Titolo: Relax, tè e marmellata
Fandom: Originale
Contest: Mini-Contest La briciola che riflette il tutto
Generi e avvertimenti: Romantico, slice of life,
Parole: 1237
Questo testo partecipa al mini-contest La Briciola che Riflette il Tutto indetto da inky_clouds sul forum di EFP
Relax, tè e marmellata
Yuugo sapeva che essere figlio di un noto produttore cinematografico aveva creato aspettative nella sua famiglia: lui non avrebbe mai potuto permettersi di tradirle.
Avrebbe dovuto seguire le orme familiari entrando in quell'ambiente come tutti i primogeniti della propria famiglia paterna.
Erano così da ben quattro generazioni che la società passava da padre in figlio e fra qualche anno sarebbe stato proprio il suo turno.
Era quello il volere della famiglia e lui non avrebbe potuto rinunciare.
Doveva studiare poi assiduamente e, per quanto gli risultasse facile alla fine, gli stava facendo crescere alcune paure e timore: era pur sempre solo un ventenne dopotutto.
C'erano mille domande che gli si formavano nella mente: “e se non fossi all'altezza cosa direbbero mio padre e mio nonno?” oppure “se dovessero bocciare agli esami verrei ripudiato da loro?” altri esempi ”e se una volta ereditato investissi in film sbagliati?’
Oltre quei quesiti doveva dire che delle volte sentiva addosso una pesantezza e stress che nessuno avrebbe mai compreso.
Ed era proprio per non sentirsi sopraffatto che aveva deciso di passare tutta l’estate nella casa al mare della sua famiglia; doveva rilassarsi e scacciare via tutti quei pensieri!
Era consapevole che casa, per i visitatori estranei alla famiglia Ayase, sarebbe sembrato un eufemismo: era a tutti gli effetti una vera e propria villa.
Certo Yuugo sapeva che non fosse nulla paragonabile alla dimora di Tokyo, che era di molto più grande, ma per chiunque altro sarebbe sicuramente sembrata lo stesso eccessiva.
Bastava vedere quanto rimanessero sconvolti nel vederla per la prima volta, come se non si aspettassero che tale maestosità potesse esistere.
A turbare tutti gli estranei al nucleo famigliare era un insieme di cose che rendeva quella villa così impressionante.
Prima di tutto era la grandezza; abitazioni di 200 mq dallo stampo occidentale non si vedevano in giro per Kamakura.
Per seconda cosa; l'abitazione era stata costruita su una delle più belle e lussuose spiagge private.
Per finire; il gigantesco giardino che dava le spalle alla dimora. Era circondata da piante di ogni tipo e questo creava ancora più scalpore nei visitatori; c'erano alberi di ciliegio, arancio, limone, yuzu*, pesche, mango.
Se ci ripensava forse anche villa sarebbe stato riduttivo, perché quella era a tutti gli effetti una tenuta se ci ripensava.
Tutta quella frutta avrebbero addirittura potuta venderla ricavando ulteriore denaro. Yuugo ancora non capiva perché i genitori non avessero mai investito: che spreco di opportunità!
Lui ne vedeva il potenziale e avrebbe convinto i suoi a cimentarsi, c'era solo da guadagnare, no?
Tutti i ricavi degli alberi non erano e destinati alle vendite, ma per ora l'unica funzione era concederla ai dipendenti della tenuta.
Per tenere pulita una villa di quella grandezza c'era bisogno di lavoro continuo: tutto il personale lavorava e veniva pagato profumatamente per il duro impegno oltre ad avere ferie e vacanze retribuite.
*~~~*
Se per i visitatori tutto quello era eccessivo, per Yuugo no, aveva trascorso così tante estati da essere diventata la sua normalità.
Sotto il gazebo tirava sempre una brezza piacevole: un po’ era perché quella zona era esposta benissimo, ma soprattutto perché non c’era quasi mai il sole caldo a tormentarlo.
Quello forse era il suo posto preferito e avrebbe potuto passarci ore innere.
Lí, era terribilmente diverso dalla fretta e dal caos cittadino ed era davvero rigenerativo per lui: aveva la sensazione che tutta la fatica svanisse quando si trovava a Kamakura e poteva ricaricare completamente le proprie energie.
Insomma per il ventenne erano veri istanti di relax!
Come quando era in compagnia di un buon romanzo che leggeva cullato dal suono delle onde, altre volte invece lasciava in sottofondo della buona musica strumentale o addirittura colonne sonore.
Quando era lì non voleva saperne degli esami universitari e tanto meno del futuro che lo attendeva come erede della Ayase production.
Quelle giornate ormai per l'erede non erano più solamente un modo per evadere, anzi, erano diventate un modo per trascorrere momenti rigenerativi.
In quegli ultimi mesi quelle giornate erano diventate ancora più meravigliose: le trascorreva in compagnia di Tanaka Hirofumi, un suo compagno di corso che col tempo era finito col diventare ben altro..
Hirofumi era uno dei ragazzi più pragmatici che conoscesse: quella era sempre stata una caratteristica che Yuugo aveva sempre amato.
Un esempio di quel suo lato? Sicuramente il fatto che preparasse quei deliziosi e squisiti tè freddi.
Non avrebbe mai dimenticato il giorno in cui, Hirofumi gli servì al prima volta la bevanda ad inizio estate. Il ventenne ricordava ancora le sue parole : “Ho prestato questo te freddo, è un peccato far andare a male tutta questa frutta“
Doveva dirlo: all'inizio della frequentazione con il coetaneo, Yuugo non aveva idea che l'altro potesse essere capace di tanto.
Hirofumi gli era sembrato abbastanza freddo e distaccato ma invece era capace di dimostrare affetto con gesti semplici che finivano per riscaldare il cuore dello studente.
«Yuugo-kun, ho pensato volessi fare una pausa: ti ho preparato il tè alle pesche»
«Ovvio che sì!»
In quel momento aveva proprio voglia di qualcosa da bere ed Hirofumi era capitato proprio al momento giusto.
«Spero sia di tuo gradimento»
Lo studente alla fine afferrò l'enorme bicchiere e lo portò quasi immediatamente alla bocca e alla fine disse: «Grazie, ci voleva proprio».
Era incredibile come quelle bevande fossero così intense, altro che i tè freddi commerciali; Yuugo riusciva ad avvertire tutte le note aromatiche sia delle pesche che e addirittura l'intensità del tè nero che l'altro aveva infuso precedentementea freddo.
Certo lui prediligeva solo miscele di alta qualità, dopotutto era sempre stato abituato al meglio, ma sicuramente si sposavano benissimo con quel frutto dal sapore dolce ed intenso.
Come accompagnamento alla bevanda c'era del pane su cui era stata spalmata la marmellata realizzata con gli yuzu che avevano già iniziato a maturare da qualche giorno.
Non era la prima volta che Yuugo mangiava la marmellata di yuzu, però non aveva mai assaggiato quella preparata dal suo ragazzo.
Cosa doveva dire? Venne completamente devastato dal sapore tanto particolare? Esplose in bocca con tutte le note aromatiche e poteva dire che fosse la marmellata più buona che avesse mai provato.
«Ti piace?»
«Davvero mi chiedi se mi piaccia? Questa è la miglior marmellata che abbia mai mangiato!»
«È la vecchia ricetta di mio nonna, ci sono degli ingredienti segreti».
«Quali sono?»
«Pensi davvero che potrei raccontarlo così?»
«Potrei provare ad indovinarlo, vediamo». Yuugo alla fine diede un altro morso al pane: aveva intenzione assaporare meglio la marmellata e doveva ammettere che sentiva qualcosa di familiare. «Sono chiodi di garofano per caso?»
«Non penserai che io lo riveli tanto facilmente?»
«Dai dimmelo, prometto che metterò il segreto».
«Non te lo dirò mai».
Come poteva non amare qualcuno come Hirofumi? E sapeva che anche l'altro provasse lo stesso.
Glielo dimostrava con quei gesti che potevano sembrare piccoli in apparenza ma sapeva che erano fatti con tutto l’amore possibile.
Si avvicinò lentamente all'altro e non poté non attirarlo a sé finendo col baciarlo con tutto l'affetto e la passione possibile e l'altro lo ricambiò immediatamente.
Hirofumi gli stava dimostrando sempre di più che la felicità poteva nascere a che da gesti semplici e banali come quelli che avevano appena vissuto.
Era per questo che si stava legando tanto al compagno di corso, lo amava con tutto sé stesso e sapeva che con lui le giornate a Kamakura sarebbero state le più intense, rilassanti e meravigliose della sua vita.
*Kamakura è una località marittima giapponese
*Yuzu è un agrume giapponese
Note;
Avevo scritto questa storia per una challenge, ma non l'ho mai pubblicata
Note
Ho scritto inizialmente la bozza di questo storia alcuni anni fa perché dovevo partecipare ad una challenge, navigando fra i contest ne ho trovato uno che mi sembrava adatto per questa attori e non ho resistito
All'epoca non la continuai perché era venuta troppo lunga come bozza e non avevo tempo quindi non l'ho mai finita.
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