Bentrovate care lettrici!
Nuovo capitolo che spero vi piacerà.
La storia entra un po' nel vivo.
Ringrazio sempre chi leggerà.
Alla prossima!
CAPITOLO 9 - FINZIONE O REALTÀ
Le labbra di Matt si muovono lente e sensuali su quelle di Ashley, le accarezzano come un velluto, a ogni bacio che termina se ne sovrappone uno nuovo, più appassionato, più coinvolgente.
Lei chiude gli occhi, lascia che siano le sole sensazioni che fanno vibrare il suo corpo a guidarla, stringe tra i pugni la maglietta di Matt, lo tira a sé con prepotenza.
Sente il respiro di lui aumentare di frequenza e intensità e la cosa la eccita, mentre anche dalle sue labbra scappano dei gemiti sommessi.
Le mani di Matt scorrono su di lei, le sfiorano la pancia, risalgono dietro la schiena e poi tornano davanti, passando dolcemente sulle curve morbide dei suoi seni.
Si inarca un po', sente un piacere sempre più travolgente crescere in lei, avvolgerla come una nebbia che la stordisce.
“È tutto per finta, giusto? È solo per Eric” ansima sulle labbra di Matt, approfittando di un piccolo momento di pausa tra un bacio e l'altro.
“Ne sei sicura?” la provoca lui, baciandole il collo e risalendo fino all'orecchio.
Lei trema, indietreggia e si appoggia a un tavolo, allarga le gambe e lui aderisce al suo corpo, infiammandole il basso ventre.
Non può provare quella sensazione, è sbagliato, è inconcepibile.
Gli dà un ultimo bacio poi si stacca e lo fissa, i suoi occhi azzurri la trafiggono.
Hanno entrambi il fiato corto, si osservano, ancora stretti l'uno contro l'altra mentre riprendono avidamente ossigeno.
“Stiamo solo fingendo, Matt” ribadisce Ashley, ma la sua voce è incerta e la tradisce.
Le labbra di Matt si piegano in un ghigno di vittoria provocante.
“Dunque non ti sta piacendo? - insiste, sussurrandole all'orecchio - non ti suscita alcuna reazione se ti bacio o ti tocco?” domanda intrigante, con la guancia a contatto con quella di lei.
Ashley sussulta, sa di mentire ma non può ammetterlo.
“Assolutamente no” mormora ma la sua voce è carica di tensione.
“Io invece dico di sì…e mi basterebbe davvero poco per verificarlo, se solo tu me lo concedessi” continua misterioso e lei perde un battito.
Sa cosa intende e il solo pensiero le accende il più istintivo dei desideri.
“Allora, fallo…controlla” è il suo turno di provocarlo, portando una mano dietro la sua nuca e avvicinando nuovamente il viso al suo.
Forse si è arresa, sa benissimo che perderà la scommessa ma non le importa.
Matt sorride sulle sue labbra e obbedisce all'ordine, abbassa il braccio e con la mano percorre una strada in discesa.
Lentamente, facendola fremere per l'attesa, scorre con le dita sulla pelle liscia della sua pancia, poi sul fianco, poi più giù, finché non incontra la vita dei suoi pantaloncini e si ferma un attimo.
Esita, la guarda negli occhi, ma non coglie alcun pentimento.
Sorride e prosegue.
Ashley ha un sussulto vistoso quando avverte la sua mano sganciare il bottone per ottenere spazio e farsi strada oltre la stoffa degli shorts, fino ad arrivare a sfiorare gli slip per poi insinuarsi all'interno.
Si appoggia con le mani al bordo del tavolo e si sorregge perché le gambe le cedono.
Lui la bacia mentre continua a scendere più in basso e accarezza la sua zona più intima.
Ashley tira indietro la testa ed emette un forte sospiro, avverte le sue dita avanzare inesorabilmente mentre è consapevole che non ha più modo di nascondersi, che lui si accorgerà subito di quanto dannatamente le sia piaciuto quello che è successo tra loro e di come il suo corpo abbia reagito, chiedendo sempre di più.
“Lo sapevo - mormora Matt al suo orecchio, con aria sensuale - sei una bugiarda” aggiunge e lei neanche risponde, totalmente incapace di controbattere o di provare a smentire la realtà.
È pronta a offrirsi tutta purché lui non smetta con quelle carezze che la stanno portando in paradiso.
Matt la stringe e la bacia languidamente mentre scorre sempre più, le sue dita piano provano a insinuarsi in lei, Ashley apre ancora le gambe, si aggrappa a lui e geme, in attesa del piacere che la aspetta, quando all'improvviso…
Sbarra gli occhi e si solleva di scatto, il respiro affannato e il cuore che batte fortissimo.
Si guarda intorno, è sul letto della sua camera, da sola, al buio.
Realizza presto che è stato solo un sogno, anche se estremamente realistico.
Cerca di riprendere fiato, è tutta sudata e ha un caldo da morire.
Si passa una mano sulla fronte umida e con l'altra raggiunge il telefono sul comodino.
Sono le 3 di notte.
È sconvolta nel ricordare cosa ha appena sognato e soprattutto nel rendersi conto di quanto
le stava piacendo, seppur non nel mondo reale.
Non è possibile.
Cerca di calmarsi, ha disperatamente bisogno di rinfrescarsi e di tornare lucida perciò scende dal letto e si avvia in bagno.
Accende la luce, che le dà fastidio agli occhi, apre il rubinetto e si sciacqua la faccia con dell’ acqua fredda.
Trova un po' di sollievo, si asciuga e stropiccia varie volte il viso stravolto.
Si guarda allo specchio, come volesse trovare risposte da se stessa per quello che il suo inconscio le ha fatto sognare.
Strizza gli occhi e scuote la testa per cercare di rimuovere quel ricordo ma niente.
L'immagine di Matt che la bacia e le dà piacere con quelle carezze intime non si toglie più dalla sua mente.
“Cazzo..” mormora nervosa per poi decidere di scendere in cucina.
Ha bisogno di bere, si sente troppo accaldata.
La casa è immersa nel buio e nel silenzio, lei scende le scale piano per non svegliare nessuno, arriva in cucina e accende la luce.
Subito si versa dell'acqua in un bicchiere ma accidentalmente fa cadere un suppellettile pesante che provoca un grosso rumore.
“Fanculo” mormora mentre lo raccoglie, sperando che nessuno si sia svegliato.
Passa poco però prima che sua sorella Jade si palesi alla sua vista, facendole prendere un colpo.
“Ashley…tutto bene? Pensavo fossero i ladri” le spiega sbadigliando, con gli occhi assonnati e l'aria di chi è stata svegliata di soprassalto.
Lei ridacchia nervosa ma dentro di sé si maledice.
“Avevo solo sete“ biascica brevemente ma il suo viso porta ancora i segni di quell'esperienza sconvolgente per lei.
Jade la scruta, nonostante non sia perfettamente sveglia.
“Ma stai male? Hai una faccia” chiede preoccupata, avvicinandosi per accertarsi che sia tutto a posto.
“Ma si, tranquilla…ho solo fatto un…incubo” si giustifica, dicendo comunque una mezza verità.
Fare quello che a tutti gli effetti è un sogno erotico con Matt come protagonista rientra nella definizione di incubo per lei.
“Capisco…torniamo a dormire, allora?” la esorta sua sorella ed Ashley annuisce.
Salgono le scale e si separano in cima per tornare ognuna nella propria stanza.
Ashley accende il condizionatore poi si rimette sdraiata a letto.
I suoi occhi rimangono aperti, il sonno adesso stenta a tornare.
Fissa il soffitto scuro e sbuffa, poi la sua mente le ripropone le immagini di quel sogno così vivido, Matt, i suoi baci e la sua mano che la sfiora.
Si nasconde il viso con le mani, emettendo qualche verso sofferente.
Possibile che quell'idiota la tormenti anche quando dorme, adesso?
Sono passati tre giorni da quando si sono baciati alla festa ma Ashley non è riuscita ancora a liberarsi del ricordo di tutto ciò che ha provato.
Ogni singolo bacio, ogni respiro, i suoi occhi, le sue mani su di lei.
Ci prova, in continuazione, ma niente.
Lui ritorna prepotente a mettere in dubbio ogni sua più ferrea certezza.
Quella sera era perfetto, gentile, premuroso, pronto a salvarla dalle sue paure, a soccorrerla come un cavaliere.
Sembrava quasi innamorato.
Perché non si limita a essere fastidioso così da renderle le cose più semplici?
Non ha più incrociato Matt dopo quell'episodio, per fortuna, ma sa che è solo questione di tempo, non può evitarlo per sempre.
Abitano nella stessa piccola città, frequentano più o meno gli stessi luoghi, prima o poi uscendo si incontreranno e il pensiero la agita.
Ha il terrore che dinanzi a lui non riesca più a controllarsi, a nascondere i suoi sentimenti.
Eppure, non può essere vero.
Dopotutto si erano baciati solo per finta, per fare ingelosire Eric, per dargli una lezione.
Doveva essere un gesto meccanico, senza emozioni.
Quel fuori programma non era previsto.
“Dannazione” sussurra, battendosi una mano sulla faccia.
Con le sue amiche l'argomento non è stato approfondito.
Hanno fatto qualche battuta ogni tanto a cui lei ha reagito male come al solito e poi la cosa è morta lì.
Devono aver capito anche loro che per lei parlarne è difficile.
Mentre rimane sveglia cerca di trovare una soluzione a quel problema.
Non può andare avanti così, non può pensare ai baci né tanto meno sognare di voler andare a letto con lui.
Se solo ci fosse un rimedio, qualcosa che potesse dimostrarle che la parte irrazionale di lei si sbaglia, che quella sera è stato solo un caso provare attrazione per lui, un errore del sistema, un corto circuito che non si ripeterà.
È troppo stordita per ragionarci bene, ci penserà l'indomani.
Riprova a chiudere gli occhi, la frescura che ha riempito la stanza adesso le concilia un sonno più sereno e, si spera, non invaso da brividi bollenti e sensazioni proibite.
Ashley passeggia con Clare in quel pomeriggio di fine agosto.
Sono da sole, Amber è con Flynn e Riley ha deciso inaspettatamente di accettare l'invito del compagno di squadra di Matt, Noah, ed è uscita con lui.
“Per fortuna oggi eri libera almeno mi hai fatto compagnia, odio girare per uffici da sola! - sospira Clare annoiata, costretta dalla burocrazia della sua università a compilare una serie di scartoffie per il nuovo anno accademico - ci sediamo a prendere qualcosa di fresco? Sto bollendo!” propone poi, indicando un bar lì vicino.
Ashley concorda e insieme si dirigono verso un tavolo.
“Figurati! Piuttosto è incredibile che Riley abbia accettato un appuntamento così presto!“ commenta stupita mentre si accomoda.
“Beh, non vorrei sconvolgerti, ma anche io domani mi vedo con Samuel e spero proprio che ci esca qualcosa, non faccio sesso da quasi due mesi!” afferma Clare, fresca come una rosa, prendendo posto di fronte e lei e sistemandosi i lunghi capelli.
Ashley la fissa con un'espressione estremamente contrariata.
“Mi chiedo davvero come fai a farla così semplice” domanda, incapace di comprendere il punto di vista della sua amica su determinati argomenti per lei molto delicati.
“Voler passare una serata piacevole con un ragazzo e, se va bene, soddisfare anche i miei normali bisogni sessuali dovrebbe essere complicato? - ribatte con naturalezza, mentre sfoglia distrattamente il menù - o devo diventare come te che non lo fai da un anno, dal tuo ultimo ex, per l'esattezza - la provoca, beccandosi un'occhiataccia - e poi non mi sembra che per te sia stato così difficile baciare Matt alla festa una settimana fa” la punzecchia infine, sollevando lo sguardo e facendola rabbrividire.
Ashley, colpita nel suo punto debole, assume un'espressione tesa e tossicchia, fingendo indifferenza.
Ovviamente non ha rivelato a nessuna delle sue amiche il sogno di qualche giorno prima.
Non ne ha il coraggio e poi in questo modo dovrebbe ammettere di aver provato qualcosa per Matt quella sera ed è fuori discussione.
“Non è esattamente la stessa cosa” brontola, incrociando le braccia sul tavolo.
Clare fa spallucce, non troppo convinta.
Si fermano un attimo per comunicare le ordinazioni al cameriere.
“Lui non l'hai più visto?” chiede poi vaga Clare, dando un'occhiata al suo telefono.
Non c'è bisogno neanche di dire il suo nome, Ashley capisce benissimo a chi si riferisce.
“Perché avrei dovuto? Non ci stiamo frequentando, Clare, non siamo amici e quello che è successo non ha cambiato nulla. Anzi, probabilmente è stata una pessima idea! Discorso chiuso!” taglia corto Ashley, ma il suo viso fa trapelare un certo sospetto nervosismo.
Clare sospira, rassegnata.
Per giorni ha evitato l'argomento con lei per non stressarla e per lasciarle tempo sufficiente per riflettere e decifrare i suoi sentimenti ma la sua amica si ostina a negare l'evidenza.
È proprio un caso disperato.
“Sei assurda! Comunque, lasciando stare questo discorso, andiamo in piscina sabato sera? L'estate sta finendo e dobbiamo approfittare di queste ultime serate!” le propone di slancio e lei annuisce.
“Si, va bene! Lo diciamo alle altre!” concorda per poi iniziare a mangiare un gelato.
“Tua sorella quando và via?” chiede Clare, giocherellando con la cannuccia del suo the ghiacciato.
“Tra circa due settimane! Non me lo ricordare, se ci penso mi viene da piangere!” le confida, facendosi triste.
“Già, Jade è unica! Peccato che ci siamo viste così poco!” fa Clare, sconsolata.
“Lei quando viene qui è sempre molto impegnata e ha pochissimo tempo per stare con i suoi amici, poi ci sono i parenti, varie ed eventuali e c'è stato anche il suo ragazzo, stavolta! Praticamente questi giorni sono volati!” afferma mesta, ripensando alle settimane precedenti.
“Hunter è già ritornato in città adesso?” chiede Clare.
“Si da qualche giorno!”
“È piaciuto ai tuoi genitori?” continua la ragazza, curiosa.
“È ovvio, è praticamente perfetto. Studente modello, acculturato, di buona famiglia…parlano già di convivenza“ le fa sapere.
“Addirittura, fanno sul serio, allora!” esclama Clare, spalancando gli occhi.
“Pare di sì e le auguro che sia davvero quello giusto” conclude Ashley, un po' pensierosa.
Quello giusto.
Ne hanno tanto parlato con Jade eppure a lei sembra un concetto quasi impossibile da raggiungere.
“Oh, guarda un po', c'è il tuo dispensatore di baci finti!” la avverte dopo un po' Clare con tono ironico, guardando dall'altra parte della strada il gruppetto di ragazzi.
Ashley sussulta appena.
“Eh? Ma dove?” chiede, sforzandosi di non tradire alcuna agitazione.
“Alle tue spalle, sta passando con alcuni amici” risponde l’amica, guardando dietro di lei.
Ashley si volta piano e lo vede.
Lo osserva senza spostare gli occhi, una leggera ansia la invade, unita a una strana sensazione nel petto.
Matt è bello come al solito, il sole bacia i suoi capelli chiarissimi che risplendono, lui nel frattempo ride tranquillo coi suoi amici come se niente al mondo lo turbi poi, nello spostare lo sguardo, incrocia il suo casualmente.
La fissa ma stavolta non ha la solita aria impertinente e provocatoria.
Rimane serio, come perso nei suoi pensieri, e non accenna a voler mollare gli occhi di Ashley, che a sua volta sostengono quello sguardo con in testa la confusione che sta sperimentando in quei giorni.
È la prima volta che si vedono dopo tutti i baci, le carezze, i loro corpi a contatto che si desideravano a vicenda ed è strano, devono farci l'abitudine.
Lui poi accenna un sorriso e con un discreto cenno della mano la saluta da lontano.
Lei dischiude le labbra, un po' presa alla sprovvista, ricambia il saluto muovendo rapidamente la mano e poi nascondendola, come se stesse occultando un misfatto.
Matt si accorge dell'imbarazzo che colora di rosso le sue guance e assume un'espressione dolcissima che lei non regge.
Si acciglia per difendersi e di scatto volta la testa per mettere fine a quello scambio di sguardi.
Non può continuare così, deve fare qualcosa per capire che le succede.
Matt nel frattempo continua a camminare coi suoi amici e ben presto sparisce dalla loro visuale.
“Sai che diverse ragazze che conosco mi hanno chiesto se per caso tu e lui state insieme?” fa Clare all'improvviso ed Ashley quasi si strozza col gelato.
“Cosa?” Esclama sconvolta.
“Beh, che ti aspettavi dopo quella sessione di baci appassionati in pubblico? Che la gente si autocancellasse la memoria per non turbarti?” ribatte Clare, tranquilla.
Ashley sospira pesantemente e si sorregge la testa con una mano.
Che disastro!
“Ok, e che hai risposto?” domanda ansiosa.
“Che non ne so nulla. Ed è la verità in fondo…non so che diamine stia succedendo tra voi” prova a cavarle fuori la verità.
“Clare, non c'è niente tra me e Matt, vuoi ficcartelo bene in testa?” si ostina a ripetere Ashley, allungandosi verso di lei.
“Per ora” osa dire la ragazza, bevendo l'ultimo sorso dal suo bicchiere.
“No, per sempre” ribadisce sicura Ashley, stanca di quelle insinuazioni.
“Dunque, puoi affermare con certezza che un episodio come quello non si ripeterà? Che non ti tornerà la voglia di riprovare la sensazione delle sue labbra sulle tue?” la provoca, simulando un tono sdolcinato e zuccheroso.
“Ma certo che no, non c'è bisogno che riprovi…- comincia a dire ma d’improvviso si blocca, spalancando gli occhi - Aspetta, hai detto riprovare?” ripete mentre Clare aggrotta le sopracciglia, titubante.
“Già, perché?”
“Niente…sei un genio Clare!” esclama all'improvviso, travolgendo l'amica con un abbraccio fin troppo espansivo che non è per niente da lei.
“Tu sei fuori di testa!” commenta Clare guardandola storto, mentre cerca di riprendere l'equilibrio dopo aver rischiato di finire per terra a causa del suo slancio d'affetto.
Ashley sorride, di colpo sembra felice come una Pasqua.
È ovvio, perché non ci ha pensato prima!
In quei giorni si è logorata, chiedendosi come mai le sia piaciuto così tanto baciare Matt, al punto da sognarlo in evidenti atteggiamenti erotici, ma è strasicura che si sia trattato di un caso isolato dettato dal suo cervello confuso e dall’ adrenalina scatenata dalla voglia di vendetta nei confronti di Eric.
Finché però le rimane il ricordo di quei baci avrà sempre quel dubbio a tormentarla.
Se invece potesse riprovare a baciarlo senza provare più nulla, e di quello è convinta, finalmente potrebbe archiviare quella storia, dimenticare quei primi baci, e tornare a vivere normalmente, senza strane sensazioni o rischi di sogni ambigui.
Deve farlo, deve sacrificarsi per quel nobile intento, pure se significhi baciare di nuovo quell'impiastro.
Finisce il suo gelato sorridente e con in tasca la chiave perché possa ritornare alla sua agognata normalità e a odiare Matt di nuovo come un tempo.
Matt esce dallo spogliatoio, come tutti i santi giorni, col borsone in spalla e fresco di doccia.
Scherza e scambia qualche ultima parola con alcuni colleghi di squadra, poi saluta Flynn e si avvia verso la sua auto, parcheggiata poco più avanti.
Fa per aprire la portiera quando qualcuno gli ticchetta una spalla.
Si volta e con suo enorme stupore vede Ashley, stranamente sorridente.
Solleva un sopracciglio, decisamente perplesso.
“Mi fai gli agguati, adesso? Hai deciso di farmi fuori una volta per tutte?” domanda mentre infila il borsone nel sedile posteriore dell'auto, scrutando la ragazza senza farsi notare.
“Oh, scusami! Non volevo spaventarti! È che preferivo beccarti da solo!’ gli spiega Ashley con un tono gentile molto sospetto.
“Da solo? Ti serve qualcosa?” domanda Matt ancora più stranito, tornando a posizionarsi di fronte a lei.
Ashley è strana, davvero troppo.
“Beh, in effetti sì, avrei bisogno che tu mi facessi un favore” rivela di colpo, con aria enigmatica.
“Ehm, ok…dimmi” fa lui, senza sapere cosa aspettarsi.
Per un attimo aveva quasi creduto che volesse dichiararsi o parlare in merito a quella famosa serata ma ovviamente gli piace illudersi.
Non succederà mai, è chiaro, e forse lei ha già dimenticato quanto successo.
“Però non qui. Andiamo in un posto più tranquillo” gli propone un po' a disagio e lui ridacchia.
“Sai che questa potrebbe essere benissimo una tipica frase da serial killer?”
“Figurati! Non farei del male a una mosca e tu lo sai” lo tranquillizza ma Matt insiste.
“Non ne sarei più tanto sicuro…sei piuttosto inquietante stasera” aggiunge e lei stavolta si acciglia.
“Oh, andiamo, Matt, finiscila! Sei sempre il solito odioso! Fammi salire!” gli ordina stufa e lui, ancora stordito, non può fare a meno di obbedire.
Ashley sale, si allaccia la cintura mentre Matt mette in moto la macchina e pensa a un posto dove andare.
Lancia una rapida occhiata alla ragazza seduta accanto a lui e gli sembra tutto così surreale.
Ashley che lo aspetta dopo gli allenamenti e chiede di andare in un posto tranquillo.
Che diamine avrà in mente?
“Dunque ti alleni davvero tutti i giorni?” gli domanda lei all'improvviso, cercando di riempire quel silenzio imbarazzante mentre guarda fuori dal finestrino.
“Certo! Capita anche due volte al giorno! Ashley, questo per me è lavoro, mi pagano bene e in più è la mia passione più grande…direi che sono fortunato, non tutti riescono a trovare una buona occupazione e che allo stesso tempo li gratifichi.” risponde Matt, con lo sguardo fisso sulla strada.
“Giá, hai ragione“ ammette Ashley, pensandoci su e guardandolo senza farsi scoprire.
Matt ha solo 22 anni ed è già autonomo in tutto, un po' per forza di cose e un po' perché è caparbio, ha sempre lottato per i suoi obiettivi e non si è mai arreso.
Si impegna, tanto, per ottenere i risultati che si prefissa, nonostante i dolori che la vita gli ha riservato fin da piccolo.
Lo stima immensamente per quello.
Il profilo di Matt concentrato alla guida, intanto, la fa accaldare e perdere un battito, si ritrova senza volerlo a focalizzare l’ attenzione sulle sue labbra e improvvisamente ricorda nitidamente la sensazione inebriante di baciarle.
Sposta lo sguardo immediatamente e cerca di calmare il suo cuore ribelle.
“Di contro c'è che devo mantenere sempre un certo livello e non scendere mai al di sotto se non voglio rischiare di essere licenziato dalla squadra quindi è abbastanza impegnativo…anzi, prima o poi spero proprio di migliorare e poter giocare in una squadra più importante, lontano da qui, magari” le rivela ed Ashley ritorna a fissarlo, sorpresa e pensierosa.
Andarsene, quante volte ci ha riflettuto anche lei, ma i ricordi e la paura di allontanarsi dalla sua comfort zone la blocca.
“Quindi andrai via un giorno?” domanda, contraendo la fronte.
Matt accosta con la macchina in un'area verde e tranquilla poco lontano dalla piscina.
Spegne la macchina e rimane un attimo fermo, come se ci stesse ancora riflettendo.
“Ci penso da un sacco di tempo…in fondo non ho più niente che mi leghi a questo posto” dice infine, parole dure, terribili che si conficcano nel cuore di Ashley.
Lei esita, una immensa tristezza la invade all'improvviso e fatica a trovare le parole giuste da dire.
“Scusa, non volevo deprimerti” le sussurra lui, sollevandole un po' il viso con la mano.
Nonostante tutto la sua preoccupazione va subito a lei.
Dei brividi lo invadono nell’incrociare i suoi occhi smarriti e intensi.
Ashley sarebbe stata un ottimo motivo per restare se solo l'avesse mai ricambiato.
In quella settimana ha ripensato continuamente ai suoi baci, ai sospiri carichi di piacere soffiati al suo orecchio e sulla sua pelle, alle sue braccia esili che lo stringevano con forza.
Non riesce a credere che sia stato tutto una finzione o sul serio Ashley avrebbe una promettente carriera da attrice nel suo futuro.
Flynn lo ha incoraggiato, sostenendo che qualcosa in lei stia cambiando, qualcosa che forse ha sempre provato ma che ha soffocato per anni per chissà quale motivo.
È tutto troppo assurdo e improbabile e lui non si fa più illusioni.
Matt si è rassegnato, tiene con sé il ricordo di quella sera come una preziosa occasione che gli è stata regalata ma che rimarrà tale, un momento unico.
“Ogni tanto anche io penso ad andarmene” gli confida lei nel frattempo, spiazzandolo.
“Sul serio? Ero convinto che ti piacesse vivere qui” afferma Matt, incrociando le braccia al petto e rilassandosi sul sedile.
È davvero bizzarra la piega che sta prendendo quella conversazione.
Ashley abbassa lo sguardo, Matt si accorge che le sue mani si intrecciano tra loro nervosamente, come se un tormento interiore la muovesse.
“È vero, sto bene qui, c'è la mia famiglia, tutti i luoghi in cui sono cresciuta, il negozio di mia madre in cui adoro lavorare…ma a volte mi sento come bloccata, come se non ci stessi nemmeno provando a fare qualcosa davvero per me” prova a spiegargli.
Non hai mai rivelato a nessuno, ad eccezione di sua sorella, quella sensazione sepolta nel fondo del suo cuore, eppure dirlo a Matt le è venuto estremamente semplice.
Da lui non si sente giudicata e in qualche modo si sente persino compresa.
“Allora dovresti buttarti, tentare…anche se capisco che la tua situazione sia diversa dalla mia. Tu hai tanti buoni motivi per restare” le fa notare e lei annuisce silenziosa.
“Mia sorella studia fuori…a volte mi propone di raggiungerla, anche solo per un periodo…per vedere com'è, per fare un'esperienza diversa” gli rivela e Matt sorride.
“Fossi in te non avrei dubbi…partirei, al massimo se dovesse andare male potresti tornare a casa quando vuoi” prova a dirle, ed in effetti Ashley riconosce che non ha tutti i torti.
Se solo avesse il coraggio di osare.
“Ho la sensazione di non riuscire ad allontanarmi da certi luoghi. Da un lato mi fanno sentire sicura, ma è anche vero che dall'altro mi fanno soffrire tantissimo nel ricordarmi ogni giorno quello che non c'è più” confessa e Matt ha quasi una rivelazione.
Emette una risata amara che le fa sollevare di scatto il viso.
“Ecco perché non mi sopporti…io sono praticamente un ricordo vivente della tua infanzia…forse ti faccio stare troppo male solo ad avermi intorno” dichiara lucidamente ed Ashley sente un groppo in gola.
È proprio quello che ha pensato il pomeriggio in cui ne ha parlato con Jade.
Avverte le lacrime formarsi agli angoli degli occhi ma si impone di non piangere.
“Ma che dici? Non ti tollero perché sei un idiota patentato…adesso scendiamo…comincia a fare caldo” risponde in fretta, e con la scusa di voltarsi per scendere dalla macchina riesce a occultare gli occhi lucidi.
Respira profondamente una volta fuori dall'auto e torna a riprendere il controllo sui suoi sentimenti.
“Quindi che favore devi chiedermi?” domanda intanto Matt ed ecco che arriva la parte peggiore.
Come fa a chiedergli quella cosa?
Il ragazzo fa il giro della macchina e si poggia sul cofano, lei si sposta lentamente e gli si para di fronte.
Respira, deve farlo e starà subito meglio.
‘Ashley, pensa al dopo, pensa al dopo!’ si ripete freneticamente in testa per motivarsi.
“Già, ecco, volevo chiederti…potresti baciarmi di nuovo?” domanda tutto d'un fiato, rossa in viso e visibilmente agitata.
Matt quasi non crede alle sue orecchie.
Si mette in piedi e strabuzza gli occhi.
“Prego?” fa incredulo.
“Matt, non farmelo ripetere, ti prego…ho bisogno di baciarti ancora” ribadisce, navigando nell'imbarazzo più totale.
Come ha fatto a ridursi così per lui!
“Ah, capisco. Forse il mio fascino irresistibile ha colpito anche te alla fine. Beh, è comprensibile.“ la provoca lui, approfittando per stuzzicarla un po' e farla impazzire.
“Che diamine blateri? Sono perfettamente capace di resisterti, mi basta sentire le idiozie che escono dalla tua bocca…è solo per un…esperimento” insiste lei, cercando di trovare la parola giusta per definire quella richiesta a dir poco insensata senza che lui scopra il vero intento che si nasconde dietro.
“Esperimento? E che tipo di esperimento prevede di baciare il ragazzo che più odi al mondo?” la tormenta Matt, le sue labbra si piegano in un sorriso malizioso ed Ashley sente di stare per esplodere.
“Non c'è bisogno che tu lo sappia…semplicemente dimmi se accetti o no, chiaro?” replica, stringendo i pugni, Matt le si avvicina con passo felpato, come un felino attorno alla sua preda.
“Ok…ci sto - soffia al suo orecchio, avvicinandosi, poi la guarda negli occhi e lei sente il suo intero corpo scosso da brividi pericolosi - ma, giusto per evitare fraintendimenti…la lingua?” precisa con aria provocante, visto quello che era successo l'ultima volta.
“Possiamo usarla” afferma lei decisa.
Se deve testare quello che prova, deve farlo fino in fondo, pacchetto completo.
Matt la osserva perplesso e intrigato allo stesso tempo, poi soffoca una risata e lei mette sú un broncio adorabile.
“Scusami, ma…non mi era mai capitata una richiesta così strana” osserva divertito.
Ashley non ha alternative, decide di passare alle maniere pesanti.
Si avvicina a lui, seria, fino a che non si sfiorano, fino a che Matt non riesce a percepire le curve del suo corpo premute su di lui, poi gli afferra la stoffa della maglietta tra le dita e lo tira leggermente a sé, facendolo ammutolire e spegnendogli all'istante quell'aria impertinente dal viso.
Lui perde il solito piglio irriverente, completamente annientato dal suo atteggiamento improvvisamente seducente.
“Dopotutto, come hai detto tu, non è il tuo primo bacio né l'ultimo…quindi che ti cambia?” lo sfida, ripetendo esattamente le stesse parole che la sera della festa lui aveva usato per convincerla a baciarlo.
Matt rimane boccheggiante.
Ashley quando vuole è capace di trasformarsi in una fredda macchina in grado di neutralizzarlo usando le giuste armi.
Le piace quando fa così, quando gli tiene testa in quel modo.
“Come darti torto” concorda, completamente rapito dal suo viso.
“Bene, allora!” esclama Ashley, mollandolo e allontanandosi un po'.
Rimangono a fissarsi per qualche secondo, indecisi su come comportarsi.
Il silenzio pesa ed è imbarazzante.
“Ok, quindi…ehm, vieni” inizia lui, sedendosi sul cofano della macchina e tirandola per le mani.
Lei si lascia condurre ma poi quasi inciampa su di lui e la situazione si fa comica più che sensuale.
Si riprende mentre lui trattiene a stento una risata.
“Così va bene? Ehm aspetta…se apri le gambe mi viene meglio” dice lei, accorgendosi troppo tardi di quello che è appena uscito dalla sua bocca.
Scoppiano entrambi a ridere, stavolta.
“Scusa, è che volevo dire, se mi fai spazio riesco ad avvicinarmi meglio” si spiega più chiaramente.
“Ok, va bene così? - prova Matt, divaricando le gambe e prendendola per i fianchi per poi avvicinarla nuovamente a sé.
Ashley si ritrova attaccata a lui, il cuore a mille per quella strana situazione.
Perché si è cacciata in quel guaio?
“Ci sono altre regole? Tipo…da che lato posso piegare il viso? Solo destra o solo sinistra? Alternati? - ricomincia poi lui, sdrammatizzando e facendola ridere in maniera spontanea e genuina mentre le carezza il viso.
“Dai, smettila cretino!” si lamenta Ashley fingendosi offesa ma non è realmente arrabbiata.
Adesso comincia sul serio a divertirsi.
“Ah, oppure…quanto deve durare al massimo ogni bacio prima che ne cominci un altro? Tre, cinque secondi? Sai è importante” continua Matt ma ormai tra loro la confidenza e spontaneità hanno superato l'imbarazzo.
Scoppiano a ridere, Ashley ha quasi le lacrime.
L'atmosfera si è alleggerita di colpo, entrambi non provano più quel disagio iniziale, si sono sciolti e le cose tornano ad essere naturali.
“Non lo so,...fai un po' come ti pare” esclama Ashley, senza più freni o inibizioni.
“Sai com'è…se è un esperimento deve essere fatto bene” insiste Matt, fingendo una certa autorevolezza e serietà e prendendola in giro su quella storia dell'esperimento.
“Impegnati, allora!” lo esorta lei, le risate ormai si sprecano.
C'è complicità tra loro, quella che avevano un tempo ma che crescendo hanno finito per reprimere, soprattutto lei.
Ashley poggia le mani sul suo petto e si sforza di riprendere fiato, entrambi finiscono per guardarsi negli occhi e di colpo l'intensità di quel momento prevale su tutto.
“È bello quando ridiamo così, senza pensare al resto, senza litigare. Non capita spesso, vero?” inizia lui, poggiando la fronte su quella di Ashley in un gesto molto intimo.
“No, infatti” mormora lei e qualcosa cambia di colpo.
Gli sguardi si addolciscono, diventano intensi, magnetici.
Si stringono a vicenda in un abbraccio, i loro corpi si coordinano alla perfezione, come mossi da una forza invisibile.
Dopo minuti passati a cercare forzatamente di trovare il modo giusto, improvvisamente sono bastate poche parole perché tutto andasse così come deve, così come sembra destinato a essere.
I loro visi si fanno vicini e finalmente le labbra si uniscono ancora in un bacio delicato, dato senza mettersi d'accordo, partito spontaneamente.
Si staccano, sorridono entrambi, l'uno sulle labbra dell'altra, poi ricominciano, sorretti dalla macchina di Matt, unica testimone silenziosa di quello strano fenomeno.
Ashley accarezza i capelli morbidi di Matt e lui le stringe la vita, risalendo sulla schiena per lasciarle delle lievi carezze.
Le lingue si sfiorano, lentamente, senza fretta.
A differenza di quanto accaduto alla festa, il ritmo è rallentato, più dolce, quasi romantico oserebbero dire.
Sono baci diversi, più consapevoli, più simili a quelli di due innamorati che di due amanti.
Ed Ashley ha la conferma ai suoi dubbi.
È vero, non prova più quell’ attrazione fatale ed erotica dell'ultima volta né quella peccaminosa del suo sogno.
Eppure, stavolta c'è comunque qualcosa di forte, un calore rassicurante che la avvolge tutta, che nasce da dentro e le colora le guance per poi farle battere il cuore.
Un calore che le scalda l'anima e le scombussola lo stomaco, che la fa sentire come se le braccia di Matt fossero l'unico posto sicuro in cui vorrebbe rifugiarsi.
È proprio così che si sente: protetta e amata.
Strano a dirsi ma è la cruda verità.
È interessante quell’esperimento.
Sta portando alla luce nuove sensazioni, meno travolgenti delle precedenti ma altrettanto intense.
Ashley prova una gioia inaspettata nello stare abbracciata a lui.
Le piace scoprire che Matt, a dispetto del suo carattere pungente e sfacciato, sappia essere invece così delicato nel toccarle con le dita i capelli o il viso mentre gioca con la sua bocca.
Le piace che ogni tanto si limiti a baciarle le labbra in superficie, senza approfondire, come a volerle soltanto accarezzare o che ogni tanto si preoccupi di farle prendere fiato, dandole tregua e baciandole gli angoli della bocca o il collo per non farle venire meno la sua vicinanza e prendersi cura del suo piacere.
È bravo e si vede che ci sa fare, chissà quante ragazze prima di lei ha fatto impazzire e innamorare con quei movimenti lievi e impalpabili, questo deve concederglielo.
Trascorrono diversi minuti, cullati solo dal rumore delle fronde degli alberi e dal cinguettio isolato degli uccelli tra i rami.
Non saprebbe dire con certezza se la loro conversazione in macchina, durante la quale si sono confidati a vicenda, abbia contribuito a creare quella magia, o se invece le colpevoli siano le risate cristalline e sincere, che per un attimo hanno ricordato loro i momenti che trascorrevano insieme da piccoli, quando i problemi degli adulti erano lontani o bastava farsi una corsa a perdifiato per dimenticarli.
Matt è di nuovo il suo migliore amico in quel momento, solo decisamente cresciuto e capace di provare sentimenti da adulti.
Ad un certo punto si ferma e rimane a guardarlo, incantata e con una pace interiore che la meraviglia.
Non prova ansia né paura per quello che è successo.
Lui aggrotta leggermente le sopracciglia.
“Tutto bene? È riuscito l'esperimento?” chiede, spostandole qualche ciocca di capelli che durante quei baci si era scombinata ed era finita sul suo viso.
“Sì, io…credo di sì” risponde lei a mala pena, ancora persa in quel vortice di leggerezza, ma la sua frase sembra più una domanda che un'affermazione.
È confusa ma di una confusione bella e appagante, che le fa girare la testa come su una giostra.
“Beh, mi fa piacere” risponde lui con un tono di voce dolce che non ha niente a che vedere con i suoi soliti modi.
Sorride ed è troppo bello per essere vero.
Ashley lo bacia ancora e ancora, cercando di prolungare quella sensazione che sa a breve scomparirà per lasciare spazio alla razionalità e alla vita di tutti i giorni.
Si sgranchisce la voce alla fine mentre si aiuta, appoggiandosi con le mani sulle sue spalle, a spingersi via da lui.
Riprende a respirare, osserva attentamente lui che si rimette in piedi, staccandosi dal cofano della macchina.
“Forse è meglio che ti riaccompagni a casa, comincia a fare buio” le propone Matt ed Ashley tarda a rispondere.
Non vorrebbe tornare a casa, vorrebbe restare lì un altro po' e illudersi che il mondo intero non esista.
“Ok, grazie Matt” dice invece.
“Figurati…non devi ringraziarmi…è stato…bello” dice soltanto e lei accenna un sorriso.
“È vero” ammette e lui non crede alle sue orecchie.
Travolto da quell’ ondata di positività azzarda.
“Senti, Ashley…ogni tanto se ti va…perché non vieni a vedere qualche partita?” azzarda a invitarla, lei sussulta.
Che significato ha adesso questa proposta?
“Matt, questi baci non cambiano quello che siamo…lo sai” ribadisce fredda mentre la bolla nella quale si è sentita accolta e amata comincia a svanire.
Lui accusa il colpo ma d'altronde lo immaginava.
“Lo so…non è un appuntamento…solo un invito, sei liberissima anche di non accettare” ribadisce sereno.
Ashley lo guarda, un minuto prima era stretta a lui contro il mondo intero, persa fra le sue braccia e con le labbra incollate a lui e adesso…sembra una statua di ghiaccio.
Non sa cosa fare, sta succedendo tutto troppo in fretta.
“Ci penserò” gli promette infine, senza sbarrargli la porta e a lui basta per aprirsi in un meraviglioso sorriso.
“Sali, dai” le dice poi e lei silenziosamente si siede sul posto del passeggero.
Rimangono entrambi zitti, persi ciascuno nei propri pensieri poi Ashley dischiude le labbra.
È combattuta ma alla fine decide di provare, di lasciarsi travolgere dalla marea per una volta.
“Sabato siamo a una festa in piscina…” lo informa all'improvviso, non sa neanche perché l'ha fatto.
“È un appuntamento? Mi pareva di aver capito che fossi contraria” scherza lui ed Ashley ride.
“Ma no che non lo è, stupido! Però se vieni magari potresti incontrarmi per puro caso…o io potrei incontrare te” dice semplicemente e lui annuisce.
Ha capito perfettamente cosa intende.
“Ok, vedrò che posso fare” le risponde, voltandosi un attimo a guardarla.
Sorridono ed è tutto così maledettamente strano ma perfetto in quell'istante.
“Ti ricordi ancora dove abito?” chiede poi Ashley.
“Se non hai cambiato casa sì” fa Matt.
“Stesso posto” conferma lei.
“Perfetto” poi Matt svolta e accosta sotto casa di Ashley.
Lei si accerta che non ci sia nessuno dei suoi familiari nei dintorni.
Non vuole dare spiegazioni, non adesso.
“Allora…ciao” si congeda rapidamente, scendendo dalla macchina.
Lui le fa un cenno di saluto, poi rimane fermo finché non la vede entrare dal cancelletto e richiuderlo alle sue spalle.
Sospira.
Sa che si farà del male con quel gioco pericoloso.
Lei prenderà il suo cuore, ci giocherà e lo ridurrà in frantumi.
Ne è consapevole ma sono andati troppo oltre ormai.
Gira la chiave e mette in moto, poggia le mani sul volante e si lascia alle spalle tutti quegli interrogativi senza risposte certe.
Ashley entra in casa, la sua famiglia è seduta a tavola per la cena.
“Ashley, finalmente!” fa sua madre, scrutandola per bene.
“Cominciavamo a preoccuparci” aggiunge suo padre mentre continua a cenare e guardare la TV accesa.
“Scusate, mi sono attardata con qualche amica” si giustifica, rimanendo in piedi.
“Dai, siediti a mangiare!” la esorta sua sorella.
“No, grazie, ho mangiato qualcosa mentre ero fuori!” mente.
In realtà non ha granché fame, il suo stomaco è sottosopra, ancora provato dalle emozioni contrastanti di quel pomeriggio decisamente fuori dal comune.
“Ok, come vuoi” dice Margareth.
“Vado in camera, buona cena, allora!” li saluta sorridendo.
Sale in camera sua, si cambia poi siede alla scrivania.
Sospira, tira fuori dal cassetto un album sul quale prepara i suoi progetti e diverso materiale da cancelleria e comincia a correggere qualche bozza per tenersi impegnata.
Si concentra, cancella, ritocca, riprova.
Alla fine osserva il risultato abbastanza soddisfatta e stropiccia gli occhi stanchi.
Sbadiglia, si stiracchia le braccia intorpidite e poggia il mento sulla mano per sorreggersi la testa.
L'orologio nella stanza ticchetta e segna le 11 di sera.
Intorno a lei una calma e un silenzio rassicurante.
Si è fatto tardi, sarà meglio smettere e continuare l'indomani.
Fissa un punto imprecisato fuori dalla finestra mentre ripensa alla conversazione di Matt sul futuro e sui propri sogni.
Guarda di nuovo il suo disegno, assorta, poi lo mette via.
Si alza, lega i capelli e si stende sul letto.
Socchiude gli occhi, li fa riposare.
La sua mente invece non vuole saperne di spegnersi.
Ripensa a Matt, ai baci, a quel calore piacevole che sapeva di casa, di sicurezza.
Ha combinato davvero un bel guaio con tutte quelle smancerie!
Si gira sul fianco, agitata.
Beh, in fondo si tratta di qualche innocuo bacio che non ha mai fatto male a nessuno, non hanno mica scopato insieme né tantomeno si sono giurati amore eterno.
E quelle due cose sono praticamente irrealizzabili.
Non gliela darà mai e nemmeno le passa per l'anticamera del cervello provare qualcosa di lontanamente assimilabile all'amore.
E finché si limitano a quello che può succedere di male?


