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Autore: sarakoala    16/07/2017    1 recensioni
Quante cose è in grado di sopportare una persona prima di venir schiacciata dal loro peso?
Tutti gli studenti di questa scuola, anzi, tutti coloro che vivono a Rookbow devono costantemente superare le numerose difficoltà che la città pone loro. In questa scuola non ci saranno insegnanti o genitoei a sostenerti, se non sei in grado di lottare non potrai sopravvivere a lungo, tra inganni, massacri e violenze. Ogni persona ha qualcosa da raccontare, voi vorrete ascoltare le loro storie e scoprire come proseguiranno le loro vite?
I personaggi di cui si parla in queste storie sono inventati da un gruppo di role chiamato Werewolf's Shadow 2.0
Questo è il secondo progetto di fiction scolastica del gruppo e sarà portato avanti da me e dal gruppo di role, i personaggi sono di nostra invenzione così come il luogo in cui si muovono. Non ci sono collegamenti con il precedente progetto e molte cose sono cambiate
Genere: Azione, Comico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi, Yuri
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Personaggi in questo capitolo:
Jack
Daimonas
Sara  
Sebastian
Lighneers
Zell
Astral
Lacie
Hope
Grace
Milton
Seraph
Alexander
Johanna
Samantha  
Diana
 
 
 
Oltre al preside ben pochi erano in grado di ottenere lo stesso effetto di quell'uomo, il timore che incuteva andava oltre l'immaginabile e quasi non aveva bisogno di proferir parola per farsi ascoltare.
Si stava avvicinando al gruppo che aveva causato l'inizio di quella lotta e tra loro ben pochi riuscirono a mantenere la calma. Daimonas per la prima volta dopo tanto tempo avvertì un pericolo tale da scuoterlo fin nelle ossa, istintivamente portò Milton dietro di sé, perfino Mostro che solitamente aveva da dire su tutto era stranamente silenzioso.
La ragazza a sua volta era scossa dal comportamento dell'amico, se aveva imparato qualcosa era che quando lui percepiva un pericolo questo non era affatto da sottovalutare, con mano tremante avvicinò Sammy sperando che anche la bambina capisse il pericolo e rimanesse ferma. Di questo però non doveva preoccuparsi, anche se per molti anni era rimasta chiusa in un albero la bambina sapeva ben distinguere il pericolo, abbassando lo sguardo nascose il viso nella divisa dell'amica sperando che quell'uomo andasse velocemente via.
Jack vicino a loro guardava lo sconosciuto con fare serio, non l'aveva mai visto ma era certo non fosse qualcuno che amava scherzare, non volle abbassare lo sguardo nonostante tutti gli studenti avevano paura ma rimase comunque in allerta.
Lacie abbassò le orecchie e la coda afferrando la mano di Astral  cercando conforto, quell'uomo la spaventava molto e perfino il fratello che solitamente cercava sempre di mantenere la calma non poteva fare a meno d'esser agitato, gli venne naturale perfino avvicinare la mano a Seraph che gli era vicino, lei però non accettava la protezione di nessuno e si mise davanti a lui, anche se si sentiva estremamente a disagio.
Sara era rimasta immobile senza aggiungere una parola, tutta la sua rabbia sembrava essere svanita sostituita dal timore, Sebastian fece lo stesso mostrandosi però freddo come sempre.
Zell e Lighneers avevano smesso di lanciarsi contro il cibo e guardavano l'insegnato dritto negli occhi, o meglio negli occhiali visto che non si vedeva nulla.
Grace che del gruppo era quella più distante dall'uomo non sapeva bene come reagire, non l'aveva mai visto ma le reazioni altrui non erano delle migliori.
Diana era forse l'unica ancora abbastanza spavalda da poter replicare.
-Fatemi capire per l'arrivo di un solo professore vi riducete così?Credevo non foste dei codardi.-
-Diana zitta...-
Le sussurrò Zell accanto ma la ragazza non reagì particolarmente bene.
-Zitta dillo a qualcun'altro!Non mi faccio intimorire dal primo professore che...-
Le sue parole furono interrotte dal professore che afferrandole il viso la scaraventò contro la parete.
-Impara ad accettare i consigli verme.-
-Ghn come...-
Era stata una brutta botta ma era ancora in piedi, digrignando i denti corse contro l'uomo spingendosi sulle gambe per fare un salto abbastanza alto da raggiungergli la testa, non fece però in tempo a colpirlo che le afferrò la game e stringendo con estrema forza la buttò a terra.
-Si fermi!-
Lighneers tentò di avvicinarsi a lei ma un pugno dell'uomo allo stomaco gli fece perdere il fiato, Zell accanto a lui lo afferrò portandolo in dietro per evitare che venisse attaccato nuovamente ma stavolta fu il suo turno d'esser ferito, il prof gli tirò infatti una ginocchiata sotto il mento che lo fece ribaltare.
None era certo il momento per evitare la lotta, oltretutto dopo aver detto a quegli sciocchi che voleva dimostrarsi più amichevole, Sebastian non ebbe altra scelta se non attaccare l'uomo cercando di scivolargli alla schiena, ma come aveva previsto era stato tutto inutile.
Il professore infatti afferrandogli la spalla lo lanciò contro agli altri ragazzi stordendolo.
-Nya basta!-
Lacie nonostante la paura cercò di mettersi davanti agli altri per difenderli ma quando vide un colpo dell'uomo avvicinarsi si sentì quasi mancare, fu Astral però a venir colpito a causa del fatto che il ragazzo l'abbracciò per difenderla lasciando scoperta la schiena.
Tentando d'approfittare di quel momento di distrazione Seraph e Sara tentarono un attacco allo stesso momento con le proprie armi, ormai la situazione era degenerata quindi non potevano fare altro che lottare, il professore però parò tutti i loro colpi facendole perfino scontrare tra loro.
Anche Grace tentò di colpirlo alle gambe senza farsi notare ma tutto ciò che ottenne fu un calcio sul viso.
Intuendo non si sarebbe mai fermato Jack cercò di allontanarsi portando con sé Milton e Sammy, non c'era bisogno che venissero ferite soprattutto loro che non potevano fare nulla per difendersi, normalmente ci avrebbe pensato Daimonas ma in quel momento era come paralizzato, una strana forza gli impediva di muoversi perfino in quel momento che l'uomo aveva avvicinato la mano al suo volto.
-Professore Rotsala.-
La voce del professore fu ciò che interruppe quella furia, girandosi lentamente l'uomo lo guardò serio in volto, senza dire una parola poi iniziò ad allontanarsi uscendo da quella stanza.
-Spero che la mensa torni pulita come prima, non vorrei dover prendere provvedimenti drastici.-
Il tono del preside tutt'altro che amichevole bastò a tutti come monito d'avvertimento, ciascuno di loro iniziò a ripulire come meglio poteva lanciando sguardi carichi d'odio al gruppo che aveva innescato il tutto.
Questi leggermente malandati cercavano di rialzarsi.
-C'era proprio bisogno di parlargli così?-
Chiese Sara scocciata a Diana.
-Se per voi era un problema potevate lasciar fare tutto a me.-
-Certo così ti avrebbe uccisa.-
Disse Zell ribeccandola.
-Non glielo avrei permesso!-
-E' inutile ormai stare a discutere su questo, siamo stati fortunati, ora sistemiamo questo casino.-
Disse Astral controllando che la sorella stesse bene, Diana non volle più ribattere a quel discorso, loro comunque avevano agito anche per difenderla.
-Se foste morti tutti sull'isola sarebbe stato meglio!-
Una voce tra gli studenti si fece largo, seguita poi da molte altre.
-Giusto!Voi falliti non meritavate tutti quegli onori!-
-Non riuscite nemmeno a tener testa ad uno dei nostri professori, fate schifo!-
-Siete solo delle merde con le gambe!-
Alcuni avevano addirittura iniziato ad avvicinarsi minacciandoli con vari oggetti, nessuno di loro però sembrava preoccupato anzi sembravano aspettare solamente il momento adatto per poterli ferire, qualcuno però li precedette. Furiosa Diana aveva colpito con una gomitata sul naso uno dei ragazzi più vicini.
-Siete voi a fare pena!Non siete nemmeno capaci di lottare!-
-Gnk maledetta!-
Ora tutte le attenzioni erano rivolte sulla ragazza che senza farsi troppi problemi si era gettata in mezzo agli altri, il gruppo era rimasto alquanto sorpreso ma non sembrò a nessuno che avesse bisogno d'aiuto.
Scattando come un fulmine la ragazza colpiva i punti scoperti e sensibili di ciascuno di loro, tirò una ginocchiata allo stomaco di uno e con lo slancio riuscì a calciare una studentessa affianco che stava cercando di colpirla con un vassoio. Scivolando alle sue spalle l'afferrò per la testa spingendola contro un piccolo gruppetto e saltando poi loro addosso colpì tutti allo stomaco stordendoli.
Uno studente più massiccio di altri cercò di colpirla alla testa incrociando le mani ma lei lo evitò iniziando a colpirgli il petto con una serie di pugni estremamente rapidi, quasi era difficile vederli e lasciavano profondi segni.
Prendendo un profondo respiro mise il pugno a terra e tirandosi su iniziò a roteare le gambe come una trottola stordendo tutti quelli che tentavano di avvicinarsi.
Non le servì neppure sguainare la spada tanto era rapida, gli altri la osservavano senza dire una parola, alcuni avevano perfino ripreso a pulire senza badare troppo al combattimento.
Perfino quando tre ragazzi l'afferrarono lei riuscì a liberarsi, tirò una testata a quello che l'aveva presa alle spalle, afferrandolo poi per la testa riuscì a farlo roteare usando anche come peso il corpo dei ragazzi che le tenevano le gambe. Con un secco movimento delle gambe riuscì a far scontrare gli altri due ed approfittando del loro stordimento si liberò colpendo prima uno con un calcio allo stomaco mentre l'altro con un colpo secco al collo.
Attorno a lei c'erano ormai solo i numerosi corpi storditi degli studenti che avevano provato a batterla, sorridendo vittoriosa si girò verso il gruppo, Sara la guardò incrociando le braccia.
-Niente male, sei così abile anche a pulire?-
-Dipende da quanta voglia ho di farlo.-
-Intanto diamoci da fare, prima ci sbrighiamo prima finiamo.-
Zell era quello che aveva sistemato più di tutti, nonostante la stanchezza evidente, si impegnava così solo perché voleva tornare a riposare. Lighneers nel frattempo si era spostato dietro a Diana, incorciando le mani ed unendo gli indici tra loro.
-Si sei stata abile...ma bisogna fare attenzione anche agli attacchi a sorpresa!-
Inginocchiandosi infilò le dita nel fondoschiena della ragazza facendola sobbalzare, tutti gli studenti si pietrificarono vedendo l'espressione di lei.
-LIGHNEERS!-
La ragazza iniziò a tirargli una serie di calci in faccia talmente tanto forti da lasciare dei segni addirittura sul pavimento...
 
 
 
 
-Come sei riuscita a trovare le chiavi del terrazzo?-
-Uno dei bidelli le ha lasciate incustodite, prima di restituirgliele ho fatto una copia.-
Johanna aveva voluto saltare la prossima lezione per passare dell'altro tempo con il proprio amico, l'aveva così portato sul terrazzo della scuola.
-Non c'è una vista splendida da qui?-
-Finché non guardi giù...-
-Non ti può capitare nulla Mattia, con questa dolce brezza non puoi fare altro che rilassarti.-
-Sei sicura non sia un problema saltare la lezione?-
-Ti preoccupi troppo, non è la prima volta che lo faccio.-
-Un po' criminale la stai diventando allora.-
-Non è vero!-
Ridendo i due si diedero qualche spinta, sembravano una coppietta quasi.
Sedendosi vicino al brodo Johanna prese la mano di Mattia.
-Andiamo come può spaventarti?E' bellissimo.-
-Non hai tutti i torti. Sai stavo pensando che un giorno potresti venire tu a trovare me e gli altri.-
-Non è una cattiva idea, niente mi vieta di farlo, anche se non so come si comporterà mia sorella...-
-Sicuramente ti tartasserà su quanto sei deperita, sul fatto che questo posto è orribile e che devi restare nella tua zona sicura a casa.-
-Sarebbe proprio da lei.-
Un improvviso rumore li fece distrarre, qualcuno stava cercando di entrare dalla porta che loro avevano richiuso per sicurezza, a quanto pare stavano cercando di scassinare la serratura.
-Oh no che facciamo?-
-Nascondiamoci dietro quella parete.-
La porta si trovava infatti lungo una parete disposta al centro del terrazzo, se fossero stati abbastanza fortunati avrebbero potuto non farsi notare, tenendole la mano il ragazzo si affrettò a nascondersi con lei, poco dopo la porta venne aperta e circa cinque uomini si disposero sul terrazzo.
Uno di loro era un omaccione vestito con abiti blu a righe grigie, sulla testa teneva un gigantesco cappello viola con una punta nera sopra, i numerosi gioielli che portava al collo ed alle mani luccicavano a causa dei raggi del sole. Gli altri quattro attorno a lui vestivano invece con solo un completo viola.
-Allora?-
-Come pensavate il ragazzo si trova in questa scuola signore.-
-Benissimo, dobbiamo convincerlo in ogni modo a venire con noi. Avete portato i doni?-
-Certo signore, ma...-
-Ma cosa?-
-Ci sono molti altri ragazzi, molto forti e facili da controllare.-
-Lo so, ma lui  è stato l'unico che ha saputo battere uno dei miei uomini in quelle condizioni. Questo fa la differenza.-
-Capisco signore, scusi la domanda signore.-
-Non mi importa in che modo, convincetelo.-
-Si signore.-
I due non avevano idea su chi si riferissero ma sicuramente era stata una vera sfortuna per loro essere lì ad ascoltare, se li avessero trovati...
-Johanna, tu resta qui fino a quando non saranno tutti andati via.-
-Mattia che stai dicendo...-
-Non voglio ti accada qualcosa, non possiamo restare qui tutto il giorno ci troveranno.-
-Nemmeno io voglio che capiti qualcosa a te, aspettiamo ti prego non fare mosse avventate.-
Il ragazzo le diede solamente un bacio sulla guancia poi sorrise.
-Giocherò solo ad acchiapparella Jo Jo.-
Alzandosi di scatto il ragazzo si avvicinò ai cinque iniziando ad urlare, questi tentarono subito di catturarlo ma da ciò che Johanna riuscì a sentire non riuscirono a prenderlo, ad un certo punto la porta venne aperta e sembrò che tutti scendessero di corsa le scale.
La ragazza rimase immobile per qualche minuto tremante e con le lacrime agli occhi, era tutta colpa sua, se non avesse voluto portarlo lì non sarebbe successo nulla. Prendendo coraggio si alzò e vide che effettivamente non era rimasto nessuno.
-Mattia...-
Doveva trovarlo, non poteva lasciarlo solo, se necessario avrebbe perfino chiesto aiuto a qualche studente o professore non le importava se l'avessero punita. Scendendo le scale sentì il cuore batterle forte dalla paura, si stava immaginando gli scenari peggiori ma non poteva farci nulla, iniziò a correre per i corridoi alla ricerca dell'amico ma niente.
Fermandosi davanti alla porta dell'infermeria cercò di riprendere fiato ma qualcuno l'afferrò alle spalle trascinandola all'interno e coprendole la bocca per evitare urlasse.
 
 
 
Gli altri studenti ignari della situazione si erano diretti alle proprie classi, per il gruppo era il momento della lezione del professor Zero e della sua "assistente" Reika, molti avevano cercato di mettersi verso gli ultimi banchi ma il professore li aveva subito fatti spostare nelle prime file.
Il professore aveva iniziato a scrivere alcune nozioni della propria materia alla lavagna mentre tutti restavano in silenzio.
-Reika passami il gessetto che questo sta per finire.-
La ragazza prendendolo glielo lanciò dritto in testa, facendoglielo finire tra i capelli, l'uomo però non si scompose e raccogliendolo riprese a scrivere.
-Bene, non sprecherò nemmeno tempo a chiedervi se siete stati in grado di eseguire alcuni dei compiti assegnati, possiamo passare direttamente alle punizioni.-
Avvicinatosi ad uno studente che stava mordendo la propria matita gli fece sbattere la testa contro il banco, facendogli così forare la guancia con l'oggetto.
-Che bisogno ha di fare così!-
A parlare era stata Diana che alzandosi di scatto dal proprio banco vi aveva sbattuto le mani sopra, il professore rimasto in silenzio per qualche istante le si avvicinò lentamente, poco prima che potesse sfiorarla però Seraph si mise in mezzo guardandolo freddamente.
-Oggi sono in molti ad alzare la testa eh?-
Sul viso del professor Zero comparve un macabro sorriso.
-Bene, potremmo riprendere tutti dalla situazione della scorsa lezione...-
Sul collo di Seraph comparve un collare d'energia nero da cui si formò una lunga catena che andò ad unirla al collo di Daimonas, il ragazzo intuì subito le sue intenzioni, stavolta però non avrebbe lasciato che qualcuno venisse ferito, soltanto lui meritava di soffrire anche senza ragione quindi avrebbe evitato che capitasse qualcosa alla bionda.
-Loro non centrano nulla se la prenda con me se proprio deve!-
-Signorina Diana, non sarebbe divertente così.-
Sui polsi della ragazza si crearono due bracciali, nella sua mano destra comparve poi un coltello, senza che potesse evitarlo la ragazza fu spinta alla cattedra e qui altre corde d'energia le legarono le gambe impedendole di muoversi e rubandole energia.
-Non voglio neppure interruzioni da altri.-
Su ciascuno studente comparvero delle corde e dei tessuti sulle labbra per evitare parlassero, erano tutti immobilizzati, tranne Sammy che venne afferrata per un braccio e portata vicino a Diana.
-Cosa vuole fare bastardo!-
Purtroppo le sue azioni erano chiare a tutti, Hope e Grace cercarono subito di muoversi per andare ad aiutare la bambina ma per quanto si sforzassero non potevano fare altro che guardare, dopo ciò che Sammy aveva passato non era giusto venisse presa in ostaggio in quel modo. Anche Sara cercò di fare qualcosa ma il suo banco sembrava più pesante di un macigno, allo stesso modo si sentivano Lighneers, Zell ed Astral che stavano cercando con tutte le loro forze di alzarsi, Lacie vicino al fratello tentò perfino di urlare ma sembrava esser diventata muta.
Milton tra tutti era quella più preoccupata, Daimonas guardandola negli occhi riuscì a vedere nettamente cosa provava e non poteva fare a meno di sentirsi responsabile, se non l'avesse conosciuto non si sarebbe mai sentita a quel modo.
Jack che era quello più in disparte era l'unico che sembrava aver mantenuto la calma, grazie alle sue abilità era riuscito a staccarsi la mano portandosi il moncherino e l'altra nelle tasche dei pantaloni in modo da non destare sospetti, infondo erano bloccati nell'esatta posizione in cui si erano messi prima di venire legati.
La mano senza farsi vedere era arrivata vicino alla cattedra ed era già pronta a bloccare l'arma se la cosa si fosse fatta troppo pericolosa.
Diana fu costretta ad afferrare la bambina portando la lama al suo collo, mentre il professore osservava la scena sorridendo.
-Bene, voi due non credo avrete problemi a lottare, in caso ne abbiate però spero che questo incentivo vi aiuti. Voglio vedere molto sangue.-
Seraph e Daimonas non avevano scelta, dovevano lottare, uscendo dalla finestra la ragazza estrasse la propria spada, non avrebbe mai voluto usarla in una situazione simile ma non poteva certo lasciare che una bambina venisse uccisa, Daimonas senza farsi vedere aveva evocato la propria fingendo di raccoglierla dalla parete vicino alla finestra.
Anche lui si sentiva nella stessa maniera ma soprattutto inutile perché non era in grado di liberarsi da quell'energia per salvare la bambina, a cosa serviva essere forti se non poteva fare nulla?
"Puoi solo morire."
Mostro aveva ragione, se fosse riuscito a inscenare un buon combattimento forse sarebbe andato tutto bene.
-Ah a proposito, visto che non sono un idiota ho preso delle precauzioni. Se non userete abbastanza forza nei vostri colpi la bambina morirà, ovviamente non vi dirò quanta ne serve ma entrambi dovete attaccare. Iniziate pure.-
Non c'era altro modo, con uno scatto Seraph si portò esattamente davanti a Daimonas ed alzando la propria spada cercò di colpirlo, lui però fu abbastanza rapido da pararla ed evitare un secondo colpo al fianco.
Cercò a sua volta di ferirla con un fendente mirato allo stomaco ma lei deviò la traiettoria della spada con la propria riuscendo ad arrivargli al fianco, tirandogli così una gomitata sul viso.
Il ragazzo non cercò nemmeno di difendersi, al contrario aveva difeso il proprio cappello, per nessun motivo avrebbe potuto permetterle di toccarlo o farlo cadere.
Con dei piccoli salti schivò i seguenti colpi mirati stavolta alle gambe cercando allo stesso tempo di ferirla alle spalle, ben pochi colpi andarono a segno per entrambi che ottennero solo poche ferite superficiali.
Con un calcio allo stomaco Seraph riuscì ad interrompere quel gioco facendo cadere a terra il ragazzo, questo riuscì a schivare per un soffio l'ennesimo attacco rotolando a terra ma venne graffiato sulla guancia.
Non poteva certo difendersi tutto il tempo però, senza preavviso si fermò colpendo con la propria lama la gamba della ragazza ferendola, cercò di evitare punti particolarmente dolorosi ma quello era il massimo che poteva fare.
Allo stesso modo anche Seraph l'attaccò facendo sprofondare la lama nella sua spalla, entrambi però rimasero in assoluto silenzio.
Nella classe intanto tutti erano tesi, riuscivano a sentire solo i suoni delle spade che si scontravano e non potevano nemmeno voltare la testa per vedere chi stesse vincendo.
Milton non sapeva cosa pensare, conosceva entrambi e non voleva che nessuno dei due venisse ferito, ma qualcuno doveva vincere ed aveva tanta paura.
-Li lasci subito andare!-
Diana non aveva smetto un secondo di lottare cercando di liberarsi, ma non sembrava più in grado di controllare il proprio corpo.
-Che razza di uomo è?Far lottare tra loro delle persone che non centrano assolutamente niente!-
-Beh la ragazza si è alzata mentre l'altro ha cercato di imbrogliarmi nella scorsa lezione.-
-Non deve essere troppo difficile farlo, non è nemmeno capace di punire la persona che le ha veramente tenuto testa!-
Cercava di provocarlo con ogni mezzo possibile, voleva liberasse tutti quanti e che lottasse solo con lei, non era giusto mettere in mezzo chi non centrava, ma l'uomo sembrava irremovibile e non cedeva alle sue provocazioni.
-Dovrai liberarci prima o poi e lì me la pagherai!-
-Nulla mi vieta di trattarvi come meglio credo, posso fare senza problemi cose come questa...-
Avvicinandosi ad una studentessa iniziò a colpirle il viso con forti pugni fino a quando il sangue non riempì il banco.
-Il modo migliore per darvi una lezione è punire gli altri al posto vostro, la colpa vi logorerà all'interno e finita la lezione ci penseranno gli altri a fartela pagare, è colpa tua se stanno lottando e se quella bambina è in pericolo.-
-Non è colpa mia però se lei è un idiota fuori di testa!La friggerò per bene vedrà!-
Sammy non si era mossa di un millimetro da quanto era iniziata quella situazione, non riusciva a parlare a causa del tessuto nero ma non poteva evitare di tremare leggermente, non tanto per la sua incolumità ma per quella altrui.
Aveva trovato finalmente dei nuovi amici, non voleva perderli così velocemente.
Nel frattempo la lotta continuava tra i due.
Seraph era riuscita ad allontanarsi quel tanto che bastava dal liberare la propria gamba, anche se aveva dovuto estrarre la propria spada, ed ora aveva iniziato a menare una serie di fendenti contro le braccia del ragazzo, alcuni andati a segno lo avevano ferito in vari punti danneggiando soprattutto il braccio destro, lui però non cedeva.
Si era concentrato più sulla mano della ragazza e sui fianchi, colpendo occasionalmente anche le gambe, la ragazza era estremamente agile quindi era necessario bloccarla in qualche modo.
Le cosce di lei erano piene di graffi e sangue esattamente come le sue braccia.
La mano con cui teneva la spada non era in condizioni particolarmente gravi ma iniziava a farle molto male, Daimonas era riuscito a ferirle le dita ed in quelle condizioni non era facile tenere la spada.
I due prendendo la rincorsa scontrarono le punte delle proprie lame, queste scivolando colpirono entrambi alle guance provocando altre ferite, stavolta però fu Daimonas a ribattere per primo, con un calcio la colpì al fianco facendola cadere vicino ad un albero, al secondo attacco mirato alla spalla Seraph lo schivò e la lama di Daimonas si conficcò nel tronco.
Cercando d'approfittare di quel momento la ragazza lo colpì al fianco aprendo una grossa ferita ma lui riuscì ad estrarre la spada colpendo la sua facendola così cadere.
La ragazza cercò di recuperarla prima che cadesse a terra ma Daimonas la colpì al piede impedendoglielo, riuscì a liberarsi solo tirando un pugno sul viso del ragazzo.
Recuperando la spada lei si voltò subito puntandola al petto di lui che nel frattempo si era avvicinato mirando allo stesso punto, un particolare suono però li fece bloccare.
La campanella, durante la propria lezione i professori potevano fare ciò che volevano dei propri studenti ma al termine non era più possibile, l'uomo per questo sembrava alquanto scocciato.
-Come mi aspettavo, è stato alquanto deludente...-
 Poco prima d'uscire dalla porta tuttavia si fermò, sorridendo schioccò le dita e la mano di Diana ancora controllata dai bracciali scattò sul collo della bambina.
-No!-
Senza aggiungere altro l'uomo e Reika si allontanarono, se fossero rimasti avrebbero visto una scena che certamente non si aspettavano.
La lama avrebbe dovuto aprire il collo di Sammy ma così non era stato, la mano di Jack infatti aveva afferrato il coltello impedendo che la parte tagliente la ferisse, un piccolo taglio non era un grande problema per il ragazzo dopotutto.
Tutti i fasci d'energia sparirono ed i ragazzi liberi si affrettarono ad uscire.
Diana sollevata girò la bambina guardandole il collo.
-Va tutto bene?Mi dispiace spero tu non ti sia spaventata troppo...-
-N-no...sto bene, sto bene.-
-Daimonas!-
Milton era subito corsa alla finestra per vedere le condizioni dell'amico, vedendo tutto quel sangue il suo viso impallidì.
-Hey no no, non è cosa per te.-
Sara afferrandola la prese in braccio coprendole gli occhi ed allontanandola.
-No!E' ferito vi prego aiutatelo!-
-Stai tranquilla se ti agiti la situazione non migliorerà.-
La ragazza cercò di tranquillizzarla ma effettivamente le ferite di entrambi erano piuttosto gravi.
Grace e Hope si avvicinarono invece a Diana e Sammy.
-Come state?-
-Bene fortunatamente, quel professore non la passerà liscia...-
-E' meglio non provocarlo Diana.-
-Zell ha ragione, non è una persona qualunque.-
Sebastian ed Alexander erano rimasti al proprio banco cercando di capire come fosse possibile possedere simili abilità, ma non sembrava esserci spiegazione a quel fatto.
-Comunque è meglio portare quei due in infermeria ed andarcene, non mi va di sopportare un'altra lezione così.-
Grace ed Hope la pensavano allo stesso modo di Lighneers, Johanna che non era con loro aveva fatto sicuramente bene a saltare la lezione, la prossima volta l'avrebbero fatto anche loro.
Tornando in classe Daimonas fu sollevato di vedere Sammy ancora integra, il dispiacere per Milton però aumento quando la vide in braccio a Sara, almeno quella ragazza sembrava gentile nei suoi confronti.
-Daimonas!-
Non potendo più trattenerla Sara fu costretta a lasciarla andare, Daimonas però non le permise d'abbracciarlo.
-Non voglio sporcarti, lo sai starò bene in poco tempo.-
-Ma non era necessario tutto questo!-
-Purtroppo non potevamo fare altro, il professor Zero mantiene sempre le sue promesse e l'avrebbe fatta pagare a Sammy se non avessimo agito così. Ti porgo le mie scuse Daimonas per le ferite...-
-Non preoccuparti...mi dispiace anche a me non avrei voluto farlo.-
-Sono solo graffi, guariranno presto.-
-Soprattutto se vi sbrigate ad andare in infermeria.-
Ribatté Lighneers nuovamente.
-Non ho intenzione di andarci.-
-Nemmeno io.-
-Va bene va bene, nessuno vi obbliga.-
Senza aggiungere altro il gruppo iniziò a spostarsi verso la prossima aula, qualcuno tra i vari studenti però diede una forte spallata a Zell.
-Oh scusami non volevo, ti è caduto questo.-
Il ragazzo gli porse un cellulare nuovo di colore viola.
-No ti sbagli non è il mio.-
-Oh io credo che invece lo sia...-
-Ti ho detto di no.-
-Prendilo comunque, non si sa mai chi potrebbe chiamare no?Magari delle occasioni per degli incontri...-
Spalancando gli occhi Zell si avvicinò al ragazzo con fare minaccioso.
-Cosa intendi?-
-Nulla di particolare.-
-Farai meglio a parlare invece...si tratta di quel tipo dell'altra sera?-
Non era stupido, era semplice fare due più due ed il tempismo soprattutto era palese.
-Ci sono offerte che sarebbe meglio non rifiutare.-
-Bene...-
Prendendo il cellulare Zell lo frantumò sotto gli occhi del finto studente.
-Vai pure a riferire al tuo capo che non ho intenzione di lavorare per lui.-
Sperando di essersi spiegato il ragazzo proseguì verso la lezione ma non poté evitare di sentirsi osservato, non centrava affatto gli studenti che ce l'avevano con lui però, era qualcosa di molto peggio...
   
 
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