Dove non esistono le albe
Credo di stare perdendo la testa,
il mio corpo si sta disintegrando,
ma non capisco se è cenere
quella che scivola lungo la mia pelle.
Luccica ai raggi sgargianti e scorre,
goccioline d’acqua sulle gambe abbronzate
quando riaffioravo barcollante
dalle vivaci onde del mare.
Ero abituata alla polvere nera:
avvolgeva il mio corpo stanco
che avrebbe voluto dormire nelle notti
dove non esistono le albe.
Ero convinta che mi avrebbe ingerito
fino all’ultimo capello dorato.
È dove appartieni, non c’è via di scampo.
È il cuore dell’abisso.
Ma le gocce sono diamanti,
scaturiscono spettri di luce poliedrica,
frammenti di un cosmo
di cui ignoravo l’esistenza:
non ho mai creduto che mi sarei ritrovata
così tanto attaccata alla vita.


