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Autore: pokepony10    10/09/2017    1 recensioni
Quante cose accadono nel mondo e noi nemmeno lo sappiamo? Sono tante e solo poche sono raccontate nelle pagine di storia, dopotutto il lavoro di uno storico non è raccontare la vita di un solo individuo, ma raccontare le grandi scoperte, errori ed evoluzioni del mondo che ci hanno portati fino ad oggi. Poi esistono gli scrittori, quello che provo ad essere io, che hanno il potere di dare voce a quelle persone di cui nessuno sa nulla. Poco tempo fa sono entrata in possesso di queste pagine e leggendole sono rimasta molto colpita. Ammetto che odio tenermi le cose interessanti solo per me, quindi ho deciso di trascrivere l'autobiografia e quindi di rendere il tutto pubblico. Il nome dell'autrice è kymyky, vive un'avventura che stravolge leggi fisiche e morali, ad essere sincera è piuttosto contorta quindi non temete, alla fine cercherò di chiarire alcune logiche sulle quali ho cercato di documentarmi il più possibile. Dopo questa premessa preferisco non dire altro, mi odiereste per i miei spoiler.
Genere: Angst, Drammatico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Fui accompagnata dal ragazzo dinanzi a delle gabbie dove vi erano vari animali, tutti ne presero uno, io presi un gattino bianco con le zampe nere e una macchia sull'occhio destro -che ci devi fare?- mi chiese Jack -uno studio psicologico, sulle onde celebrali che reagiscono a determinati stimoli- -che studio inutile… dopo lo uccidi?- chiese -certo che no! non ne ho motivo - -hum…ah ecco… è un libro su varie regole che oltraggiate provocano la morte di qualcuno- -che regole…- dissi imitandolo -a che mi servono?- chiesi -a darti un motivo per uccidere- -sadico- -senti chi parla, colei che scrive la storia della sua vita che senza quel pizzico di follia non sarebbe interessante - - tra i motivi per uccidere c'è la stupidaggine?- chiesi -hum… no … non osare uccidere il  tuo fan numero uno - -e che fan… va bhe io mi prendo il gatto e me ne vado alla prossima sfigato -.
Presi il tutto, elettrodi e altri aggeggi che è inutile scrivere quali siano.
 Attaccai la piccola creatura alla macchina e iniziai col tracciale la sua attività celebrale.
il tutto proseguì con calma e tranquillità quindi lo lasciai lì e controllai cosa facesse Jack.
Lui aveva scelto un topino bianco -che carino- dissi accarezzandolo - è un esemplare geneticamente modificato- rispose -che ha di particolare? - chiesi -un suo morso e non ti ritrovi il dito- -ah, come con i procioni- - già...- rispose concentrato sulla cavia.
-ti posso fare una domanda?- chiesi - certo- rispose - ma Eco e Black dove sono?- - alla loro base credo... Fidati il loro lavoro è ostacolarci- disse seccato -speriamo che oggi evitino di prendersela con la corrente elettrica- disse.
proprio in quel momento le luci si spensero e degli spari si udirono ben preso nella sala -gente le cavie!- urlò Jack tutti le nascosero, tranne me -che bello, uno scienziato principiante ci ha lasciato un animale- disse una voce familiare - lontana dalla mia roba, stupida!- dissi attaccando con la siringa -si, la tua arma!- urlò Jack -prova a cercarmi- disse la voce.
-sai la sostanza usata per i mei vestiti è fluo quindi ti sei sporcata anche tu, se voglio posso tenerti d'occhio- dissi -cosa?!- disse l'ombra -fregata- dissi infilzandola con la siringa più o meno all'altezza del collo. Essa cadde senza sensi -Jack luce di riserva… nessun killer scientifico può esistere senza un generatore di emergenza- lui esegui.
Mentre attendevo che tornasse la luce, tenevo ferma l'ombra che si agitava senza dire nulla -persa la voce?- chiesi, lei tacque.
Arrivata la luce osservai inorridita la scena, li sul pavimento, con ancora il micio tra le mani vi era un cadavere -avrei dovuto riconoscere il suo odore…- dissi con lo sguardo basso - Jack mettila sul tavolo, ora arriva il mio genere di magia preferito- dissi.
Tutti osservarono inquietati tutti tranne Jack, aveva uno sguardo vuoto, tipo il mio quando divento folle.
 Guardai la mia macchina per lo studio fatto precedentemente sul gatto -si, ora inizia la follia…- dissi attaccai il tutto  alla ragazza. Presi due pinze usate di solito per riavviare il motore delle auto e una la attaccai sulla mano mentre l'altra ad un chiodo dopo averglielo infilzato in petto, ovviamente senza toccare nessun organo, giusto per tenerlo fermo a contatto col corpo.
-Jack la corrente..- dissi. Una scarica fulminò il corpo che iniziò ad avere delle reazioni. Le controllai la frequenza celebrale, era tornata in vita, le diedi un paio di impulsi elettrici e iniziò a riprendere conoscenza -Black?!- chiesi osservando la ragazza -che.. Che succede?!- urlò agitandosi -sei nel mio angolo di esperimenti- risposi -esperimenti?!- domandò -se  continui ad agitarti sposti l'ago e gli elettrodi, quindi calmati se no non riesco a monitorare i tuoi pensieri…- - non riesco a pensare se sono osservata da tutti- disse guardando le varie facce -certo… avete energia abbastanza per i vostri fottuti esperimenti quindi via di qui… non voglio spettatori e un esperimento mio… chiunque rimanga verrà messo nella mia lista di cavie.. Sapete cosa significa vero?- dissi guardando il teschio sulla scrivania, tutti scomparvero.
-sai… mi sei mancata..- iniziai a parlare -io?... Ma io non ti conosco…- disse -strano eppure ti ho salvata qualche giorno fa… - dissi iniettandole dell'anestetico totale -K… Kymyky?!- domandò -ti sei ricordata eh?- -si… belli quei momenti di complicità… ora sai chi sono…- disse -una sporca traditrice che lavora per la CIA?-Chiesi -ma… ma è per la mia protezione- -cioè?- -io senza questo lavoro sarei come mi hai vista… una sgualdrina senza valore… non posso fare una simile fine.. Ora mio fratello mi verrà a cercare- -no.. Non lo farà, non puoi andartene è contro queste regole… la numero 7 dice che chi tenta di rubare una cavia e viene catturato è costretto a prendere il suo posto e poi sei ferita e non puoi muoverti, l'anestetico che ti ho iniettato adesso ha una sostanza al suo interno che immobilizza per molto i muscoli- -io una cavia…- disse, poi si addormentò. -cosa hai intenzione di fare? - mi chiese Jack poggiandomi una mano sulla spalla -controllo una cosa sul gatto e poi tengo d'occhio i risultati sulla sua attività celebrale- risposi, poi mi alzai.
   
 
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