When the magic meeting the charme

di Anita Directioner
(/viewuser.php?uid=154034)

Disclaimer: Questo testo proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


Lista capitoli:
Capitolo 1: *** - Get out of my locker! ***
Capitolo 2: *** - Where you live?! ***



Capitolo 1
*** - Get out of my locker! ***


Prologue
- Get out of my locker!








Infilai l'altro stivaletto nero poi mi alzai in piedi, assaporando la sensazione dei tacchi alti; aspettai qualche secondo prima di dirigermi nell'aula di matematica. Le due ore di educazione fisica erano finite.

Camminare nei corridoi era qualcosa di... Mm come potrei definirlo... Emozionante! Le ragazze che si spostano per farti passare e subito dopo iniziano a parlare di te con le loro amichette, i ragazzi che ti fissano finché le loro fidanzatine non li trascinano via rimproverandoli e i professori che ti guardano in un misto di disapprovazione e ammirazione.
Tutto semplicemente fantastico.
« Scusa!? » Quasi urlai quando arrivai al mio armadietto, un ragazzo alto si e no un metro e settantacinque, capelli ricci e castani, era appoggiato stancamente al mio armadietto, mi dava le spalle mentre parlava con due ochette bionde, le guardai negli occhi finché non se ne andarono. Finalmente lui si girò, mi puntò i suoi occhi verdi addosso, squadrandomi. « No, scusami tu! » Esclamò soffermandosi a guardare il mio seno e poi sporgendosi in avanti a vedere il mio lato B. In un impeto di rabbia con la mano destra gli strinsi le guancie avvicinando il suo viso al mio. « Provaci un'altra volta e ti stacco gli occhi, cazzone. E ora spostati dal mio armadietto. » Conclusi spingendolo via e digitando la combinazione, lui però non si mosse da dove l'avevo lasciato, continuando a guardarmi.
« Vuoi una foto? » Domandai cercando quello stupido libro di matematica.
« Magari... »
Finalmente lo trovai, sbattei l'anta e storsi il naso.
« Mm penso proprio che non te la darò, altrimenti passeresti tutto il tempo a masturbarti. » Dissi fingendomi seria e poggiandomi una mano sul cuore. « Uuh! La micietta graffia! » Assottigliai lo sguardo ma non risposi, tentando di superarlo per arrivare alla mia aula, ma lui mi fermò prendendomi per il braccio sinistro. « Harry Dulany Styles. - Disse baciandomi la mano del braccio intrappolato. - E tu? »
« Se non mi lasci nel giro di cinque secondi ti impedirò di avere prole. » Risposi sorridendogli sfacciata. « E il tuo nome è... ? »
Aprii la bocca per dirgli che l'avevo avvisato, ma qualcuno alle mie spalle mi stava chiamando. « Faye! Faye! Oh, eccoti finalmente! » La fulminai con lo sguardo accorgendomi che Styles aveva mollato la presa e stava bellamente ridacchiando.
« Che c'è? » Domandò la bionda.
« Niente Suzan, andiamo! » Sibilai per poi prenderla per il braccio e trascinarla nell'aula C310. Ci sedemmo ai soliti posti in ultima fila.
« Mi vuoi dire che c'è? » Chiese Suzan quasi con il fiatone.
« Che è successo? » Domandò Deborah che si era magicamente materializzata di fianco a me.
« Niente. » Risposi spostandomi una ciocca dietro l'orecchio e aprendo, forse con un po' troppa energia, il libro.
« Ah no! Tu non mi puoi far andar via da Harry Styles correndo come una matta e poi dirmi che non è successo niente! »
Mi girai di scatto quando sentii il suo nome. « Come sai chi è? »
« Tutti sanno chi è, sei tu in versione maschio! Dai te ne ho parlato, si è trasferito qualche settimana fa qui a New Salem. »
« Oh è lui? Beh lo descrivevano molto più bello, è una mezza tacca. - Deborah ridacchiò. - Comunque, se proprio volete saperlo, era appoggiato al mio armadietto e gli ho detto di spostarsi. » Spiegai molto a grandi linee; il professore entrò salutando, portava in mano una specie di cassaforte e stava spiegando che era per raccogliere fondi per ristrutturare un'ala della scuola. Teneva quel piccolo parallelepipedo verde dal manico, se si fosse aperto ora tutto il contenuto sarebbe uscito. Guardai prima Deborah e poi Suzan, sorridevano complici.
« Lock, unlock. »






Saaalve bella geeentee!!!
I'm back... Again xD
Beh questa storia è un po' diversa dalle altre FF che ho scritto, innanzitutto, se non si fosse capito, il punto di vista è quello di Faye Chamberlain, e questa FF sarà ispirata sia ai libri che al telefilm. Mooolto a grandi linee sarà così:
- dal telefilm prenderò alcuni prestavolti, luoghi, situazioni e soprattutto gli incantesimi e company;
- dai libri (solo fino al quarto, poicjè mi rifiuto di leggere il secondo ciclo) tutto il resto, i personaggi, le vie, alcune situazioni e alcuni incantesimi o pietre-piante
Da come penso si sia intuito non ci sarà Sean, penso che capirete il perchè più avanti.
Ah, non preoccupatevi se non avete letto/ visto the secret circle, tenterò si spiegare il più possibile ;3
Anita xx
 P.S. Ciaaooo Mon Amoour (tu sai chi sei v.v lol)

Ritorna all'indice


Capitolo 2
*** - Where you live?! ***


Chapter One
- Where you live?!






Le porte dell’ingresso principale della New Salem High School si aprirono per magia al mio passaggio, Deborah e Suzan al mio fianco.
La prima salì sulla moto e sgommò via, facendo un cenno di saluto, i lunghi ricci scuri che svolazzavano all’indietro, facendo nascere delle sfumature color rubino; mentre la ragazza dai capelli biondo paglia si dissolse nel vento prima ancora che io potessi rigirarmi.
Scrollai le spalle buttandomi i lunghi capelli color pece all’indietro, prima di scendere la collina, diretta al parcheggio.
Dovevo parlare con Miss Purezza, meglio conosciuta come Diana Meade, la carina, gentile e dolce Diana. Sorrisi e mi avvicinai alla sua auto, in attesa di veder spuntare la sua lunga chioma dorata.
Dopo una decina di minuti la vidi scendere le scale della scuola, intenta a parlare con sei o sette ragazze che liquidò non appena mi vide. Socchiusi gli occhi color miele e sorrisi beffarda appoggiata alla sua auto blu, mentre lei si avvicinava a grandi falcate.
« Faye… »
« Diana! Qual buon vento? » Risposi allargando le braccia come a voler ricevere un abbraccio, lei serrò inoercettibilmente la mascell, ma parlò con voce controllata. « Sei tu quella appoggiata alla mia auto... Cosa vuoi Faye? »
Finsi un'espressione offesa e mi appoggiai le mani sul petto. « Diana! Non pensavo che fossi così... così... Ecco non mi vengono neppure le parole per desceivere la tua cattiveria! »
« Finiscila Faye e vai al sodo. » Disse lei senza tante cerimonie, okay mi ero divertita abbastanza. Mi appoggia nuovamente alla sua auto e parlai. « Un posto vacante, un candidato? Non ti dicono niente queste parole? Se non ci sbrighiamo arriveremo al dieci Novembre con ancora undici membri, e tu non vuoi questo, giusto? » Il dieci novembre... Entrambe avremmo compiuto diciassette anni e solo una strega di quell'età sarebbe potuta diventare leader definitivo della congrega, anche se non ancora completa.
Assottigliò lo sguardo, ma dopo qualche istante si rilassò, le spalle morbide e le mani dischiuse. Sospirò e chiuse gli occhi.
« Hai ragione, stasera ci incontreremò a casa mia per esaminare i candidati possibili. Contenta? » Concluse riaprendo gli occhi verdi, sorrisi inclinando la testa a destra. « Perfetto! - Risposi iniziando a camminare verso la mia auto. - A stasera cuginetta! » Urlai senza voltarmi, alzando il braccio sinistro.

Deja vu...
Appoggiato al baule mia Corvette ZR1 rosso fuoco c'era Styles, l'euforia di qualche istante prima svanì del tutto. Accelerai il passo e mi piazzai davanti a lui.
« Eccoti finalmente. » Mi sorrise il riccio mettendo in mostra delle fossette all'estremità della bocca.
« Punto primo: come fai a sapere che questa è la mia auto; punto secondo io vengo quando mi pare e piace; e terzo levati dai coglioni. »
« Oh oh abbiamo Miss Finezza qui! - Rispose alzando le mani. - E comunque non ci vuole molto a intuire che è la tua auto... » Concluse indicando la targa "fay3c47".
Agitai la mano con noncuranza. « Cosa vuoi Styles? » A quelle parole un brivido mi percorse la spina dorsale, sembravo Diana.
«  Dulany Styles, prego. » Puntualizzò; roteai gli occhi. « In nome del Cielo cosa vuoi Harry? » Esclamai, a quelle parole un solitario tuono fece il suo ingresso, sorrisi mio malgrado. « Oh calma calma! Volevo solo invitarti a casa mia. » Rispose sorridendo malizioso, ci pensai un attimo, poi decisi di assecondarlo per un po', dopotutto non avevo nulla in programma per le prossime ore. Afferrai il colletto della sua maglia e feci aderire i nostri corpi, poi gli sussurrai all'orecchio con voce languida: « E dove abiti Harry? »
Lo sentì deglutire mentre intrecciavo le mie gambe alle sue e soffiavo sul suo collo. « Al civico 11 di Crowhaven Road... » Sussurrò ansimando leggermente, sentii le sue mani spostarsi lentamente e abilmente dalle mie spalle al fondoschiena, ma non appena sentì il nome della via mi staccai. Lui protestò debolmente. « Perché l'hai fatto? »
« Quanti anni hai Styles? » Chiesi ignorando le sue proteste.
« Dulany Styles. » Replicò lui.
« Quanti? » Urlai e un nuovo tuonò si fece largo nel cielo settembrino di New Salem.
« Sedici, quasi diciassette. Ma cosa c'entra? » Disse agitando lievemente la testa e strizzando gli occhi.
« Oh, niente tranquillo... Ci vediamo! » Dissi salendo in macchina e partendo in retro, non curandomi se Harry si fosse spostato o meno.
 
« Non ci sono delle patatine fritte? » Chiese Suzan storcendo il naso mentre Laurel posava delle verdure fresche sul tavolino nel salotto di casa Meade.
« No. » Rispose abbastanza brusca la ragazza dal volto elfico.
Chris e Doug erano appena arrivati, ed erano gli ultimi della congrega che mancavano, per chissà quale ragione era venuto anche Nick, seduto, come sempre, in disparte, come se la faccenda non lo riguardasse neppura da lontano.
Socchiusi gli occhi e mi abbandonai sullo schienale della poltrona, accavallando le gambe. « Vogliamo iniziare la riunione? » Chiesi con una punta di frustrazione, non aprendo neppure gli occhi.
« Iniziamo. » Proferì Diana, seduta esattamente di fronte a me, sul bracciolo della sua poltrona Adam sfoggiava il suo sguardo severo, il silenzio cadde nel salotto.
« Il dieci novembre si avvicina, e non possiamo eleggere un leader definitivo senza avere un circolo al completo. - Melanie annuì silenziosamente, era lei l'esperta delle faccende burocratiche. - Quindi stasera ci siamo riuniti per scegliere tra i candidati... »
« La candidata. » La corresse Chris.
« L'unica adolescente di Crowhaven Road che non fa ancora parte della congrega è Kori. » Diede man forte Cassie, seduta vicino a Laurel; raddrizzai la schiena e aprii gli occhi. « Che ne dite di Styles? » Domandai come se la cosa fosse ovvia.
« Cosa c'entra? » Rispose Adam fissandomi negli occhi.
« Abita al civico undici. » Risposi come se la cosa si sapesse.
« Come?! » Un urletto stridulo di Diana mi fece sorridere. - Come mai non sono stata informata? » Chiese guardando i dieci ragazzi, ma rivolgendo la sua domanda più a Cassie, Melanie e Laurel che agli altri.
Io e Deborah sogghignammo sommessamente.
« Forse perché sei troppo impegnata a fare le smancierie con sir Adam, da non accorgerti di un nuovo vicinox. » Replicai sarcastica.
« Come facciamo a sapere che è davverox uno di noi? » Mi chiese Melanie, usando il suo solito tono saccente e freddo.
« Lo possiamo mettere alla prova. » Dissi elettriizzandomi, ma subito Diana mi smontò. « Oppure potremmo fare delle indagini... » Ricaddi sulla poltrona, non volevo indagare, volevo agire e di certo lei non mi avrebbe fermata.
« Lui non si chiama Harry Dulany Styles? » Domandò Suzan ispezionandosi le punte dei capelli.
« Si. » Sbuffai ricordanomi di ogni volta che l'aveva puntualizzato.
« Beh... - Proseguì la bionda. - Nel vecchio cimitero, vicino alle tombe dei nostri genitori, c'è anche la tomba di una certa Eve Dulany, probabilmente era sua madre ed ora lui, e magari suo padre, sono tornati qui. »
Spalancai la bocca per la sorpresa, così come il resto del circolo, anche negli occhi di Nick mi parve di scorgere dello stupore sotto la scorza fredda e da duro. Lei non parve farci caso, sapevo che oltre alle soap e alle scarpe quella ragazza aveva del cervello, anche se odiavo ammetterlo.
« Quindi? » Domandò Doug accigliato.
« Voteremo? » Chiese Chris quasi supplicando, ma Diana stava scuotendo la testa. « Non penso ce ne sia bisogno, abbiamo di un quinto membro maschio, e credo che lui sia anche già nell'età giusta. »
« Quasi diciassette. » Aggiunsi distrattamente, mentre mia cugina annuiva silenziosa. Gli occhi dei fratelli Henderson fiammeggiarono, il turchese naturale ora era più simile al mare in tempesta.
« Beh dato che è tardi è meglio se continuiamo questa conversazione domani a scuola, eh? » Disse in fretta Melanie per calmare la situazione, man a mano tutti si alzarono e tra saluti e altri convenevoli uscimmo tutti da casa Meade, tranne Diana, ovviamente, e Cassie, che da qualche tempo aveva preso l'abitudine di dormire lì.
Scrollai le spalle e mi diressi a casa mia, avevo bisogno di dormire.








Gula gula guulaaaa!!!

Ahahahah non ho voglia di sscrivere niente quindi ringrazierò solo la mia ragione di vita Mez_
Ti amo v.v lol
Addio bellessimi <3
Anita xx

Ritorna all'indice


Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=1197463