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Autore: Mew_vale    21/03/2017    1 recensioni
Prima di leggere questa storia, vi consiglio di dare un’ occhiata ad “Alternative Story”, dato che questa FanFiction si collega a quella storia.
Abbiamo lasciato Beatrice in procinto di partorire, un Armando ansioso ma anche spaventato dalla prospettiva di diventare padre (come chiunque diventi genitore per la prima volta) Marcella che, dopo aver lasciato l’ Ecomoda, ha presenziato a qualche consiglio di amministrazione dopo di che è sparita. Di Mario nessuno ha più avuto notizie… Mentre Patrizia e Daniele sono convolati a nozze.
Nel frattempo, sono passati 27 anni: alla fine di “Alternative Story” vi ho regalato una chicca in cui Camilla Mendoza, primogenita di Armando e Betty, attraversava la navata in abito bianco; Ad attenderla all’ altare David Valencia, primogenito di Daniele e Patrizia. Ma si saranno sposati? Anzi, si sposeranno? Perché ebbene sì, la nostra storia inizia da prima delle nozze. All’ Ecomoda, entrano nuovi personaggi tra cui la prole dei Mendoza, dei Valencia e della famiglia Mora. Può accadere di tutto!
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Spoiler!, Triangolo
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Store di Ecomoda'
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CAPITOLO 55
 
 
[Massimiliano]
Tutti coloro che passano da questa hall non posso evitare di guardarci e borbottare mentre ci baciamo. Da l’altra sera non ci nascondiamo più e ne siamo fieri!
<< Hai visto? Potrebbero prendere una stanza. >> Sussurra una tizia vicino all’ascensore.
<< Lei non si fa questi problemi! >> Ridacchia la sua amica. Sto per scattare quando Giulia mi trattiene. Le due tipe entrano nel mezzo continuando a ridacchiare.
<< Chi sono quelle?! >> Domando a Giulia.
<< Due modelle! >> Asserisce. Ottimo, vale a dire che dovrà lavorare con quelle due.
<< La cosa positiva è che potranno riferire a quella Jenny che sei proprietà privata! >> Afferma gelosa.
<< Gelosona! >> La punzecchio. Ci scambiano un altro bacio.
<< Buongiorno. >> Ci salutano Isabella e Diego arrivando, come sempre, mano nella mano.
<< Buongiorno. >> Ricambiamo.
<< Hai visto Silvia e Francesco? >> Mi domanda Isabella.
<< Sì, quando siamo arrivati, credo siano in caffetteria. Ci mettiamo subito al lavoro. >> Mi affretto a precisare nei confronti del presidente. I due chiamano l’ascensore.
<< Vorrebbe staccarmi la testa… >> Sussurra Giulia verso di me.
<< Di chi parli? >> Chiedo.
<< Di Isabella, per come l’ho trattata ieri. >> Risponde.
<< No, non è il tipo che concentra la sua attenzione su cose del genere. >> Le spiego.
<< Non hai visto che faccia ha? Vorrebbe scorticarmi viva! >> Ribadisce.
<< Avrà altri motivi per essere di pessimo umore. Credimi, non pianta degli spilli in una bambola voodoo con il tuo aspetto. >> La prendo in giro per poi posare un bacio sulla punta del suo naso.
<< Sali Giulia? >> Chiede Diego alla mia fidanzata.
<< No, salgo dopo! >> Risponde. I due entrano nella cabina e la porta si chiude.
<< Ma farai tardi alle prove! >> Le faccio notare.
<< Prendo le scale, non mi andava di salire con loro e sopportare l’imbarazzante silenzio che si sarebbe ovviamente creato! >> Mi spiega.
<< Ci vediamo a pranzo? >> Le domando. Annuisce.
<< Buon lavoro. >> Mi augura.
<< Anche a te. >> Le auguro. Ci scambiamo un altro bacio e lei si avvia verso le scale. Ora sono pronto per prendere il mio posto dietro il bancone della hall.
 
 
[Berta]
<< Non lo so ragazze, i due ultimamente erano molto strani! >> Affermo, riferendomi a Roberta e Lorenzo, ancora incredula dalla notizia che popola i tabloid da ieri sera.
<< E secondo te come mai Roberta avrebbe confessato di stare con Gonzalo, se non fosse vero? Ci siamo sbagliate, mettiti l’anima in pace! >> Mi riprende Mariana.
<< Io non ci avrei scommesso un soldo bucato! >> Interviene Sofia, che ci ha raggiungo per un caffè prima di andare al lavoro, visto questo scoop!
<< Ah nemmeno io, non mi sarei mai immaginata che Roberta potesse scegliere uno come quello! >> Le da ragione Sandra.
<< La verità è che abbiamo parlato talmente tanto di Lorenzo e Roberta che ci eravamo convinte che facessero coppia, come se fosse vero! >> Osserva nuovamente Sofia.
<< No, c’è qualcosa di strano! Ve lo dico io! >> Insisto.
 
 
 
[Betty]
Sto sbagliando, non posso portarlo a quella cena tenendolo allo scuro della presenza di Michel. Sì, glielo devo dire, è l’unica cosa giusta da fare e sarà un suo diritto decidere di non andare alla cena di compleanno di Silvia.
<< Sono in enorme ritardo. >> Osserva, sistemandosi la cravatta.
<< A che ora ti aspetta l’avvocato? >> Gli chiedo.
<< Alle nove. >> Risponde, bevendo un sorso di caffè.
<< Lorenzo ha mandato un messaggio, ha appuntamento da quell’investigatore privato alle dieci. >> Gli spiego.
<< Tu cosa farai stamattina? >> Mi chiede.
<< Devo contattare Nicola per avere notizie di quel ragazzo e aiuterò Natalia con le pulizie. >>
<< Ci vediamo per pranzo! >> Mi saluta, baciando castamente le mie labbra. Si volta e si avvia verso l’uscita
<< Armando, devo dirti una cosa! >> Affermo di getto prima che esca di casa.
<< Dimmi mostro. >> Mi esorta guardando l’orologio da polso.
<< Ne possiamo parlare a pranzo… >> Tergiverso.
<< Se per te va bene. LENA! >> Strilla a gran voce mio marito per attirare l’attenzione di nostra nipote.
<< Eccomi! >> Sbuffa lei.
<< Ti amo mostro! >> Mi saluta uscendo di casa.
<< Ti amo Armando, ti amo più della mia vita! >> Gli ricordo. << Buon lavoro Lena. >> Le auguro prima che escano di casa.
 
 
 
[Lena]
E’ la fine per me! Se la gente che conta di Bogotà dovesse scoprire che da oggi lavorerò come magazziniere (apprendista pure!) potrei dire addio alla mia reputazione! Perfino le segretarie mi guardano dall’alto in basso adesso. Mio zio spalanca la porta dell’ufficio della presidenza e solo col senno di poi si rammenta che sarebbe stato meglio bussare. Isabella e Diego sono uniti, per fortuna solo in un casto abbraccio! Si separano non appena facciamo irruzione in presidenza.
<< Papà, Lena! >> Esclama Diego a mo’ di saluto.
<< Buongiorno, scusate se non ho bussato. >> Si scusa lo zio.
<< Buongiorno. >> Saluto non troppo entusiasta.
<< Buongiorno. Scusi lei Armando, io torno al mio lavoro! >> Afferma Isabella in imbarazzo.
<< Ti ho pregato di darmi del tu e comunque non c’è niente di cui tu debba scusarti. Ho accompagnato Lena e sono passato per parlare con tuo fratello! >> Espone lo zio.
<< Credo che stia seguendo le prove. Lena, se vuoi seguirmi ti faccio fare un giro della produzione dove bene o male ti capiterà di lavorare, ti presenterò il personale con cui interagirai, faremo una visita del reparto magazzino e spedizioni dove conoscerai i tuoi colleghi! Per cominciare ti farò vedere dove si trova lo spogliatoio. >> Mi illustra.
<< Spogliatoio? >> Chiedo confusa.
<< Sì, il lavoro di magazzino prevede una divisa composta da t-shirt, giaccone, scarponi anti-infortunistici e cappellino. I pantaloni non sono obbligatori, sono sufficienti jeans comodi o pantaloni di tuta. >> Mi spiega. Di bene in meglio! Abbasso lo sguardo guardando i fuseaux che indosso.
<< Per oggi devo chiederti di indossare la divisa completa, pantaloni compresi. Da domani ti consiglio di portate jeans o pantaloni della tuta scuri! >> Mi ordina. Se qualcuno dell’alta borghesia di Bogotà dovesse vedermi conciata così, sarei morta!
<< Bene, io vado in cerca di Lorenzo visto che qui hai tutto sotto controllo. Ciao Diego, ciao Isabella! >> Saluta lo zio allontanandosi.
<< Ciao papà! >> Lo saluta mio cugino. Usciamo dalla presidenza.
<< Arrivederci Armando! >> Lo saluta Isabella.
<< Quando torno prendiamo un caffè? >> Domanda Diego alla sua ragazza. La saluta con un bacio sulle labbra e ci dirigiamo in produzione. Oddio!
 
 
[Lorenzo]
<< Mmmmh, terzo grado a ore nove! >> Mugugno verso la mia ragazza, osservando mio padre che, dopo essere uscito dalla presidenza, si dirige verso di noi.  Roberta si volta verso sinistra ed entrambi osserviamo mio padre raggiungerci.
<< Ciao! >> Saluta.
<< Ciao! >> Rispondiamo coralmente la mia ragazza ed io.
<< NO, NO, NO! >> Strilla Lombardi. La musica viene interrotta così le modelle e i modelli si fermano.
<< Non bastava che Michael mi ha tirato il pacco per andare chissà dove, che questa cretina di Giulia non fa che sbagliare…. >> Inizia a lamentarsi Ugo.
<< Non dire cavolate! Eseguo i miei passi alla perfezione, è Jenny che non sa come muoversi e me la trovo sempre in mezzo. Mi fa sbagliare! >> Si lamenta Giulia.
<< Sei ridicola… >> Risponde Jenny.
<< E tu sei verde dalla gelosia! Ma puoi decidere o di metterti l’anima in pace così da farci lavorare in tranquillità o di andartene, per il medesimo motivo! Invidiosa! >> La punzecchia Giulia.
<< Io spalleggio Giulia in questo caso. Jenny si muove troppo a destra nella direzione da cui arriva Giulia, e lei è costretta a spostarsi a zig-zag per evitarla! >> Interviene Camilla.
<< Mi serve una valeriana! Ci mancavi tu Armando, che ti metti a chiacchierare con tuo figlio! >> Prosegue nella sua lamentela Ugo.
<< Sei un’isterica! Non riesci a fare il tuo lavoro ignorandoci? >> Lo provoca mio padre.
<< SPARITE! >> Strilla Ugo. Lo assecondiamo e ci allontaniamo.
<< Sono venuto a parlare con te, da soli, se possibile! >> Si rivolge a me papà, ignorando le cavolate di Ugo e delle sue modelle.
<< Io continuo a seguire le prove, ti aspetto di là. Ciao Armando. >> Lo saluta Roberta. Lui sventola la mano a mo’ di risposta.
<< Vieni! >> Gli ordino, facendogli strada verso quello che un tempo era il suo ufficio.
Entriamo entrambi, io dietro di lui e chiudo la porta alle mie spalle.
<< Non preoccuparti, farò presto, anche perché tra poco ho appuntamento dall’avvocato. >> Mi ricorda mentre si accomoda sul divano. Io siedo alla mia poltrona.
<< Immagino sia a proposito del mio fidanzamento con Roberta! >> Intuisco facilmente.
<< Vorrei semplicemente assicurarmi che tu faccia davvero sul serio! Mi dispiacerebbe se per te fosse solo un capric… >> Inizia a dire. Alzo la mano e gli mostro il palmo a mo’ di stop e lui si azzittisce.
<< Se la cosa ti farà sentire meglio ti narrerò gli avvenimenti per filo e per segno! Cercherò di essere sintetico per non farti fare tardi dall’avvocato. >> Gli propongo.
<< Ti ascolto! >> Mi risponde papà.
 
 
[Jimmy]
<< … Ed ecco il magazzino! Lui è Carlos, il capo magazziniere e sarà il tuo capo. >> Sento dire da Diego. Sbircio attraverso le fessure dello scaffale e non ci posso credere! Carlos stringe la mano a Lena che indossa la divisa da magazziniere.
<< Piacere, sono Carlos. Per qualunque dubbio chiedi a me! >>
<< E qui in giro dovrebbe esserci Giorgio, il secondo magazziniere… >> Afferma Diego.
<< No, signore. Giorgio si è rotto una gamba, ne avrà per due mesi! L’ufficio del personale questa mattina ha designato il suo sostituto. >> Spiega Carlos a Diego. Mi pento di aver accettato questo posto! Se solo avessi saputo!
<< Ah, non ne sapevo niente, mi dispiace per Giorgio! >> Asserisce Diego. Esco allo scoperto e Lena è sorpresa di vedermi quanto io lo sono di vedere lei.
<< Jimmy, non sapevo niente del tuo cambio di destinazione. >> Ripete Diego.
<< Ciao. E’ successo mezz’ora fa, appena sono arrivato mi hanno chiesto di prendere il posto di Giorgio. >> Spiego.
<< Lena lavorerà qui con voi! >> Afferma Diego, per spiegare l’ovvio. Abbozzo una specie di sorriso di circostanza.
<< Oggi arriverà la fornitura di accessori, in questo modo potrai fare subito pratica! >> Spiega Carlos.
<< Come volete! >> Risponde Lena. Andiamo bene se la voglia che ha di lavorare è di queste proporzioni!
<< Io torno al mio lavoro, se dovessero esserci dei problemi venga subito a dirmelo Carlos. >> Lo invita Diego prima di abbandonarci.
<< Perfetto! Ti illustro come funziona l’arrivo del camion e lo scarico della merce: allora… >> Inizia spiegare Carlos.
<< Non sapevo di trovarti qui… >> Afferma Lena sotto voce per rompere il ghiaccio.
<< Nemmeno io o non avrei accettato di sostituire Giorgio. >> Affermo stizzito e con le braccia incrociate, impegnandomi per non guardarla.
 
 
 
[Betty]
Si susseguono due squilli prima che Nicola risponda alla videochiamata.
<< Ciao! >> Esordisce.
<< Ciao Nicola, chiamavo per sapere le novità su Alexander! >> Lo saluto per poi esporre il motivo della mia telefonata.
<< Ah Betty… Purtroppo non sono buone. A seguito del trauma ha perso la memoria, non ricorda nulla di quanto accaduto nell’ultimo mese della sua vita. E per aggiungere benzina sul fuoco pensa di essere ancora fidanzato con la sua ex ragazza, una certa Paige! Betty… Non ero entusiasta di questa relazione sorta tra di lui e mia figlia ma adesso non posso vedere Olga ridotta così… Sono arrivato a sperare che Alex possa magicamente ricordarsi di mia figlia! >> Mi spiega.
<< Non mi sembra un atteggiamento strano, Nicola. Sei un padre e un padre vuole solo la felicità dei figli, anche se a volte le scelte che fanno non lo entusiasmano. >> Lezione che dovrebbe imparare Daniele Valencia! Spero che Nicola si ricordi delle mie parole quando Roberta gli racconterà dei casini che ha combinato con Lorenzo, Leon, Silvia e Gonzalo. Nicola sospira.
<< Appena Olga si sveglierà torneremo all’ospedale. E lì, come va? Senti Betty, mi aspetto che voi due teniate d’occhio mia figlia e che abbiate il buon senso di riferirmi tutto ciò che succede e non. Ieri mi ha detto che non è vero che sta con Gonzalo Torres! Non ci capisco più niente! Sto per farmi ricoverare di mia volontà al manicomio! >>
<< Non esagerare Nicola! Roberta è una donna con la testa sulle spalle, sono certa che ogni scelta di vita che fa sia ben ponderata. E poi non ti ha detto che il prossimo weekend verrà a trovarvi? Cerca di pazientare altri 5 giorni e saprai i dettagli! >>
<< Ma cosa c’è di tanto importante che non può dirmi a voce?! Oddio… NON E’ INCINTA, VERO?! >> Strilla. Devo abbassare il volume del tablet prima che mi porti via l’udito.
<< Cielo Nicola, no. Parlando d’altro… Ieri sera alla festa Diego ha annunciato la sua relazione con Isabella! Ora fanno coppia ufficialmente. >> Gli annuncio.
<< Sono curioso di conoscere questa Isabella! >>
<< Ti piacerà! >>
<< Spero più di Paola, e di sua madre! Mi sono sempre chiesto se i suoi vestiti li tiene in gabbia anziché tenerli nella cabina armadio! >> Ridacchia. Lo imito.
<< Sfortunatamente la serata non è stata esente dagli scandali! Iniziando da Daniele Valencia che ha umiliato pubblicamente il fidanzato di sua figlia Giulia perché ha scoperto che non è ricco! Daniele è convinto sia un arrivista. >>
<< Daniele dovrebbe farsi curare! Non mi sorprende che a quasi sessant’anni sia ancora così… Neanche per tutti i soldi che possiede i migliori strizzacervelli hanno accettato di prenderlo in cura! >> Lo insulta.
<< Poi è stata la volta di suo figlio Giulio, che si è messo a litigare con Lena, anche se lei ci ha messo del suo! Guarda, qua non siamo privi di casini, pur essendo meno gravi dei tuoi. >> Gli racconto.
<< Davvero? Lena e Giulio Valencia? Dopo quello che è successo con David e Jimmy? Per fortuna Michael è dichiaratamente gay o ci proverebbe anche con lui! >> Commenta.
<< E poi ci sono Camilla e Kristoff con la loro dose di problemi… e diciamo che io ne ho uno… >> Affermo, intercalando il tono di voce.
<< Che succede? >> Mi domanda.
<< Ho ricevuto una e-mail da parte di Michel! >> Affermo sussurrando, anche se sono a casa da sola e nessuno può sentirmi.
<< Scherzi? E cosa dice? >> Mi domanda.
<< Michel si è fidanzato con la madre di Silvia, l’ex ragazza di Lorenzo. Siamo stati invitati da Diego per la cena di compleanno di Silvia che si terrà domani sera e ci sarà anche Michel. Diciamo che non l’ho ancora confessato ad Armando… >> Ammetto con un certo imbarazzo.
<< Ma sei matta? Tuo marito ha già rischiato un infarto mortale, e per molto meno! >> Mi rammenta.
<< Glielo dirò oggi stesso, a pranzo! >> Assicuro al mio amico. Scuote il capo.
<< Temo che a causa di questo si rimangi la parola e diserti la cena o che, peggio, ci vada con la nausea e sul piede di guerra! >> Spiego.
<< Bhe, disertare quella cena non sarebbe una cattiva idea. Sarebbe nei suoi diritti di marito geloso! Mi sembra evidente che i due non possono sedere allo stesso tavolo anche se sono passati quasi trent’anni! >> Osserva.
<< E tu non puoi di certo tradirlo andando a quella cena da sola, sapendo che ci sarà Michel. Non hai altra scelta, glielo devi dire e accettare la sua decisione! >> Sì, questa è l’unica soluzione sensata!
<< Grazie per la telefonata e per avermi raccontato le novità, mi sono distratto un po’. Un saluto. >> Mi ringrazia.
<< Ciao, tienimi informata! >> Lo prego prima di chiudere la video-chat.
 
 
[Armando]
<< Inizia quando vuoi! >> Lo esorto, mentre sta raccogliendo le idee ed, evidentemente, sta cercando le parole appropriate.
<< Sai che io e lei siamo stato sempre stati legati da un affetto speciale. Affetto che era solo amicizia, almeno da parte mia. Fin da quando ho iniziato a uscire con le prime ragazze, a fare le prime esperienze, io sono sempre stato attratto da ragazze… >> Si blocca, cercando di esprimere il concetto in modo elegante.
<< 90-60-90… ho capito! Prosegui. >> Do l’imbeccata.
<< Sì, esatto. Per questo motivo non ho mai considerato Roberta come una donna da frequentare al di fuori dall’amicizia, non mi ha mai attratto fisicamente… >>
<< E poi cos’è cambiato? Quando sono cambiate le cose? >> Gli domando. Solleva le spalle.
<< Un giorno ho scoperto di essere geloso di lei! Tutto è cominciato durante quella Domenica al club di poco tempo fa, durante la quale Roberta ha alzato il gomito perché stavo presentando Silvia come la mia ragazza e mi ha confessato che le piacevo. Io l’ho respinta e lei il giorno dopo non si ricordava di averlo fatto! Così ho iniziato a chiedermi se fosse stata colpa della sbornia o se le piacessi davvero, e non ci ho dormito la notte! >> Mi racconta. Sorrido e abbasso lo sguardo.
<< Che c’è? >> Mi domanda.
<< Ieri sera hai detto che è innamorata di te da dieci anni. Mi sto chiedendo come tu non l’abbia capito prima! Possibile che non ci sia mai stato un attimo in cui hai notato la sua gelosia e ti sia fatto una o due domande?! >> Gli chiedo. Mi sembra assurdo! Ho messo al mondo un latin lover che non capisce niente di donne!
<< Papà, ma cosa ne so… >> Mi risponde. Si alza e si affaccia alla finestra a cui poco fa dava le spalle quand’era seduto.
<< Con il senno di poi, sì, mi vengono in mente mille segnali, mille momenti in cui avrei dovuto capirlo. Ma per me all’epoca era trasparente come donna! >> Ammette.
<< Da quella Domenica quell’episodio non ha fatto per tormentarmi! E’ stato come svegliarmi da un lungo sonno. All’inizio speravo fosse solo frutto della sbornia… non facevo che pensare all’assurdità della questione, io e lei eravamo sempre e solo stati buoni amici! Poi quando ho saputo che stava uscendo con Leon… >>
<< Hai iniziato ad essere geloso! >> Termino la sua frase.
<< Sì! Le mandava fiori, messaggini melensi, ha passato la notte a casa sua… >> Ricorda mentre la vena della fronte gli si gonfia.
<< E tu come sai che hanno passato delle notti insieme?? >>
<< Papà… Diciamo che fino ad un certo punto l’ho immaginato! Poi ho fatto certe cose… Una sera li ho visto uscire da un locale e li ho seguiti fino a casa di Roberta e ho visto che si sono baciati. In un’altra occasione ho letto un sms sul suo telefono… >> Sorrido. Sono cose che avrei potuto aver fatto io per Betty!
<< Io ho letto il diario di tua madre! >> Racconto. Lorenzo mi guarda con rimprovero.
<< Papà! Non si fanno certe cose! >> Afferma con tono spiritoso.
<< Se è per questo non si leggono neanche i messaggini altrui! >> Lo canzono.
<< Avevo sbadatamente preso il suo cellulare alla fine di una riunione, visto che li abbiamo uguali! >> Si giustifica.
<< Tu che scusa hai? Il diario di mamma è “sbadatamente” finito aperto sulla tua scrivania? >> Mi canzona. Alzo le mani.
<< Touché! >>
<< La mattina dopo il mio compleanno eravamo tutti riuniti a casa di Camilla e quando Roberta è arrivata non ho potuto fare a meno di notare che indossava ancora l’abito della festa e aveva i capelli bagnati… E’ stato come ricevere un pugno nello stomaco! >> Racconta.
<< E tu e Silvia vi eravate già lasciati? >> Gli chiedo conferma. Annuisce.
<< Io non ho mai tradito Silvia con Roberta. >> Specifica.
<< Ma con altre sì! >> Ne deduco. Abbassa lo sguardo ed interpreto questo gesto come una confessione.
<< Ora capisci i miei timori? Mi immagino Roberta disperata perché l’hai tradita, mi immagino Nicola che ti fa a pezzi, immagino Roberta che fa armi e bagagli per trasferirsi a Miami! Quante volte hai tradito Silvia? >> Gli chiedo.
<< Una… o due. >> Ammette.
<< Due volte in poco più di due settimane di relazione! >> Penso ad alta voce.
<< Con Roberta non è la stessa cosa! Io l’amo, papà! Io mi sono reso conto di amarla, è la mia vita! >> Cerca di convincermi. Recita queste parole con enfasi portandosi una mano al petto.
<< Se non mi credi vai di là e chiedi a Valentina, una delle modelle, come ho respinto le sue avances! >> Mi invita, puntando il dito verso la porta.
<< E questo avveniva il giorno della cena, quando ho picchiato Daniele, perciò prima di iniziare la relazione con Roberta! Perché lo avrei fatto secondo te? Perché avrei rinunciato ad una sveltina con quella se, come tu sei convinto che sia, per me Roberta sia solo l’ennesimo passatempo o un capriccio? DANNAZIONE, COSA DEVO FARE PER CONVINCERTI?! >> Strilla. Rimango basito di fronte a questo suo sfogo. Appoggia la mano sinistra alla cinta e con la mano destra si ravviva i capelli. Mi alzo e gli vado incontro.
<< Credo che tu lo abbia appena fatto. >> Lo rassicuro con una pacca sulla spalla. Dopo un paio di secondi di silenzio ci stringiamo in un vigoroso abbraccio.
 
 
[Gonzalo]
<< Mi scusi, suo padre è in riunione! >> Cerca di fermarmi la segretaria di mio padre. La ignoro e continuo a percorrere il corridoio con ampie falcate.
<< Bhe, vorrà dire che mi unirò all’assemblea! >> Sentenzio. Spalanco la porta che per poco non rimbalza contro il muro.
<< Come vedete i dati di vendita sono… Gonzalo, cosa ci fai qui? >> Mi chiede mio padre interrompendo il suo discorso. Osservo la tavola occupata dal consiglio di amministrazione al completo. Tutti i presenti mi guardano con sorpresa.
<< Mi dispiace dottore, ho cercato di fermarlo! >> Si giustifica la segretaria.
<< Vada! >> La invita, alzandosi.
<< Vi presento mio figlio minore, Gonzalo. Non aspettavo la sua visita, scusate! >> Si giustifica mio padre.
<< Salve! Dobbiamo discutere! >> Lo informo.
<< Come vedi sono in riunione! >> Che bella intuizione!
<< Come vedi, non me ne frega! Hai detto alla stampa di me e Roberta! >> Affermo. Mio padre sorride imbarazzato verso i membri del consiglio.
<< Scusatemi! >> Afferma trascinandomi fuori e chiudendo la porta.
<< Sei impazzito? Sto cercando di concludere l’accordo commerciale del secolo con la Germania! >> Mi sgrida.
<< E con tutti i soldi che hai ti fai pagare da quel demente di Martinelli per passargli qualche notiziola da due soldi! Quanto ti ha dato? O lo hai fatto gratis? Per assicurarti che i giornali non parlino più di tuo figlio come di un mujeriego? SARA’ UN MIRACOLO SE LORENZO MI PARLERA’ ANCORA DOPO LA TUA BELLA PENSATA! E che dire dell’idea di chiamare il padre di Roberta? Da oscar… complimenti! >> Lo riprendo applaudendolo.
<< Cosa c’entra Lorenzo? >> Mi domanda.
<< Lorenzo è il ragazzo di Roberta, non io! Cercavo solo ti toglierli dall’imbarazzo di dover confessare tutto davanti a tutti l’altra sera, e tu hai creato un fenomeno mediatico perché non ti sei fatto i cazzi tuoi! CHE CAPOLAVORO, SEI UN FENOMENO! >> Strillo. Sono fuori di me.
<< E, come se non bastasse, non ho pace dopo quella bella notizia. Tutte le ragazze che ho in rubrica non fanno che chiamarmi e massaggiarmi e molti messaggi non contengono dei complimenti! Tu hai fatto questo casino e tu lo metti apposto! >> Gli ordino, puntandogli l’indice contro il petto. Mi guarda a bocca aperta.
 
 
 
[Diego]
<< Dico solo che, ad ogni modo, verrà a saperlo! >> Osservo verso Isabella che, con tutti i problemi che ha, si preoccupa se dire e come dire alla sua amica di Lorenzo e Roberta.
<< Presidente il suo caffè. Signorina, il suo orzo! >> Ci serve il barman. Zucchero il caffè quando vediamo arrivare Silvia in compagnia di Francesco. Che faccia! Isabella ed io ci scambiano uno sguardo.
<< Non ci posso credere! >> Si lamenta a voce alta.
<< Visto? Lo sa già… >> Sussurro a Isabella.
<< Dai… Cosa te ne importa? >> Le domanda Francesco. E’ normale che sia arrabbiata!
<< E ha anche il coraggio di mentirmi! >> Prosegue lei.
<< Lo hai saputo, vero? >> Le domanda Isabella.
<< Certo, e sono incredula! >> Risponde lei.
<< Era inevitabile che lo scoprissi. Ieri alla cena hanno dato un vero e proprio annuncio di fidanzamento, qualcuno ne starà già parlando in azienda! >> Commento.
<< Tu come lo hai saputo? >> Le domanda Isabella.
<< L’ho visto con i miei occhi… >> Risponde lei leggermente confusa. Per fortuna papà ha ordinato loro di non dare dell’occhio!
<< Scusate, ma di che fidanzamento state parlando? >> Ci chiede Francesco. Tutti e quattro ci scambiamo uno sguardo, confusi. Cazzo!
<< No, un attimo, voi di che cavolo state parlando? Perché sei nera di rabbia? >> Chiedo.
<< Giulio Valencia è venuto ad abitare nel tuo vecchio appartamento. Mi ha detto che non sapeva che io abitassi di fronte, ma non ci credo nemmeno un po’! Voi di cosa parlate? >> Chiede Silvia, spostando lo sguardo da me ad Isabella.
<< Forse è meglio se ti siedi. >> La invita Isabella.
<< Una camomilla. Anzi, una valeriana per me una camomilla per la signorina! >> Ordino al barman. Ci serviranno!
 
 
 
[Roberta]
Non mi rimarranno più unghie di questo passo! Non faccio che mangiucchiarmele da quando Lorenzo si è chiuso nel suo ufficio con suo padre. Mi rilasso quando lo vedo tornare da me. Cammina con le mani in tasca e un sorriso smagliante. Si avvicina a me, mi posa una mano alla base della schiena e mi bacia una guancia. Traggo un sospiro profondo.
<< Mio padre è rimasto colpito dal mio discorso! >> Mi racconta tutto gasato.
<< Vuoi dire che non ci ostacolerà? Che ti ha accordato fiducia? >> Domando. Annuisce sorridente e gli salto al collo, lui mi abbraccia forte.
<< MA INSOMMA! >> Urla Ugo. Ci separiamo.
<< Ugo, non è stata colpa mia! Valentina ha smesso di camminare e le sono inciampata addosso! Imbranata! >> Si lamenta Giulia.
<< Mi serve una valeriana… ADESSO! >> Strilla Ugo.
 
 
 
[Paola]
Fino a poco tempo fa qui mi sentivo a casa mia: entravo e uscivo da questo edificio come se fossi la padrona! Ed ora ho schifo anche ad entrare. Non posso fare tardi ad un appuntamento d’affari, l’ho promesso a mio padre, perciò farei meglio ad uscire da questa macchina ed ad entrare. Afferro la mia borsa e scendo dalla mia macchina.
<< Signorina Paola, è un piacere rivederla. >> Mi saluta Wilson.
<< Salve Wilson. >> Rispondo. Quando mi apre la porta il mio cellulare squilla. A chiamarmi è Alec.
<< Pronto? >> Esordisco accettando la chiamata.
<< Buongiorno. >> Mi augura.
<< Ciao, sei al lavoro? >> Chiedo per evitare di parlare della mia fuga di ieri.
<< Ci sto andando, devo fare le prove audio per una serata in discoteca. E tu? >> Mi domanda.
<< Sì, sto per entrare all’Ecomoda, ho un appuntamento… >>
<< Capisco! Non ti trattengo oltre allora, sarai ansiosa di incontrarlo. >> Asserisce. Certo, così ansiosa che mi vengono i conati di vomito!
<< No, non proprio! Mi ha tradita molteplici volte, tra cui con la mia migliore amica. Non sono felice di doverlo vedere! >> Ammetto.
<< Avevo quasi paura che non avresti risposto alla chiamata. Visto che ieri sera non hai risposto al messaggio… >> Mi confessa.
<< Mi dispiace, non ho sentito il telefono e mi sono addormentata subito, l’ho letto stamattina. >> Mento. I vantaggi derivanti dallo nascondere l’ultimo accesso su whastapp!
<< Capisco. Devo lasciarti adesso, sono arrivato! Ah, il mio amico ha riposto che i biglietti non gli ha venduti, lo vedrò domani. >> Mi fa sapere.
<< Ti faccio sapere come sono messa per Venerdì, ok? >> Tergiverso. Sono una mongola, ma cosa sto facendo?!
<< Certo. Ci sentiamo. >> Mi “saluta” ponendo fine alla telefonata. Perché ho tutte queste paure? Una volta chiusa la telefonata mi decido ad entrare. Alla reception c’è il tizio biondo, l’ex di Isabella.
<< Salve, devo vedere Die… cioè, il Presidente! Mi aspetta. >> Illustro.
<< Buongiorno. Se può attendere un minuto, l’annuncio! >> Mi prega. Afferra il telefono e si mette in contatto con la segreteria della presidenza.
<< Può salire! >> Acconsente, dopo aver parlato con Annamaria. Sì, oggi Diego mi ripugna ma avverto lo stesso un senso di nausea e il cuore battere forte durante questo viaggio in ascensore. Quando le porte si spalancano ho tutti gli occhi di quelle della banda addosso.
<< Paola, ciao! >> Sento dire. No! La prima persona che incontro è proprio quella stronza di Giulia. Sento montarmi una rabbia incontrollabile.
<< “PAOLA CIAO”?! HAI ANCHE IL CORAGGIO DI SALUTARMI?! SEI SOLO UNA SGUALDRINA! >> Esplodo, accanendomi su di lei afferrandola per i capelli.
<< Paola? >> Mi richiama all’attenzione Giulia. Mi riprendo dal mio sogno ad occhi aperti.
<< Giulia… non mi aspettavo di vederti qui. >> Asserisco con un tono freddo. Lei tenta di avvicinarmi per salutarmi con un guancia a guancia ma desiste quando vede che io non mi muovo.
<< Ma è tutto ok? >> Mi domanda. Se ne è accorta!
<< Certo, ma sono qui per affari e vorrei mantenere un atteggiamento professionale. >> Invento come scusa per il mio atteggiamento gelido.
<< Dovremmo uscire una sera, è da più di una settimana che non chiacchieriamo. >> Osserva. Che troia ipocrita!
<< Sono oberata di appuntamenti, ti chiamo io, va bene? >> Le domando. Lei annuisce. Butto l’occhio alla scrivania di Isabella e la vedo vuota. Sopraggiungono dall’atelier Roberta e Lorenzo. Roberta ed io ci scambiamo un veloce sguardo… Ho sbagliato con lei e con Camilla! Sono sparita, disinteressandomi dei loro problemi e cercandole solo quando avevo bisogno! In quell’istante dalla caffetteria arriva una ragazza bionda e riccia. Da come cammina mi sembra sul piede di guerra e punta dritto verso Lorenzo e Roberta. Sussultiamo tutti quando la ragazza alza la mano e tira un ceffone a Lorenzo.
<< SPERO VI SIATE DIVERTITI MENTRE MI MENTIVATE! MI HAI FATTO PASSARE PER QUELLA PARANOICA, PER QUELLA PAZZA E INULTIMENTE GELOSA! >> Urla la ragazza, prima rivolgendosi a entrambi e sul finale solo a Lorenzo.
<< Silvia… >> Tenta di difendersi Lorenzo.
<< NON HAI NEANCHE AVUTO LA DECENZA DI DIRMI LA VERITA’ QUANDO CI SIAMO LASCIATI! >> Continua la ragazza nel suo sfogo.
<< Silvia ci dispiace per quello che abbiamo fatto… Quando Lorenzo ti ha detto che tra me e lui non c’era niente… >> Esordisce Roberta. Attorno ai due si accalcano tutte le modelle che stanno provando la coreografia.
<< ADESSO MI DIRAI CHE NON VOLEVA MENTIRMI?! >> La interrompe Silvia.
<< Sto cercando di dirti che non aveva chiari i suoi sentimenti! Per questo ti ha mentito! >> Conclude la frase Roberta. Dalla caffetteria giunge Diego in compagnia della sua così detta ragazza e di un altro tipo.
<< Paola, ciao. Ti devo chiedere di attendere pochi istanti, devo prima risolvere questo problema! >> Mi saluta Diego. Annuisco per poi scambiare uno sguardo con la nanerottola, la quale abbassa lo sguardo immediatamente.
<< Silvia, ma sei impazzita?! >> La redarguisce Diego.
<< Ma Diego… >> Cerca di difendersi lei con le lacrime agli occhi.
<< “MA DIEGO” NON ESISTE! Sei sul posto di lavoro, nella mia azienda, non puoi dare vita a spettacoli simili e schiaffeggiare i dirigenti! Qui dentro quest’uomo è un tuo superiore non il tuo ex ragazzo! Vuoi prenderlo a ceffoni? Lo puoi fare fuori da questo edificio e fuori dall’orario di lavoro. Nel mio ufficio, adesso! >> La riprende Diego con tono autoritario. I due entrano nella stanza e restiamo tutti attoniti.
<< Bhe? Non avete niente da fare? Lo spettacolo è finito! >> Ci sgrida Lorenzo camminando verso il suo ufficio seguito da Roberta che, a quanto pare, è la sua nuova ragazza.
<< Tornate sul palco, avete sentito il vice presidente?! >> Ordina Camilla alle sue modelle.
<< Mi dispiace non farti compagnia ma il dovere mi chiama! >> Asserisce Giulia, per poi allontanarsi. Almeno questo teatrino ha impedito che restassi troppo tempo da sola con Giulia! Mi siedo e aspetto che inizi la riunione mentre la banda si raduna per spettegolare.
 
 
[Silvia]
Diego mi passa un fazzoletto quando entriamo nel suo studio.
<< Grazie. >> Singhiozzo. Non riesco a smettere di piangere, anche se mi sono calmata rispetto a poco fa.
<< Questa è tutta rabbia! >> Commento, per giustificare verso Diego il mio pianto incessante.
<< Silvia, tu sei la migliore amica della donna che amo e mi stai anche molto simpatica! Mi è dispiaciuto redarguirti prima davanti a tutti, ma non ho potuto fare altrimenti, o avrebbero pensato tutti di poter fare come a casa loro qui dentro. Non ti puoi comportare così… Pensa se mio padre fosse stato ancora presente o, peggio, se ci fosse stato Daniele Valencia! Oddio, non ci voglio pensare! >> Mi riprende. Mi accompagna verso il divano.
<< Lo so Diego… so di essermi comportata come una bambina e di aver sbagliato! Non ho saputo trattenermi… Mi sono sentita così furibonda quando mi avete detto di lui e di Roberta! >> Mi giustifico.
<< Io questo lo posso capire. Capisco anche lo scatto di rabbia e stavolta te la cavi con una strigliata. Ma mi prometti che non accadrà più? Mai più scenate? >> Mi chiede. Annuisco.
<< Ci costringi a non raccontarti niente adesso che sappiamo come reagisci. Prima lo sgambetto a Roberta, adesso questa scenata! >> Prosegue nella sua scenata Diego.
<< Mi dispiace! >> Mi scuso. Ci abbracciamo in modo del tutto innocente.
<< Cosa ne dici di cenare insieme stasera? >> Propone.
<< Diego, per quanto tu sia attraente… >> Intervengo con un sorriso scherzoso. Scoppia a ridere e porta all’indietro la testa.
<< Tu, Isa, io e Fra! Facciamo da me? >> Propone.
<< Sei un idiota, avevo capito cosa intendevi! Tu ti sei già offerto di dare la mia cena di compleanno, vorrei fossi ospite da me stasera! >> Contratto.
<< Purché non mi tocchi incontrare il tuo vicino! >>
<< Credimi, io spero la stessa cosa! >> Ribatto.
 
 
[Daniele]
<< Dottor Valencia, buongiorno! >> Mi augura Wilson aprendomi la porta.
<< Buongiorno. >> Lo saluto, varcando l’uscio. Il biondino di cui mia figlia si è invaghita scatta in piedi.
<< Buongiorno. >> Lo saluto.
<< Buongiorno… Cosa posso fare per lei? Ha un appuntamento? >> Mi domanda. Abbozzo un sorriso.
<< No, non sono qui una riunione con i dirigenti e anche se fosse non avrei bisogno né di un appuntamento né di essere annunciato per essere ricevuto… >> Lo redarguisco. Lui abbassa lo sguardo imbarazzato.
<< Sono qui per parlare con mia figlia, dato che non mi risponde al telefono, e anche con lei! >> Confesso.
<< Dottore… mi dispiace per questo dispiacere, io non avrei mai voluto che Giulia fuggisse da casa sua… vorrei spiegarle che ha fatto tutto in autonomia, io non mi sarei mai permesso di chiederle questo sacrificio! >> Cerca di lavarsi le mani. Contieniti, Daniele!
<< Conosco mia figlia e so che è impulsiva a causa della sua giovane età! Lei quanti anni ha? >> Gli chiedo visto che mi sembra più grande di Giulia.
<< 25, saranno 26 quest’anno. >> Mi spiega.
<< Non sono il tipo che mente o che perde tempo perciò andrò dritto al punto. Mi sono sempre guardato da chi… non vive in una situazione finanziaria florida, diciamo! Questo per proteggere i miei interessi e quelli della mia famiglia! Tuttavia per la pace famigliare sono disposto a darle una possibilità, se lei vorrà dimenticare l’episodio di Sabato sera. >> Affermo. Cosa mi tocca fare!
<< Io la ringrazio, l’episodio per quanto mi riguarda è già archiviato. >> Accetta. Ci mancherebbe! Con imbarazzo solleva il braccio e lo tende verso di me. Afferro la sua mano.
<< Detto questo mia moglie ed io vorremmo invitarla a cena a casa nostra. Potremmo concordare la data nei prossimi giorni se per lei va bene. >>
<< Grazie per l’invito. >> Accetta.
<< Mia figlia si trova di sopra? >> Domando. Annuisce.
<< E’ impegnata con le prove della sfilata. >> Mi ricorda.
<< Vorrà dire che dovranno fare a meno di lei per qualche istante! >> Rispondo, mentre varco la soglia per entrare nell’ascensore.
 
 
[Annamaria]
<< Che colpo, povera Silvia! >> Commento.
<< Il colpo lo ha preso Lorenzo, a dire il vero! >> Osserva Mariana.
<< Cosa poteva fare? Non ci ha più visto dalla rabbia! >> Chiosa Berta.
<< Ragazze, avete visto che avevamo ragione? Lorenzo e Roberta hanno una storia, come sospettavamo! >> Precisa Berta.
<< Il colpo lo ha preso anche qualcun’altro… Valentina, la modella, sembra che stia sfilando per una nuova linea moda da funerale anziché da sera! Guardate che faccia! >> Osserva con divertimento Sandra.
<< SORRIDI! SAI COS’E’ UN SORRISO?! INCAPACE! >> La riprende Ugo.
<< L’ochetta ha sbagliato i suoi calcoli se sperava di mettere i suoi artigli su Lorenzo! >> Ridacchia Berta.
<< Resta da spiegare perché Roberta abbia detto davanti a tutti di essere la ragazza di Gonzalo! >> Si chiede Mariana.
<< Ma non capisci niente! Evidentemente lei e Lorenzo cercavano di rimandare il confronto con Amando, inoltre non volevano essere scoperti di fronte a tutti! >> Ci fa notare Berta.
<< Vedo che, come sempre, vi date da fare! >> Afferma il vampiro arrivandoci alle spalle. Trasaliamo.
<< Dottor Valencia…. Che piacere, come mai qui? >> Domanda Berta con voce tremante.
<< Potrei farvi la stessa domanda anche io, e ne avrei più diritto di voi! Cosa ci fate alle prove della sfilata? Siete dirigenti o stilisti? Non credo. E non credo che siate modelle! >> Ci offende.
<< Signorina, stia attenta alle frequentazioni che fa. Non sempre sono quelle giuste! >> Si rivolge Daniele a Isabella. La poverina ha proprio paura di lui! La conversazione viene interrotta da Diego che esce dall’ufficio in compagnia di Silvia. La ragazza si allontana verso il bagno.
<< Con permesso… >> Ci congediamo da Daniele, seguendo Silvia verso il bagno.
 
 
[Daniele]
La mia di quella sera era una battuta ma, evidentemente, Lorenzo è davvero il fidanzato di Roberta.
<< Daniele, cosa posso fare per te? >> Mi domanda in neo-presidente.
<< Sono qui per ragioni personali. Devo parlare con mia figlia. >> Asserisco, facendo cenno a Ugo e a Camilla di fermare la musica.
<< NON SI PUO’ LAVORARE COSì! >> Strilla quella gallina di Ugo.
<< Prima tuo figlio diserta le prove, poi quei due si mettono a chiacchierare e a sbaciucchiarsi distraendo le mie modelle… BASTA! >> Si lamenta Ugo.
<< Mi dispiace molto per le tue disgrazie, Ugo! >> Affermo ironico.
<< Giulia, vorrei parlarti. >> Mi faccio avanti.
<< Io no! Come vedi sto lavorando! >> Risponde sprezzante.
<< Io vi lascio, ho un appuntamento! >> Afferma il presidente.
<< Bhe, non me ne andrò di qui tanto facilmente. >> Insisto.
<< Tanto l’azienda è la tua, il danno sarà anche il tuo se queste ragazze alla sfilata faranno una figuraccia perché non ci lasci proseguire le prove! >> Osserva Ugo.
<< Per favore Giulia, concedi pochi minuti a tuo padre così che possiamo continuare! >> Le ordina Camilla. Giulia sbuffa e scende dal palco. Gli altri proseguono le prove.
Solleva un sopracciglio mentre incrocia le braccia al petto.
<< Immagino tu abbia fatto una sosta alla reception per insultare ancora un po’ il mio ragazzo! >> Asserisce sprezzante.
<< Ho fatto una sosta nella hall ma non l’ho insultato, al contrario. Mi sono scusato e l’ho invitato a cena a casa nostra. >> Giulia solleva ancora il sopracciglio.
<< Se non mi credi puoi sempre chiederglielo. Se sono venuto qui è perché sapevo di trovarti, visto che non mi rispondi al telefono e non so dove abiti ora! A proposito, ti sei sistemata? >>
<< Sì, papà! Non sono diventata una clochard! >> Ironizza.
<< Massimiliano ed io abbiamo preso in affitto un bell’appartamento. >> Mi comunica fiera di sé. Sono sicuro che non vedeva l’ora di sbattermelo in faccia! Abbozzo un sorriso di circostanza cercando di celare i miei reali sentimenti in questo momento. Si conoscono da due settimane, dannazione! E vanno a vivere insieme!
<< Vorrei che venissi a pranzo con me, mamma e i tuoi fratelli. Abbiamo una notizia da darvi. >> La invito.
<< Non posso! Se mamma ha finalmente deciso di lasciarti puoi comunicarmelo qui? >> Mi domanda pungente. Mi detesta proprio!
<< Non si tratta di divorzio. >> Preciso.
<< Vengo solo se mi anticipi qualcosa. Ho già preso un impegno per pranzo e vorrei sapere di avere una buona ragione per annullarlo. >> Mi richiede.
<< Discuteremo del futuro della nostra famiglia. Fra due settimane tua madre ed io rinnoveremo i voti di nozze e per l’occasione daremo un ricevimento. Ci sono molte cose da definire. >> Le spiego. L’ho lasciata senza parole visto che mi guarda come se mi fossero spuntate due antenne verdi e delle scaglie sulla pelle.
<< Davvero? Darete una seconda festa di nozze? >> Chiede conferma. Annuisco e con un braccio l’accompagno verso le sedie dove prendiamo posto.
<< Ieri sera ho fatto una sorpresa a tua madre. Mi sono impegnato molto e le è piaciuta! Abbiamo passato una bella serata… >> Ricordo rievocando tutti gli attimi. Ogni sguardo, ogni sorriso, le sue lacrime, le mie battute spinte mentre la spogliavo nel nostro talamo.
<< Ora più che mai vorrei che fossimo una famiglia e che tutti, davvero, ci impegnassimo! >> Espongo esternando i miei desideri.
<< Papà, non dovevamo vederci per pranzo? >> Domanda David giungendo dal suo ufficio.
<< Ciao David. Sono venuto per parlare con tua sorella e per invitarla al pranzo. >> Spiego.
<< Se sei ancora vivo devo presumere che ti abbia perdonato! >> Ironizza David.
<< Non esageriamo. Ma ha fatto lo sforzo di invitare Massi a cena e perciò una seconda possibilità se la merita! Ma non ce ne sarà una terza! >> Afferma chiaramente.
<< Devo andare al lavoro adesso. Ci vediamo dopo! >> Li saluto.
<< Ciao. >> Mi salutano coralmente. Mi allontano lasciandoli da soli a confabulare.
 
 
 
 
[Roberta]
Sul suo viso si forma un’espressione di dolore quando premo il fagotto con il ghiaccio contro la sua guancia rossa.
<< Te lo ha dato bello forte! >> Constato.
<< Sapevamo che la sua reazione non sarebbe stata delle più pacate! Certo, non mi aspettavo un man rovescio talmente violento e improvviso. Non ho avuto il tempo di prepararmi! >> Afferma.
<< Anche se, dopo lo sgambetto che mi ha fatto, dovevamo aspettarcelo. Non mi sembra che prenda con maturità certe notizie. >> Osservo.
<< Io non la biasimo, non ne ho alcun diritto. Spero solo che con questo schiaffo si senta appagata e di archiviare così la questione! >> Risponde.
<< Chissà come lo ha saputo. La banda non lo sapeva, non prima della scenata di Silvia. L’unica spiegazione è che glielo abbia detto Isabella! >> Penso a voce alta.
<< Sai una cosa? Non mi importa come lo ha saputo. Ci siamo tolti il pensiero! >> Afferma. Mi attira a sé, avvolgendo il mio giro vita con le sue braccia, e mi bacia. Intreccio le mie dita dietro la sua nuca, chiudo gli occhi godendomi questo contatto. Quando sentiamo bussare alla porta non facciamo in tempo a separarci prima dell’entrata di Diego.
<< Non potevi attendere il mio permesso ad entrare? >> Lo riprende Lorenzo.
<< Tutto bene? >> Gli domanda, ignorando la sua frecciatina.
<< Sì, non è la prima sberla che prendo! Per lo meno adesso non dovremmo più nasconderci davanti a lei. >> Diego entra, e richiude la porta alle sue spalle.
<< Non vi sto dicendo che dobbiate comportarvi come sconosciuti in sua presenza, ma vi chiedo di essere prudenti! Non ti devo ricordare che Silvia è una ragazza impulsiva, se solo dovesse scoprire che sei stato con lei per assicurarti che non raccontasse ciò che le hai confidato potremmo dire addio all’Ecomoda! >> Gli rammenta Diego.
<< Lo so! Adesso che è tanto arrabbiata è una mina vagante. >> Pensa Lorenzo a voce alta.
<< Silvia è una ragazza passionale, per quanto mi stia simpatica non ci metto la mano sul fuoco che non nasconda un lato vendicativo. Cercate di non provocarla, per favore, ok? >> Ci chiede Diego. Annuiamo. Diego abbandona l’ufficio di Lorenzo e chiude la porta alle sue spalle.
<< Credi davvero che Silvia potrebbe riferire a Giulio quello che sa solo per vendicarsi di noi due? >> Chiedo a Lorenzo.
<< Spero di no. Ma so che se Giulio dovesse sedurla e farle delle domande lei risponderebbe! >> Mi fa notare.
<< Bhe, non possiamo impedire che si avvicini a Giulio. >> Faccio notare al mio ragazzo. Posso vedere gli ingranaggi della sua mente girare e mi domando a cosa stia pensando!
<< Forse sì! >> Esclama. Lo guardo con un certo timore.
 
 
 
[Armando]
Dopo un breve giro in produzione decido di intraprendere la strada verso l’uscita.
<< Arrivederci dottor Mendoza, le auguro buona giornata. >> Mi saluta il ragazzo nella hall.
<< Arrivederci, altrettanto! >> Rispondo di rimando. Quando apro la porta quasi mi scontro con una donna, che non ho mai visto prima, che entra nello stabile.
<< Mi scusi! >> Si giustifica.
<< Scusi lei! Posso chiederle chi cerca? >> Le domando.
<< Sono qui per vedere mia figlia, si chiama Silvia Duarte. >> Mi illustra.
<< Ah, lei è la madre di Silvia. Io sono Armando Mendoza Saenz! >> Mi presento.
<< Ah! Perciò lei è il padre di Lorenzo! >> Constata cambiando espressione! Da cordiale diventa snob e schifata.
<< So che lui e mia figlia e lui si sono lasciati. Non conosco i dettagli ma dubito che la colpa sia di mia figlia! >> Osserva. Ci sto parlando da due minuti e vorrei già insultarla!
<< No, in effetti non lo è. >> Ammetto cercando di mantenere un atteggiamento dignitoso.
<< Alma Gomez! >> Si presenta.
<< Immagino ci vedremo alla cena di domani. >> Cerco di informarmi. Magari sto a casa dopo questo incontro!
<< Immagina bene! Il mio compagno, i suoi due figli ed io saremo presenti. Ora vado a salutare mia figlia, sempre se posso! Il mio compagno attende fuori nel taxi, vado un po’ di fretta! >> Asserisce.
<< Certo, secondo piano! Buona giornata. >> Mi congedo con un sorriso di circostanza.
<< Anche a lei. >> Risponde lei di rimando, con lo stesso sorriso. Alzo gli occhi al cielo mentre esco.
<< Dottor Armando, le vado a prendere l’auto? >> Mi chiede Wilson.
<< No, torno a casa a piedi, infondo solo solo 5 km! Lei cosa dice, Wilson?! Si muova! >> Lo sgrido.
<< Subito dottor Armando! >> Risponde lui imitando il saluto militare. Lo trattengo aggrappandomi alla sua tuta quando noto un auto scura da beccamorto sostare davanti all’Ecomoda e un autista intento a fumare una sigaretta.
<< Wilson, di chi è quell’auto? >> Domando.
<< Del Dottor Valencia, è arrivato dopo di lei! >> Mi informa. Mi sembrava di conoscerla! Per fortuna non ci siamo incrociati!
<< Vada a prendere la mia auto. >> Ordino a Wilson. Sposto lo guardo a mi cade l’occhio su un taxi che sosta dall’altra parte della strada. Il tizio che siede dentro, sui sedili posteriori, distoglie lo sguardo quando si accorge che lo sto fissando. Perché l’ho l’impressione di conoscerlo? Mi copro gli occhi con la mano per riparami dal riflesso del sole e guardare meglio. Sta ancora guardando da questa parte. Mi avvicino di più per vedere meglio e il taxi riparte quando arrivo in mezzo alla strada.
<< Non può essere lui…. >> Penso parlando con un filo di voce. No, non può trattarsi di lui! Cosa dovrebbe farci qui davanti alla mia azienda?
<< Dottor Armando, così la metteranno sotto! >> Mi richiama Wilson, che ha recuperato la mia auto. Occupo il posto di guida senza neanche salutarlo.
 
 
[Roberta]
<< Tu vorresti fare che cosa?! >> Domando incredula, dopo che il mio ragazzo ha esposto la sua folle idea.
<< E poi non funzionerebbe! Non hai sentito cosa si dice in giro? Lui l’ha respinta davanti a tutti, alla festa! >> Gli ricordo.
<< Se non possiamo usare Lena useremo qualcun’altra! Ci sarà una sua ex in grado di sedurlo! >> Assumo un’espressione schifata.
<< Sei disgustoso! >> Affermo.
<< Dobbiamo solo sporcare un po’ la reputazione di Giulio, così che Silvia lo tenga a distanza! >> Specifica.
<< Dedichi un po’ troppe energie a questa storia di Giulio e Silvia. Non vorrei che scoprire che hai qualche strana perversione… >> Affermo. Mi abbraccia da dietro e mi bacia il collo.
<< Tutte le mie perversioni le voglio sfogare solo con te! >> Sussurra contro il mio collo.
<< L’adulazione non ti servirà! >> Mento, estasiata dai suoi baci.
<< E poi si tratta di mio fratello, dopo tutto. >> Ricordo.
<< Un fratello che ti ha invitata a pranzo solo per chiederti dell’azienda e con cui non parli mai!  >> Mi rammenta. Sospiro. Lorenzo appoggia il mento alla mia spalla.
<< Aiutami, ti prego. Giulio è una persona senza scrupoli, dobbiamo agire prima di ritrovarcelo in azienda a curiosare! >> La prego.
<< A me sembra una follia bella e buona! E poi cosa ti dice che Silvia sia attratta di Giulio? Magari già lo odia anche senza il nostro intervento! >> Insisto.
 
 
 
[Paola]
Non mi ero mai resa davvero conto che questo posto sembra una comune di pazzi! Finalmente Diego e pronto a ricevermi. Ci accomodiamo in sala riunioni.
<< Scusaci per il ritardo. >> Ribadisce Diego. Vorrei saltargli al collo e non più per baciarlo e abbracciarlo ma per strozzarlo, e sputargli in un occhio magari!
<< Infondo non ho niente da fare oggi… >> Ribatto tagliente, mentre estraggo dalla mia borsa il contratto.
<< Come puoi vedere il contratto riporta tutti gli accordi che abbiamo preso durante l’ultimo incontro. La fornitura arriverà nel primo pomeriggio! >> Illustro. Passo la sua copia del contratto a Diego così che possa visionarlo prima della firma.
<< Mi sembra perfetto. >> Approva. Inizia ad apporre la sua firma sui vari fogli.
<< Spero stiano bene i tuoi genitori. >> Affermo per evitare di restare in silenzio.
<< Sì, grazie. Avranno il loro da fare visto che mia cugina vivrà a casa loro per qualche tempo. >> Mi racconta.
<< I tuoi zii sono ripartiti? >> Ne deduco.
<< Sì. Domani arriverà anche mio cugino. >> Spiega, mentre continua ad apporre le firme necessarie. Quando ha terminato mi passa il fascicolo ed è il mio turno di firmare.
<< Paola, ne approfitto per ricordarti che a casa mia ho ancora delle cose tue. >> Mi fa sapere. Mi sorprende che non le abbia buttate via, o che la nanerottola non le abbia usate per mandarmi il malocchio!
<< Del tipo? >> Chiedo.
<< Una crema, vesiti… cose del genere. Me ne sono appena ricordato. Se per te va bene posso portarle da te e affidarle al portinaio. >> Propone.
<< Immagino che la tua ragazza non ti permetta di suonare il campanello per consegnarmele di persona! >> Affermo con un ghigno in volto.
<< Non mi va di litigare! Per Isabella non sarebbe un problema, ho proposto questa soluzione per praticità. Ma se non ti va bene passo da te o vieni tu a prenderle da me! >> Risponde.
<< Praticità, dici? Capisco perfettamente che tu voglia limitare gli incontri con me, ed evitare di venire a casa mia per non essere trattenuto! Non temere, perché non ti avrei neanche permesso di entrare! >> Affermo dura mentre raduno i miei effetti personali e le carte che mi appartengono.
<< Comunque passerò io se hai tanta paura di venire a casa mia! >> Acconsento.
<< Ok, ti pregherei solo di farlo quanto prima, a breve lascerò quell’appartamento. >> Mi spiega. Che stronzo! Immagino non vedeva l’ora di dirmi che andrà a vivere con quella in un posto tutto nuovo.
<< Certo. Auguri per la convivenza, allora! >> Affermo a mo’ di saluto sempre più scontrosa.
<< Non era mia intenzione ferirti sbattendoti in faccia che… >> Inizia a dire. Mi volto poiché stavo per abbandonare la sala riunioni.
<< DIEGO! Puoi risparmiarti la scenetta! Non c’è un modo in cui tu non mi abbia ferita, questa è solo l’ennesimo colpo gobbo! >> Affermo irata.
<< Colpo gobbo?! PARLI DI COLPI GOBBI?! Tu hai insultato la mia ragazza in tutte le lingue che ti sono conosciute, unicamente per crearci dei fastidi! E parli a me di rispetto! >> Mi redarguisce.
<< E TE LO MERITI! TI MERITERESTI CHE TI SPUTASSI IN UN OCCHIO DOPO QUELLO CHE HO SCOPERTO! E SE LO MERITA ANCHE QUELLA Lì CHE SI E’ INTROMESSA TRA DI NOI! >> Mi sfogo, posando la borsa e il soprabito allo schienale di una sedia. No, non posso tradirmi!
<< HAI COMPLETAMENTE PERSO LA RAGIONE?! >> Mi urla contro di risposta.
<< No, l’ho ritrovata la ragione, da quando ho scoperto che ti sei divertito parecchio in questi anni! >> Affermo. Lo guardo torva incrociando le braccia al petto.
<< Ok, ho avuto delle relazioni! Ne vuoi discutere adesso che ci siamo lasciati? Questa sarebbe una scenata di gelosia? Io mi sto rifacendo una vita! >> Mi ricorda per l’ennesima volta.
<< Grazie per avermelo ricordato di nuovo, magari avessi ricevuto una botta in testa negli ultimi due minuti. E per rispondere alla tua domanda, non è una scenata di gelosia. Il mio era un mero tentativo di farti vergognare per quello che sei, ma mi rendo conto che questo non avverrà mai. Sei un egoista bastardo! Sono addirittura arrivata al punto di compatire quella poveretta che presto verrà a vivere con te, a cui hai promesso amore eterno come hai fatto a me! Spero che ti lasci da solo come un cane al tuo primo sgarro, non come feci io quando scoprii il tradimento con Claudia. Quanto sono stata stupida! >> Mi sfogo, prima di abbandonare la stanza.
 
 
 
[Isabella]
Il 911 stavolta si tiene in caffetteria e non al bagno delle signore, visto che vi partecipa anche Francesco.
<< Non so cosa mi sia preso. Che figura! >> Ripete Silvia con le mani alla testa e i gomiti appoggiati sul tavolino.
<< E’ stato uno scatto di rabbia, non mi sembra così grave! >> Asserisce Annamaria.
<< Certo, vallo a dire a Diego, o a quelle decorticate delle modelle che mi prenderanno in giro fino a che avrò vita! >> Si lamenta.
<< Ormai è successo! Tu sei fatta così, sei avventata e reagisci nel modo sbagliato! >> Interviene Francesco. Dovrebbe cercare di correggere questo suo difetto… Prima lo sgambetto a Roberta e adesso questo!
<< Devi ricordati che esistono altri modi, tempi e luoghi per affrontare le cose. >> Le spiego mentre le coccolo il capo.
<< Quello che non ho capito è se ti ha tradita con Roberta… >> Interviene Berta. Si becca un’occhiataccia da parte di tutti noi.
<< BERTA! >> La riprende Mariana.
<< No, non l’ha tradita con Roberta. Prima di mettersi insieme e di abbandonarsi a qualsiasi contatto i due hanno chiuso le relazioni che avevano con Leon e con la nostra amica, è più chiaro?! >> Precisa infastidito Francesco.
<< Va bene, va bene! >> Precisa Berta offesa dall’intervento di Francesco.
<< Sorpresa! >> Strilla la madre di Silvia, sorprendendo tutti noi.
<< Alma! >> Affermiamo Fra ed io, coralmente.
<< Ciao ragazzi! >> Ci saluta.
<< Ciao mamma! >> La saluta Silvia.
<< Buongiorno! >> La salutano quella della banda.
<< Tesoro, cosa c’è? >> Le domanda la madre, quando si accorge dei suoi occhi lucidi.
<< Lorenzo si è fidanzato con Roberta. Ecco perché ci siamo lasciati! >> Confessa Silvia. La madre si siede accanto a lei.
<< Roberta è la ragazza di cui abbiamo parlato l’ultima volta? >> Chiede conferma la madre. Silvia annuisce.
<< Quando l’ho saputo non ho retto la rabbia e l’ho schiaffeggiato nel corridoio, davanti a tutta l’azienda! So di aver sbagliato, ma non sono riuscita a trattenermi! >> Confessa Silvia.
<< Bhe, dopo tutto se l’è meritato! Vieni qui. >> La invita sua madre, abbracciandola. La signora Alma è una brava persona, è sempre stata buona e cara con me, ma sono dell’opinione che abbia sbagliato ad appoggiare Silvia anche nei suoi sbagli, come in questo caso!
 
 
 
[Lorenzo]
Roby posa la mano sul mio ginocchio per frenare il mio nervoso tic e fermare la mia gamba impazzita.
<< Scusa! Sono nervoso, su di giri. Questa storia mi sta mandando al manicomio… Speravo che il tuo nome sui giornali sarebbe stato accostato alla parola “fidanzamento” accanto al mio nome, non a quello di quel cerebroleso! >> Mi sfogo.
<< Vedrai che ne verremo a capo. La prima cosa da fare è prendere Martinelli per le palle. In senso figurato, ovviamente! >> Specifica.
<< Ovviamente! >> Ripeto. Il mio cellulare squilla e mi accorgo che a chiamarmi è mio padre.
<< Papà, stiamo per essere ricevuti da Pereira. >> Gli spiego.
<< Chiedigli come è andata dall’avvocato! >> Mi suggerisce Roberta.
<< Com’è andata dall’avvocato? >> Chiedo.
<< Ho buone notizie. L’avvocato ha definito le azioni di Martinelli come “diffamazione a mezzo stampa”. Ora, se fosse successo qualche anno fa sarebbe stato un problema in quando la legge veniva applicata unicamente sulla stampa cartacea. Oggi giorno questo regolamento è stato riformato e viene applicato anche alla stampa informatica. Oltretutto l’articolo è stato pubblicato anche sulla rivista cartacea! >>
<< Perciò possiamo querelarlo? >> Chiede Roberta che ha accostato l’orecchio al telefono.
<< Sì! Dopo tutto ha pubblicato questa notizia non vera, tu e Gonzalo non avete rilasciato nessuna intervista, e a proposito avvisatelo di non parlare con la stampa, e questa notizia ha intaccato la vostra reputazione! Certo, la denuncia lo punirà per questa mancanza di professionalità ma non gli impedirà di tenere gli occhi su di noi, in attesa di rendere noto qualsiasi scandalo e notizia! >> Osserva papà.
<< Ti faremo sapere cosa dirà Pereira. E per quanto riguarda la pena applicata? >> Domando.
<< Martinelli sarà costretto a pagare un’ingente multa e un risarcimento. >> Ci spiega.
<< Potrebbe lavarsene le mani, scaricando la colpa sul giornalista della sua redazione che ha firmato l’articolo? >> Suggerisce Roberta.
<< Ad ogni modo non potrà sfuggire alle conseguenze. L’unico modo per loro di uscirne sarebbe quello di fare il nome dell’informatore! Ma se vorrà mantenere anonima la sua fonte, come credo, dovrà rispondere lui in solido, con tutti i suoi collaboratori! >> Mi spiega papà.
<< Mendoza? >> Mi chiama la segretaria di Pereira.
<< Papà, dobbiamo andare. >> Lo avviso.
<< Un ultima domanda, che non c’entra niente con questa storia. Tu hai conosciuto il patrigno di Silvia? >> Mi chiede, Aggrotto le sopracciglia.
<< Sì, perché? >> Confermo e chiedo.
<< Come si chiama? >> Mi domanda.
<< E’ un francese, si chiama Michel ma il cognome non me lo ricordo. >> Rispondo.
<< Ci sentiamo… >> Afferma in un sussurro, prima di chiudere la telefonata.
<< Bho! >> Penso a voce alta, arricciando le labbra.
 
 
[Silvia]
<< Io sono confusa! Perché ti da tanto fastidio questa nuova relazione di Lorenzo se ti piace Giulio? >> Mi chiede mia madre, quando ci allontaniamo. Siamo sedute al bancone del bar.
<< Shhh! Non parlare a voce così alta. Mi infastidisce perché mi hanno mentito e Lorenzo mi ha dato della paranoica! Riguardo a Giulio, affermare che mi piace è un’espressione grossa! E’ un bel ragazzo sì, ma è un maiale e un montato! E si permette di venirmi dietro pur sapendo che sono a conoscenza della sua tresca con un’altra con cui, tra parentesi, ha fatto sesso senza usare precauzioni! Ha chiesto alla tipa di avvisarlo quando avrà le mestruazioni! >> Le spiego.
<< E tu come sai tutte queste cose? >> Mi domanda.
<< Disgraziatamente ho sentito una loro conversazione. Inoltre gli ho incontrati in un locale! Esce con lei e mi tormenta. Ho appena chiuso la relazione con un suo simile, non rifarò lo stesso errore! >> Ribadisco.
<< Figlia mia, l’espressione “ti piace” è aperta a varie interpretazioni. Puoi negare di provare qualcosa per lui ma si capisce che stuzzica la tua attenzione! >> Mi fa notare.
<< Bhe, vorrà dire che mi passerà! Se ti tratta di un’infatuazione passeggera, tanto meglio, perché significa che è facilmente debellabile! >> Commento, parlandone come di una malattia.
 
 
 
[Marcus Torres]
Mio figlio era davvero molto arrabbiato. E’ convinto che io abbia avvertito la stampa, ma non è così! Le uniche persone della mia famiglia a saperlo, oltre a me e Gonzalo, sono mia moglie e mio figlio maggiore oltre a mia nuora, e sono certo che loro non c’entrano. Solo una persona rimane sospettabile: l’unica a cui l’ho confidato al di fuori della famiglia!
<< Ben tornato Dottor Torres! >> Mi saluta il parcheggiatore. Smonto dalla mia auto e gli affido le chiavi della mia auto. Sto per varcare la soglia d’ingresso dell’hotel quando il mio cellulare squilla: a chiamarmi è mia moglie.
<< Pronto! >> Esordisco.
<< Dimmi che non lo hai fatto! >> Mi ordina. Mi azzittisco.
<< Gonzalo è nero dalla rabbia, è convinto che sia stato tu ad avvertire la stampa di questa storia di lui e Roberta Mora. E’ già grave che tu ti sia precipitato a chiamare suo padre… >>
<< Punto primo, io cosa ne potevo sapere che era una recita?! Volevo solo scambiare due chiacchiere con il mio….presunto consuocero! Punto secondo, non sono stato io! Te lo giuro, amore! >> Preciso.
<< A Gonzalo questo non lo hai giurato! >>
<< Gonzalo mi ha aggredito verbalmente per poi scappare. Non mi ha dato il tempo di parlare! Farò il possibile per risolvere la cosa! >> Assicuro.
<< Adesso devo lasciarti perché ho un brunch di lavoro. Ci vediamo stasera! >> Concludo.
<< Ciao! >> Mi saluta. Mi avvicino al bar.
<< Salve, è qui? >> Chiedo al solito barman.
<< Se si riferisce alla signorina, sì. E’ in sala, ma non è sola! >> Mi avvisa. Poco me ne importa, devo assolutamente parlare con lei.
<< Dottor Torres! Come sta? >> Mi saluta, sorpresa di vedermi. L’uomo, poco più giovane di me, che le tiene compagnia dev’essere un suo cliente!
<< Salve. Devo parlarti! >> Affermo senza tanti preamboli.
<< Scusami, devo sbrigare questa grana e torno. Non scappare! >> Lo stuzzica, strizzandogli l’occhio. Usciamo nel cortile interno con tanto di piscina.
<< Non potevi attendere il nostro incontro di domani? >> Mi domanda seccata dal fatto che ho disturbato il suo incontro “di lavoro”!
<< No! Qualcuno ha avvertito la stampa che mio figlio e Roberta si sono fidanzati, e secondo me è opera tua! Mi hai causato un mucchio di problemi e gli hai causati anche a Roberta Mora e alla sua famiglia! >> Mi sfogo.
<< Perché lo avrei fatto? >> Mi chiede.
<< Non lo so! Ma tu eri l’unica, al di fuori della mia famiglia, a saperlo! Di certo Martinelli non l’ha saputo dall’uccellino! IO TE L’HO DETTO IN CONFIDENZA PERCHE’ ERO FELICE DEL FIDANZAMENTO DI MIO FIGLIO! >> Le urlo addosso.
<< Vuoi davvero fare una scenata qui?! Non giova a te e alla tua reputazione, e non giova neanche a me! Dacci un taglio! I giornali parlano di questo fidanzamento, e allora? Non mi sembra l’apocalisse! >> Osserva.
<< Non lo sarebbe se questa notizia fosse vera! Non è vero che stanno insieme, anzi, i due si detestano! >> Confesso. Mi guarda come se avesse visto la Madonna!
<< Scusa ma… se non è vero perché…? >> Cerca di capire.
<< Non sarò ancora così stupido da confidarmi con te. Ti basti sapere che è una bugia inventata di sana pianta! >> Ripeto senza fornire ulteriori dettagli ed evitando di dirle di Roberta Mora e Lorenzo Mendoza.
<< Non potrebbe essere stato un ospite della festa, scusa? Era affollata quella festa! >> Osserva. Sì, in effetti si merita il beneficio del dubbio solo per questo! Serro la mascella.
<< Non lo so, ma tu sei la principale sospettata per quanto mi riguarda! >> Concludo allontanandomi. << A proposito, considera i nostri incontri sospesi, per il momento! >> Preciso. Come faccio a dire alla mia famiglia, ai Mora e ai Mendoza che anche la mia amante ne era a conoscenza?!
Il parcheggiatore mi rende le chiavi dell’auto e occupo il posto di guida. Quando varco la soglia del cancello del golf club mi arriva una chiamata di Armando Mendoza. Che giornata infinita! Tramite i comandi posti sul volante accetto la chiamata e la voce di Armando si espande nell’abitacolo della mia auto.
<< Salve Armando! >> Lo saluto.
<< Marcus. Come stai? La tua famiglia? >> Mi chiede per rompere il ghiaccio.
<< Mia moglie ha qualche linea di febbre, niente di grave. Armando, immagino il perché della tua chiamata e ti anticipo. Non sono stato io! >> Metto le mani avanti.
<< Capirai se ti dico che sei il principale sospettato, visto che sei corso a dirlo a Nicola! >> Mi ricorda.
<< Mi dispiace! Io ero euforico per questa notizia, non immaginavo che fosse una montatura dei ragazzi. Sto facendo il possibile per cerca di capire da chi sia partita la soffiata, credimi! >> Lo imploro.
<< Spero che mi avviserai per qualsiasi novità. Mio figlio Lorenzo è fuori di sé, pensava di annunciare la sua relazione con Roberta ma è costretto a rimandare l’annuncio a causa di questo imprevisto. >>
<< Lo immagino… Ti aggiornerò Armando. Salutami Betty. >> Lo saluto, ponendo fine alla conversazione.
 
 
 
[Cèsar]
Sventoliamo la mano salutandola da lontano quando vediamo in lontananza la zia di Michael.
<< Michael, benvenuto! >> Lo saluta a parole oltre che con un guancia a guancia.
<< Ciao zia! >> La saluta lui.
<< Cèsar, è un piacere rivederti. Spero accetterai un passaggio fino a casa! >> Mi saluta Marcella.
<< Salve. Grazie signora Marcella, accetto volentieri! >>
<< Solo Marcella! Andiamo. >> Propone. Ci avviamo tutti e 3 verso l’uscita.
<< Alexander come sta? Ci sono novità? >> Domanda Michael.
<< Stava riposando quando abbiamo lasciato l’ospedale. Nel pomeriggio torneremo a fargli visita e sapremo se si è ricordato qualcosa! >> Risponde Marcella, occupando il posto di guida della sua Mercedez-Benz.
<< Vorremo venire anche noi! >> Si fa avanti Michael. E’ ovvio che non lascio mia sorella da sola in un momento tanto delicato!
<< Ovviamente! Alexander sarà contento di conoscerti Michael, e di rivedere Cèsar, anche se non si ricorderà di te! >> Commenta Marcella.
<< Vorrà dire che sarà contento di conoscere anche me. >> Preciso. Il cellulare di Michael squilla e risponde.
 << Ciao, mamma!.... Sì, siamo atterrati poco fa, siamo un auto con zia Marcella…. Sì, mi ospiterà a casa sua…. Sta guidando, mamma!.... No, non ci sono novità rilevanti su Alexander… Di cosa si tratta?.... Dici sul serio mamma?.... Certo che ne sono felice!.... Lo faccio con gioia!.... Sì, discuteremo i dettagli quando tornerò a Bogotà… Un saluto! >> Termina. Vedo dallo specchietto retrovisore che sorride.
<< Ottime notizie? >> Chiedo.
<< Sì, in effetti! I miei genitori hanno fatto pace e hanno deciso di rinnovare i voti nuziali. Ci sarà una grande festa tra due settimane. Mia madre vorrebbe che io e David fossimo i suoi testimoni mentre Giulio e Giulia quelli di papà. >> Spiega. Sono felice che le cose nella sua famiglia prendano la piega giusta finalmente.
<< Tua madre stamattina mi accennava al fatto che avevano fatto pace ma non sapevo del rinnovo dei voti. Evidentemente è questo che vogliono venire a dirmi di persona, il prossimo weekend! >> Afferma Marcella.
<< Allora devo aver rovinato loro la sorpresa! >> Afferma il mio ragazzo.
 
 
[Giulia]
<< Ciao, andiamo? >> Mi chiede il mio ragazzo, sorridente, pronto ad uscire per il pranzo.
<< Allora andiamo ogni uno con le nostre auto. Ci vediamo al ristorante, prima mi fermo a fare benzina. Ciao Massimiliano. >> Afferma mio fratello David uscendo. Allaccio le braccia al collo di Massimiliano quando mi guarda con rimprovero.
<< Mi dispiace! I nostri genitori hanno organizzato un pranzo per comunicarci che fra due settimane rinnoveranno i voti nuziali. Anche se quest’iniziativa mi lascia perplessa a dirti il vero! >> Mi comunica. Sospiro.
<< Vorrà dire che ci vedremo a cena! Tuo padre mi ha parlato. >> Inizia a spiegarmi.
<< Me lo ha detto. Secondo me lo ha costretto mia madre a parlarti! >> Affermo. Sicuramente non è stata una sua iniziativa!
<< Meglio di niente! >> Commenta.
<< Vedrai che con il tempo ti apprezzerà, quando imparerà a conoscerti. Come ho fatto io! >> Lo rassicuro. Ci scambiamo un bacio.
<< Per la cronaca, la tua modella corteggiatrice ci è rimasta molto male dopo questa notizia! Non fa che intralciarmi durante le prove, potrebbe restare vittima di un incidente cadendo dalla passerella! >> Commento infastidita da quella Jenny!
<< Sei proprio una gelosona! >> Mi prende in giro.
<< E’ una cretina! >> Insisto. Mi stringe a sé e mi bacia con trasporto.
<< Dai, è meglio se ti avvii verso il ristorante o farai tardi. Io raggiungo gli altri in mensa! >> Afferma.
<< Definisci “altri”! >> Gli ordino.
<< Silvia, Francesco e Jimmy. Forse ci sarà Jenny! >> Afferma sorridendo, unicamente per prendermi in giro. Lo colpisco sul petto.
<< Cerca di stare attento a ciò che fai! A dopo! >> Lo saluto scherzando, mentre mi allontano.
<< A dopo. Giulia? >> Mi chiama. Mi volto.
<< Ti amo! >> Dichiara, di fronte ad alcune persone che stanno uscendo per la pausa pranzo.
<< Ti amo anch’io! >> Rispondo sorridendo.
 
 
 
[Armando]
Non potrò passare tutto il giorno in auto nel garage, visto che ho promesso a Betty avrei pranzato con lei a casa. Mi domando: sarà quella la cosa di cui vuole parlarmi? Vuole dirmi che ha rivisto Michel? Traggo un respiro profondo prima di afferrare il mio cellulare.
<< Ciao Calderon! >> Lo saluto quando, dopo qualche squillo, risponde.
<< Tigre! Purtroppo non ho buone notizie. Alexander ha riportato un danno alla memoria, ha perso i ricordi dell’ultimo mese della sua vita. Tra cui i ricordi che lo legavano alla figlia di Nicola, non ricorda più chi sia. >> Mi racconta. Cavolo, povera la mia Olga!
<< Cavolo Mario… Ma recupererà, vero? >> Domando.
<< Bisogna sperare! Ci hanno consigliato di aiutare la sua memoria piano piano, con delle foto ad esempio. La cosa positiva è che non potrà dimenticarsi di me, visto che non gli avevamo ancora detto che sono suo padre. >>
<< Giusto. >> Rispondo distrattamente.
<< Che hai? >> Mi domanda.
<< Il francese è a Bogotà! >> Affermo di getto.
<< Il francese quel francese? Michel Doinel? >> Chiede conferma.
<< Quanti sono i francesi che mi fanno venire l’ulcera?! E Betty non me lo ha detto! >> Mi altero.
<< Magari Betty non lo sa! E’ tua moglie da venti e non ricordo anni, ha lasciato il francese per te… Perché dovrebbe avere contatti con lui e sapere che si trova in città? >> Mi domanda. Ma cosa mi succede? Sono subito saltato a delle conclusioni affrettate e non ho pensato al fatto che Betty potrebbe esserne allo scuro!
<< Armando da quando riponi così poca fiducia in tua moglie? >> Mi riprende Mario.
<< E’ che mi manda al manicomio quel francese! >>
<< Lo hai incontrato? >> Mi chiede.
<< No, per fortuna! Se ne stava in un taxi davanti all’Ecomoda e se l’è svignata quando l’ho notato e mi stavo avvicinando. >> Racconto.
<< Sicuramente lui ha visto te. >> Ne deduce specificando l’ovvio.
<< E’ il patrigno di Silvia, è in città per il suo compleanno, alla cui festa di domani sera siamo invitati anche Betty ed io! >> Spiego.
<< Sento che domani nel tardo pomeriggio mi verrà un improvviso attacco di dissenteria! >> Affermo.
<< Armando, che hai, tre anni? Racconta a tua moglie di averlo visto e di non volere andare a quella cena! >> Mi suggerisce.
<< Anche se io non vedrei l’ora di presentarmi a quella cena mano nella mano alla donna che anni fa lo ha lasciato per mettersi con me, per sbattergli in faccia la mia felicità! >> Asserisce.
<< Come sempre mi schiarisci le idee! Io adesso vado. Ciao! >> Ironizzo. Prima mi consiglia di confessare a Betty che non voglio andare a quella cena, poi mi suggerisce di andarci!
<< Ciao tigre. Ti preoccupi inutilmente per quel francese! >> Mi ricorda. Scendo dall’auto, la chiudo e prendo l’ascensore.
Quando entro in casa mia moglie mi aspetta seduta sul divano.
<< Armando…. Com’è andata? >> Mi domanda, voltando la testa. Mi siedo accanto a lei e le racconto del colloquio con Lorenzo e di quello con l’avvocato.
 
 
[Silvia]
Gioco con la verdura presente nel mio piatto, pensierosa e abbattuta.
<< In questo modo potrai archiviare definitivamente questa storia! >> Interviene Francesco.
<< Dovrebbe essere un modo per farmi sentire meglio? >> Lo riprendo.
<< Ma a te non piace Giulio? >> Interviene Massimiliano. Lo fulmino con lo sguardo.
<< Ritira quello che hai detto, se vuoi terminare il tuo pranzo! >> Scherza Francesco.
<< A me non piace quel brutto soggetto! >>Ringhio.
<< Scusa se mi permetto, la mia è solo un’osservazione che potrai sfruttare a tuo vantaggio… >> Insiste Massi. Sollevo entrambe le sopracciglia invitandolo a proseguire con la sua teoria!
<< Da come ti comporti con lui e quando si parla di lui fai capire tutto il contrario! Non ti potrai sorprendere quando si inizierà a dire in giro che ti piace Giulio… >> Osserva. Guardo Francesco il quale, dal suo sguardo eloquente, mi fa capire che concorda con Massi.
<< E-e perché non mi hai detto che si vede? >> Domando. Se ne sarà accorto anche lui? Adesso mi darà il tormento, più di quanto non faccia già!
<< Perché ci tengo alla mia vita! Guarda come hai “assalito” Massi! >> Osserva.
<< E’ così? Ti piace? >> Mi domanda in un sussurro Massi.
<< Di sicuro non lo vado a dire a suo cognato! >> Gli rispondo infastidita. Fra e Massi cercano di reprimere un sorriso nascondendo le labbra con il dorso della mano. Veniamo distratti dall’entrata di quella testa svuotata della sua ragazza che, con il vassoio in mano, si guarda in giro e prende posto all’ultimo tavolo libero, in un angolo, da sola.
<< Ma cosa diavolo ci fa qui alla mensa aziendale?! >> Domando. I miei amici fanno spallucce.
<< Salve, posso? >> Domanda Jimmy, avvicinandosi con il suo vassoio in mano.
<< Che domande. >> Risponde Massi, sposandogli la sedia. Jimmy si accomoda.
<< Lavora in magazzino, con me! >> Ci spiega Jimmy, notando che la stiamo fissando.
<< Auguri! >> Interviene Massi, dandogli una pacca sulla spalla.
<< Non ti sta simpatica? >> Domanda Fra a Jimmy.
<< Sì, come un palo nel di dietro! Siamo stati insieme alcuni anni fa. >> Afferma Jimmy, lasciando me e Fra a bocca aperta.
<< Fino a che non ho scoperto di essere il suo giocattolino. Era ufficialmente fidanzata con David Valencia! >> Conclude Jimmy.
<< La ragazzina non butta via niente… >> Commento sottovoce.
<< Grazie per il “niente”! >> Osserva Jimmy.
<< Scusa! Non volevo dire questo… solo che lei è… >>
<< Un po’ sgualdrina? >> Suggerisce Jimmy. Sorrido.
<< Leva pure “un po’”! >> Lo invito. Mi sorride di rimando.
<< Tutta gelosia… >> Sussurra Fra. Gli do uno scappellotto.
<< Di chi saresti gelosa? Ti piace Giulio? >> Mi domanda Jimmy.
<< Guarda che bel capolavoro hai fatto! Questo tavolo si è trasformato nella fiera del pettegolezzo! Mi sono seduta con voi per evitare le domande della banda e tu stai spettegolando peggio di loro! >> Inveisco contro Fra.
<< Bello sapere di essere la seconda scelta! >> Mi prende in giro. Gli accarezzo un bicipite.
<< Per l’ennesima volta… No, non mi piace! Lo detesto quel… >>
<< Soggetto! >> Intervengono coralmente Massi e Fra.
<< Mi avete rotto! >> Dichiaro. Mi alzo e raccolgo il mio cibo sul vassoio.
<< Maddai, siedi! >> Mi invita Fra. Mi trascina giù tirandomi per un braccio.
<< E comunque anche lei ti sta lanciando certe occhiataccie… >> Osserva Francesco.
<< Sarà invidiosa, perché lei pranza da sola invece io ho molti amici! Si è resa conto che tutto ciò che ha è un tipo che la usa quando gli viene voglia! >> Commento acida.
<< Adesso non è più sola! >> Osserva Massi, quando alcune modelle si avvicinano al suo tavolo. Parlano brevemente e poi si siedono. Sui loro vassoi c’è una scodella minuscola di insalata (di sicuro scondita), una mela e un bottiglia di acqua minerale!
 
 
 
[Diego]
<< Speriamo che si rifaccia una vita in fretta e che la smetta di tormentarmi l’anima! >> Commento, prima di dare un morso al mio hot - dog. Ho un diavolo per capello!
<< Vi siete lasciati da poco, non puoi pretendere che dall’oggi al domani archivi la questione. E poi su di me non ha tutti i torti, tu non l’avresti mai lasciata se io… >> Inizia a dire.
<< Ehi! Non cominciare a dire sciocchezze! Il tuo ruolo è stato quello di farmi aprire gli occhi! La mia storia con Paola era arrivata al capolinea e se non fosse stato per te avremmo continuato a trascinare quel rapporto per i capelli. Vedrai che un giorno anche lei te ne sarà grata! >> Affermo. Lei scoppia a ridere.
<< Questa sì che tutta l’aria di essere una sciocchezza! >> Afferma. La sua risata contagia anche me. Poso le mie labbra sulle sue.
<< Sei qui insieme a me anche se non sono l’uomo migliore del mondo e sapendo che in passato ho tradito e mentito! >> Penso a voce alta mentre osservo i suoi stupendi occhi azzurri.
<< Cos’ho fatto per meritare un angelo simile? >> Mi domando.
<< Come ha detto tua zia… Prima o poi tutti gli uomini mettono la testa apposto! >> Risponde.
<< No, mia zia ha detto che tutti gli uomini mettono la testa apposto quando incontrano la donna giusta! E sei tu quella donna per me. Ti amo! >> Le ricordo.
<< Anche io ti amo! >> Risponde. Ci baciamo. Mi accorgo che anche lei ha finito l’hot-dog perciò afferro le carte e mi alzo per buttarle nel cestino più vicino.
<< Abbiamo ancora un’oretta. Cosa ne dici di fare una passeggiata? >> Propongo. Mano nella mano facciamo due passi lungo la pista pedonale del parco.
<< Stai pensando a tuo fratello? >> Le chiedo, intuendo facilmente l’origine dei suoi pensieri. Annuisce.
<< Non so neanche come si chiama! >> Constata.
<< Sarebbe bello saperne di più su di lui. Come si chiama, che classe fa… Cosa c’è? >> Le chiedo, quando mi accorgo che si ferma.
<< Quell’uomo… >> Indica, puntando l’indice verso un uomo che ci da il suo profilo e legge il giornale, seduto su una panchina. Lo osserviamo e vediamo un bambino scendere dall’altalena e corrergli incontro: l’uomo consegna al bambino degli spiccioli e il piccolo raggiunge il chiosco dei gelati.
<< Sembra lui! >> Esclama Isabella. Sarebbe una coincidenza assurda!
<< Sei sicura? >> Le chiedo.
<< Gli somiglia molto. Ma così lontano… >> Balbetta. La prendo per mano.
<< Avviciniamoci un po’. Andrà tutto bene! >> La rincuoro. Stringe più forte la mia mano mentre ci avviciniamo un po’ all’uomo. Ci fermiamo quando notiamo che anche lui inizia a guardarci. Buttiamo un altro sguardo su di lui ma lo distogliamo immediatamente quando anche lui si volta e ci guarda.
<< Andiamo via! Io non sono sicura che sia lui ma sono neanche sicura che non lo sia. Non voglio che si avvicini! >> M’implora la mia fragolina.
<< Posso aiutarvi? >> Ci domanda l’uomo. Non ci eravamo neanche accorti che ci aveva raggiunti. Lo fissiamo e sento la presa di Isabella aumentare contro la mia mano. Certo, somiglia all’uomo della foto, ma con gli occhiali da sole non si capisce!
<< Polizia! >> Esclama l’uomo, sollevando il distintivo dalla tasca e togliendosi gli occhiali. Traggo in sospiro profondo e lo fa anche Isabella.
<< Zio, zio! >> Strilla il ragazzino raggiungendoci con un biscotto gelato. 
<< Ci scusi…. Noi l’abbiamo scambiata con un’altra persona! >> Asserisco.
<< Se è così vi auguro buona giornata. Andiamo Jonas! >> Saluta l’uomo.
<< Arrivederci. >> Lo salutiamo, prima di sederci sulla panchina.
<< Ho l’impressione di vederlo in ogni uomo di mezza età che incontro, e di vedere mio fratello in ogni bambino che passeggia con un uomo! >> Mi spiega Isabella.
<< Non so tu, ma io penso che serva agire in modo più drastico se vuoi davvero scoprire qualcosa e incontrare tuo fratello. >> Penso a voce alta.
<< Cosa vorresti fare? >> Mi chiede.
<< Andiamo! >> Asserisco. La prendo per mano e inizio a illustrarle il mio semplice piano mentre torniamo verso la macchina!
 
 
 
[Michael]
<< Ha una casa bellissima Marcella, e grazie per questo spuntino. >> Sento dire da Cèsar, mentre scendo le imponenti scale di questa villa. Anche la mia stanza non è niente male, sembra una reggia. Se la stanza degli ospiti è così bella non oso immaginare le stanze principali!
<< Ti ho solo fatto un panino al prosciutto, non è niente di che. Scusatemi un istante, vado a rinfrescarmi prima di uscire! >> Si scusa mia zia prima di allontanarsi. Prendo posto accanto al mio ragazzo.
<< Non ho visto mio zio… Sarà in ospedale. >> Penso a voce alta. Cèsar mi sorprende strappandomi un bacio.
<< E’ da quando siamo scesi dall’aereo che volevo farlo! >> Mi confessa. Sorrido.
<< So che sarà difficile fingere di essere dei semplici conoscenti per tutto il tempo che passeremo con la famiglia… >> Osserva.
<< Io non ti voglio mettere alcun tipo di pressione. Nessuno meglio di me sa quanto sia difficile trovare il coraggio di confessarlo alla famiglia, io ho rimandato il confronto per tanto tempo e con mille scuse possibili. >> Gli ricordo. Mi afferra le guance.
<< Ti prometto che non appena tuo cugino starà meglio e di conseguenza si riprenderà anche mia sorella, lo dirò ai miei! >> Sussurra contro le mie labbra prima di strapparmi un bacio.
<< Ti amo! >> Gli ricordo.
<< Ti amo anch’io! >> Mi risponde.
 
 
 
[Armando]
<< Perciò ci vorrà una settimana per i primi risultati?... Ok, buon pranzo Lorenzo. Saluta Roberta, ciao! >> Conclude la telefonata mia moglie.
<< L’investigatore privato ha accettato il lavoro. Comincerà oggi a seguire Martinelli per raccogliere materiale sulle sue abitudini e frequentazioni mentre il suo assistente indagherà via internet e utilizzando altri mezzi, procederà in questo modo. >> Mi spiega mia moglie.
<< Ottimo. Speriamo di avere in mano qualcosa tra una settimana, preferirei utilizzare l’arma del ricatto anziché la querela, per averlo in pugno! >> Osservo.
<< Io non sono entusiasta di questa storia del ricatto ma se serve per impedirgli di spiare e scrivere sui giornali cose riguardanti la vita dei miei figli e dei miei cari… >> Afferma. Tossisco con discrezione prima di intavolare il discorso che mi interessa di più.
<< Sai Betty, a proposito di figli e cari… Io non so se sia una buona idea partecipare alla cena di domani! Insomma, saranno tutti ragazzi e magari vorranno passare la serata in tranquillità, senza adulti e genitori… >> Adduco come scusa per osservare la sua reazione.
<< Come vuoi Armando. Però io penso che Silvia potrebbe restarci male, e poi ci sarà anche sua madre, non sarà una cena di soli under 35! >>
<< E il suo patrigno… tu lo conosci? >> Azzardo. Noto la sua espressione cambiare.
<< Betty, lo conosci? >> Ripeto la domanda di fronte al suo silenzio.
<< Armando, volevo parlarti di questo! >> Introduce. Mi alzo dal tavolo.
<< OH MIO DIO! TU LO SAPEVI E NON MI HAI DETTO NIENTE! >> Sbotto. Mi guarda sbigottita.
<< TU SAPEVI GIA’ CHE MICHEL E’ IL PATRIGNO DI SILVIA E CHE SARA’ A QUELLA CENA DOMANI! >> Esplodo.
<< Armando, l’ho saputo solo ieri! Te lo stavo per dire! >> Afferma.
<< La cena è domani sera, avresti dovuto dirmelo appena l’hai saputo! A proposito, come lo hai saputo? >> Chiedo, ritrovando un po’ di calma.
<< Lui mi ha scritto una e-mail. >> Mi confessa.
<< Vi siete visti? >> Domando. Le parole escono dalla mia bocca spontaneamente e velocemente, non ho il tempo di fare una cernita delle frasi da dire e quelle da evitare.
<< Mi chiedi se ci siamo incontrati clandestinamente? Sul serio? >> Mi domanda allibita.
<< Scusa! >> Mi affretto a dire. Calderon ha ragione, per una volta, Betty non mi pugnalerebbe mai alle spalle in questo modo!
<< Perciò non sapevi che Michel si trova in città? >> Chiedo.
<< No! Nella e-mail dice di essersi stabilito a Cartagena alcuni anni fa, non fa accenno a Bogotà! >> Mi spiega.
<< Io l’ho visto in un taxi, davanti all’Ecomoda! Quando mi sono avvicinato ha dato indicazione al taxista di ripartire. >> Le spiego.
<< E da cosa hai dedotto che è il patrigno di Silvia? >> Mi chiede.
<< Uscendo dall’azienda mi sono scontrato con sua madre la quale ha detto che il suo compagno la stava aspettando fuori nel taxi. Per essere certo ho chiesto a Lorenzo come si chiamasse il patrigno di Silvia, visto che tempo fa ha pranzato con la sua famiglia. >> Le spiego.
<< E Lorenzo sa che si tratta di… insomma, che io e Michel abbiamo avuto una storia? >> Mi domanda. Sento un brivido percorrermi la schiena quando ricorda che hanno avuto una storia!
<< Non credo o ci avrebbe detto di aver pranzato con il tuo ex! Io mi sono sentito ribollire il sangue quando l’ho visto! >> Affermo. Betty si alza, aggira il tavolo e mi abbraccia.
<< Mi dispiace per non avertelo detto subito! Io non sapevo come affrontare il discorso con te, non volevo darti delle preoccupazioni. Io ho scelto te, ho sposato te ed è da te che ho avuto tre splendidi figli! Mi dispiace tu lo abbia dovuto scoprire così. Se vuoi disertare quella cena staremo a casa! Faremo come vuoi. >> Mi chiede scusa, arrendevole. Sì, vorrei evitare di far sedere mia moglie al suo stesso tavolo!
 
 
[Lorenzo]
L’abbraccio da dietro mentre spadella la pasta con pancetta e uova. Le poso un bacio sulla guancia.
<< Ha un profumino invitante! >> Commento.
<< Si chiama “carbonara”, è una ricetta Italiana! >> Mi spiega.
<< Dovrai insegnarmi a cucinarla. >> Le ordino. Voglio cambiare per lei, voglio essere un uomo di cui può andare fiera, il fidanzato premuroso che le prepara la cena e la porta la colazione a letto, di cui vantarsi con le amiche!
<< Allora tieniti libero stasera, prima lezione di cucina! >> Mi risponde, voltando leggermente il capo. Catturo le sue labbra in un bacio che ci trasporta in una dimensione tutta nostra dove non ci sono imprevisti e giornalisti invadenti! La volto e l’aiuto a sedersi sul piano della cucina.
<< Lorenzo! >> Mi richiama sorridendo, quando inizio a salire con la mano sotto la gonna.
<< Non possiamo saltare il primo piatto e passare direttamente al dessert? >> La prego, alternando baci e parole.
<< Credo che si possa fare, specialmente se me lo chiedi così… >> Cede.
 
 
[Nicola]
Quando smonta dall'autovettura di Marcella mia moglie abbraccia Cèsar come non lo vedesse dall’anno scorso e fosse appena tornato dalla guerra!
<< Salve Marcella e Mariabeatrice! >> Le saluta mia moglie.
<< Salve, grazie per aver dato un passaggio a Cèsar. >> Le saluto.
<< Salve. Non c’è di che! Vi presento mio nipote Michael! >> Ci presenta Marcella, anche se lo conoscevamo già anche se solo di vista, cingendo la spalla di un ragazzo che se ne sta tutto impettito.
<< Molto piacere. >> Balbetta. Stringiamo la sua mano rigida.
<< E’ un piacere rivedervi! >> Balbetta. Che tipo strano! Sembra impaurito da noi. Mi chiedo se abbia qualche patologia per cui il contatto con il genere umano gli crea disagio!
<< Salve Michael. L’ultima volta che ci siamo visti eri un ragazzino! >> Lo saluto.
<< Ciao Michael! Entriamo e beviamo un caffè? >> Propone mia moglie.
<< Mi dispiace rifiutare, ma vorrei tornare subito in ospedale. >> Declina Marcella.
<< Suo marito non viene? >> Chiedo.
<< E’ in ufficio, non ha potuto allontanarsi. Olga, sei riuscita a riposare? >> Le domanda Marcella.
<< Più o meno, ho chiuso gli occhi solo per un paio d’ore! >> Afferma.
<< Prendo la borsa e i soprabiti e ci avviamo. Con permesso! >> Afferma mia moglie. Afferro il bagaglio di Cèsar ed entriamo in casa.
<< Non pranziamo? >> Sussurro verso mia moglie la quale mi lancia un’occhiataccia. Non mi piace saltare i pasti!
 
 
[Giulio]
Arrivo per primo al ristorante e mi accomodo al bancone dove ordino un drink.
<< Ecco qui signor Valencia! >> Afferma il barman avvicinandomi un bicchiere di Montenegro con sotto una salvietta bianca. Sorseggio il liquido quando vedo Giulia entrare. Le faccio segno di raggiungermi e si accomoda accanto a me.
<< Signorina Valencia, cosa le servo? >> Le chiede il barman.
<< Un tonica con limone! >> Ordina mia sorella.
<< Non credevo di vederti a questo pranzo! >> Affermo.
<< Papà è passato in azienda stamattina, per scusarsi con me e Massimiliano. Lo ha pure invitato a cena in settimana! >> Mi racconta. Assumo un’espressione sorpresa.
<< E sai a cosa si deve questa allegra riunione? >> Le chiedo, annuisce.
<< Sì, ma lo sentirai da loro. Tu riuscirai a non litigare con David fino al dolce almeno? >> Mi canzona.
<< Io non ho niente contro David, e lui che è arrabbiato con me. Sarò un angioletto se non mi provocherà! >> Asserisco.
<< A proposito di angioletti, sai chi non lo è? La nostra sorellastra che, a quanto pare, non è fidanzata con Gonzalo ma con Lorenzo! >> Afferma Giulia.
<< E Sabato sera alla festa, scusa? >> Le domando. Giulia fa spallucce.
<< All’Ecomoda ne siamo venuti a conoscenza quando la tua ragazza ha schiaffeggiato Lorenzo nel corridoi, con tanto di bella scenata! >> Mi Racconta.
<< Silvia? >> Domando incredulo.
<< Sì! Mi dispiace fratellino, evidentemente mi sono sbagliata! Forse davvero ti maltratta unicamente perché non le piaci. E’ ancora sotto per Mendoza! >> Mi compatisce. Bevo un sorso di Montenegro e mi irrigidisco. Mendoza è ancora in mezzo! Eppure l’altra sera alla festa stava per cedere al mio bacio poco prima che l’avvocato ci interrompesse. E poi sarei io quello ambiguo che va con chiunque solo per divertimento!
<< Tu e David non siete venuti insieme? >> Le chiedo per cambiare argomento. Dopo tutto arrivano dallo stesso posto!
<< No, abbiamo preso ogni uno la nostra auto. >> Risponde. Lupus in fabula! David entra nel locale e ci nota subito.
<< Ciao. >> Affermiamo tutti e tre coralmente. Lui si siede lontano da me, vicino a Giulia.
<< Una coca cola con poco ghiaccio. >> Ordina David.
<< Subito Dottor Valencia. >> Ubbidisce il barman.
<< Quando la finirete di odiarvi?! >> Domanda Giulia rompendo il silenzio.
<< Non lo so, forse quando la smetterà di tramare alle spalle di tutti! Oppure quando mi chiederà scusa per non avermi detto prima di aver rubato la verginità della donna che amo! >> Afferma mordace David.
<< Camilla l’hai già perdonata, mi pare! E comunque ti ho già chiesto scusa. Non mi prostrerò ai tuoi piedi, se è questo che vuoi! >> Rispondo, irritato dalle sue parole.
<< Ok, finiamola qui! Per quello che dovranno dirci mamma e papà la famiglia dovrà tornare unita! >> Afferma David. Sghignazzo.
<< Quando siamo stati uniti? >> Domando.
<< Magari è ora di cambiare! >> Risponde David.
<< A quanto pare sono lo scemo del villaggio, l’unico a non sapere cosa sta accadendo e perché è stato indetto questo pranzo! >> Affermo.
<< Se vuoi fare l’orso, se vuoi essere il solito asociale, quella è la porta! In caso contrario dovrai imparare quali saranno le regole d’ora in avanti! Mamma e papà vanno di nuovo d’accordo ed è ora che lo facciate anche voi! >> Ci redarguisce Giulia. David ed ci guardiamo.
<< Mi dispiace per non avertelo detto prima! E mi dispiace che tu abbia dovuto scoprirlo in quel modo. E mi dispiace anche per quello che ho fatto a Camilla. Come ho detto a… come ho detto, io non sapevo che fosse vergine! Avrei dovuto sposarla dopo il fatto perché avevo scoperto di essere il suo primo partner sessuale? >> Gli chiedo.
<< Ok, ti perdono, purché questa discussione venga interrotta e non senta più parlare di Camilla in certi termini. >> Afferma inorridito David.
<< Mi dispiace David, davvero! >> Affermo con sincerità. Mio fratello maggiore ed io ci scambiamo uno sguardo.
<< Io mi sono sempre chiesto perché tu debba fare di tutto per renderti antipatico! Giulio, io non credo che tu sia solo quello che la gente dice. Sono tuo fratello e, nonostante tutto ciò che mi hai fatto, spero ancora che tu possa tirare fuori il buono che nascondi! Volevo solo un normale rapporto con te…. Ma so che questo sarà per sempre un desiderio irrealizzabile. >> Afferma per sorseggiare la sua coca cola.
<< Bhe, tu sei l’unico a credere che ci sia del buono in me… Magari potresti andare a dirlo a lei! >> Penso a voce alta.
<< “Lei”? Non parlerai di Lena spero?! >> Mi redarguisce mio fratello.
<< Sei pazzo?! Lena è stata solo una piccola e triste parentesi! Che Dio me ne scampi! No, non parlo di lei. >> Asserisco.
<< Perciò c’è un’altra ragazza che ti interessa? >> Mi chiede David.
<< C’è una ragazza che mi piace… e anche molto! Ma lei mi detesta, pensa di me che sia una specie di maniaco e un pallone gonfiato! Ok, nel secondo caso forse ha ragione… Non riesce a capire che mi piace davvero! Pensa di me le peggio cose! >> Racconto. David mi guarda e mi ascolta con interesse.
<< La conosco? >> Mi chiede.
<< E’ Silvia! >> Affermo. << Domani è il suo compleanno. >> Aggiungo.
<< Lo so, domani sera Camilla ed io parteciperemo alla cena a casa di Diego, per il suo compleanno. >> M’informa.
<< Io le ho regalato dei fiori. Le verranno recapitati domani mattina alle 8! >> Racconto.
<< Mi sembra un po’ freddo, se permetti. Dovresti consegnarglieli di persona! Se davvero ti piace dovresti muovere il culo! >> Mi consiglia David.
<< Lei è ancora innamorata di Lorenzo Mendoza! >> Affermo. David aggrotta le sopracciglia.
<< Dici? Certo, dalla scenata di oggi si capisce che le rode il fatto che si sia messo con Roberta… ma non credo sia innamorata di lui… >> Afferma.
<< David, una ragazza non fa una scenata del genere se non è gelosa! Scusa Giulio! >> Lo interrompe Giulia.
<< Posso chiedere a Camilla se Silvia è ancora innamorata di Lorenzo. >> Si fa avanti David. La discussione viene interrotta dall’ingresso dei nostri genitori.
<< Ragazzi, ciao! >> Ci salutano coralmente.
<< Ciao! >> Rispondiamo noi nello stesso modo.
<< Vi accompagno al vostro tavolo! >> S’intromette Achille.
 
 
[Lena]
E’ oscena! Come fa Giulio ad essere pazzo di lei? Quanto la detesto!
<< Possiamo? >> Mi chiedono tre modelle, avvicinandosi al mio tavolo.
<< Sì! >> Rispondo, anche se con qualche riserva. Che disgrazia, sapranno che lavoro nel magazzino!
<< Tu lavori in produzione? >> Mi domanda una di loro, dai capelli neri.
<< No, nel magazzino. Ho iniziato oggi. La mia famiglia mi ha obbligata! Non è che io ne abbia tanta voglia… E Diego mi ha obbligata a vestire così! >> Mi affretto a chiarire.
<< Diego? Conosci così bene Diego Mendoza? >> Mi domanda quella bionda. Grandioso, conto talmente tanto che non mi hanno nemmeno riconosciuta!
<< E’ mio cugino! >> Spiego loro.
<< Sono Lena Huber. >> Specifico.
<< Oh, povera stella! La tua famiglia ti ha costretta a lavorare ai piani bassi. Dev’essere umiliante… >> Mi compatisce la terza.
<< Lo è, non avete idea del mio stato d’animo… >> Commento afflitta.
<< Noi siamo Valentina, AnaLaura e Chiqui! >> Si presentano.
<< Piacere! >> Strillano le altre due.
<< Piacere mio! >> Rispondo.
<< Ma che hanno a quel tavolo da guardare tanto?? >> Osserva Chiqui.
<< Vediamo… quello di spalle è un mio ex e la ragazza di fronte è colei che cerca di rubarmi l’uomo! La odio! >> Racconto.
<< Questo no, povera stella! Anche se vestita così non lo direbbe nessuno, sei uno schianto! Non puoi farti portare via l’uomo! >> Commenta Chiqui.
<< Da quella pescivendola, poi! Sai che prima ha schiaffeggiato Lorenzo Mendoza davanti a tutti? >> Mi spiega Valentina. Ascolto interessata.
<< Tu sei interessata all’argomento perché il tuo Lorenzo si è messo con la balena! >> La punzecchia AnaLaura.
<< Non può essere una cosa seria, su! Comunque quella lì la dignità non sa neanche dove sia di casa, non ci si lascia andare a scenate del genere! E’ la tattica migliore per allontanare un uomo! >> Commenta Valentina. E’ proprio quello che ho fatto io con Giulio alla festa!
<< Ma se le piace ancora Lorenzo perché va dietro al mio uomo?? >> Chiedo.
<< Perché una gatta morta! >> Risponde AnaLaura con fare ovvio.
<< Come si chiama il tipo? >> Mi chiede Chiqui.
<< Giulio… E’ Giulio Valencia! >> Confesso.
<< Tesoro, un tipo come Giulio non potrebbe mai mettersi con una come lei, con una qualsiasi! Non temere! >> Ed invece le interessa eccome!
<< Anche mio cugino Diego si è messo con “una tipa qualunque”, e non è che Roberta sia Miss Colombia o l’Infanta di Spagna! >> Faccio notare loro.
<< Diego Mendoza deve aver perso il lume della ragione! E, per quanto riguarda i Mora, hanno il loro quarto d’ora di notorietà grazie al papà che ha lavorato per anni per voi. Roberta e i suoi fratelli brillano della vostra luce riflessa! >> Mi fa notare Chiqui, riferendosi ai Mendoza e ai Valencia.
<< E comunque Giulio non cadrebbe mai così in basso! Lui non le guarda nemmeno se non sono modelle stra-famose o ragazze di buona famiglia! >> Afferma con sicurezza Valentina. Speriamo bene!
 
 
 [Alex]
Completamente shoccato dalle scoperte ripongo il mio cellulare nel cassetto del comodino, quando si spegne per via della batteria scarica. Fortunatamente ho fatto in tempo a leggere quando basta a coprire diverse lacune dell’ultimo mese della mia vita! Com’è possibile che non ricordi niente di questi avvenimenti? Vengo riportato alla realtà da qualcuno che bussa alla porta. Entrano mia madre, mia zia Bea, due ragazzi che non conosco (o che non ricordo), la ragazza di questa mattina e i suoi genitori.
<< Ciao tesoro mio! >> Mi saluta, posandomi un bacio sulla tempia, come se niente fosse. Quando mi dirà che papà l’ha tradita e che si sono separati?
<< Ciao mamma. >> La saluto.
<< Ti presento tuo cugino Michael, il figlio di zio Daniele e zia Patrizia, e Cèsar Mora, il fratello di Olga! >> Afferma mia madre presentandomi il cugino di sangue che non ho mai conosciuto e coloro che sono, in un certo senso, una sorta di ipotetici cugini, visto che Roberta è la figlia della moglie di mio zio.
<< Piacere. >> Li saluto.
<< Alex, ci hai fatto spaventare! >> Afferma a mo’ di saluto il ragazzo della foto che a quanto pare è il fratello della ragazza che non ricordo di aver avuto! Guardo la ragazza, la quale evita accuratamente di posare gli occhi su di me e non mi ha neanche salutato! Mi sento in colpa verso di lei, eravamo fidanzati e adesso non ricordo chi sia, non posso biasimarla se non vuole neanche salutarmi!
<< Papà? >> Chiedo.
<< E’ in ufficio, verrà a trovarti questa sera! >> Mi spiega mia madre. Posa il borsone sulla sedia accanto al letto.
<< Ti ho portato delle tute, altra biancheria, un pigiama e alcuni prodotti da toletta. >> Mi spiega. Estrae il tutto perfettamente piegato e lo ripone nell’armadio. Dopo di che si allontana per riporre alcune cose nel bagno.
<< Ragazzi, gradite qualcosa da mangiare? Noi prendiamo un panino al bar dell’ospedale. >> Domanda Nicola Mora.
<< No, papà. Ho già mangiato qualcosa a casa di Marcella! >> Spiega Cèsar Mora.
<< La fame atavica l’ha presa da te, caro, non guardarmi così! >> Afferma Leonora verso suo marito il quale guarda male il figlio. Olga, finalmente, da segni di vita quando abbozza una specie di sorriso di fronte al teatrino di famiglia.
<< Io sono apposto così, grazie. >> Risponde Michael.
<< Io vi seguo e prendo un caffè! Bea, vieni? >> Afferma mia madre.
<< Sì, devo andare al bagno a rifarmi il trucco! A dopo tesoro. >> Mi saluta mia zia. Sorrido di fronte alla sua affermazione!
<< A dopo caro. Se hai bisogno di qualcosa ci sono Olga, Michael e Cèsar! >> Mi ricorda mia madre prima di abbandonare la stanza con Nicola, Bea e Leonora.
<< Michael, vado prendere una lattina di aranciata, vieni con me? >> Domanda Cèsar a Michael, dopo aver tossito. Soffrirò di amnesia ma non sono ancora completamente rincoglionito, capisco perfettamente che vogliono lasciare me e Olga da soli! Lei non sembra entusiasta di quest’iniziativa perché lancia al fratello un’occhiataccia.
<< Certo! Ci vediamo tra poco. >> Accetta Michael. I due escono dalla stanza. Vorrei fare qualcosa per mettere Olga a suo agio! Infondo non mordo mica! Ho guardato tutte le foto che ho nel telefono, ho letto tutti i messaggi che ci siamo scambiati… Sembra che fossimo molto felici. Ma negli ultimi giorni dev’essere successo qualcosa che ci ha impedito di vederci! Se l’infermiera non fosse venuta a rendermi gli effetti personali che avevo in tasca al momento del ricovero non avrei scoperto che Olga era la mia ragazza e che papà ha tradito mamma. La cosa strana è che nel cellulare non ho trovato niente su Paige! Dobbiamo per forza esserci lasciati nel periodo che intercorre fra Natale e la seconda settimana di Gennaio, perché è da allora che iniziano i messaggi di Olga. Cos’è successo? Perché ci siamo lasciati? Perché ho cancellato dal mio smartphone ogni traccia di Paige? Olga è una bella ragazza e sembra anche tanto dolce, ma non posso raccontarmi e raccontarle balle. Per me la mia ragazza è ancora Paige! Sarà meglio che non riveli a Olga di aver letto i messaggi e visto le foto, non vorrei illuderla! Io sento di essere ancora di Paige! Sorrido imbarazzato da questo silenzio mentre mi perdo nei miei ragionamenti.
<< Così siamo amici! Come ci siamo conosciuti? >> Le chiedo.
<< Bhe… Quasi tre settimane fa la tua famiglia e la mia hanno iniziato a frequentarsi e ci siamo conosciuti così. >>Risponde. So che non è vero perché nella nostra conversazione su whastapp facciamo accenno ad una serata in discoteca e ad un hotel, perciò non ci siamo limitati a casti baci sulle labbra!
<< Mi piacerebbe ricordarmelo! >> Asserisco.
<< Come ti senti fisicamente? Ti sei ricordato qualcosa dell’aggressione? >> Mi chiede.
<< Mi sento meglio e no, non ricordo niente. E’ venuta la polizia questa mattina e mi ha fatto ascoltare la registrazione della telefonata che ho fatto al 911. Pare che, al rientro dalla spesa, io abbia trovato la porta aperta e che, avendo visto la cameriera stesa a terra, abbia impugnato la pistola. Poi devo essermi chinato su Brigida per assicurarmi che stesse bene e allora mi hanno sorpreso alle spalle. >> Racconto.
<< Hai una pistola? >> Mi chiede sorpresa.
<< Sì. Fu un’idea di mio padre, abbiamo preso lezioni al poligono insieme. Tu vai a scuola? All’università? Non ricordo quanti anni hai. >> Le chiedo.
<< Ho 18 anni, Finirò l’ultimo semestre e prenderò il diploma da privatista, e Dio solo sa se qualche Università di accetterà! >> Risponde, finalmente a suo agio, sedendo ai piedi del letto.
<< Perché? >> Chiedo.
<< Sono stata cacciata da scuola dopo l’arresto. Una sera ho insistito per entrare in un locale, ho preso da bere con un documento falso e ci hanno fermati! Pensavano che il documento me lo avevi venduto tu… >> Mi confessa.
<< Mi hanno arrestato?! >> Chiedo sorpreso. Ecco perché c’erano tutti quei messaggi che dicevano “mi manchi, quando potremmo rivederci?” e ancora “non posso più stare senza di te!”.
<< Sì, ma le accuse sono cadute quando hanno capito che tu non avevi colpe. >> Mi spiega. << Io ho passato una notte in carcere e adesso sono costretta ai lavori socialmente utili! >> Mi racconta. Bhe, se pur breve la nostra storia è stata movimentata! Veniamo interrotti da una nuova visita.
<< Alex! >> Mi chiama Paige, facendo irruzione nella stanza. La guardo stupito poi sposto lo sguardo su Olga: il suo petto si gonfia e abbassa lo sguardo verso le sue scarpe.
<< Paige… >> Balbetto.
<< Io vi lascio soli! >> Afferma Olga fuggendo via. La seguo con lo sguardo mentre esce dalla stanza, avvertendo una stretta allo stomaco. Mi dispiace che debba subire questo!
<< Come hai saputo che ero qui? >> Le chiedo. Sento lo stomaco contorcersi quando la guardo. Quanto è bella!
<< I nostri padri questa mattina avevano un incontro d’affari! Mio padre mi ha chiamata subito non appena lo ha saputo. Come ti senti? >> Mi chiede. Si accomoda sul letto e posa la sua mano sulla mia.
<< Direi…. Confuso. >> Sì, sono confuso! Nella mia testa Paige e la mia ragazza e l’amo, ma so che nella realtà ci siamo lasciati e che ho iniziato una storia con un’altra donna. Una ragazza che mi sta simpatica, pur avendoci scambiato poche parole, e verso cui mi sento in colpa!
<< Vedrai che le cose si aggiusteranno e recupererai la memoria. >> Mi rincuora sorridendomi dolcemente.
<< Paige, so che tu ed io ci siamo lasciati! >> Confesso. Il suo volto si rabbuia e toglie la sua mano dal dorso della mia.
<< Sì, è accaduto poco di più di un mese fa! Poco prima di capodanno. >> Mi risponde.
<< Vorrei sapere perché! >> Specifico. Mi guarda in silenzio per qualche secondo prima di confessarmelo.
<< Mi hai lasciata tu, perché non volevi più un legame fisso e volevi solo divertirti! Me lo hai confessato quando mia sorella ti ha visto in discoteca con un’altra ragazza! >> Mi confessa.
<< Davvero ti ho fatto questo? >> Le domando sorpreso. Non ricordo un cazzo! E non ricordo di aver mai pensato di volerla lasciare per spassarmela. Lei annuisce.
<< Paige… Io non so cosa dire! Non posso credere di aver fatto questo a te! >> Le rispondo, lei mi sorride con comprensione.
<< Non ci pensare adesso! Io ti ho perdonato… >> Mi risponde, accarezzandomi una guancia. Veniamo interrotti dall’entrata di mia madre, accompagnata dagli altri.
 
 
 
[Marcella]
Torniamo al reparto e troviamo Olga che, seduta in corridoio, piange consolata da mio nipote e suo fratello.
<< Figliola, che succede? >> Le chiede il padre in pena.
<< C’è quella donna dentro! >> Afferma Olga. Di chi parla?
<< Paige! >> Risponde, quasi mi leggesse nel pensiero. Tutti noi ci guardiamo reciprocamente. Che casino! Ci mancava solo quella. Non mi ha mai ispirato fiducia e, sinceramente, ho tirato un respiro di sollievo quando ho saputo che si erano lasciati.
<< Entriamo, vieni! >> Sentenzio, afferrando Olga per un braccio. La ragazza si asciuga le lacrime prima di fare il suo ingresso nella stanza a braccetto con me. Sorprendiamo Paige che accarezza il volto di Alex e Dio solo sa cosa sarebbe successo se non fossimo entrati!
<< Marcella! >> Afferma a mo’ di saluto la tipa. Si alza e si ricompone.
<< Paige. Qual buon vento? >> Le domando con un sorriso forzato.
<< Suo marito ha riferito a mio padre dell’incidente, mi sembrava doveroso venire a trovare Alex. >> Afferma la tipa. Sorride e accarezza la mano di Alex lanciandogli un’occhiata. Questa sera rimarrò vedova! Come ha fatto mio marito a non pensare che raccontandolo a Bobby, la notizia sarebbe arrivata alle orecchie di sua figlia?
<< Ma che gentile. Adesso credo sia meglio che Alex riposi. >> Affermo, ordinando implicitamente a quella donna di uscire.
<< Ma certo. Tornerò! >> Lo saluta. Si china su di lui e gli bacia una guancia. Olga stringe più forte la presa al mio avambraccio.
<< Ciao. >> La saluta Alex. Tutti noi usciamo in corridoio.
<< Scusate, vorrei scambiare due chiacchiere in privato con Paige! >> Annuncio.
<< Certo. Arrivederci. >> Saluta la tipa.
<< Arrivederci. >> Rispondo coralmente i Mora e, Bea mio nipote, con un filo di voce. Camminiamo lungo il corridoio fino a che non ci siamo allontanate abbastanza.
<< Non so se ne sei al corrente, ma Alexander in questo periodo ha iniziato una relazione con un’altra ragazza, e ti posso assicurare che non l’ho mai visto tanto preso. >> Le confesso, indicando Olga con un cenno del capo. Lei volta il capo verso destra guardandola.
<< No, non ne ero al corrente! >> Confessa.
<< Bene, adesso lo sai! Ti posso assicurare che recupererà i suoi ricordi molto presto! >> Asserisco. Che si tolga di mezzo!
<< Io glielo auguro, Marcella. Sono ancora innamorata di lui, nonostante quello che mi ha fatto, e gli auguro il meglio! Ma nel frattempo non smetterò di fargli compagnia. >> Risponde con sincerità. Chissà cosa intende con “quello che mi ha fatto”! Il mio Alex ha sempre rispettato le donne!
<< Non mi sono spiegata? Alexander ha una fidanzata, l’unica cosa che dovresti fare è farti da parte. Sei venuta a trovarlo, hai fatto il tuo dovere! >>
<< No, Marcella. Tu hai la vaga idea di quanto io sia stata male quando mi ha lasciata? Quanto lo abbia compianto? Non mi lascerò sfuggire questa seconda chance! >> Afferma. Ma è una strega!
<< Non smetterò di venire a trovarlo! >> Afferma, prima di allontanarsi per raggiungere l’ascensore. Vedremo, piccola insolente!
 
 
[Diego]
<< Perciò il tuo piano è questo? Entrare lì e parlare con lui? >> Mi chiede nuovamente la mia fragolina, indicando il comune dall’altra parte della strada. Annuisco.
<< Sì! L’attacco diretto. Vado lì, mi presento, gli confesso che mi hai raccontato il tuo passato e che volevo guardarlo negli occhi! >> Le espongo.
<< Finché non chiederà di me! >> Asserisce.
<< Gli dirò che deve stare lontano da te! Voglio guardarlo in faccia, dirgli cosa penso e scoprire come mai si è comportato così. Ti sembra tanto strano? >> Le chiedo. I suoi occhi si riempiono di lacrime.
<< Perché piangi adesso? >> Le chiedo.
<< Ti amo… >> Singhiozza. L’abbraccio.
<< Ti amo anche io! Darei la vita per te! >> Le ricordo. Poso un bacio sulla sua fronte.
<< Aspetta qui, torno tra poco! >> Le prometto. Attraverso la strada ed entro nel palazzo, dopo aver abbandonato il posto di giuda della mia auto.
<< La posso aiutare? >> Mi chiede l’uomo che staziona dietro il bancone della hall.
<< Buongiorno. Sono qui per vedere Juan Carissi! >> Annuncio. Il tipo mi guarda con espressione sbigottita.
<< Questo non è possibile! >> Mi risponde.
<< Ci vorrà pochissimo, ho davvero bisogno di parlare con lui! >> Insisto. Un collega dell’uomo con cui parlo si avvicina al divisorio in plexiglass.
<< Volentieri, guardi, ma non si può proprio fare… >> Ripete.
<< Mi scusi, sono un maleducato! Sicuramente devo prendere appuntamento. >> Mi rendo conto del mio errore.
<< No, non si tratta di questo. Juan Carissi è deceduto il mese scorso! >> Annuncia il primo uomo. Li guardo sbigottiti, come loro hanno guardato me poco prima.
<< Com’è successo? >> Domando.
<< Incidente d’auto, ha passato un mese di agonia prima di morire. La povera moglie ha passato un mese di angoscia… >> Pensa a voce alta con malinconia il secondo uomo.
<< E dovrà ancora affrontare molti momenti bui la povera signora Ines. >> Afferma il primo uomo.
<< Immagino quanto staranno soffrendo i figli. >> Azzardo.
<< Il piccolo Asier è vittima di incubi terribili. Mentre la figlia non l’ho vista al funerale! In effetti il povero Juan non aveva sue notizie da diversi anni, da quando è scappata di casa! >> Afferma il primo uomo, aggrottando le sopracciglia. Spalanco leggermente la bocca per la sorpresa.
<< Un’altra brutta storia. Dopo la fuga di Isabella Juan e la prima moglie si sono separati e lui non ha più voluto parlare della figlia! In effetti ci è sembrato strano che ad un certo punto abbiano interrotto le ricerche e che la polizia non abbia mai trovato una traccia, visto che aveva solo 14 anni quando è scappata, ma lui ha scelto di non parlarne e abbiamo sempre rispettato la sua scelta! >> Asserisce lo stesso uomo.
<< Lui e Ingrid hanno detto che è scappata con un ragazzo più grande. Chissà cos’è successo, mha! >> Commenta il secondo uomo.
<< Lei come conosceva Juan? >> Mi domanda il primo uomo.
<< RAGAZZO?! >> Mi richiama quando, del tutto sconvolto, comincio a intraprendere la strada verso l’uscita.
 
 
 
[Leon]
Do un morso al mio sandwich e lo appoggio con poca eleganza sul tavolo riunioni del mio studio. Il panino, guarda caso, atterra sulla copia cartacea della rivista di Martinelli. Quando ho visto in copertina il trafiletto su Roberta e Gonzalo non ho saputo resistere e l’ho comprata! Sposto il panino, afferro la rivista e la butto nel cestino. Il mio cellulare squilla e accetto la chiamata senza neanche leggere da chi arriva.
<< Sì? >> Esordisco.
<< Ciao! Come stai? >> Mi saluta Silvia.
<< Ciao Silvia! Perdonami, non ho letto da chi arrivava la telefonata. Tengo la mente impegnata con il lavoro! E tu? >> Le chiedo.
<< Io non ho molto da fare al lavoro! Ci sono le prove della sfilata perciò il mio contributo non serve a granché, Ugo mi sfrutta per portargli qualche brodaglia che beve lui e perché gli massaggi le spalle. >> Afferma, strappandomi un sorriso.
<< Oggi è arrivata mia madre. La incontrerai alla cena! >> Mi racconta.
<< Hai letto i giornali? >> Le chiedo. Difficile che non lo abbia fatto!
<< Se parli della rivista di Martinelli, sì! Ma non dare troppa corda a quello che si dice… >> Mi risponde.
<< Cosa intendi dire? >> Le chiedo.
<< Io non so come dirtelo perciò andrò dritta al punto. Gonzalo ha detto di essere il ragazzo di Roberta solo per salvare le chiappe al suo amico. Armando aveva ragione a sospettare che fosse Lorenzo il ragazzo di Roberta! >> Mi racconta. Lascio andare la penna e mi appoggio allo schienale della sedia.
<< Non capisco! >> Affermo.   
<< Roberta e Lorenzo stanno insieme! >> Ripete.
<< Mi dispiace darti questa news per telefono! Il lato positivo è che non sei costretto a vederli mano nella mano, lasciandoti andare a scatti d’ira. Questa mattina ho tirato un ceffone a Lorenzo, davanti a tutti! >> Mi racconta.
<< Bhe, non posso dire di cadere dalle nuvole. Avevo visto qualcosa di strano in Lorenzo nel modo in cui la guardava. Dopo tutto l’ho lasciata per questo, perché corresse dal suo Lorenzo! >> Affermo. Certo è che non credevo che Roberta fosse il tipo che fa questi giochetti e da alito a certi pettegolezzi e bugie.
<< Tu lo sapevi perché la tua Roberta non ha mai negato di provare qualcosa per lui mentre uscivate insieme. Invece Lorenzo ha negato e mi ha dato della paranoica! >> Ricorda con livore.
<< E schiaffeggiarlo ti ha fatto sentire meglio? Sarebbe ora che ci lasciassimo alle spalle questa storia… Imbattersi in quei due stata una parentesi sfortunata! >> Affermo. Devo smettere di pensare ai momenti che ho passato con lei!
<< Vieni a cena da me stasera? Ci saranno anche Francesco, Diego e Isa. >> Mi invita.
<< Accetto! A che ora? >> Le chiedo.
<< Alle 19. Dopo potremmo andare in un locale e ballare un po’, solo tu ed io! >> M’invita.
<< Male non può farci, no? >> Accetto.
<< Purché ti mantenga lontano da tutto ciò che contenga alcol, non ti farò mangiare neanche un mon chèri! >> Mi prende in giro. Sorrido.
<< Agli ordini! Ho bevuto abbastanza di recente! >>
<< Ah, non ti ho dato la notizia peggiore della mia giornata. Il vecchio appartamento di Isa è stato preso in affitto da Giulio Valencia! >> Mi racconta.
<< E di cosa ti lamenti? E’ il vicino dei tuoi sogni! >> La prendo in giro.
<< Non cominciare anche tu! E’ fastidioso. >> Mi metto a ridere. Parlare con lei mi rallegra sempre!
<< Da feste da sballo? O ulula quando invita qualche amica? >> Insisto.
<< Oddio, spero di no! Sai che orrore? Meglio se passo in farmacia a fare scorta di tappi per le orecchie! >>
<< La cosa positiva è che adesso che non deve più pagare un corriere potrà mandarti molti più regali! >> Continuo a prenderla in giro.
<< La cosa positiva è che adesso quando riceverò un suo regalo mi basterà attraversare il pianerottolo per tirarglielo addosso! Ci vediamo stasera! >> Mi saluta, ponendo fine alla telefonata.
<< Ciao, a stasera! >> La saluto. Stanno insieme. Infondo ho sempre saputo che presto o tardi sarebbe successo qualcosa tra i due! Riprendo a consultare i voluminosi libri di legge che ho davanti, solo lavorare mi distrarrà da questa nuova scoperta!
 
 
 
[Patrizia]
<< Perciò sarà come un vero e proprio matrimonio? Con il prete, gli anelli, il bouquet, i testimoni e tutto il resto? >> Chiede Giulio, che non ha ancora ben chiara tutta questa iniziativa del rinnovo delle promesse.
<< Sì! Daremo anche un ricevimento, l’unica differenza è che la cerimonia sarà più breve rispetto a un vero e proprio matrimonio. >> Risponde mio marito.
<< A proposito di testimoni, io vorrei che tu e Michael foste i miei! >> Annuncio verso David.
<< Mentre io lo vorrei chiedere a te e Giulia… Per quanto la cosa può sembrare inopportuna! >> Asserisce mio marito. I nostri figli si scambiano uno sguardo, le loro espressioni sono stupite.
<< Wow! >> Esclama Giulio.
<< Io accetto, mamma! >> Esclama David.
<< Anch’io, sarà uno dei tuoi testimoni, papà. >> Acconsente Giulio. I nostri 8 occhi si posano su Giulia.
<< Io no! >> Afferma Giulia lasciandoci delusi e di stucco.
<< Insomma, io apprezzo il vostro impegno per riunire la famiglia e per ricostruire la vostra relazione, ma mi sembra una presa in giro questa storia del rinnovo delle promesse. >> Lascio andare la mano di mio marito che stavo stringendo fino ad un attimo fa.
<< Giulia! >> La riprende David.
<< Mi dispiace, ma dirò la mia opinione, anche se non è quella che vi aspettavate! Solo pochi giorni fa avete rinunciato ad un weekend insieme e quasi divorziavate perché tu mamma hai scoperto che papà ha avuto una relazione con la cameriera. E un mese dopo volete giurarvi fedeltà davanti ad un prete e a, minimo, un centinaio di invitati, e vorreste che noi facessimo da testimoni. Bhe, io non lo posso fare perché credo sia affrettato! >> Asserisce Giulia. Bevo un sorso di vino mentre sento gli occhi riscaldarsi e inumidirsi.
<< Ti sei fidanzata da due giorni e sei di colpo un’esperta di rapporti di coppia? >> La punzecchia mio marito, indignato dalla sua risposta.
<< Voglio solo dire che è frettoloso. Non potete prendervi del tempo e riparlare di questo progetto tra qualche mese? >> Propone Giulia.
<< Magari è la cosa giusta, questa nuova promessa li spronerà a… >> Tenta di aiutarci David.
<< Non so, in effetti mia sorella non ha tutti i torti. Siamo contenti che abbiate fatto pace, ma, ripensandoci, potreste far passare un periodo di rodaggio prima di dare una festa simile! >> L’appoggia Giulio.
<< Mi dispiace mamma! Questo progetto riguarda anche noi o non ci avreste convocati qui. Io non posso fare da testimone al vostro rinnovo delle promesse. Papà, se vorrai sostituirmi sarai libero di farlo. Anche se il mio parere a proposito non cambierebbe. Avete tanti problemi e questa festa mi sembra precipitosa. >> Ripete Giulia.
<< Adesso scusatemi, ma si è fatto tardi e devo tornare in azienda per le prove. Ci vediamo! >> Ci “saluta” alzandosi dal tavolo. La imito e appoggio con poca eleganza il tovagliolo sul tavolo per poi alzarmi.
<< Patrizia! >> Mi chiama mio marito, inseguendomi.
 
 
[David]
Che casino!
<< Per fortuna dovevamo essere uniti! >> Asserisco verso Giulio, il quale si versa l’ultimo bicchiere di vino.
<< Essere uniti e voler riunire la famiglia non significa raccontarci bugie. Effettivamente quello del rinnovo delle promesse è un passo affrettato! >> Asserisce.
<< Non la pensavi così prima che Giulia esponesse le sue idee, visto che avevi accettato! La verità è che devi sempre remare contro e creare malumori! >> Lo rimprovero.
<< Le parole di Giulia mi hanno fatto pensare! Tu puoi pensare che sia una buona idea quella che si promettano amore sincero di fronte a tutti i nostri amici, dopo due settimane dal mancato divorzio, ma io e Giulia non la pensiamo così. Cosa li costa aspettare qualche settimana? Due mesi? Senza contare che la festa uscirà meglio in primavera! Pensavo che tu fossi quello maturo della famiglia. >> Conclude alzandosi dal tavolo.
 
 
 
[Roberta]
<< Pranzare a casa è stata un’idea davvero un’ottima idea. >> Borbotto, sorridente e appagata. Lorenzo si china su di me e posa un bacio sulla mia schiena nuda.
<< Non avrei potuto portarti in qualche ristorante evitando così di poterti baciare! >> Risponde. Lo sento sbuffare.
<< Cosa c’è? >> Gli chiedo.
<< Sono le 14. >> Mugugno davanti alla sua rivelazione. Si avvicina a me e mi avvolge in un abbraccio rassicurante. Accarezzo il suo bicipite.
<< Non vedo l’ora di prendere lezioni di cucina da te! >> Sussurra contro il mio orecchio.
<< Guarda che sono un’insegnante severa! >> Rispondo sorridente.
<< Sento che andremo d’accordo e che sarò il tuo studente prediletto! >> Afferma prima di girare il mio corpo in posizione supina e cominciare a baciarmi.
 
 
 
[Betty]
Mi avvicino a mio marito che, con le maniche della camicia raccolte, sta risciacquando i piatti per porli in lavastoviglie.
<< Armando, mi dispiace! >> Ripeto. Abbandona la mansione domestica, si asciuga le mani e si volta verso di me.
<< Lo so! >> Esclama. Mi fiondo tra le sue braccia.
<< Scusa tu, mostro! Non so come ho potuto pensare che tu sapessi della presenza di Michel in città e che addirittura lo vedessi… Sono un tale idiota! >> Risponde, posando teneri baci sul mio capo.
<< Asseconderò la tua scelta di non andare a quella cena se vuoi questo. Posso capire che tu non voglia condividere il tavolo con lui! >> Esclamo.
<< Non è questo che mi preoccupa… >> Risponde. Mi accarezza i capelli.
<< Io non voglio che tu sieda allo stesso tavolo con lui! >> Ammette. << Cosa farei se, dopo aver trascorso la serata con lui, tu ti accorgessi di esserti pentita di aver scelto me? >> Mi domanda.
<< Armando, che follia è questa? Abbiamo quasi ventotto anni di matrimonio alle spalle e tre figli! Ho scelto te! >> Gli ricordo, accarezzandogli la guancia coperta da un piccolo strato di barba che punge leggermente il palmo della mia mano. Lui muove leggermente il capo lasciandosi vezzeggiare da questa carezza.
<< Siamo sposati da quasi ventotto anni, e ancora trovo nuovi modi per dimostrarti quanto posso essere cretino! >> Afferma. Sorrido prima di baciarlo.
<< Per dimostrarmi quanto puoi essere geloso, vuoi dire! >> Lo prendo in giro.
<< Io non faccio i salti di gioia all’idea di andare a quella cena e di condividere la serata con lui! >> Ammette.
<< Se vuoi stare a casa lo faremo! >> Ripeto.
<< Ma tu vuoi andarci, onorare questo impegno! Non vuoi dare un dispiacere a Silvia, nonostante non sia più la fidanzata di Lorenzo, e ai ragazzi! >> Osserva.
<< Solo se lo vuoi anche tu. Michel si è sposato, ha avuto due figli, purtroppo è rimasto vedovo e adesso ha una nuova compagna. Non ha vissuto la sua vita piangendo sulla mia foto! >> Gli ricordo accennando un sorriso.
<< Lo spero! Però se dovessi accorgermi che ti guarda con troppa insistenza ti prendo in spalla e ti porto via! >> Sentenzia. Lo abbraccio.
 
 
 
[Kristoff]
Due ore fa Camilla si è addormentata e la sua testa è lentamente scivolata verso la mia spalla. Sto talmente bene! La osservo dormire, è bellissima, lo è sempre stata! Allungo una mano e le accarezzo una guancia. Questo contatto la fa svegliare, peccato!
<< Non ti volevo svegliare! >> Le spiego. Apre e chiude le palpebre molteplici volte.
<< Scusami! >> Si giustifica sollevando di scatto la testa dalla mia spalla.
<< Si stava bene! >> Confesso. Posa i suoi occhi su di me, ci scambiamo uno sguardo che dura qualche istante. Viene interrotto dal passaggio di un bambino che corre fra i sedili e va a sbattere contro il nostro.
<< Scusate! Tom, non correre! >> Lo riprende la madre la quale lo insegue. Camilla torna composta, e sembra pentita per lo scambio di sguardi di poco fa!
<< Mi dispiace per quello che ho fatto con l’azienda! >> Affermo.
<< Me lo hai già detto… >> Mi ricorda. So che non mi crede!
<< Sono stato un broccolo! E mi dispiace per essere stato così distante in questi anni, mi dispiace se ho smesso di sorprenderti! >> Cerco di farle capire. Poso la mia mano sul dorso della sua, che tiene sul bracciolo della poltrona, ma mi rendo conto che è stato un azzardo non appena l’allontana.
<< Appena arriveremo dovremmo indire subito una riunione con la servitù. Devono sapere con largo anticipo che venderemo la villa e che dovranno trovarsi un altro impiego. >> Mi ricorda. Non vuole proprio parlare di noi.
<< Sì, hai ragione. Chissà come se la sta cavando Lena con il nuovo lavoro. >> Penso a voce alta, assecondando il suo voler evitare di parlare di noi. Saranno lunghe le notti in quella grande villa vuota, in camere separate!
<< Appena atterreremo chiameremo Armando e Betty! >> Risponde Camilla, prima di alzarsi per andare al bagno.
<< Un cocktail? >> Mi chiede l’hostess.
<< No, grazie! >> Declino.
 
 
[Isabella]
Preventivamente, mi preparo al peggio. La faccia di Diego non promette nulla di buono! Deglutisco.
<< E’ andata così male? Che ti ha detto? >> Domando con voce roca. Mi accarezza la coscia.
<< E’ morto! >> Annuncia. Fisso un punto indefinito sul parabrezza.
<< Quando? Come? >> Chiedo con lo sguardo perso del vuoto. Come mi sento? Non lo so! Felice? Malinconica?
<< Incidente d’auto. Ha passato un mese in ospedale prima di morire, il mese scorso. Ho parlato con due impiegati dalla bocca larga e mi hanno detto che la moglie si chiama Ines e il figlio Asier. >> Mi racconta.
<< Senti, non è tutto. I due impiegati mi hanno raccontato anche qualcosa su di te. >> Mi annuncia. Di scatto volto il capo verso sinistra e lo guardo. Perché sto per piangere? Quel brutto mostro è morto! Dovrei esserne felice! Non sentirmi così confusa!
<< Cosa ti hanno detto? >> Gli domando.
<< Sembra che i tuoi genitori abbiano detto a tutti che sei scappata di casa quando avevi 14 anni con un ragazzo più grande, e che la polizia ti ha cercata prima di interrompere le ricerche! E tuo padre ha chiesto a tutti di non parlare mai più di te. >> Mi spiega con cautela. Mi copro la bocca con una mano, chiudo gli occhi ed inizio a piangere. Diego si avvicina a me e mi abbraccia.
<< P-perché a-avrebbero fatto q-questo? >> Singhiozzo.
<< Probabilmente perché era più facile diffondere questa versione invece di raccontare la verità cioè che tua nonna ti aveva sottratta ai maltrattamenti di tuo padre e all’omertà di tua madre. >> Mi sussurra. Mi stringe più forte di fronte al mio pianto disperato. Perché i miei genitori mi hanno tanto odiata e ferita?
 
 
[Jimmy]
<< Ciao Giulio… Mi voglio scusare per il mio comportamento alla festa… ti prego, richiamami! >> La sento dire, evidentemente verso la segreteria telefonica, quando torno al luogo di lavoro dopo la pausa pranzo.
<< Dovrei fare rapporto a Carlos che usi il cellulare durante le ore di lavoro! >> La provoco. Mi guarda torva.
<< Non puoi semplicemente farti gli affari tuoi? >> Mi riprende.
<< Sono affari miei. Prendo molto seriamente il mio lavoro, io! >> La stuzzico.
<< E’ già abbastanza umiliante per me essere qui! Non infierire per favore! >> Afferma. Non le rispondo, limitandomi a scuotere il capo con rassegnazione e con un ghigno dipinto in viso.
<< Cosa c’è? >> Mi domanda notando il mio gesto.
<< Sei una causa persa! Non ti rendi conto di appartenere ad una categoria di privilegiati? Tu hai la tua famiglia che ti ha dato questo lavoro, la gente comune deve sudare le sette camicie per trovarne uno e tenerselo stretto per non finire in mutande, mentre tu puoi sempre tornare ad scoccare da mamma e papà se qui dovessero perdere la pazienza e cacciarti, e questo accadrà presto! >> Esplodo.
<< Tu non puoi capire! >> Insiste.
<< Hai ragione, sono solo un povero fattorino barra magazziniere, con una laurea inutile a quanto pare, visto che non posso capire! >> Asserisco.
<< Non hai neanche finito l’università, interamente spesata da mamma e papà… >> Borbotto mentre mi infilo i guanti protettivi. Mi da uno spintone costringendomi a voltarmi verso la mia destra, dove si trova lei, e a guardarla.
<< COSA NE SAI DI ME?! COSA?! SEI NELLA MIA TESTA? NO! >> Mi urla contro.
<< Di sicuro c’è tanto posto vuoto in quella testa! Hai lasciato l’università, non vuoi lavorare, sei venuta qui per riprenderti David ma ti è andata male e hai dirottato le tue attenzioni verso suo fratello. Io non dico altro! >> Asserisco per terminare il discorso.
<< Camion in arrivo! Lena, seguimi! >> Ordina Carlos a questa scansafatiche!
 
 
 
[Patrizia]
<< Signora, devo partire? >> Mi domanda l’autista. Non rispondo e mi soffio il naso. Trasalgo quando la portiera dell’auto viene aperta, per fortuna è solo Daniele.
<< Mi dispiace, Patrizia! Non mi aspettavo una simile reazione. Ci parlerò e le farò cambiare idea. >> Asserisce Daniele. Scrollo il capo.
<< E se avesse ragione? E se fosse precipitoso? Tu ed io abbiamo sempre fatto così! Ci siamo sempre scannati per poi fare la pace in velocità e vantarci con tutti della pace famigliare, e la settimana dopo litigare ancora. >>
<< Vuoi annullare tutto? >> Mi chiede sbigottito.
<< No, solo rimandare. Cosa ne dici se rimandassimo a dopo la sfilata? >> Propongo.
<< Dobbiamo essere sicuri di poter ancora convivere, Daniele! Giulia è stata dura ma ha detto la verità! >> Affermo.
<< Come vuoi Patrizia. Ma il 12 Marzo tu ed io rinnoveremo i voti, e Giulia sarà presente a quella festa! >> Afferma con determinazione. Ci scambiamo un bacio.
 
 
 
FINE CAPITOLO 55.
 
 
 
Note dell’autrice:
 
Ci tengo a precisare alcune cose: la prima è che non sono un’esperta di leggi, tanto meno leggi colombiane. La seconda è che mi sono documentata sul reato di diffamazione tramite stampa, o per lo meno ho cercato di farlo, e, presumendo che nel futuro (se pur recente) le leggi potrebbero cambiare, ho deciso di gestire la cosa in questo modo. Questo è solo per evitare critiche del tipo “non è esatto quello che hai scritto”, so che non è esatto, ho cercato di unire leggi esistenti a fatti probabili, cercando di mantenermi sul vago per non approfondire questioni di cui so poco e scrivere altre sciocchezze. xD
 
 
Ragazzi, ci sono andata giù pesante con Isa? Cosa ne dite? Come proseguirà la sua vita e la ricerca della verità dopo questa scoperta?
Come giudicate la reazione di Giulia all’iniziativa del rinnovo delle promesse matrimoniali? Troppo dura o razionale?
Lorenzo ha partorito un’altra folla idea e Roberta non l’amerebbe se non fosse folle quanto lui ad assecondare le sue idee. Cosa accadrà? Giulio riuscirà a conquistare Silvia?
Paige è entrata in scena ma non ha nessun alleato. Questo basterà a metterla fuori gioco? Alex ha scoperto cosa non ricorda, ma ha preferito non dirlo ad Olga. I suoi sentimenti verso Olga risorgeranno o si riavvicinerà a Paige che, nella sua testa, è ancora la sua ragazza?
Marcus Torres ha un’amante! Il perfetto padre di famiglia e redarguisce il figlio per la sua vita scapestrata ha un segretuccio. Chi è quest’amante? E’ lei la spia?
Queste ed altre situazioni verranno affrontate nei prossimi capitoli!
 
 
   
 
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