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Autore: Carmine98    04/07/2026    0 recensioni
Il mondo è ormai un cumulo di macerie. L'umanità è stata decimata dell'80% e i pochi sopravvissuti sono costretti a nascondersi nel sottosuolo, strisciando nell'oscurità per non essere scovati. Quel che resta della civiltà è frammentato in piccole fazioni arroccate, ognuna con le proprie regole e la propria disperata lotta per la sopravvivenza.
Lucas sa benissimo come si è arrivati a questo inferno. E sa cosa significa davvero.
Tutto è iniziato con il Varaxes, un minuscolo insetto parassita capace di insinuarsi nel corpo umano e prenderne il controllo, proprio come fa una vespa con le sue prede. Ma se negli animali il Varaxes muore dopo poco tempo uccidendo l'ospite, nell'organismo umano accade qualcosa di diverso, di aberrante: si crea una simbiosi perfetta. L'ospite umano sopravvive, trasformandosi in un mostro instancabile, una creatura brutale capace di atterrare un elefante e sbranarlo vivo.
Gli scienziati lo chiamavano "Virus". Chi lotta ogni giorno per non farsi mangiare lo chiama semplicemente "Inferno". E dall'inferno non puoi scappare, a meno che tu non decida di affondare gli artigli e combattere.
Genere: Horror | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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L'allarme risuonava in tutta la fazione e le urla rimbombavano su ogni fronte. Gli spari e il caos si erano diffusi ovunque, come una macchia d'olio che si espande inarrestabile su un tappeto. Matt e Lucas si erano ritrovati insieme a difendere gli anziani e i bambini nella stanza principale del rifugio. Avevano sbarrato la porta blindata dall'interno, trasformandola in un fortino per impedire a chiunque di entrare. Fuori, il fragore della battaglia si faceva sempre più intenso e vicino. Le persone intrappolate all'interno si erano raggruppate e abbracciate tra loro, premendosi le mani sulle orecchie; i bambini piangevano, paralizzati dal terrore. Un tonfo violento contro la porta fece sobbalzare tutti. Matt si avvicinò un passo alla volta, senza emettere il minimo rumore, posizionandosi sul lato destro dell'infisso. Fece un rapido cenno d'intesa con il capo a Lucas. Una voce disperata giunse dall'esterno: «Aprite! Sono il capitano della guardia cittadina!» Con la mano tremante per l'adrenalina, Matt sbloccò la serratura e aprì uno spiraglio della porta. Incrociò gli occhi dell'uomo e, in un millesimo di secondo, capì di aver commesso un errore fatale. Quell'uomo era davvero chi diceva di essere, ma sul suo braccio destro si scorgeva chiaramente il morso profondo e sanguinante di un Varaxes. Prima che potessero richiudere, l'ufficiale si scaraventò all'interno con forza bruta, crollando sul pavimento. La folla esplose in un grido di puro panico. «Krr-crrz!» urlò l'uomo, rialzandosi di scatto con movimenti disarticolati e scagliandosi dalla parte opposta rispetto a Matt. Lucas sollevò prontamente la pistola e fece partire il primo colpo, centrando in pieno la gamba del mutato. Ne esplose un altro, e poi un altro ancora, finché la creatura non si ridusse a strisciare sul pavimento in un lago di sangue verdastro. Matt gli si avvicinò e lo bloccò a terra con un piede sul petto, quasi divertito da quella macabra fine, ed esplose un ultimo proiettile direttamente nel cranio dell'essere, mettendo fine ai suoi spasmi. «Attento!» urlò Lucas, ma era troppo tardi. Un secondo mostro si era intrufolato nel caos dell'irruzione e si era già avventato su Matt. Gli si aggrappò addosso, spalancò le fauci e gli affondò i denti nel collo. Con uno strattone violento del capo, la creatura si tirò indietro, portando via con sé un lembo di pelle. «Ah!» urlò Matt, mentre dalla ferita profonda iniziava a sgorgare un fiume di sangue scuro. Il mostro lo lasciò andare per ricaricare il balzo, ma Matt, stringendo i denti, si girò di scatto e fece partire l'ennesimo colpo, dritto nell'occhio dell'essere. La creatura si accasciò al suolo, senza vita, ai suoi piedi. Matt si portò una mano alla gola per tamponare lo squarcio, imbrattandosi le dita di sangue. Voltandosi lentamente, camminò verso Lucas. Gli afferrò le mani, stringendole tra le sue, e sul suo viso pallido comparve un piccolo sorriso amaro. «Lucas... sai benissimo cosa fare», sussurrò con un filo di voce. «Non permettere che io diventi uno di loro.» Le lacrime iniziarono a rigare il volto di Lucas. Era successo tutto troppo in fretta, così velocemente da non lasciargli nemmeno il tempo di elaborare l'orrore. Con le dita ancora intrecciate a quelle del compagno, lo fissò in silenzio, incapace di proferire parola. Ma in cuor suo conosceva la risposta. Non poteva perdere l'unica persona che amava, non poteva permettere che Matt si trasformasse in un abominio privo di coscienza; non dopo tutto quello che provava per lui. «Clack... zrrr...» Un rantolo sommesso e disumano uscì dalla gola di Matt. Il parassita stava già prendendo il controllo del suo sistema nervoso. Era quello il momento. «Per favore, Lucas. So che non è facile, ma sappi che va tutto bene e... rzzz...» Matt ringhiò involontariamente, scuotendo la testa per scacciare l'infezione. «Sappi che tu sei stato l'unica cosa che ho sempre desiderato. Speravo tanto che non finisse così... ma è successo.» Con un'ultima lacrima che gli rigava la guancia, Matt cedette sulle ginocchia, accasciandosi a terra ai piedi del suo amato. Lucas sollevò la pistola. La puntò dritta alla testa di Matt, mentre il braccio gli tremava in modo incontrollabile. «Ti amo», sussurrò Matt, chiudendo gli occhi. «Anch'io», rispose Lucas. E premette il grilletto. Il corpo senza vita di Matt si distese ai suoi piedi. Lucas abbassò l'arma, svuotato, mentre un unico, soffocante pensiero gli martellava la mente: Sono di nuovo da solo. All'esterno della stanza, i rumori della battaglia iniziarono finalmente a placarsi. L'attacco era stato respinto e ognuno dei presenti in quel rifugio era salvo. Grazie al loro sacrificio. Il giorno successivo, la fazione era già pronta a rimettersi in piedi. I corpi di chi non ce l'aveva fatta erano stati trasportati in superficie, accumulati temporaneamente in una fossa comune. Il tanfo della morte era profondo, pesante, e impregnava l'aria. Quando finalmente Lucas raggiunse la superficie, portando tra le braccia il corpo esanime di Matt, non poté fare a meno di respirare l'ebbrezza di quell'aria pulita dell'esterno, così diversa dalla claustrofobia del sottosuolo. «Lucas, portalo qui!» urlò una ragazza in lontananza, agitando le mani per farsi notare. Era Sam. Lucas fece qualche passo stanco verso di lei. «Mettilo lì, insieme agli altri», disse Sam, indicandogli uno spazio vuoto. Poi lo guardò negli occhi, con sincera commozione. «Sappi che mi dispiace tantissimo per Matt.» «Grazie, Sam», rispose lui con un filo di voce, adagiando delicatamente il corpo a terra. Un'ultima lacrima solitaria gli rigò il volto prima che si rialzasse, posizionandosi accanto alla sua amica. «Vuoi farlo tu?» chiese lei, tendendogli una bottiglia molotov. Lucas la afferrò. Senza pensarci due volte, accese lo stoppino e la lanciò. Il corpo di Matt prese fuoco in meno di un secondo e, insieme a lui, le fiamme avvolsero i resti di tutti coloro che avevano perso la vita quella notte. «Grazie...», sussurrò Lucas nel vento, troppo piano perché chiunque potesse udirlo. La mano di Sam si posò delicatamente sulla sua spalla, stringendola. «Andiamo. La Presidente Anne ci vuole parlare.» Lucas annuì. Volse un ultimo sguardo alla pira funeraria e al corpo di Matt, ormai ridotto in cenere. Si rese conto che, dopotutto, quel posto che una volta chiamava casa non era altro che una culla di morte e distruzione. Se non facevi attenzione, l'Underground ti trascinava all'inferno senza pensarci due volte. Senza lasciarti alcuna via di scampo. Lucas si girò e iniziò a camminare per rientrare nella base, lasciandosi alle spalle le braci e l'unico pezzo di cuore che gli era rimasto. Spazio autore: Tendo a pubblicare poco su questo sito, quindi se vi va passate su wattpad che trovate la storia sempre in aggiornamento o su mangafiction
  
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