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Autore: Harrison    08/06/2026    1 recensioni
Sul colle dell'Isteria, nella capitale di Tutte le Terre emerse, sorge il Centro Polisportivo per Eretici. Nessuno sa chi l’abbia costruito, né perché l’insegna lampeggi “BENESSERE & ERESIA” con la stessa energia disperata di un tostapane posseduto. Quel che è certo è che, una volta entrati, non si torna più gli stessi.
Qui, ogni giorno, anime smarrite e personaggi improbabili vengono addestrati a discipline che non esistono in nessun manuale ufficiale: il rimbalzo dell'uovo esistenziale, il dogma gonfiabile, il salto dell'eresia minore.
È in questo luogo assurdo che tre individui con nessuna competenza: Manlio, Priscilla e Adalberto, scopriranno che l’eresia non è un crimine, ma un talento. E che forse, proprio loro, gli ultimi della fila, potrebbero diventare i primi a cambiare tutto.
Genere: Comico, Demenziale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Capitolo 3 - Priscilla e l'eresia minore

 

Priscilla Blutut aveva ventidue anni, una frangia tagliata male e una passione inconfessabile: la demonologia applicata. Aveva dato fondo a tutti gli episodi di The Vampire Diaries, libri e film di Twilight e poi era passata alle repliche di Streghe direttamente dagli anni 90. Non era una vampira nè una strega, era una semplice umana, o, come dicevan tutti, una babbana. Eppure sentiva di essere predestinata e da tempo studiava come evocare i demoni e come liberarsene, semmai ci fosse stato bisogno di aiutare un nuovo casuale vicino di casa vampiro un po' emaciato, ma pur sempre alto e con gli occhi penetranti, un bel figo da paura, ma non troppa paura, giusto un po' per fare finta di non dargliela subito.

Priscilla si proponeva di diventare la più astuta e autorevole esperta di demonologia applicata, materia ancora ingiustamente snobbata dalle scuole e università di ogni ordine e grado. Aveva persino ideato un corso: "Demonologia Applicata I – Introduzione alle Entità Minori e ai Loro Bisogni". Sì perchè non è corretto generalizzare, ci sono demoni e demoni, non tutti sono cattivi solo perché arrivano dall'oltretomba senza il passaporto valido per il soggiorno su Tutte le Terre Emerse.

Priscilla aveva persino preparato una bozza di programma, scritta a mano con una calligrafia così elegante e arzigogolata che a confronto l'invito al matrimonio di sua cugina nella rinomata e lussuosa Isola di Pasquetta faceva schifo ai cani.

Il problema, come sempre, erano gli adulti. Gli adulti non capivano. Erano convinti che "demonologia applicata" fosse un modo elegante per dire "stregoneria", "blasfemia". Nessuno di loro aveva mai letto il sottotitolo del corso, che specificava chiaramente: "Nessuna evocazione di demoni superiori prima dei 18 anni, salvo autorizzazione scritta del tutore legale."

Ma niente, non c'era verso.

Priscilla, però, non si lasciava scoraggiare. Anzi, più la ostacolavano, più lei si convinceva che la demonologia applicata fosse il suo destino. Si vedeva già, in un futuro non troppo lontano, mentre teneva conferenze affollate in cui spiegava la differenza tra un demone di Classe C e un adolescente in crisi esistenziale. (Spoiler: il demone è più collaborativo.)

Aveva persino iniziato a fare pratica sul campo. Il campo, in questo caso, era la sua cameretta. Lì aveva catalogato almeno tre entità minori:

– il Demone del Calzino Scomparso, responsabile della misteriosa sparizione di tutti i calzini sinistri;

– lo Spirito del Rumore Notturno, che si manifestava solo quando lei cercava di dormire;

– Un'entità non identificata che viveva sotto il letto e che, secondo Priscilla, "non fa niente di male, ma ha bisogno di attenzioni".

Il suo primo vero esperimento, però, fu un disastro. Aveva provato a evocare un demone di Classe D, il tipo più innocuo, quello che di solito si limita a lamentarsi del traffico interdimensionale attraverso portali, varchi, fessure spazio‑temporali che puntualmente provocano diarrea e jet-lag. Ma qualcosa era andato storto. Invece del demone, era comparsa una nuvola di fumo rosa con un odore sospetto di caramelle alla fragola. La nuvola aveva tossito, starnutito e poi si era dissolta lasciando sul pavimento un biglietto: "Riprova più tardi, sarai più fortunata."

Priscilla aveva conservato quel biglietto come una reliquia. Per lei era la prova definitiva che la demonologia applicata funzionava. Un giorno, però, i suoi genitori la sorpresero mentre annotava sul quaderno: "Il demone della pigrizia preferisce i divani a tre posti."

Panico.
Urla.
Consultazione di parenti.
Telefonate drammatiche.

Alla fine, la decisione: Priscilla doveva essere rieducata.

E così, una mattina, la caricarono in macchina e la portarono al famigerato Centro Polisportivo per Eretici.

Priscilla, emozionata, pensò:
«Finalmente un posto dove apprezzano la demonologia applicata.»

I genitori, invece, pensavano:
«Finalmente un posto che la libererà da Satana e dalle sue matite colorate.»

Priscilla scese dall'auto con l'entusiasmo del primo giorno di scuola che solo i seccchioni possono capire; il quaderno sotto il braccio sembrava un tomo sacro di appunti talmente profondi da far piangere anche un'entità infernale, ma solo per la noia. I genitori la spinsero dentro il Centro Polisportivo per Eretici con la stessa delicatezza con cui si consegna un pacco esplosivo: loro vedevano rieducazione, lei vedeva un possibile pubblico per le sue tesi su come un demone sceglierebbe i colori del soggiorno, consultando antichi manuali infernali e un paio di cuscini che urlano quando non approvano.

Appena arrivati, un istruttore in tuta fluorescente li accolse con un sorriso troppo largo.

"Benvenuti al Centro Polisportivo per Eretici" disse. " Siamo qui per correggere le vostre deviazioni."

I genitori annuirono, sollevati. Poi l'istruttore aggiunse:

" Qui combattiamo le peggiori forme di eresia: carne rossa, zuccheri aggiunti, alcolici, merendine sospette."

Silenzio.
I genitori si guardarono.
Priscilla li guardò.
Tutti capirono che qualcosa non tornava.

"Scusi", chiese la madre, "ma... non trattate ... ehm... le eresie... spirituali?

L'istruttore rise. Rise troppo. Rise come uno che ha appena ascoltato una barzelletta così stupida da far rivalutare l'intelligenza dei sassi.

"Signora, qui la gente viene perché ha mangiato un hamburger dopo le 18. Non perché ha evocato un demone nel garage."

Priscilla, sollevata, disse:

"Ah, allora posso continuare i miei studi?"

"Certo ". Rispose l'istruttore, "Purché non contengano glutine."

Priscilla fu subito inserita nel programma "Eresia Minore", che prevedeva:

il Salto dell'Eresia sopra salsicce gonfiabili

la Corsa del Dogma Fragile con uova di Pasqua dipinte male

il Lancio del Dogma Gonfiabile a forma di bistecca pentita

la Meditazione Anti-Brunch, per chi aveva ceduto ai pancake domenicali

I genitori erano ancora perplessi, ma si guardarono e senza parlare si dissero che male non avrebbe fatto a Priscilla un po' di sana rieducazione, dopotutto erano qui per questo. Firmarono il modulo di iscrizione senza pensarci e se ne andarono in tutta fretta.

Salutati i genitori, Priscilla venne accompagnata in palestra per il suo primo corso: Il salto dell'Eresia Minore.

Un istruttore alto e figo mise subito le cose in chiaro: "Ascoltate bene, allievi: lo scopo del gioco è semplice: voglio che saltiate oltre una serie di tentazioni eretiche senza cedere.
Sul pavimento ho disposto, in ordine crescente di importanza, gli ostacoli che dovrete evitare: una cotoletta di gommapiuma grande come un cuscino; una salsiccia gonfiabile lunga due metri; un calice di vino finto che traballa anche se non lo tocchi; una bottiglia di birra di cartone e, per finire, un prosciutto di plastica che emana un'aura di giudizio. Ogni oggetto rappresenta un'eresia minore: gola, brindisi sospetto, aperitivo non autorizzato.

Le regole, che ho scritto personalmente, sono queste. Prima di ogni salto dovrete dichiarare ad alta voce: Resisterò alla tentazione, mi possano cadere le spalle Se toccate l'ostacolo, vi fermate, abbassate lo sguardo e pronunciate con voce grave: Ho peccato di aperitivismo chiedo perdono. Se l'ostacolo decide di muoversi da solo, e fidatevi, succede spesso perché alcuni sono gonfiabili e hanno vita propria , io, in qualità di arbitro e testimone della decenza, griderò: Miracolo gastronomico non riconosciuto! E se qualcuno ride durante il salto, dovrà rifarlo tenendo in mano il prosciutto finto, come penitenza scenografica. Ora fate attenzione: non è solo un gioco, è un esercizio di dignità contro il buffet dell'eresia. Tu, comincia!

Priscilla arrossì, stava indicando proprio lei e tutti la guardavano. Si avvicinò alla linea di partenza come chi entra in un campo minato. Saltò la cotoletta-cuscino senza troppa difficoltà, gli altri applaudirono, non tanto per l'abilità quanto per spirito di solidarietà. Priscilla prese coraggio e insieme troppa rincorsa verso la salsiccia gonfiabile che tentò di abbracciarla come un parente invadente; Priscilla perse l'equilibrio, e cadde all'indietro. Un mormorio generale di delusione aleggiò nell'aria e un ragazzo con la maglietta "IO NON BRUNCHO" fischiò come se avesse appena visto un numero di cabaret venuto male. Priscilla sentì la fiducia in sé stessa scivolare sotto le scarpe, ma si alzò per dirigersi verso il calice di vino finto che tremolava senza motivo, Priscilla lo guardò con sospetto e, per darsi coraggio, pronunciò la formula richiesta con voce grave: Resisterò alla tentazione, mi possano cadere le spalle!!!

Il calice oscillò, fece un piccolo inchino e rimase in piedi, lasciandosi scavalcare senza protestare.

Poi arrivò il prosciutto di plastica con quell'aura di giudizio: Priscilla lo vide come un vecchio parroco in versione salume, pronto a rimproverare chiunque avesse osato mettere maionese nel panino. Per un attimo le venne voglia di prenderlo a calci in faccia ma non capiva quale parte del prosciutto era la faccia, in effetti il prosciutto è una parte della coscia e forse anche del culo, non era sicura. Scoppiò a ridere e si preparò a un salto che fu più una dichiarazione di indipendenza che un gesto atletico. Atterrò dall'altra parte con un piccolo inchino, come se avesse appena vinto la medaglia d'oro alle olimpiadi eretiche universali.

L' applauso dei presenti la gasò a mille, ma all'improvviso, come se qualcuno avesse deciso di alzare la posta per puro divertimento e cattiveria gratuita, un assistente entrò correndo con un megafono e urlò: "È stata introdotta una nuova eresia: la colazione americana!" Un piatto di pancake gonfiabili, alto quasi un metro, fu trascinato in mezzo al campo. Per un secondo tutti rimasero immobili, poi l'applauso e risate isteriche. Priscilla provò con la compostezza di chi affronta una giornata in ufficio, ma la plastica scivolosa la tradì. Cadde, rotolò e finì con il viso sulla pancia di un signore che indossava la maglietta "IO NON BIRRO" e che le sorrideva come un vecchio complice. Il pubblico si abbandonò ad applausi confusi e commenti non richiesti.

Priscilla si rialzò, in automatico fece il gesto di spolverarsi i vestiti come per levarsi di dosso della polvere immaginaria, mentre l'istruttore sentenziava: " Priscilla Blutut per essere il tuo primo giorno ti assegno un 7!" Priscilla sorrise mentre l'istruttore finiva di parlare precisando: " 7 su 30". Vaffanculo, pensò Priscilla mentre si sistemava la frangia, ti farò bruciare all'inferno stupido mentecatto. E continuò a sorridere.



   
 
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