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Autore: Ghost Writer TNCS    03/04/2016    3 recensioni
Leona è nata con un potere terribile e straordinario, una forza inarrestabile originata nel cuore più profondo dell’Inferno, capace di sbaragliare qualsiasi avversario. Un mostro.
Alphard non è nemmeno nato: lui è un ibrido, il prototipo di un nuovo tipo di supersoldato. Un esperimento.
Insieme si sono diretti su Shytia, un pianeta devastato dalla guerra civile e ora saldamente nelle mani di criminali senza scrupoli, e lì hanno fondato una gilda: la Brigata delle Bestie Selvagge. Ma hanno bisogno di una grande impresa per riuscire ad emergere, per dimostrare quanto valgono.
Un giorno vengono a sapere che Adolf O’Neill, il fuorilegge che controlla la vicina Traumburg, è entrato in possesso di un antico artefatto dal valore inestimabile. Ucciderlo vorrebbe dire liberare la città, ma anche e soprattutto poter saccheggiare la sua ricchissima collezione.
Prima però dovranno trovare degli alleati: qualcuno abbastanza folle da voler attaccare la roccaforte di O’Neill insieme a loro. Qualcuno che abbia la stoffa di una Bestia Selvaggia.
“Non siamo eroi, ma se avete bisogno di un eroe, chiamateci.”
Versione riscritta di I Predatori del Cielo.
Genere: Azione, Fantasy, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Prologo

Il cielo era limpido e silenzioso. Una manciata di nuvole chiare si muoveva placida al ritmo del vento, offuscando appena la vista di una grande luna verdastra. I raggi del sole giallo e relativamente grande riscaldavano dolcemente il terreno brullo, quasi desertico, fatta eccezione per sporadiche macchie di vegetazione e alcuni campi coltivati, molti dei quali abbandonati.

In quel panorama desolato spiccava una piccola cittadina disseminata di crateri ed edifici pericolanti, forse una colonia caduta in disgrazia. A poca distanza c’era quello che sembrava l’ingresso di una miniera sotterranea e ancora attiva: probabilmente era la principale fonte di sostentamento dei residenti.

Nella periferia del malridotto centro abitato erano sparpagliati diversi gruppi di prefabbricati, ognuno con la sua piccola miniera, ma quasi tutti sembravano abbandonati. Sulla terrazza di uno di questi edifici però c’era una ragazza[1]. Era stesa su una sinuosa e confortevole sdraio e osservava il cielo attraverso la tela olografica del suo ombrellone, la coda felina che ondeggiava distrattamente. Aveva i capelli biondi, corti e con una piccola treccina sul lato sinistro, un paio di orecchie da gatta e due grandi occhi color bronzo, ora velati da una patina di malinconia. Aveva da poco fondato una gilda, ma non tutto andava come avrebbe voluto: i soldi non erano un problema grazie alle numerose taglie riscosse – aveva addirittura realizzato il suo sogno di farsi una cabina armadio –, il vero problema era che non riusciva a trovare nuovi membri. Nessuno si era fatto avanti e quelli che aveva provato a reclutare si erano rivelati dei fottuti bastardi. Non sapeva più cosa inventarsi per attirare dei potenziali compagni.

«Ero sicuro che ti avrei trovata qui!»

La felidiana[2] non ebbe bisogno di voltarsi: aveva riconosciuto la voce dell’unico altro membro della gilda.

L’uomo, appena sbucato dalla porta che conduceva sulla terrazza, le andò incontro con passo sicuro. I suoi capelli scuri arrivavano quasi alla base del collo e la frangia gli copriva leggermente gli occhi, la barba invece era corta e curata. Il naso era forse un po’ grande, tuttavia il suo viso risultava molto gradevole, in particolare gli occhi intensi e magnetici. «Ehi, grandi notizie! Ti ho detto che andavo in città per rimorchiare, ma questa volta ho trovato anche di meglio.» Fece uno scatto con la testa per spostare i ciuffi ribelli. «C’erano dei tizi che parlavano e non hai idea di cosa ho sentito! Può essere davvero la volta buona per far conoscere a tutti la nostra Brigata!»

La giovane drizzò le orecchie feline e si tirò su. «Di che si tratta?»

«Allora, adesso ti spiego…»

L’uomo seduto al piccolo tavolo metallico scostò alcuni ciuffi dagli occhi con un movimento del capo. «Insomma, so di non avere un nasino principesco, ma quello di quel tipo era praticamente una proboscide!»

L’affascinante insettoide di fronte a lui sorrise civettuola. Si trovavano in uno dei tanti night club della città e avevano scelto un tavolo appartato, proprio a ridosso di una parete, così da poter scambiare due parole senza essere disturbati. «Dai, continua, poi come avete fatto a fuggire?»

Il suo interlocutore esibì un sorriso saccente, reso ancora più accattivante dalla luce soffusa. «Beh, non è stato facile. Era la prima volta che affrontavo una Light-Meteorgun su un vero campo di battaglia, ma ti ho già detto che ho frequentato un’accademia dell’A&N[3]. Ho aspettato il momento giusto e poi sono saltato in avanti.» La sua mano si mosse, incrociando quella della donna. «Sono saltato sul muro di un edificio e l’ho aggirato.» I palmi delle loro mani si unirono in una stretta delicata e il volto dell’uomo si fece più vicino a quello dell’insettoide. «Un fendente. Uno solo. È bastato quello per tagliare a metà la sua mitragliatrice.» Le loro teste erano così vicine da sfiorarsi. «Non c’è mai stata una vera battaglia.»

La donna fece un altro sorriso malizioso, poi chiuse gli occhi composti, allungando le labbra piene verso quelle di lui. Ma non le trovò. Quando sollevò le palpebre, l’uomo stava guardando altrove.

«Ehi, ma…»

Non ci mise molto per capire che lui non la stava ascoltando. Offesa, lo mandò a quel paese e si alzò, facendosi largo in malo modo fra gli altri clienti del night club. L’altro non ci fece nemmeno caso: le sue orecchie un po’ a punta avevano appena sentito qualcosa di molto più interessante e improvvisamente ogni distrazione era svanita; perfino la musica persistente non riusciva più a disturbare la sua concentrazione.

«La notizia è sicura al cento percento,» stava dicendo il goblin, seduto in un angolo del locale ad appena qualche metro dall’uomo, «l’Uovo dei Sindri[4] si trova qui, su Shytia. Ce l’ha Adolf O’Neill, e lo tiene in casa sua come un fottuto trofeo! È la nostra occasione: se riuscissimo a prenderlo, dimostreremmo a tutti che è arrivato il nostro momento di prendere la città!»

Il suo interlocutore, un tizio dalla pelle ramata con una lunga mantella scura, gli fece segno di abbassare la voce, quindi si guardò intorno circospetto. «Sei proprio sicuro che ce l’abbia lui?»

«Te l’ho detto, è una notizia certa. Possiamo prenderlo.»

«Possiamo prenderlo noi invece!» esclamò l’uomo. «Pensaci: con un colpo del genere, otterremo di sicuro un bel po’ di visibilità, che è proprio quello che ci serve per farci conoscere. Senza contare che potremmo rivendere l’Uovo e guadagnarci un bel gruzzolo!»

La ragazza annuì, la coda bionda che ondeggiava al ritmo dei suoi pensieri. «Sì, mi piace come idea. E poi O’Neill è uno stronzo, sarei felice di prenderlo a calci. Però potevi anche saltare tutto il pezzo della tipa!»

L’altro sorrise. «Scusa, lo sai che ho la lingua lunga. Comunque è deciso, giusto?»

Lei ricambiò il sorriso e si alzò, pronta all’azione. «Ruberemo l’Uovo dei Sindri.»


Note dell’autore

E finalmente eccoci qui! Dopo un’interminabile attesa, comincio a (ri)pubblicare questo mio racconto, che nel frattempo ha anche cambiato titolo XD

Prima di andare al prossimo capitolo, vorrei ringraziare tutte le beta reader che mi hanno aiutato a rendere questa storia degna di essere pubblicata: ElenaTea90, Eryla, Hesper-M, Koganislove e TortaMillefoglie (ma ho comunque il terribile presentimento di aver dimenticato qualcuno >_<).

Ecco anche il banner realizzato da TortaMillefoglie per la revisione della storia :D

banner TortaMillefoglie

A presto e lasciate un commento, ogni suggerimento può essere utile! XD


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[1] Dal momento che nelle mie storie molti personaggi appartengono a specie immaginarie, ho scelto di utilizzare termini come “uomo”, “donna” e “ragazzo/a” anche per i non umani per evitare ripetizioni e strani giri di parole, quindi non stupitevi se trovate frasi come “L’uomo, un insettoide, sollevò le quattro braccia”.

[2] Sottospecie originale di TNCS, appartenente alla specie dei faunomorfi (da “fauna”, ossia l’insieme delle specie animali). Il termine deriva dalla famiglia dei Felidae, che nella classificazione scientifica raggruppa i felini.
Per maggiori informazioni: tncs.altervista.org/bestiario.

[3] La sigla sta per Atena & Neith. La prima è la divinità greca della guerra strategica, delle arti (intese come abilità tecniche) e della saggezza; la seconda è la divinità egizia della guerra, della caccia e della saggezza.

[4] Nella mitologia norrena, Sindri (spesso chiamato Eitri) è un nano, fratello di Brokk.
In TNCS ho scelto di adottare il nome “Eitri” come nome proprio del nano, e di utilizzare il nome “Sindri” per riferirmi ad entrambi i fratelli come se fosse il loro cognome.

   
 
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