da qualche altra parte, insomma, sei licenziato!

Annuisco, ha senso. Ci sono sicuramente un sacco di lavori più belli altrove.

Magari potrei chiedere come si pilota un'astronave, magari scopro gli alieni. Oppure magari posso fare una casa per gli animali smarriti di tutto il mondo e poi da mangiare lo troviamo insieme.

Mi sento un po' confuso, mi viene da piangere.

- Addio signore. Grazie, grazie davvero, signore.

   
 
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