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Autore: Effem3    26/01/2017    3 recensioni
Raffaele è un insegnante discutibile ed altamente propenso a personalizzare i suoi studenti.
Genere: Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Talvolta capita che ci siano esseri umani che svolgono il loro lavoro con invidiabile diligenza, talvolta capita che suddetti esseri umani diventino un esempio da seguire rigorosamente, una fonte di sapienza cui aspirare. Altre volte capita che alcuni lavori siano affidati a degli inetti, ed è risaputo che esiste uno ed un solo re dell'inettitudine e costui è Raffaele. Raffaele, il quale stava gridando contro una classe di buffi ragazzini.
-Ragazzi, forza, tutti fuori! Hey, Neve, riposa quei libri prima di scappare a giocare, chiaro? Dove pensi di andare?-
Quando notai a chi si stavano rivolgendo le sue ingiurie, rimasi allibita. Raffaele stava parlando ad un bambino minuto, dalla carnagione pallidissima, i capelli biondi, tendenti al bianco, e gli occhi chiari. Un bambino albino. Un bambino albino che aveva appena chiamato con l'appellativo "neve".
-Stai scherzando, spero...-
-Come?-
-NEVE?!-
-E' il suo soprannome!-
Non so cosa mi trattenne dal colpirlo istintivamente.
-Tu fai violenza psicologica a questi poveri bambini! Lo stai facendo discriminare perchè è albino e lo chiami Neve!-
-No, mia cara, è un soprannome ironico che lo libererà da ogni imbarazzo futuro, diventerà forte grazie a me!-
Sgranai gli occhi e lui sembrò ignorare totalmente la mia reazione, continuando a sistemare i giocattoli che i bambini avevano sparpagliato nell'aula. Mentre cercavo di elaborare la mia rabbia per non saltargli addosso, lo sentii sbattere a terra un libro e sospirare esasperato.
-Sofficino!- gridò, in direzione della porta spalancata che dava sul giardino. Non potevo crederci, aveva etichettato tutti quei ragazzini con nomignoli discriminatori!
-Sei... sei incredibile!-
Raffaele di tutta risposta mi guardò come se fossi impazzita, poi fece il suo ingresso un bambino basso e magro, piuttosto normale, stranamente.
-Sofficino, in che lingua devo spiegarti di non strappare le pagine dei libri per metterle nella giacca e scaldarti come il barbone di "The day after tomorrow"?!-
-Ma il mio papà dice che l'apocalisse è vicina e io devo imparare a sopravvivere-
-C'è un intera comunità di barboni alla stazione Termini, marmocchio, e nessuno di loro si scalda con giornali appallottolati, se vuoi accamparti nella mia classe almeno usa dei sacchi a pelo, d'accordo?-
Continuavo ad osservare il bambino totalmente imbambolata. Lo seguii con lo sguardo finché non raggiunse i suoi amici e poi presi a guardarmi i piedi. Non c'era niente di normale in quei bambini, ma forse non era del tutto colpa loro che avessero un tutore fuori di testa. Raffaele era un individuo tutt'altro che normale.
-Allora, chi è che fa discriminazioni?- mi chiese all'improvviso, ammiccando.
-Come scusa?-
-Avresti dovuto vedere la tua faccia quando ti sei accorta che quello che chiamavo Sofficino non era un obeso ma un bambino normale! Sei tu che ti aspettavi la discriminazione, il tuo cervello pensa cose cattive...-
-E perché diavolo lo chiami Sofficino allora?!-
-Bè, voleva un soprannome, gli ho detto la prima cosa che mi veniva in mente, no?-
Ovvio. E la prima cosa a cui pensava, guardando un bambino di quattro anni che voleva un soprannome, erano dei sofficini.



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Nota irrilevante:
Cosa mi dica la testa non lo so, enjoy.
   
 
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