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Autore: Cxerina    06/02/2017    2 recensioni
Una raccolta con diversi protagonisti, in tempi e luoghi diversi, tutti legati da un fato comune che li porterà ad incontrarsi e cambierà le loro vite.
“Perché non possiamo essere amici? Perché dobbiamo ucciderci a vicenda?”
Genere: Introspettivo, Slice of life, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Raccolta | Avvertimenti: Tematiche delicate, Violenza
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Disclaimer: La seguente storia è di proprietà delle rispettive autrici, così come i personaggi. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale, i personaggi presenti nella narrazione sono fittizi e ciò che li riguarda nella trama non violerà il contenuto del regolamento di EFP.
NB: Il nome Lestat non si riferisce al personaggio delle "Cronache dei Vampiri" di Anne Rice, il personaggio non ha nulla a che vedere né fisicamente né caratterialmente con Lestat de Lioncourt.



Inghilterra, 1611

Era il 1611 quando Amalia Adams morì per mano di un cacciatore umano mentre cercava di mettere in salvo il bambino avuto dieci anni prima.
Negli ultimi cento anni gli umani avevano sviluppato un profondo odio per i vampiri, rappresentandoli come bestie senz’anima nate per volontà demoniaca, iniziando una politica di sterminio portata avanti in primo luogo dalla nuova figura del cacciatore. I cacciatori erano umani che sfruttavano il punto debole dei vampiri, l’argento, per ucciderli.
Michael, il fratello maggiore di Amalia, trovò il bambino nascosto sotto un carretto a fissare in lacrime il cumulo di cenere che rimaneva della donna. Lo prese con se salendo sulla sua carrozza e si diresse verso la villa di famiglia poco fuori città prima che l’alba potesse sorprenderli.
“Lo sapeva che la città è diventata un posto pericoloso...” sospirò asciugando le lacrime al piccolo Allen “Perché ha dovuto portarti con se a tutti i costi?”. Il bambino fissò Michael negli occhi con le lacrime che continuavano a sgorgare imperterrite. Il moro lo abbracciò stringendolo a se “su, su, cerca di calmarti. Ci sono io, mi prenderò cura di te al meglio”. Purtroppo per il giovane, i piani che Michael aveva in serbo per lui non erano così candidi come aveva lasciato trasparire quella notte.
Nei giorni successivi alla perdita convinse Allen che la morte della madre era colpa sua, facendo leva sul suo già forte senso di colpa, e che se fosse stato in grado di difenderla dai pericoli che minacciavano i vampiri in quei secoli, ora lei sarebbe ancora viva. Il bambino per i primi giorni non sembrò reagire a quanto gli veniva detto poi, una settimana esatta dalla morte della madre, andò nello studio dello zio “T-tu… P-potresti insegnarmi…?” balbettò con un filo di voce ancora rotto dalla pesante disperazione. Michael lo guardò sorridendo, il suo piano sembrava funzionare “Oh Allen” gli si inginocchiò davanti mettendogli le mani sulle spalle “Posso renderti in grado di proteggere chiunque tu voglia” disse dolcemente “Se me lo permetterai, ti renderò il vampiro più forte mai esistito e allora nessuno oserà più toccare chi ami”. Gli occhi del bambino diventarono lucidi e si riempirono di lacrime. Annuì. “Insegnami!” scoppiò a piangere abbracciando lo zio “Rendimi in grado di difendere la mia mamma!”.
 
Michael aveva sempre avuto un debole per i ragazzini, la storia che aveva con Lestat ne era la prova, e non aveva neanche mai nascosto di ritenere il nipote una preziosa opera d’arte con i suoi bei capelli dorati, gli occhi glaciali e la carnagione di porcellana. Probabilmente erano queste le ragioni per cui si prese personalmente il compito di allenare Allen invece che affidarlo a uno dei suoi mercenari, o forse semplicemente perché voleva essere certo che il suo piano procedesse al meglio, la cosa certa era che Allen stava rispondendo molto bene e risultava essere portato per il combattimento.
Erano passati tre mesi dal primo allenamento e Michael andava già abbastanza fiero dei risultati che stava ottenendo.
Erano passati tre mesi dalla morte di Amalia e l’attrazione di Michael per Allen sfociò in un abuso.
L’atto avvenne al termine di un allenamento. Michael uscì chiudendo nella stanza il bambino che, dal canto suo, era rannicchiato in un angolo a piangere. Si fidava di Michael, perché gli aveva fatto questo? Voleva forse dimostrargli quanto fosse ancora debole? Era una punizione per il fatto che non si stava applicando abbastanza? Faceva male, molto male e il dolore fisico non faceva altro che amplificare le ferite che aveva dentro di sé.
Il fatto che Allen si desse la colpa di quanto avvenuto aiutò Michael a tenere nascosto il fatto. Non ne andava particolarmente fiero e per nulla al mondo avrebbe lasciato sfuggire un’informazione così pericolosa.
 
Era il secondo inverno che Allen si trovava a passare senza la madre e molte cose erano cambiate. Al dolore della perdita si aggiunsero i continui stupri di Michael per i quali continuò ad addossarsi tutte le colpe, erano il modo dello zio di dimostrargli quanta strada avesse ancora da fare per arrivare anche solo al suo livello. Da parte sua Michael non poteva nascondere che provasse un sadico piacere nel torturare a quel modo il nipote, ma sapeva bene che nulla di tutto ciò poteva uscire. Sfruttò a suo favore i sentimenti confusi che Allen provava per lui e riuscì a soggiogarlo, a tenerlo in pugno come una marionetta.
Il sole stava appena tramontando quando Michael entrò nella stanza del nipote “Allen…”.
Il ragazzino si girò sorridendo felice “Michael! Mi stavo preparando per l’allenamento di oggi” andò da lui “come mai sei venuto qui?”.
Michael fece un ghigno “Quanta esuberanza Allen” gli passò una mano tra i capelli “Oggi testeremo i progressi che hai fatto fino a qui” gli spiegò “è la notte adatta, c’è la luna piena”.
“Testare i miei progressi?” chiese il biondino incerto.
“Ti lascerò nel mezzo della foresta” Michael si apprestò a chiarire i dubbi di Allen “e se riuscirai a tornare alla villa vivo, allora vuol dire che potremo proseguire”
Allen deglutì appena “M-ma… sta nevicando forte” mormorò timoroso “non si vede a un palmo dal naso…” sapeva che se fosse finito sulla strada di un lupo Alpha non sarebbe stato in grado di tenergli testa.
Michael lo guardò con sguardo gelido. Non sopportava sentilo lamentarsi “dovrai sfruttare al meglio gli altri tuoi sensi allora.” si limitò a commentare “Ti do due minuti per prepararti, poi ti vengo a prendere” annunciò uscendo dalla stanza.
Allen si affrettò a prepararsi mettendosi addosso i vestiti più caldi che aveva, non aveva alcuna intenzione di morire ne per il freddo e tanto meno per i licantropi. Allo scadere dei due minuti Michael gli arrivò alle spalle, lo bendò e se lo caricò in spalle per poi andare alla carrozza. Quando i cavalli si fermarono Michael prese di nuovo Allen in spalla e camminò per ancora qualche minuto, poi lo lasciò cadere attera “Conta fino a cento, poi potrai levarti la benda” furono le ultime parole di Michael.
Allen fece come gli era stato detto e quando aprì gli occhi l’unica cosa che riuscì a vedere attorno a se era la bufera che imperversava. Ebbe un attimo di sconforto, poi si mise in piedi. Doveva ritrovare la strada per tornare a casa, ma come?
Michael aveva detto di usare al meglio gli altri sensi, ma l’unica cosa su cui riusciva a concentrarsi al momento era il freddo e la bufera che imperversava. “Congelerò ancora prima di incontrare un lupo...” borbottò tra se e se “stupido Michael, stupidi lupi, stupidi tutti!” sbuffò brancolando incerto procedendo verso sud. Gli sembrava di aver viaggiato verso nord, quindi il sud era la direzione giusta e, in ogni caso, trovare un qualsiasi posto dove potersi riparare dalla bufera e dal sole sarebbe stata comunque un’ottima mossa. Camminò per almeno un’ora prima di sentire distintamente dei rami rompersi. Si mise in posizione di difesa, sperando che non fosse nulla di molto pericoloso. Pian piano che l’animale si avvicinava riuscì a distinguere in maniera più definita la figura. Era un lupo, ma doveva essere un giovane lupo, non era tanto grande e ben presto poté stimarne l’altezza al garrese: non era tanto più alto di lui, quindi sarà stato intorno al metro e 60. Il lupo continuò ad avvicinarsi e stava proprio puntando Allen, il quale aveva stabilito che avrebbe attaccato solo per difendersi e se la bestia non sembrava aggressiva non avrebbe fatto nulla
Il giovane maschio di licantropo arrivò davanti ad Allen e lo annusò per poi sedersi proprio davanti a lui. “Sei un licantropo, vero?” chiese fissando il lupo negli occhi. La bestia annuì soffiandogli poi col naso sulle mani per scaldargliele un po’. Allen abbassò la guardia “Grazie” mormorò “Sei solo? Vuoi aiutarmi?” iniziò a fare domande come se l’animale potesse rispondergli. Il lupo si accucciò a terra guardando il bambino. “Sai, io devo superare una prova e devo trovare la strada per tornare a casa...” continuò a parlare sedendosi anche lui nella neve “Però non credo di farcela con la bufera. Però se trovo un rifugio posso aspettare che passi e posso anche aspettare che passi il giorno! Tanto non ho un limite di tempo. Credo. Non lo so in realtà, Michael non ha detto nulla a riguardo”.
Il lupo mugugnò alzandosi e iniziò a dargli dei colpetti sulla schiena di Allen con il muso. “Mi aiuti allora?” chiese girandosi a guardare il lupo, che in risposta annuì. Allen si alzò abbracciandolo “Grazie! Abito nella villa di Michael Adams io, lo conosci? O riesci a seguire l’odore?” il lupo si lasciò abbracciare e quando venne lasciato leccò il viso ad Allen.
Il bambino si aggrappò alla pelliccia del licantropo camminandogli accanto.
“Sai, la mia mamma era tanto brava!” iniziò a parlare per rompere il pesante silenzio che si era creato tra i due, in parte dettato dalle razze di appartenenza, in parte da tutti gli stereotipi che accompagnavano il rapporto tra vampiri e mannari “Mi lasciava sempre giocare con gli altri bambini, anche se io preferivo stare con lei!” trillò sorridendo “Non le piaceva tantissimo quando facevo amicizia con uno di voi, però mi diceva sempre che l’importante era che piacesse a me. Una volta un mannaro… era più piccolo di me, ne sono certo. Stavamo giocando a rincorrerci ed era inciampato su una radice e si era sbucciato un ginocchio. La mamma per farlo riprendere subito gli aveva fatto bere qualche goccia del suo sangue.”. Stoppò il racconto guardando il lupo, per essere certo che lo stesse ascoltando “Però la mamma del lupo è corsa subito da noi e lo ha portato via… credo avesse paura che la mia mamma stesse facendo del male al mio amico...” tirò un po’ su col naso “Però la mia mamma non ha mai fatto del male a nessuno… Neanche quando si nutriva… Mi ha insegnato come nutrirmi senza uccidere gli umani… Lei non avrebbe fatto del male davvero a nessuno...”.
Per tutto il tragitto Allen continuò a parlare, raccontandogli di lui, della sua storia, di come desiderasse essere in grado di proteggere le persone che più gli stavano a cuore. Quando arrivarono nei pressi della villa si fermarono entrambi. “È meglio che prosegua da solo da qua.” mormorò Allen guardando la villa “Però mi verrai a trovare quando non sarai più lupo? Voglio conoscere la persona gentile che mi ha aiutato.”. In risposta venne buttato a terra e subì qualche leccata sulla faccia. “Allora ci vediamo domani!” disse ridendo e cercando di rialzarsi.
Prima che Allen potesse rialzarsi il lupo venne colpito e buttato a terra da un mannaro adulto. Era parecchio più grosso dell’amico di Allen. I due lottarono un po’ prima che Allen provasse a intervenire per difendere il suo lupo. Stava per essere colpito dall'adulto quando si sentì uno sparo e il lupo cadde a terra senza vita. Il vampiro si girò per vedere da dove provenisse lo sparo e quando vide lo zio si mise tra il moro e il lupo. “Scappa! Devi scappare!” gridò al lupo “Lui non è bravo!”. Il lupo non se lo fece ripetere due volte e iniziò a scappare. Michael corse verso Allen caricando l’archibugio con un altra pallottola d’argento. Mirò al lupo, ma quando sparò venne colpito da Allen. Il lupo venne colpito di striscio e proseguì la sua corsa verso il riparo della foresta.
Michael tirò un forte schiaffo ad Allen “rientriamo” disse secco prendendo il bambino per un polso e strattonandolo verso casa. Quando furono dentro, Michael porse una coperta ad Allen “Sei riuscito a tornare intero. Perché hai cercato di salvare quel lupo? Voleva attaccarti.”. Allen strinse la coperta attorno alle spalle e si avvicinò al caminetto “Sono stato aiutato...” mormorò Allen con sguardo basso “Quel… Lupo che ho salvato... Ha avuto pietà di me e mi ha aiutato. Non potevi ucciderlo.”. Nel sentire quelle parole Michael sembrò molto deluso “Intensificheremo l’allenamento” furono le ultime parole che disse prima di tornare nel suo studio.
Allen si spostò alla finestra che dava sul retro da dove era possibile vedere il corpo senza vita del licantropo. La neve attorno a lui si era tinta di uno splendido colore scarlatto. Come poteva una cosa così brutta apparire così affascinante ai suoi occhi? Dopo qualche minuto passato a osservare il lupo, vide uscire dalla foresta quello che lo aveva salvato, seguito dal resto del branco. Si disposero a cerchio attorno al corpo del compagno e iniziarono a ululare e continuarono per una decina di minuti. Quando i lupi smisero di ululare anche Allen se ne andò, chiudendosi in camera sua. Era certo che dopo quanto era successo non avrebbe mai più rivisto il suo amico e la cosa lo rattristò molto. Iniziò a piangere senza neanche rendersene conto “Perché non possiamo essere amici? -pensò tra se e se- Perché dobbiamo ucciderci a vicenda?”. In quel momento capì che Michael aveva ragione: doveva migliorare ancora molto. Una volta che sarebbe stato il migliore, avrebbe impedito che succedessero altre cose di questo genere.




Note: Salve a tutti! Ho deciso di pubblicare questa raccolta di storie scritta a quattro mani con la mia compagna d'avventure Babu, con la quale ho creato i personaggi e il mondo in cui si muovono. Questo è il primo capitolo di una raccolta di introduzioni ai personaggi, nella quale andremo a scrivere le vicende antecedenti alla trama principale, non prestando particolari attenzioni alla successione temporale degli eventi e alla collocazione degli stessi. Speriamo che la cosa possa interessarvi e che seguiate questa raccolta con piacere. Un bacio~
  
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