Contest: Life Moments di Hanii
Genere: Sentimentale, triste
Avvertimenti: shonen-ai, OOC, OneShot
Pairing: Crack!Pairing Atsuya/Aphrodi (Hayden/Byron)
Note: le frasi in corsivo allineate a destra sono i pensieri di Afuro, che scompaiono verso il termine della fic.
~ Vanilla Chocolate ~
Era seduto sul pavimento della sala.
Fuori dalla finestra cristalli bianchi si facevano strada, timidi e leggeri, tra le nuvole grigie, posandosi lungo le strade e sui tetti delle case.
Tutto diventava bianco, come i capelli di quella persona.
Non doveva pensarci.
Spostò lo sguardo. Davanti a lui il fuoco nel camino crepitava, ed era l’unica fonte di luce nella stanza circondata dalle tenebre.
Una luce intensa e calda. Come gli occhi di quella persona.
Di nuovo.
Perché pensava a lui?
Perché non riusciva a farne a meno?
E, domanda più importante, perché aveva accettato di passare con lui (e con gli altri) una settimana nella regione più fredda dell’intero Giappone?
Non centrava niente con l’Inazuma Japan, lo sapeva benissimo.
Eppure l’aveva invitato. E che cosa aveva risposto?
Beh …
30 Novembre, circa una settimana prima.
Il sole stava tramontando e illuminava tutto, intorno a te.
Eri seduto su un’altalena e ti dondolavi dolcemente.
Il tuo capelli, mossi dal vento, parevano fili d’oro.
I tuoi occhi cremisi osservavano il cielo.
Poi, l’altalena si era bruscamente fermata.
Ti eri voltato.
Dietro di te, c’era l’ultima persona che ti immaginavi di vedere.
E l’ultima che avresti voluto vedere.
-Che ci fai qui?-
-Facevo un giro. A dire la verità, cercavo proprio te-
Mormorò prendendoti delicatamente il mento tra le dita.
I suoi occhi splendevano come rubini sotto i raggi del Sole,
che si preparava a terminare la sua giornata.
-Perché mi cercavi?-
-Volevo chiederti una cosa, Terumi-
Subito dopo?
Semplice.
Gli fece la proposta.
E, anche se ancora incerto, accettò.
Poi?
I rumori divennero confusi e la luce del Sole scomparve. Ogni cosa scomparve. L’aveva baciato.
Di nuovo.
Ogni volta che le loro labbra si toccavano sentiva il cuore accelerare i battiti.
Erano solo lievi baci che duravano sì e no dieci secondi, ma gli bastavano a perdere completamente la testa.
Ovviamente però, quello che faceva, lo faceva solo ed esclusivamente perché di divertiva a confonderlo.
Lo detestava per questo.
Ma non poteva fare a meno di amarlo.
Odio e amo.
Ti chiedi come faccia.
Non lo so,
Ma sento che ciò accade,
E ne sono tormentato.
Era complicato.
Molto complicato.
Era peggio di quei rompicapo cinesi che Suzuno gli mostrava ogni tanto.
Quel ragazzo era un genio negli indovinelli, a differenza del tulipano.
Chissà se sarebbe mai stato in grado di risolvere un enigma tanto grande come l’amore.
Amore?
Soffocò una risata amara. Era ovvio che Atsuya non l’amava.
Si divertiva semplicemente a giocare con i suoi sentimenti.
In realtà, Atsuya Fubuki era innamorato si Gouenji Shuuya. Solo che Gouenji era fidanzato con Shirou.
Perfetto.
Quindi lui era la seconda scelta.
Come quando vuoi comprare un gioiello che ti piace tantissimo, ma ti accorgi che qualcuno prima di te l’ha già acquistato, che sei arrivato troppo tardi.
Così ti accontenti di qualcos’altro.
Non ti importa nulla di me, vero?
No, come potrebbe?
Io sono Il Nulla per te.
Io sono solo un oggetto, che prendi quando ti serve.
Un oggetto, che rimarrà lì per te.
Per sempre.
Con cui potrai giocare sempre.
Perché?
Perché non riesco a dirti di no?
Per quanto si sforzasse lui, Afuro Terumi, sarebbe sempre rimasto la sua seconda scelta.
La neve iniziò a cadere dal cielo sempre di più e il vento iniziò a soffiare più forte.
I rami di alcuni alberi sbattevano sui vetri.
Appoggiò la schiena alla poltrona dietro di sé.
Faceva freddo anche con il camino accesso.
Ma perché diavolo si era lasciato convincere?!?
“Non centro niente qui” si ripeté osservano malinconico fuori dalle finestre, dove ormai imperversava una bufera.
Shirou era con Gouenji, Ichinose con Aki, Endou con Kazemaru, Hiroto con Midorikawa ...
E poi … boh, non si ricordava tutte le coppie di quella squadra.
Era un Dio, ma non poteva mica sapere ogni cosa, no??
Sospirò.
Aveva sempre più freddo.
Stava letteralmente congelando.
Sussultò quando sentì una mano calda appoggiarsi alla sua spalla.
Si voltò di scatto. Chino davanti a lui, c’era Atsuya.
Deglutì a vuoto.
“Cazzo” fu l’unica cosa ‘sensata’ che gli venne in mente.
-Che ci fai qui, Terumi?- la sua voce aveva quel che di malizioso che lo faceva imbestialire e, contemporaneamente, impazzire.
Sento un peso sul cuore, immenso.
Vorrei piangere, ma non ne ho la forza.
Vorrei urlare, ma ho paura che lo renda ancor più vero.
-Non riuscivo a dormire- mormorò tornando a guardare il fuoco e cercando di nascondere il rossore.
Tentativo vano, dal momento che l’albino soffocò una risata.
Evidentemente se n’era accorto.
Fantastico.
Aphrodi imprecò mentalmente quando Atsuya si sedette accanto a lui.
-Perché sei sveglio??- chiese il biondino.
-Non riuscivo a dormire- rispose.
Una risposta che nascondeva qualcosa.
Sembrava … malinconico, triste.
Non ci fece comunque caso, e spostò lo sguardo dal fuoco del camino alla finestra.
-Da voi, qui nell’Hokkaido, nevica sempre così tanto?-
-Questa non è una nevicata qualsiasi. E’ una blizzard –
-Entro domani sarà tutto bianco. Potrebbero esserci delle valanghe …-
Atsuya si irrigidì e l’altro se ne accorse.
-Ehi, che hai? Ho detto qualcosa che non va?- domandò Aphrodi osservando l’amico.
Quest’ultimo si rannicchiò su se stesso e fece affondare la testa tra le braccia.
Non poteva essere arrabbiato con il biondino, dal momento che non sapeva niente del suo passato e di quello di Shirou.
Che fare?
Non aveva mai raccontato niente a nessuno.
Chiunque sapesse qualcosa, era solo perché ne era venuto a conoscenza nei modi più disparati.
Ma lui non accennava mai niente della sua storia, perché era troppo doloroso.
Ricordare che i suoi genitori erano morti a causa di una valanga.
Ricordare che, l’ultima cosa che vide prima di essere travolto, fu l’immagine del fratello spinto fuori dall’automobile.
Ricordare che aveva passato mesi in coma, all’ospedale.
Sussultò, quando Afuro gli appoggiò una mano sulla spalla.
-Se non vuoi dirmelo … non fa niente …- sembrava un po’ deluso, ma il suo sorriso era dolce e fece avvampare il ragazzo.
Alla fine decise di confidargli quel “segreto”, quella parte del suo passato.
-Undici anni fa, quando io e Shirou avevamo solo sei anni, una valanga …-
E iniziò a parlare.
Aphrodi ascoltò attentamente ogni singola frase, non sapendo se piangere di tristezza,
abbracciare Atsuya per consolarlo o essere felice perché il ragazzo gli aveva appena parlato di una parte della sua infanzia.
A racconto terminato, un piccolo ‘Ah, capisco’ uscì dalla bocca di Afuro.
Si rannicchiò anche lui e, per l’ennesima volta, si mise a osservare il camino.
-Comunque …- incominciò attirando l’attenzione dell’albino – … se non fosse accaduto tutto questo, probabilmente non avresti mai incontrato gli altri ragazzi. Quindi, come direbbe Midorikawa, non tutto il male viene per nuocere-
Atsuya rimase immobile per alcuni istanti, come stregato.
Non per quello che gli era stato appena detto.
Oh, no.
Era rimasto come stregato dal biondino.
Aphrodi aveva incurvato le labbra in un dolcissimo sorriso, mentre nei suoi occhi si rifletteva la luce del fuoco e i suoi capelli sembravano brillare.
Non si era mai reso davvero conto di quanto fosse bello.
Sentendosi osservato, l’altro arrossi lievemente e si voltò appena.
-Perché mi fissi?- chiese in un sussurro.
Atsuya avvampò.
I motivi del suo rossore erano vari.
Prima di tutto, non si era mai perso a guardare Aphrodi, o almeno non più di tanto.
Secondo, si era appena accorto di aver dato vita a pensieri, come dire, poco casti e non gli era mai successo.
Terzo (conseguenza del secondo punto) ora aveva l’irrazionale voglia di saltare addosso all’amico.
La cosa non lo sorprendeva più di tanto, visto che aveva una cotta per il ragazzo, ma voleva in tutti i modi nasconderla dietro i suoi atteggiamenti alquanto irritanti.
Cercò quindi di ricomporsi e riassunse quel suo modo di fare ironico e istigatore.
-Pensavo che- rispose prendendo una ciocca dei capelli biondi dell’altro con un mano
–sembri davvero una ragazza con i capelli così lunghi-
Regola numero uno di Afuro Terumi: nessuno tocca i capelli di Afuro Terumi.
E così Aphrodi perse del tutto la pazienza.
Afferrò l’albino per le spalle e gli saltò addosso, pronto a pestarlo a sangue.
Il risultato, però, fu ben diverso.
Cioè?
Semplice.
Aphrodi si ritrovò a cavalcioni sopra Atsuya, e questo era previsto.
Il fatto era che una gamba del biondino era in mezzo a quelle dell’altro, entrambe piegate.
Come se non bastasse, l’albino si era messo semi-sdraiato, puntellandosi con i gomiti sul pavimento, rendendo millesimale la distanza tra di loro.
Questo non era previsto.
A quel punto, se Afuro aveva perso la pazienza, Atusya aveva perso la ragione.
Il suo cervello era emigrato al polo sud, probabilmente per fare compagnia ai pinguini, costretti a sopportare Genda e Sakuma che amoreggiavano.
Conseguentemente, anche il suo auto-controllo per evitare di fare cose altamente pervertite, era andato in un posto meraviglioso molto lontano.
Anni luce da lui.
In quel momento però, Terumi si riprese un poco da quella situazione e cercò di tirargli uno schiaffo, ma Fubuki gli cinse la vita con un braccio e lo baciò.
Soffocò un moto di sorpresa e l'albino e ne approfittò.
Si era sempre trattenuto, e lo avrebbe fatto anche in quel momento.
Il problema era che la voce della ragione bisbigliava parole incomprensibili, mentre il cuore urlava con un megafono.
Intrecciò le dita delle mani tra i fili d'oro dell'altro. Le labbra di Aphrodi avevano lo stesso sapore della vaniglia.
Il biondino cercò di dimenarsi, ma appena la sua lingua toccò quella di Atsuya non riuscì a soffocare un gemito e si lasciò andare.
Brividi di piacere attraversavano il suo corpo, mentre tutto, come sempre, si faceva confuso.
I rumori non si sentivano più.
La sua percezione del tempo era svanita, così come ogni altra cosa che lo circondava.
Il bacio di Atsuya sapeva di cioccolato.
Si staccarono quel poco che bastava ad entrambi per riprendere fiato e sentire il repiro dell’altro sulla pelle.
-Baci bene, biondina-
-Idiota-
Dopo quello, sentì che la distanza tra loro due si era colmata in un lampo, con una velocità e una passione che Aphrodi non si aspettava.
Dammi un bacio.
Un altro, e un altro ancora.
So bene che niente dura mai per sempre,
Ma desidero ardentemente che,
Per quel breve lasso di tempo,
Tu, appartenga soltanto a me.
Non ne avrò mai abbastanza.
[Aphrodi]
*Angolo della tizia*
Ragazzi, che schifo.
Credo che questa sia la peggiore fic che la mia mente contorta abbia mai elaborato.
Ma evito di farmi ulteriori complimenti (?) e passo a note varie
Il titolo "vanilla chocolate" l'ho deciso quando ho descritto il bacio =w=
C'è poi un altro dettaglio: una poesia del poeta Catullo (Odio e amo. Ti chiedi come io faccia ...)
Penso non ci sia altro, a parte il fatto che Aphrodi è schifosamente OOC.
In ogni caso, ringrazio Hanii per aver indetto questo concorso :)
Arigato Marika *-*
Spero che almeno qualcuno abbia gradito questa improbabile coppia uwu
Direi che è tutto ragazzi!!!
A presto,
Alicchan ~


