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Autore: Spoocky    06/07/2026    2 recensioni
Una divinità arcaica, a capo di un immenso impero, si crogiola nei suoi sogni di onnipotenza.
Ma è proprio tutto come sembra?
Dedicata a Syila per il suo decimo anniversario su EFP.
Genere: Slice of life, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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E' con clamoroso ritardo (è un periodo difficile in un anno tremendo T_T) che mi accodo a chi ha già dedicato alla carissima Syila una storia per il suo decimo anniversario su EFP, con tanti cari auguri di restarci ancora a lungo e postare altre storie bellissime <3
Il protagonista di questa storia è una creatura a cui sia lei che io siamo particolarmente affezionate. Ho seminato degli indizi per far capire di chi si tratti, vediamo chi riesce a scoprirlo ;)   

Buona Lettura! ^^


Una volta ero un dio.
Le genti mi veneravano, perché avevo portato loro il fuoco. Governavo la Morte, ma avevo portato loro la Vita. Regnavo sui morti e i vivi mi tributavano grandi onori.
Ancora oggi, domino un vasto impero: ho un tempio, eretto in mio onore nel fitto di una giungla lussureggiante, i miei molti volti ne dominano i lati e il Sole si inchina a rendermi omaggio quando salgo sulla cima. La mia reggia, un maestoso castello dorato che i miei sudditi non hanno purtroppo pensato per le mie dimensioni. Stolti.
Mi è stato fatto il dono del vento. Dalla montagna, sgorga la forza che agita le acque creando quelle squisite bolle d’aria che mi massaggiano la pelle, mi sollevano la coda e sono tanto buone da mangiare. Sono io a controllarlo, io lo domino. Il messaggio deve essere chiaro, per questo ho divorato l’insetto che credeva di poter generare corrente senza il mio permesso. Un ridicolo scarafaggio che non ha retto il confronto con le mie zanne.

 
꒰(˶• ᴗ •˶)꒱


Ho creato, con le mie forze, un portale segreto nel cui mi rifugio e, con il favore delle tenebre, osservo quelle macchie di colore che si avvicendano oltre i confini del mio smisurato impero.
Sono come fantasmi, i loro confini sono incerti, le loro forme indistinte. Chissà se la loro si può chiamare vita?
A volte, vedendoli muoversi, mi piace dar loro l’impressione di degnarli della mia attenzione ma non ho la certezza che si rendano conto di nulla, figuriamoci di essere al cospetto di un dio!
Sono creature bizzarre, sempre che di forme di vita si possa parlare. Vivono fuori dai miei confini, per lo più, ma a volte osano violarli, scatenando la mia ira funesta.
Le loro appendici prive di melma si introducono nel mio regno, e forse solo in quel momento iniziano a esistere, quando osano penetrare il sacro confine che nemmeno io posso infrangere, se non per poco.  Stolti.
A volte, le loro appendici hanno l’ardire di attaccarmi, ma nemmeno loro reggono il confronto con la potenza del mio morso.
Questi fantasmi sono tanto deboli e stupidi che non si sono nemmeno resi conto di essere oggetto di uno studio approfondito. Nemmeno si accorgono delle ore che passo a studiarli, nel mio portale segreto.
 
꒰(˶• ᴗ •˶)꒱


Il sole è sorto, è l’ora del sacrificio!
Il cibo che mi donano i miei fratelli divini si dibatte furiosamente, catturando la mia attenzione. Una preda degna di un abile cacciatore, la lotta è furibonda ma vana. Presto, la sua linfa vitale mi riempie la bocca. Parte cola fuori, dissolvendosi nell’acqua. Con la sua morte, la preda è ritornata all’acqua, l’acqua che dà la vita.
Mentre mastico, mi piace meditare sulla caducità della vita. Ci sono foreste di alberi secolari, come quelli che circondano il mio tempio, che si ergono massicci e imponenti ma sono ugualmente destinati a soccombere al tempo. La loro morte porterà altra vita. Forse un altro dio userà i loro tronchi cavi per creare un portale segreto come il mio. Certo, doveva essere davvero immenso quell’albero, per aver lasciato un tronco simile. Un albero grande e massiccio, che doveva essere rimasto in piedi per secoli prima di diventare la mia dimora. Del resto, un dio non merita nulla di meno.
I miei fedeli si domandavano perché io, che governavo la Morte e avevo portato loro il fuoco, vivessi nell’acqua che dà la Vita. Le loro menti, così semplici e limitate, non potevano comprendere che la morte è, in realtà, parte della vita. Un ciclo infinito di nascita, crescita, decadenza e rinascita da cui solo io sono immune. Il mio corpo può rigenerarsi all’infinito, sono immortale. Col tempo, ho semplicemente cambiato forma. Mi piace cambiare.
A volte nell’acqua, a volte sulla terra, a volte entrambe a volte nessuna.
Anche la vita, sulla terra e nell’acqua, cambia in continuazione. In fin dei conti, la morte non è altro che un cambiamento. La vita continua a esistere, sebbene in forma diversa, e si perpetua… oh. Oh, no!

Avevo aperto le branchie e, senza volerlo, ho attivato la trasmissione telepatica. Maledizione!
Le chiudo subito, con un battito inaudibile. Chissà se quelle figure si sono accorte di qualcosa? Non credo siano in grado di pensare e, se anche lo fossero, è probabile che non siano in grado di afferrare questa profondità di concetti. E’ stato solo per poco, non un gran danno, ma non posso permettere che scoprano chi sono davvero. Se così fosse, tutto il mio lavoro, i miei esperimenti e le osservazioni sarebbero da stracciare. Non osservo cambiamenti significativi, per fortuna.
C’è mancato poco, però. Devo ricordarmi di mantenere la trasmissione ad un livello subcosciente e basilare. Quel poco che basta perché capiscano quando è il momento di offrirmi una preda in sacrificio o di aggiustare la temperatura dell’acqua. Perché sono io a deciderlo, io li controllo, ma non devono saperlo. Se lo scoprissero, la consapevolezza potrebbe annientarli.
Continuerò a monitorarli, ma credo che il pericolo sia scampato.
Però, buono questo vermetto!
- The End- 
 
꒰(˶• ᴗ ^˶)꒱
  
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