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Autore: _Francy93_    02/06/2013    7 recensioni
Tratto dal primo capitolo:
Avevo sette anni quando mi innamorai, per la prima volta, del nuovo compagno di classe.
Beh, forse innamorata non era la parola giusta. Chiamiamola semplice cotta da bambina.
Allora non conoscevo il vero significato celato sotto quella parola tanto piccola che a solo pronunciarla diventava grande come il mare.
Genere: Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Buonasera! Fino ad ora avevo scritto sempre nel fandom Twilight e questa è la prima volta che mi cimento in qualcosa di originale, quindi siate clementi!
Piccola informazione: questa storia l'avevo scritta in terza persona ma poi ho cambiato idea e l'ho trasformata in prima e dopo tanto pensare ho deciso di pubblicarla, anche grazie al sostegno di una mia cara amica (si, sto parlando di te
shasha5, ti adoro!!!) e spero tanto che vi piaccia!!!
Vi lascio alla lettura!




Un'amicizia che profuma d'amore

Capitolo 1
 

Avevo sette quando mi innamorai, per la prima volta, del nuovo compagno di classe.
Beh, forse innamorata non era la parola giusta. Chiamiamola semplice cotta da bambina.
Allora non conoscevo il vero significato celato sotto quella parola tanto piccola che a solo pronunciarla diventava grande come il mare.


… 12 anni dopo…

Era passato moltissimo tempo da allora e dopo essere stata respinta per ben due volte dal ragazzo che avevo continuato ad amare fino all'età di quindici anni, mi ero detta basta!
Non potevo continuare a soffrire per uno che nemmeno mi calcolava in quel senso ma mi considerava una semplice amica.
Avevo provato anche a dimenticarlo in ogni modo possibile ma senza alcun risultato, nemmeno odiarlo era servito a molto perchè non c'era affatto verso. Non aveva funzionato.
<< Francy, non pensare più a lui! Non ne vale la pena!>> mi disse la mia amica Imma.
<< Ma io non penso più a lui, Imma! Non in quel senso almeno>> le risposi con tono sicuro e fermo.
Io e Imma ci eravamo conosciute in seconda elementare e avevamo continuato la scuola insieme fino alle medie, dopo di che le nostre strade si erano divise.
Ci eravamo ritrovate solo di recente.
Io avevo preso il diploma di Operatore Turistico, mentre lei quello di ragioneria.
All'inizio consideravo quella di Imma un'amicizia di convenienza, visto che ai tempi della scuola mi chiamava solo per i suoi comodi.
Da quando ci eravamo ritrovate, lei aveva fatto di tutto per ottenere il mio perdono per il pessimo comportamento che aveva assunto nei miei confronti, cosa che era servita visto che l'avevo perdonata e speravo davvero con tutto il cuore che Imma non commettesse nuovamente lo stesso errore di tanto tempo fa.
<< Spero davvero che sia così, perchè tu non meriti di soffrire in eterno. Mi capisci?>>
<< Perfettamente e fidati. Non soffrirò>> l'avevo rassicurata.
<< Dai, adesso usciamo perchè ho tanta voglia di divertirmi stasera!>>
Io scossi la testa davanti al suo atteggiamento ma non potevo farci nulla: lei era così e non avrei cambiato amica nemmeno se me l'avessero servita su un piatto d'argento.
Prima di uscire, mi diedi un'ulteriore controllata allo specchio.
Indossavo un paio di pantaloni celeste a vita bassa, un top dello stesso colore e avevo abbinato un braccialetto molto carino con le perle e un paio di scarpe azzurre. In pratica ero tutta azzurra e quel colore mi donava.
<< Andiamo che stai benissimo! Farai strage di cuori stasera!>> mi stimolò Imma.
Io sorrisi. Infondo non avevo niente da invidiare alle altre ragazze.
Ero una ragazza molto carina, capelli lunghi scalati che mi arrivavano sulle spalle, occhi castani ereditati da mia madre e un fisico slanciato con le curve al punto giusto.
<< Si, forse hai ragione>> risposi voltandomi verso di lei e iniziai a squadrarla.
Indossava un paio di pantaloni attillati color rosso scarlatto, un top del medesimo colore, scarpe rosse con i tacchi e al polso un braccialetto.
Imma sbuffò sonoramente davanti al mio sguardo: << So cosa stai pensando. Una cosa tipo "Devi acchiappare il toro, per caso?">> disse convinta.
A quel punto, mi misi a ridere per un buon quarto d'ora e quando mi calmai le chiesi scusa.
<< Dai, andiamo torero in versione femminile!>> le dissi poi, trattenendo le risate prima che tornassero e uscimmo per la nostra serata all'insegna del divertimento.

  
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