Capitolo 4 - La mensa degli eretici
Due settimane dopo il suo arresto, Manlio Duchamp entrò in sala mensa per fare colazione. "La colazione è il pasto più importante della giornata. Mangia con calma e rilassati!", recitava il poster all'ingresso. E' solo che Manlio era in astinenza da caffè e di tutti i frutti e cereali che gli propinavano a colazione non ne poteva più. Era giovedì e certamente avrebbe trovato un succulento toast di pane integrale e avocado. Aveva imparato che l'avocado è ricco di grassi monoinsaturi benefici, fibre, e vitamine essenziali e al contempo aveva scoperto che l'avocado gli faceva proprio schifo. Qualche volta riusciva a scambiare lo schifoso avocado con una fetta di pane integrale con uno dei vicini, ma doveva essere fortunato, perché i posti erano assegnati a rotazione ogni volta e non sempre trovava persone disponibili.
Quel giorno fu assegnato a un tavolino già occupato da due persone: un tizio pelato e una ragazza con una frangia tagliata male che chiacchieravano sorridenti. Manlio fu sollevato perché in genere le ragazze sono più propense a sorbirsi il suo avocado e a mollare la fetta di pane integrale.
"Ciao io sono Priscilla" fece lei stringendogli la mano.
"Adalberto, piacere", fece l'altro.
"Stavamo parlando del fatto che siamo qui da due settimane e stiamo iniziando ad ambientarci", disse Priscilla sorridente.
"Anche io sono qui da due settimane, ma non riesco proprio ad ambientarmi, odio questo posto e il toast all'avocado mi fa schifo." Vide il lampo di offesa sul volto di Priscilla e si affrettò a correggersi. «Scusa, non volevo essere scortese.»
Un cameriere lasciò i piattini davanti a loro: tre toast con avocado e un bigliettino con su scritto "Buona giornata!". Priscilla e Adalberto ringraziarono, il cameriere si allontanò e lei si rivolse a Manlio con gentilezza.
«Se dobbiamo stare qui sei mesi», disse, «meglio farsene una ragione. Si impara a sopportare. Presto torneremo a casa»
«Presto? Io sto impazzendo», sbottò Manlio. «Parlo persino con quelle stronze di piante carnivore in camera mia.»
«Piante carnivore?» ripeté Adalberto, con la bocca ancora piena di avocado. «Davvero? Noi non ne abbiamo.»
"Sì, le piante carnivore " Disse Manlio nervoso "Scusa Priscilla ti prenderesti il mio avocado in cambio di una fetta del tuo toast? "
Lei non ci pensò un attimo, "Certo, puoi prendere tutte e due le fette di pane tranquillo!"
"Cos'è questa storia delle piante carnivore?" Insistette Adalberto.
"Ci sono delle piante carnivore in camera mia" Spiegò Manlio "Sono molto aggressive... Oh ma chi se ne frega non mi interessa", e si interruppe per addentare le due fette di pane integrale che avevano ancora sopra un leggero strato di avocado.
Una ragazza con la felpa rossa, mentre passava davanti al loro tavolo, si fermò un attimo, sorrise a Priscilla e le disse: "Ciao, il corso contacalorie di ieri era uno spettacolo vero? Ho chiesto agli istruttori di integrare il programma, l'acqua era indicata a zero calorie, ma cosa succede se per errore si beve acqua di mare o acqua in piscina? Potrebbe contenere altre sostanze e far lievitare il conteggio giornaliero, che ne pensi? " Priscilla avrebbe voluto incenerirla, ma rispose gentilmente: "E' una grande idea!" La ragazza sorrise ancora, poi riprese il suo cammino, lasciando dietro di sé un profumo di limone e una scia di entusiasmo.
"A proposito, perché vi hanno arrestato?" Chiese Manlio.
Adalberto e Priscilla si guardarono. "Oh io non sono in arresto, mi hanno portato qui i miei genitori... ehmm, per correggermi". Disse lei.
"E cosa hai fatto?" Chiese Manlio.
"Loro sono contrari ai miei studi... io sono appassionata di... ehmm.. Demonologia; studio come applicare la demonologia nella vita di tutti i giorni".
Manlio e Adalberto avevano smesso di masticare e la fissavano. Priscilla arrossì. Poi continuò più risoluta e pronunciò tutto d'un fiato: "Io credo che ci siano entità nell'altro mondo e sono convinta che cerchino di comunicare con noi in qualche modo e voglio capirli e dar loro una voce; ci hanno insegnato che dobbiamo avere paura di questi demoni, ma non è detto che debba essere così. Inoltre se ci sono entità veramente pericolose a maggior ragione bisogna conoscerle e imparare a difendersi!" Si sistemò la frangia e continuò a mangiare il suo avocado.
Silenzio.
Manlio e Adalberto si guardarono. Poi Adalberto si rivolse a lei: "Ma lo sai che hai ragione? Io non so se ci sono questi demoni ma devi continuare a studiare quello che vuoi se ti appassiona"
"Dici sul serio?" chiese Priscilla.
"Sì assolutamente. Ognuno ha le sue attitudini e la sua natura, non dobbiamo vergognarci di chi siamo, mi dispiace che i tuoi genitori non ti capiscano".
"Come sei gentile grazie!"
Le urla squarciarono il brusio della mensa: un uomo veniva trascinato via da due addetti dello staff, le mani dietro la schiena, i piedi che sfioravano il pavimento. "No, vi prego, no, non sono miei, me li hanno messi in tasca lo giuro!" gridò, la voce strozzata dall'imbarazzo. Uno degli addetti lo spinse, l'altro gli afferrò la maglietta con su scritto: IO NON ZUCCHERO e chiese con voce piatta: "Chi te li ha dati i cioccolatini? Chi? Questo è l'ultimo avvertimento. Seguirai il Seminario di Sensibilizzazione alla rinuncia al Cioccolato - Modulo 1 - Dipendenza dal cacao e suoi surrogati." Poi si voltò verso la sala e alzò la voce: "Continuate a mangiare!".
La voce rimbalzò tra i tavoli e la mensa si gelò per un secondo; un uomo lasciò cadere il cucchiaino, una signora si raddrizzò sullo schienale. Alcuni commensali si alzarono per guardare verso il corridoio mentre trascinavano via il malcapitato, altri abbassarono lo sguardo e si misero a sistemare i piatti come se nulla fosse.
Priscilla, sottovoce, continuò: "E voi due, siete detenuti? "
"Sì mi hanno arrestato" disse Manlio, "Al museo archeologico ho cercato di mangiare una fetta di salame.
"Allora eri tu!!" Esclamò Adalberto incredulo. "E' due settimane che si parla di te, ma non sapevamo che fossi in questo Centro e nei video di sorveglianza che hanno mandato in onda hanno messo un bollino nero sulla tua faccia!"
L'entusiasmo di Adalberto irritò Manlio: "Vuoi un autografo?" Rispose. " E tu perché sei qui?
Adalberto si ritrasse sulla sua sedia. "Eh... io... sono qui volontariamente".
"Cosa?" chiesero Priscilla e Manlio in coro.
"Sì, io avevo bisogno di un periodo di disintossicazione.. dagli insaccati..." la bugia di Adalberto era grande come una casa, e si vergognava di aver mentito a Priscilla subito dopo averla incoraggiata ad essere se stessa. Era molto simpatica e molto carina e non voleva che pensasse che era un maniaco.
"Allora puoi andartene quando vuoi?" Esclamò Manlio.
"All'inizio lo credevo anche io" disse Adalberto. "Ho pensato, pago solo il primo mese e poi vado via, ma dopo mi sono accorto che una clausola scritta in piccolissimo corsivo dice che mi impegno a stare qui sei mesi, se esco prima sarà applicata una penalità di cinquecentomila Eurodollari."
"E quanto paghi per i sei mesi?"
"Diecimila in totale".
"Ma come!!!" Un tizio con la maglietta "IO NON BIRRO" si alzò dal tavolo accanto e si avvicinò a loro. "Diecimila è un furto! Io ho pagato seimila Eurodollari per la stessa stanza! Con Bivalvo confronti le offerte e scegli il Centro giusto per te, scarica l'app! " Con un sorriso da ebete si voltò e tornò a sedere al suo tavolo.
Manlio si protese verso il centro del tavolo facendo un cenno agli altri per fare lo stesso e sussurrò: "Dobbiamo scappare!


