Storie originali > Storico
Ricorda la storia  |      
Autore: Lumos and Nox    19/03/2017    1 recensioni
Si chiama Tolomeo Filopatore Filometore Cesare, ricorda gli araldi e i sacerdoti che lo annunciano solenni, è il quindicesimo a portare il nome di Tolomeo, faraone da quando era troppo piccolo per ricordare l'incoronazione.
What about Cesarione, il figlio di Cesare e Cleopatra?
Genere: Drammatico, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Missing Moments | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Antichità greco/romana
- Questa storia fa parte della serie 'La storia con la esse minuscola'
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Last Blood



Si chiama Tolomeo Filopatore Filometore Cesare, ricorda gli araldi e i sacerdoti che lo annunciano solenni, è il quindicesimo a portare il nome di Tolomeo, faraone da quando era troppo piccolo per ricordare l'incoronazione.
Si chiama Tolomeo Filopatore Filometore Cesare, ha un padre romano che sfiora la leggenda, mai conosciuto se non attraverso gli scritti altrui, i racconti degli altri- più quelli del suo patrigno che quelli di sua madre- e quella stessa leggenda. Aveva tre anni quando è morto, e ha solo i suoi occhi, di lui, che la gente riesce ad associare tra loro, e nessun ricordo che possa confermare la sua esistenza, assassinato da ventuno pugnalate il giorno delle idi di marzo, secondo il calendario romano.
Si chiama Tolomeo Filopatore Filometore Cesare, si trovava al porto di Berenice, quando lo hanno catturato, Berenice, lo stesso nome della zia che sua madre ha lasciato morire, e stava cercando di mettersi al sicuro, di fuggire, perché sono in guerra da tempo, ormai, con Roma, e i genitori così... magnifici, eroici che lo hanno generato gli hanno dato soltanto un trono e gli occhi azzurri, null'altro per sapere come organizzare un esercito e salvarsi. Sua madre ha riconquistato il titolo e il trono a ventun'anni, suo padre è emerso verso i trenta; e lui... lui bè, sperava di essere ancora in tempo per emergere, per lasciare altro al mondo, un qualcosa di simile ad un impronta eterna, e non un quindicesimo nome in una lista di antenati, una statua nel tempio e una tomba dorata. Tolomeo è egiziano ma anche greco e soprattutto anche metà romano, e ha letto e studiato e sa che finirà così, se non sarà simile e migliore dei suoi genitori.
Si chiama Tolomeo Filopatore Filometore Cesare, lo hanno condotto ad Alessandria, ora, Alessandria d'Egitto, la luce del sole sul faro che illumina la notte e le onde frastagliate del mare, i giardini del palazzo con le foglie che sussurrano al passare del vento e con l'erba umida di rugiada sotto i suoi piedi e la biblioteca enorme che contiene il sapere senza fine, papiri sopra altri papiri, il loro scricchiolo quando venivano aperti, il confabulare degli studiosi negli angoli, l'odore di polvere e di cultura, e la sua camera del palazzo reale, la finestra sul mare e sul mondo di Alessandria, Roma è lì davanti, oltre al mare, e lui osserva la linea del confine sperando di scorgerne i templi e il foro e le toghe mentre intorno a lui, cuscini pregiati sul letto e poi sul suo trono, cuscini pregiati che lo accarezzano e che conciliano i suoi pensieri quando i suoi pensieri guardano al di là del mare e sognano di una città che governa il mondo.
Si chiama Tolomeo Filopatore Filometore Cesare, è il quindicesimo faraone a portare il nome di Tolomeo, il primo con quello di Cesare, è ad Alessandria, ha diciassette anni e, in quell'esatto istante, lo stanno strangolando.
Il cuoio ruvido gli si impianta sulla gola e lui lo afferra, cercando di strapparlo, ma più lo afferra, più il mondo attorno a lui si fa forte e sfocato allo stesso tempo. È il mondo dei ricordi e delle immagini a farsi prepotentemente strada nella sua testa e lui vorrebbe respingerlo, vorrebbe urlare e aggrapparsi con le unghie alla vita- c'è ancora così tanto da fare, da vedere... C'è ancora tempo, secondi, minuti, ore, per essere ricordato, per sopravvivere all'oblio della storia per salire tra gli astri del sapere, tra i grandi, come i suoi genitori. C'è ancora tempo, ci deve essere.
Scalcia, si ribatte, ma l'aria si fa un rivolo lieve di vento e solo allora si rende conto di quanto sia fondamentale, di quanto l'aria, l'aria aria aria pura aria, sia vitale, la vita è aria e aria ci serve per respirare. Strabuzza gli occhi, tenta di gridare, vuole gridare che non gli importa, non importa essere ricordato, essere salvato nella storia, basta vivere, pietà, pietà, datemi aria.
Il dado è tratto gli rimbomba in mente una frase detta da suo padre, mentre pensieri confusi e agitati rimbalzano da un capo all'altro del suo essere, cercando un modo per fuggire. Ma un pensiero dopo, la sua vita non esiste più.

Il centurione allenta il laccio, ascolta il battito- o meglio, la sua assenza- e poi fa scivolare il corpo a terra con una noncuranza che ha un che di precisione militare forgiata nel corso di anni di servizio. «È morto, dux».
Ottaviano dà il suo cenno d'assenso, a cui segue un gesto verso il cadavere. Mentre due soldati avanzano per far sparire l'ultimo altro del sangue della sua gens, rimane impassibile all'esterno, la gioia selvaggia all'esterno. È lui ora l'unico erede di Cesare. Nessuno può opporglisi.




N.d.A.,
l'angolino di Nox

Salve a tutti. Piccola storia ritrovata, corretta e pubblicata giusto perché studiare questa domenica mattina, anche se si hanno gli esami, è da plebe proprio. Quindi, ecco a voi Cesarione, per la serie "La storia con la esse minuscola" (il link lo trovate a inizio storia, Nox è un po' pigra stamani).
Il titolo deriva da molte associazioni più o meno logiche che la mia mente ha elaborato ieri in bici: il nostro quindicesimo Tolomeo è uno degli ultimi discendenti della dinastia tolemaica come anche l'ultimo erede diretto di Cesare- va perciò eliminato, nell'ottica di Ottaviano Augusto. Inoltre, stando ad alcune fonti e al mio personale gusto headcanonesco, doveva essere uno degli ultimi a morire nella bellum civilis romana per permettere la famosa pax augustea. Già, ho voluto sottolineare le ombre del nostro primo principes, perché è questo che sono tutti gli esseri umani, un chiaroscuro di luce e ombra. Smettiamola di vedere Augusto come una divinità scesa in terra, plis, i suoi piccoli casini li ha fatti anche lui e qualcuno ne ha pagato il prezzo.
Spero di aver azzeccato il termine militaresco "dux", perché alcuni titoli variano a seconda dell'epoca e non ero quindi certa dell'utilizzo... anche "imperator" teoricamente sarebbe potuto andare bene, ma non volevo che poi si scendesse nell'ambiguità di un eventuale titolo politico- la parola assume quel significato soltanto durante la dinastia Flavia. Se avete suggerimenti, sono pronta a riceverli!
Hope you like it~
Nox
   
 
Leggi le 1 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Storico / Vai alla pagina dell'autore: Lumos and Nox