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Autore: lost in books    15/02/2017    1 recensioni
Una maga dal misterioso passato, un giovane con una missione, un re assetato di potere. Le loro vite si intrecceranno mentre un'antica minaccia incombe sul loro mondo.
Genere: Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Era una notte tranquilla. La pallida luna illuminava un piccolo villaggio. Non c’era nessuno a girare per le sue strade tranne che per un ragazzo nei pressi della stalla di proprietà dell’unica locanda del villaggio.

Aveva corti capelli dorati molto arruffati, gli occhi di colore verde acqua e la sua pelle era abbronzata dal sole per via dei lunghi giorni di viaggio che aveva affrontato.

Una volta assicuratosi che i cavalli si stessero rifocillando si diresse verso l’ingresso illuminato della locanda, dove ad aspettarlo c’era il suo vecchio compagno di viaggio.

Dentro la tiepida locanda individuò senza problemi il suo amico visto che era circondato da un gruppetto di bambini.

Il ragazzo accennò un sorriso. Era sempre così con Bog, che ovunque andasse non perdeva tempo a fare amicizia con le persone che incontrava e le intratteneva con i suoi racconti. Era chiaro che quella sera il suo pubblico fossero i bambini del villaggio.

Il ragazzo si appoggiò al muro della locanda rimanendo in disparte con lo sguardo rivolto al suo amico che si stava grattando la lunga barba grigia con fare pensoso.

“ Vediamo un po’. Che storia potrei raccontare…”

Un bambino prese la parola “ Il mito dell’Origine”

“ Oh, ma certo. È una storia interessante” rispose Bog “E va bene. Ti accontenterò”

I bambini si sedettero in semicerchio davanti al vecchio in attesa del suo racconto.

“ In origine non c’era nulla, solo il silenzio. Ma poi comparvero Sol, la divinità della luce ed Umbra, quella del buio. I due si sentivano soli e così decisero di unire le forze per creare un mondo, il nostro mondo. Insieme eressero montagne, crearono fiumi, laghi, mari e rigogliose foreste e tutta la natura. Infine crearono gli animali.

Ben presto però si resero conto di non essere ancora soddisfatti e così decisero di mettersi nuovamente all’opera e crearono gli uomini e gli spiriti elementali.

I primi non erano dotati di grandi capacità fisiche, ma sopperivano alla mancanza con il loro ingegno.

I secondi erano esseri pacifici che presto si elessero a custodi della natura.

Solo allora le due divinità si ritennero soddisfatte del loro operato e presero a vegliare sulle loro creazioni, Sol illuminando le loro giornate e facendo crescere le piante ed Umbra portando la notte e il riposo.

Sol aveva notato che rispetto a tutte le altre creature l’uomo era quello dalla minore forza e ne ammirava le capacità con cui, nonostante le avversità, loro non perdessero mai la speranza. Così decise di premiarli e insegnò loro i rudimenti della magia.

Sol era molto amato dalle sue creazioni, specialmente da uomini e spiriti, che accorrevano numerosi al suo cospetto, ma per quanto riguardava Umbra la situazione era diversa.

Sol con la sua luce aveva catturato l’attenzione di tutti mentre lei era stata quasi del tutto dimenticata.

Così, furente e accecata dall’invidia, si recò nel centro esatto del mondo e dalle profondità del terreno fece sorgere l’incubo peggiore che questo mondo abbia mai visto, l’Oscurità…”

“ Perché si chiama così?” lo interruppe uno dei bambini.

“ Perché si chiama così  e basta” gli rispose una bambina bionda con le trecce.

“ Ma io lo trovo un nome stupido e banale” le rispose il bambino e prima che la situazione potesse sfociare in un litigio Bog riprese la parola.

“ Beh, devi sapere che umani e spiriti erano ai loro inizi e non avevano ancora inventato tutte le parole che ci sono ora. Scelsero di chiamarla così perché era l’unico termine che avevano per descrivere ciò che li aveva colpiti”

Il bambino parve soddisfatto della risposta e Bog riprese il racconto.

“ Dov’ero rimasto? Ah sì. L’Oscurità si propagò su tutto il mondo e le persone caddero nella disperazione in preda dei loro incubi peggiori. Ora nessuno avrebbe più potuto ignorare Umbra.

Sol, vedendo quello che stava succedendo, decise di intervenire e imbrigliò l’Oscurità creando un potente talismano su cui riversò parte dei suoi poteri e con cui la sigillò nelle profondità della terra. Nel luogo in cui era sorta non rimaneva altro se non una roccia su cui Sol incastonò il talismano. Su di essa si propagarono delle venature dorate a formare un sigillo contenitivo. L’Oscurità era stata contenuta ma non debellata perché Sol sapeva che tutte le creature di quel mondo erano una sua creazione tanto quanto di Umbra e che quindi possedevano luce ed oscurità in egual misura.

Per evitare che un’altra tragedia come quella potesse succedere di nuovo decise che era tempo per lui e Umbra di sparire dalle vite delle loro creazioni, ormai in grado di andare avanti da soli. Prese dalla roccia il talismano, che ormai aveva adempito al suo scopo, e lo consegnò agli uomini e agli spiriti avvertendoli che se avessero ceduto all’oscurità nei loro cuori allora anche l’Oscurità sarebbe tornata. Così prese Umbra e sparirono per non tornare mai più.

Con la scomparsa delle due divinità l’Oscurità e il talismano persero la loro forza ma le persone non scordarono l’avvertimento di Sol e tramandarono questa storia fino ad oggi a monito per le generazioni future.

Ancora non sappiamo dove siano andati Sol e Umbra ma pensiamo che ovunque siano ancora ci osservino”

Bog concluse la sua storia ed i bambini tornarono dalle loro famiglie così il ragazzo decise di avvicinarsi al suo compagno, ma lungo la strada un uomo lo urtò facendolo quasi cadere.

“ Attento a dove metti i piedi, ragazzo” gli disse minaccioso l’uomo. Aveva un mantello nero a coprirne il resto degli abiti e alla sua destra si trovava un altro uomo con lo stesso tipo di mantello.

Il ragazzo si scusò e raggiunse il vecchio Bog che non aveva perso di vista neanche per un secondo i due uomini.

“ Mangia in fretta, ragazzo mio. Non penso che rimarremo qui stanotte” gli disse Bog porgendogli una ciotola di zuppa e un pezzo di pane.

Il ragazzo non protestò. Sapeva perché Bog non voleva rimanere più nella locanda e sapeva che non si fidava di quei due uomini.

Una volta finito di mangiare i due si incamminarono fuori e il giovane si diresse verso la stalla dove aveva lasciato i cavalli.

“ Aspetta. Prendi questa. Solo per precauzione” lo trattenne Bog e tirò fuori da sotto il suo mantello un pendente con una pietra lucente incastonata. Il ragazzo fece come voleva l’amico e cominciò a preoccuparsi seriamente. Non gli avrebbe affidato la pietra se non fosse stato quasi del tutto certo di una possibile minaccia.

Aveva appena finito di sellare i loro cavalli quando udì il suono inconfondibile di uno scontro provenire dall’esterno.

Quello che vide una volta accorso alla finestra delle stalla gli gelò il sangue nelle vene.

I due uomini nella locanda avevano circondato Bog e non erano soli visto che altri tre uomini si erano uniti a loro. Quegli uomini pensavano di aveva di fronte un debole vecchio, non sapevano di essere al cospetto di un Maestro nell’arte della stregoneria e il fendente della spada che uno di loro aveva rivolto verso di lui si infranse contro le barriera che il vecchio aveva prontamente eretto. Quando la lama cozzò contro la barriera l’area circostante fu temporaneamente avvolta dalla luce, abbastanza a lungo per notare che l’uomo portava un’armatura e al centro della sua parte superiore c’era inciso il disegno di fiore di camomilla dai petali cremisi. Era ciò che i due amici temevano. I soldati del regno di Anthemis li avevano trovati.

“ Dacci la pietra vecchio” intimò uno dei soldati.

“ Mai!” Dalla mano destra di Bog si generò un luce abbagliante che si trasformò in un raggio di energia una volta che lui protese il braccio verso i soldati più vicini.

Caddero in due ma ne rimanevano ancora tre.

“ La pagherai per questo” gli urlò uno dei tre rimasti e i quattro ingaggiarono uno scontro.

Il giovane rimase impietrito a guardare mentre i quattro combattevano. Sapeva che doveva fare qualcosa ma aveva troppa paura. La fama dei soldati di Anthemis li precedeva.

Il vecchio mago intanto stava combattendo valorosamente ma ben presto la sua età si fece sentire e la sua velocità di reazione cominciò a risentirne. Ciò non si poteva dire dei tre soldati che erano nel pieno della loro forza.

Colto dalla stanchezza Bog barcollò e perse l’equilibrio offrendo un’apertura al soldato più vicino che ne approfittò trafiggendolo all’altezza dello stomaco con la sua spada.

Nel vedere quella scena scorrere davanti ai suoi occhi il ragazzo non si rese neanche conto di essersi messo ad urlare, attirando così l’attenzione dei soldati su di lui. Adesso era lui il bersaglio.

I soldati cominciarono a muoversi verso la stalla minacciosi, ma ben presto si ritrovarono la strada bloccata da una barriera.

Il giovane, che fino ad un attimo prima era rimasto impietrito a fissare i soldati, spostò lo sguardo verso il punto in cui si trovava il suo vecchio amico.

Bog, a terra nella pozza formata dal suo stesso sangue, una mano protesa per tenere eretta la barriera, lo stava fissando.

“ Scappa! Devi proteggere la pietra. Ne va del futuro di tutti” gli intimò il mago.

“ Bog…” il ragazzo era sull’orlo delle lacrime.

“ Và. Ora”

Così il ragazzo salì in groppa al suo cavallo, appena in tempo poiché in quel momento la barriera cedette e i tre soldati furono liberi.

Prima che potessero alzare le spade contro di lui, il giovane li travolse con il cavallo per poi proseguire spronando l’animale ad andare sempre più veloce verso la foresta, la sua unica possibilità di fuga, lasciando una scia di lacrime sul suo cammino.

   
 
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