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Autore: Jasmine_dreamer    11/11/2016    1 recensioni
"La finisci di starmi addosso? Mi perseguiti da settembre, quando l'anno scorso non conoscevi neanche il mio nome!" disse Alexia.
"L'anno scorso eri un cesso, poi non so cosa sia successo!" rispose Parker.
"Si chiamano tette. Ecco cos'è successo, quando ti crescono le tette improvvisamente diventi figa."
Lui rise: "Guarda che le tette non c'entrano, contribuiscono, ma non sono loro la causa del tuo cambiamento. Quando ti ho vista ho pensato che eri una favola."
Sul sorriso di Alex comparve un sorriso dolce e pensò a quanto fosse carino Parker. Poi si ricordò che era Parker e disse: "Non mi compri con due parole in croce, sai?"
"Oh che strano, sembrava di si."
Genere: Comico, Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago, Scolastico
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"Alexia!" tuonò Jessica, col suo tono di voce perennemente alto.
"Sì mamma, adesso mi alzo." le rispose.
Si alzò a fatica dal letto scendendo in cucina per fare colazione.
"Certo che qualche volta potresti pure scaldarmelo tu il latte."
"Già è tanto che ti accompagno a scuola ogni giorno, alla tua età di solito si va a piedi o con i mezzi. Invece io, da buona madre che sono, mi faccio mezz'ora di strada ogni mattina per accompagnarti."
"Io resterei volentieri a casa a dormire, piuttosto che andare a perdere tempo a scuola."
"Oh, sentite un po'! Se la smettete di strillare, magari riesco a dormire!" Gridò Nick dalla sua camera.
"E sta' zitto, rompipalle." le rispose a tono la sorellina.
Nick aveva terminato la scuola due anni prima, e da allora passava le sue giornate a dormire o a cazzeggiare. La sua scusa era che dopo tanti anni di studio, si meritava una vacanza.
"Alex è tardi, dobbiamo andare." 
"Sì mamma."
Si precipitarono in macchina, accesero la radio ed Alexia inserì la sua chiavetta.
"Oh, finalmente questa è la settimana dove la musica la metto io e non dovrò sorbirmi quelle lagne che ascolti tu."
"Oh, si meglio i tuoi 'urlatori', non è vero?"
"Guarda che fanno scream, non sono urla. Ma che ne capite voi."
Jessica rise e scosse la testa.
"Tu mi farai diventare matta, figlia mia!"
"Mamma, pensa a mio fratello che ha 21 e a momenti non sa neanche pulirsi il culo quando è al cesso, non a me che ho 16 anni e vado a scuola."
"Tesoro, smettila di essere così volgare.. non è carino per una ragazza."
"Me ne frego di cosa è carino e cosa no. Mi hanno rotto questi stereotipi sulle ragazze che devono essere sempre dolci e fini, vadano a quel paese."
Jessica si fermò dinanzi alla scuola la guardò.
"Che c'è?"
"Sei un uomo con la vagina, figlia mia!"
"Lo so!" scese dalla macchina: "Ciao mamma."
Jessica le sorrise e le fece un cenno con la mano.
Nonappena se ne fu andata, Alex estrasse una sigaretta dal suo pacchetto ed iniziò a fumare.
Poco dopo si accorse che un ragazzo la stava fissando divertito.
"Che vuoi?"
"Fumi di nascosto da tua madre? Allora non sei così tosta come vuoi far sembrare!" disse lui.
"Sta' zitto Parker. E smettila di fissarmi, tanto non te ne offro una."
"Tranquilla, non mi faccio offrire sigarette dalle minorenni." esclamò Parker divertito.
"AH AH, mi stai sempre più sul cazzo."
"Dovresti ritenerti onorata visto che parlo con te, e non cerco solo un modo per scoparti."
"E tu dovresti sentirti onorato solo perché ti dico che puoi andare a farti fottere. Ci si vede Parker, anche se onestamente spero di no." e così dicendo se ne andò.
A Parker di risposta apparve un beffardo mezzo sorriso sulla bocca e la inseguì.
"Alexia!" la chiamò afferrandola per un braccio.
Lei si divincolò: "Che vuoi?"
"La smetti di fare che quella a cui il mio fascino non sortisce alcun effetto? Faccio bagnare tutte solo guardandole."
"Si Parker, mi hai ingravidata solo con uno sguardo." scherzò Alex: "Ascolta sarai anche un bel ragazzo, ma sei davvero un coglione. E io quelli come te non li reggo. Quindi continua a far bagnare le ragazze, possibilmente maggiorenni visto che non vuoi chiedere una sigaretta a delle minorenni, figuriamoci la patata." e così dicendo se ne andò.
Parker rise e scosse la testa: "Mi farà impazzire."
   
 
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