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Autore: Daleko    21/03/2017    1 recensioni
Era bella, tra le più belle delle nobili della Svevia e forse anche dell'Allemagna tutta, eppure il suo viso era pensoso e intristito. Le lunghe ciglia fremevano nella brezza di fine estate e le gonfie labbra rosee mandavano, sussurrando, dolci parole alla Foresta Nera. Una voce d'uomo la colse d'improvviso, inducendola a voltarsi senza perdere l'equilibrio.
Genere: Fluff, Malinconico, Storico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Incest | Contesto: Contesto generale/vago, Storico
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5.
 
 
La stanza in cui albergava Heinrich era molto spaziosa e lussuosamente adornata. Gerhard richiuse la porta dietro di sé, avanzando di qualche passo sui tappeti ricamati. La camera da letto era vuota; si diresse quindi verso destra, varcando l'arco che portava al salotto. Heinrich era seduto sul bianco sofà al centro della stanza; era rimasto in camicia e sul suo candido colore spiccavano le bretelle scure. Le gambe erano accavallate con garbo e la mano destra reggeva un bicchiere di vino rosso; nonostante l'atteggiamento all'apparenza rilassato, Gerhard riconobbe l'espressione tesa sul volto di Heinrich e ben la ricollegò a quanto udito poco prima dalla sorella minore. C'era anche un altro particolare che non lasciava molto spazio ai dubbi, e fu quello che lo preoccupò maggiormente. «Omaggi, Heinrich. E... Salve, Violante. Spero di non interrompervi» si introdusse pacatamente. Heinrich rispose con un educato cenno del capo; Violante, rivolta inizialmente verso la finestra, si voltò con espressione furiosa. Non indossava più il cappellino e il trucco, abbellimento gradevole sul suo sorriso, donava un'aria ancor più spaventosa a quel viso adirato. «Niente affatto, Gerhard. Ho ipotizzato fossi da nostra sorella e ho preferito non disturbarti» spiegò lentamente il Principe. Violante fece qualche passo in avanti, nella loro direzione, con andamento impettito. «Gerhard, spero che quella... Piccola... Che Katharine», marcò con irritazione a un'occhiata di rimprovero di Heinrich, «Vi abbia detto ciò che ha fatto» aprì l'argomento scottante. Gerhard sospirò, poi si voltò verso il fratello ignorando Violante. «Heinrich, Katharine è molto pentita e Vi porge le sue più sincere scuse. Era sconvolta e...» provò a fare da mediatore in quella terribile situazione, ma venne bruscamente interrotto. «Ancora la difendete, Gerhard?!» chiese retoricamente la sorella con voce isterica. «Suvvia, Violante, un po' di educazione» la rimproverò Heinrich. La donna divenne rossa in viso, ammutolendosi. Gerhard sospirò. «In ogni caso, fratello mio...» rispose Heinrich, alzandosi «temo che Katharine ti abbia mentito». Cominciò a passeggiare per la stanza, facendo roteare piano il vino all'interno del calice. «Vedi, io... L'ho guardata. Negli occhi» specificò nel silenzio assoluto. «Aveva uno sguardo intenso, e sincero... Quando ha detto di provare affetto nei miei confronti io non le ho creduto» ammise tornando a guardare Gerhard. Strinse le labbra in una smorfia. «Poi l'ho guardata negli occhi ed era mossa dalla sincerità. Quindi ne sono addolorato, Gerhard, ma temo che ti abbia mentito» concluse con un sospiro. Prese poi un sorso di vino mentre Violante tornava a parlare. «Basta. Quella ragazzina ha toccato il fondo. Dev'essere mandata in Svizzera! Spedita in un collegio femminile. Ha bisogno di... Di disciplina!» s'infervorò ancora. Gerhard cominciò a massaggiarsi le sopracciglia con la mano destra, pensoso. «Violante, io... Io la ritengo una punizione spropositata» ammise a mezza voce, mandando sua sorella su tutte le furie; la donna pestò i piedi, alzando la voce. «Gerhard, come potete difenderla ancora?!» chiese indignata. Gerhard rialzò lo sguardo su di lei. «Non si tratta di difendere qualcuno. È nostra sorella, una Hohenstaufen e non ho alcuna intenzione di farla rinchiudere in un istituto!» sbottò improvvisamente. Violante inasprì ulteriormente il suo tono. «È malata! Malata, Gerhard, mentalmente deviata! Ha...» rimarcò le sue azioni, improvvisamente interrotta dall'altro. «È solo una vendetta meschina, Violante! Voi l'avete sempre odiata, da quando è nata!» l'accusò irato. Violante si zittì con gli occhi improvvisamente lucidi. «Ha ucciso nostra madre. È una ragione sufficiente per mal tollerare chiunque» mormorò. «Non ha ucciso nessuno, è morta di parto! Di parto, Violante!» quasi urlò l'altro. La donna tremò per un momento. «Non cambia la realtà dei fatti. Dev'essere allontanata» continuò con voce tremante. Gerhard s'impose. «Giammai. Piuttosto che sottostare a una simile infamia, andrei via con lei» la difese ancora. Violante scoppiò a ridere, amareggiata. «Oh, Gerhard, come siete anacronistico con il vostro spirito salvatore! Siete sicuro di non essere geloso di Heinrich?» chiese inviperita; il ragazzo scattò in avanti. «Non vi permetto simili insinuazioni!» abbaiò incredibilmente adirato. Violante fece un passo indietro ed Heinrich, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, scagliò il bicchiere contro il muro più vicino. Violante e Gerhard si voltarono verso il fratello maggiore, stupiti. «Non tollero questo comportamento inadeguato in mia presenza. Siete vergognosi, mai mi sarei aspettato un simile comportamento da voi due!» esclamò nero di rabbia il rampollo della Casata. Entrambi i litiganti sembrarono rimpicciolire dalla vergogna, a capo chino e con una postura degna del loro rango. «Uscite immediatamente da questa camera e comandate di cancellare tutti gli incontri dei prossimi giorni. Katharine ha una brutta influenza e ho intenzione di ripartire domani. Dovete solo vergognarvi per quanto è stato appena detto tra queste mura! E ora andate» li congedò adirato e seccato da quel teatrino. Gerhard e Violante obbedirono senza emettere un fiato ed entrambi si occuparono delle proprie mansioni, senza rivolgersi neanche una parola.

 
   
 
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