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Autore: DragoRe    17/04/2017    1 recensioni
Questa storie mi e venuta in mente, giocando a mount and blades warband, e pensando dopo tante ore di gioco al fatto che da poveraccio ero diventato re ho pensato di scrivere questa storia, poi scrivendo mi sono preso sempre più libertà finendo per abbandonare completamente l ambientazione di mount and blades e creare una creata da me.
la storia parla di Pxan un giovane del nord ambizioso che durante il suo cammino nel diventare imperatore piano piano perde la strada fino a divenire un tiranno crudele e senza pietà, la storia e raccontata dal punto di vista di un suo vecchio compagno che pensando ai vecchi tempi pensa di scrivere un libro che parla delle avventure del suo amico ora tiranno
Genere: Avventura, Azione, Guerra | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Inizio secondo capitolo: Un giorno freddo Era un altro giorno freddo di un inverno freddo di un anno freddo, e uscendo da casa mia si vedeva solo povertà, questo inverno era stato il peggiore di tutti nessun regno aveva cibo a sufficienza, meta dei soldati erano morti per la mancanza di cibo e l altra meta nei combattimenti per sedare le rivolte di chi non aveva cibo, ma nonostante ciò le guerre non si fermavano, anche quando persino le terre fertili del centro erano diventate sterili bisognava continuare, il regno del est non e stato mai un regno potente, anzi basava la sua economia sul commercio e sugli schiavi, ma avevamo paura, non eravamo mai stati così deboli il commercio non fruttava niente, nessuno aveva i soldi per commerciare, avevano speso gli ultimi per comprarsi pane e acqua che erano diventati beni rari e quindi costosi, i banditi nostra fonte di schiavi erano morti per il freddo, i quartieri più poveri erano diventati deserti e sommersi dalla neve, e in tutto questo io cercavo di andare avanti, negli altri regni la situazione non era migliore nel ovest la mancanza di terre fertili si faceva notare più che mai, nel centro stavano vivendo dopo tanto tempo una carestia del pane poiché quelle terre erano terre cosi fertili da commerciare così tanto cibo da dar da mangiare a tutti i regni, e adesso si ritrovavano anche loro senza cibo, nel sud stavano vivendo una delle peggiori guerre che ricordavano, da sempre isolato dalle questioni politiche adesso si ritrovava ad affrontare le orde del nord, sì il nord terra di veri uomini , sempre isolato e diviso, arretrato e stupido, ma questa situazione non gli era nuova , nelle loro terre non ce terreno fertile e hanno sempre e solo mangiato carne, per noi quella che era una grandissima carestia per loro era la normalità , adesso che noi eravamo deboli loro stavano facendo razzia di tutto ciò che trovavano, e puntavano al sud, saccheggiavano tutto ciò che trovavano peggiorando la situazione, e io cercavo di andare avanti in tutti i modi , e andando al mercato per vedere che cosa c era di nuovo vidi un bandito che stava per accoltellare un uomo povero e malandato, cosa non nuova poiché la fame aveva spinto molti a darsi alla macchia, io gli lanciai una pietra in testa dando il tempo a quel poveraccio di prendere il coltello e uccidere il bandito, quando aveva finito si levo la tunica che gli copriva il volto, mi sorpresi del suo aspetto pelle bianca come la neve, occhi azzurri , capelli marone tendanti al rosso , e svariate piccole ferite qua e là sul suo volto, non era molto forte di fisico, si vedeva che non mangiava da molto tempo, gli chiesi come si chiamasse e lui rispose Pxan , quel giorno fui felice perché credetti di aver trovato uno schiavo da vendere al mercato e guadagnarmi da vivere, ma non sapevo quando avrei maledetto quel giorno, se potessi tornare indietro aiuterei quel bandito a ucciderlo o mi sarei fatto i fatti miei, cosa mi passava per la testa, aiutare un povero per rivenderlo come schiavo meglio ucciderlo adesso penso adesso, ma ciò che e fatto e fatto, quella credo che fu l unica occasione nel quale qualcuno poteva evitare il disastro che sarebbe successo dopo, ma allora non vedevo un devastatore in quel uomo io vedevo un poveraccio da vendere al mercato per una pagnotta di pane. Il mio piano era semplice andare a casa mia stordirlo e venderlo al mercato, ma quel giorno fu un giorno terribile, le bande del nord si erano coordinate e stavano saccheggiando la periferia da diversi giorni, quando qualcuno grido si salvi chi puooooo!!! E la fine sono entrati in citta!!!!!!!!!!!, al inizio non feci nulla c’erano stati diversi falsi allarmi in quei giorni ma quello non era un falso allarme, erano entrati nelle mura esterne, con un ariete stavano sfondando le mura interne i ricchi e i nobili se ne erano già andati da ore, lasciando la città in completamente indifesa, l’esercito era stato divorato dal inverno, e gli unici che ci potevano proteggere erano le guardie del re, ma il re voleva salvarsi, prese la migliore nave che c era, prese le sue guardie e se ne andò lontano, senza sapere che la sua vita sarebbe stata allungata solo di qualche giorno, poiché quando conquistarono la città presero le navi che erano rimaste e cercarono la sua nave per razziare i suoi beni lo trovarono facilmente era su un’isola piccola non molto distante da lì, che pochi conoscevano e loro approdando su quel isola per far rifornimenti videro una guardia del re e da lì lo uccisero e razziarono tutti i suoi beni, seta, oro, argento, platino, e pellicce di qualche animale esotico, si dice che fu un ottimo bottino, ma noi non avevamo i soldi per affittare una nave e andarcene da lì, e la notizia della sua fugga si seppe pubblicamente giorni dopo, e in quel caos non si capiva niente, ma quel poveraccio malvestito veniva dal nord, lui non voleva avere bottino , lui voleva comandare, cosi in mezzo a tutto quel panico lo persi di vista e andando al mercato nel disperato tentativo di prendere una nave e andarmene lontano da lì , lo vidi , fare un discorso: So che avete paura, e che volete scapare, ma se loro entrano in citta non illudetevi di affrontarli o sopravvivere, loro sono guerrieri, e nel migliori dei casi vi faranno schiavi a vita senza darvi ne pane né acqua, ho visto la porta ad ovest, e piccola ma e poco difesa, se volete sopravvivere dovete andare lì chi mi segue?, una folla lo seguite e arrivati nella porta ad ovest un entrata piccola di solito utilizzata dalle guardie per non entrare aprire e chiudere la porta principale, poiché dovevano controllare anche le mura esterne, nelle quali c era un po' di terra fertile era una zona povera, ma era sempre dentro la città, arrivati lì e aiutato da una guardia apri la porta, e appena lo fece capi di aver sbagliato, c erano delle guardie li poche ma erano guerrieri addestrati, e ammassandoci uno sopra l'altro e correndo disperati di quei 500 che eravamo ne eravamo rimasti si e no 30 , ma eravamo salvi , non sapevamo che quei 30 saranno i primi a seguirlo, i primi di tanti… Fine secondo capitolo: Un giorno freddo
   
 
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