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Autore: Julie_Rebel_17    22/02/2017    0 recensioni
"Dunque lei è la contessina Emily Spencer?" le chiese un baldo giovane dai lineamenti angelici dopo averle baciato la mano.
La fanciulla sorrise appena, intimidita dal suo gesto:"Si, in persona, lei è?" fece per chiedergli il nome.
"Stephan" rispose.
"Stephan cosa?". "Solo Stephan, mi concede questo ballo?". Il ragazzo non proferì altre parole e la convinse a danzare con lui...
Genere: Erotico, Horror, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lime, Raccolta | Avvertimenti: Violenza
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*Angolo Autrice*: mi starete odiando per avermi abbandonato, ma ho avuto un lungo blocco creativo (se così si può chiamare). Mi dispiace tanto e per farmi perdonare pubblicherò quanti più capitoli possibile entro la fine della settimana sperando di finire la storia in tempo per domenica.
xoxo Julie
P.S. godetevi il capitolo, ci saranno scottanti novità
a breve!

“Potremmo divertirci tanto stanotte, piccola mia, nessuno lo verrebbe a sapere”.

Le prese una mano e se la posò sul seno chinando il capo all’indietro per il piacere.

Samantha, d’altro canto, rimase assolutamente immobile, terrorizzata dall’atteggiamento di Grace.

 

Pregò che qualche santo dal Paradiso l’ascoltasse e la cacciasse fuori da quella tremenda situazione; improvvisamente entrò Stephan che vista la scena accennò un “Samantha…” prima di prendere Grace da dietro.

 

La fece sedere e rise nel vederla così fuori di sé. Sammy non ci trovò nulla di divertente tant’è che quasi rimproverò il padrone:

“Marchese, ma cosa…”

“Shhh, sapevo di queste sue tendenze, ma non credevo non fosse capace di trattenerle dopo una bottiglia di vino”;

poi fece un cenno, “Guarda, sta così male che farebbe di tutto”.

 

In effetti, alla serva sembrò vero. Grace era confusa e divertita allo stesso tempo e continuava a chiedere di chi fossero le mani che la sfioravano.

 

“Devo metterla a letto”, disse infine, ma Stephan le intimò di aspettare ancora un po’. Aveva intenzione di divertirsi.

Le ordinò di uscire fuori dalla stanza e la ragazza andò via controvoglia. 

 

Poi parlò a Grace, sussurrandole una frase all’orecchio. La sua voce suonò quasi ipnotica:

“Duchessa, sa come soddisfare un uomo, vero?”

Quella rispose di rimando:”Oh, certo, a mio marito piace quando io e la mia serva trascorriamo del tempo con lui, soprattutto se lo…tocchiamo”, infilò una mano nei calzoni di Stephan.

“Da brava, allora, fa’ divertire anche me stanotte”.

 

Grace fece del suo meglio finché non sentì un liquido scorrerle sulle mani. In tutto ciò, il Marchese non si era accorto che Sammy lo stava spiando dalla serratura della porta.

Quando distese la duchessa sul letto percepì uno strano rumore ed aprendo di scatto vide la sua serva girarsi di spalle e camminare rapidamente.

 

“Samantha” sussurrò, “So che eri lì, torna da me”.

Quella con gli occhi bassi tornò indietro.

“Curiosa?” le chiese con un sorrisino stupido sulle labbra, dovuto più al vino che al divertimento.

 

“Io, no, ecco, mi scusi”

“Vieni con  me” le disse prendendola per mano e portandola nella sua stanza.

 

Sammy si sentì profondamente a disagio, soprattutto quando vide Stephan tirare via la camicia.

“Signore, la prego, vorrei andare a dorm-“

“Shhh, non ti farò del male”

“Ma io non-“

“Tranquilla, ti ho detto di stare tranquilla, ok?”

Prese ad accarezzarle i capelli, glieli portò su un lato del collo per poi baciare la parte scoperta; i suoi baci scesero fino alla scollatura dell’abito.

 

“Si-signore…”

“So che ti piaccio, Sammy. Altrimenti quale altro assurdo motivo avresti dovuto avere per sbirciare Grace mentre…”

 

“I-io…”

Stephan le lasciò qualche altro bacio e si scostò. “Vieni, andiamo a letto”.

Samantha per poco non svenne dall’imbarazzo. “A…letto?”

 

“A dormire” precisò lui, “Andiamo a letto a dormire, non ti torcerò neanche un capello” rispose sorridendo.

 

Si stesero e Sammy, innocentemente, lo abbracciò poggiando il capo sul suo petto.

 

“Oh, Stephan, che buon profumo che ha la tua pelle” disse senza rendersi conto di dargli del “tu”.

“Dormi piccina, devi esser stanca” affermò lui prima di lasciarle un tenero bacio sulla testa, ripensando a quanto potesse averla turbata l’atteggiamento di Grace Murray.

 

La notte trascorse in fretta e l’episodio vissuto da Samantha apparve un lontano, brutto ricordo.

Stephan congedò i suoi ospiti con cinica cortesia e si diresse verso la tenuta appena acquistata, accompagnato da Godrin.

 

“Cosa ne pensi?” gli chiese in cerca di un parere favorevole.

“Signore, la struttura è  molto bella, ma un po’ cadente. Guardi quel muro!” disse indicando una parete il cui stucco veniva via al minimo spiffero di vento.

 

“Bene!” affermò il marchese emozionato, “Ci serve un mastro costruttore!”

“Ma…è sicuro di voler spendere così tanto denaro per una tenuta piccola come questa? Dopotutto la sua dimora è già bellissima”

 

Stephan ammonì il servitore con lo sguardo.

“Fa’ silenzio Godrin! E trova un mastro costruttore al più presto. Voglio vedere questo posto splendere, sarà la mia ‘casa di campagna’ “ rispose autorevolmente.

 

Il servo sospirò, quanto era capriccioso quel dannato marchese.

 

Stephan si perse ad ammirare i dettagli della casa; le pareti dal colore caldo gli trasmettevano un certo senso di gioia.

L’arancio dei muri, il granito scuro dei pavimenti, il cristallo dei vecchi lampadari (decisamente eccessivo per una tenuta da caccia) sembravano i perfetti figli di un progetto che appariva meraviglioso.

Il marchese tornò alla tenuta per ora di pranzo, emozionato e pieno di idee; si diresse in cucina, frettoloso e voglioso di spiluccare qualcosa per placare la fame prima di un effettivo pasto.

 

Si meravigliò nel non trovarvi Samantha che di solito si occupava del pranzo.

“Susette!” gridò per richiamare l’attenzione della serva dai lunghi capelli rossi, “Dov’è Samantha? E’ da questa mattina che non riesco a trovarla”

 

“Si-signore” rispose impaurita, “Nessuno l’ha ancora vista da quando si è alzata”

Stephan s’irrigidì di colpo. “Va bene, me ne occupo io” disse serio, per poi aggiungere un fintissimo “Vedrà cosa le succede se la trovo” per non destare sospetti sul suo interesse.

  
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