Maria è arrivata con un ora di anticipo in stazione, l'aria è fredda e umida e le nuvole grigie e fitte annunciano pioggia. La stazione assume una atmosfera malinconica. Lei indossa un cappotto primaverile, non adatto alla stagione invernale, di colore bianco, lungo e abbottonato che la riscalda ma non abbastanza da sopportare la temperatura fredda di oggi. Le calze spesse nere e gli stivali dello stesso colore le danno un'eleganza parigina che completa con una linea graziosa di eyeliner nero, fard rosso appena accennato sulle gote pallide e un rossetto rosso acceso, opaco sulle labbra. Porta i capelli mossi sciolti sulle spalle, sono morbidi e del colore dell'ebano come i suoi occhi. Si osserva intorno, non sapendo cosa altro fare.
Sta aspettando con largo anticipo il treno che la porterà a lavoro, aveva già fatto colazione e letto due capitoli del suo libro preferito.
Alessando indossa dei jeans blu strappati e una giacca marrone scuro, un look casual che lo fa sentire a suo agio, arriva al binario due circa venti minuti prima della partenza programmata del treno, deve andare ad un convegno fuori città anche se non ne ha voglia, è importante che si presenti e partecipi perchè utile alla sua carriera. I capelli corvini sono arruffati, gli occhi color nocciola stanchi e l'umore svogliato e ancora dominato dal sonno.
Si posiziona distante pochi metri da Maria, per un po' guarda il proprio telefono poi fissa un punto indefinito del binario su cui passerà certamente il treno.
Maria, dieci anni più piccola di Alessio, si accorge di lui tra la gente che come loro aspetta il treno, senza accorgersene resta a scrutarlo facendo riaffiorare ricordi che ormai pensava scomparsi: per un paio di settimane dovevano lavorare ad un progetto assieme per conto di una azienda ed è in quei giorni che lei cominciò a provare dei sentimenti per lui che mai azzardò a confessare, fu triste quando si salutarono per l'ultima volta e cercò di dimenticarsene fino ad ora. Quello sguardo magnetico, quella postura raffinata e quella gentilezza che emana fanno ancora parte di lui, Maria lo percepisce e come per magia avverte nuovamente,dopo anni, quel calore al centro del petto e della gioia nel vederlo.
Alessio, sentendosi osservato,volge lo sguardo su di lei e con piacere se ne ricorda: la ragazza del progetto Acer, per conto della omonima azienda informatica. Lei era sempre molto disponibile e graziosa. Decide di dirigersi verso di lei per salutarla come si deve:
Si salutano cordialmente, iniziando a parlare del numero di treno che devono prendere, del perchè devono prenderlo e cosa fanno ora nella vita.
Maria sente, mente gli parla, l'emozione affiorare nella voce. Lo avrebbe ascoltato parlare per ore, perdendosi nei suoi occhi magnetici,ammirando la sua bellezza.
"il treno 3920 delle ore 17:00 arriverà al binario 2, allontanrsi dalla linea gialla"
annuncia la voce proveniente dall'autoparlante e cosi Alessio le comunica che sta arrivando il suo treno, Maria quindi resta silenziosa per qualche minuto e nel frattempo dei pensieri le passano per la testa; non l'avrebbe mai più rivisto, è l'ultima occasione per fargli capire quanto importante sia stato..
Si fa seria, gli occhi color ebano fissano quelli color nocciola e in quel momento Alessio capisce che qualcosa di importante sta per accadere, lei improvvisamente gli confessa i suoi sentimenti tenuti nascosti anche a se stessa per anni, si era innamorata di lui, non lo aveva mai dimenticato ma per una serie di motivi non riusciva ad esternarglieli, mentre parla la voce quasi le trema.
Alessio rimane spiazzato, non sa cosa dire, rimane senza parole e per un istante indefinito tra di loro vi è solo un linguaggio fatto di sguardi sospesi.
il treno arriva, le porte si aprono e la gente inizia ad uscire ed entrare nei vagoni.
Abbassa lo sguardo, inspira lentamente e sorride appena, quasi appare impacciato mentre cerca le parole giuste da pronunciare.
"Non me lo aspettavo" afferma Alessio finalmente,prima di dirigersi davanti alla porta scorrevole, è rimasto solo lui a dover entrare.
Maria abbassa il capo quando lo vede andare, non si aspetta niente, neanche una risposta ma già sente la tristezza prendere il sopravvento.
Quando lo rialza i suoi occhi incorciano quelli di Alessio che si è voltato prima di entrare,egli le sorride teneramente per poi sparire dentro al vagone del treno, la porta si chiude definitivamente emettendo un allarme, il controllore fischia al capotreno che è ora di partire.
lei resta immobile, come stregata da un incantesimo, quel sorriso Maria, non se lo dimenticherà mai