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Autore: Jasmine_dreamer    21/04/2017    1 recensioni
"La finisci di starmi addosso? Mi perseguiti da settembre, quando l'anno scorso non conoscevi neanche il mio nome!" disse Alexia.
"L'anno scorso eri un cesso, poi non so cosa sia successo!" rispose Parker.
"Si chiamano tette. Ecco cos'è successo, quando ti crescono le tette improvvisamente diventi figa."
Lui rise: "Guarda che le tette non c'entrano, contribuiscono, ma non sono loro la causa del tuo cambiamento. Quando ti ho vista ho pensato che eri una favola."
Sul sorriso di Alex comparve un sorriso dolce e pensò a quanto fosse carino Parker. Poi si ricordò che era Parker e disse: "Non mi compri con due parole in croce, sai?"
"Oh che strano, sembrava di si."
Genere: Comico, Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago, Scolastico
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"Rattatà!" urlò Parker.
"Ciao Snorlax."
"Come stai?"
"Non mi lamento, tu?"
"Bene, sono felice tu abbia smesso di evitarmi." fece Parker.
"Non ti evitavo." disse Alex.
"Un po' sì." 
"Beh, forse!"
"Posso accompagnarti a casa dopo scuola?"
"No guarda, vado via con Jamie."
"Sei sempre con lei nell'ultimo periodo, cos'è ci stai insieme?" Chiese ridendo.
"In realtà sì." fece Alex disinvolta.
"Ma sei seria? Non so se essere eccitato al pensiero di voi due assieme, o rimanerci male."
"Sei sempre il solito."
Parker rise, ma in realtà c'era rimasto male e molto. Non aveva mai preso in considerazione l'idea che lei e Jamie potessero avere una relazione, era innamorato di lei e questa cosa lo ferì parecchio.
Ma per non farlo notare ci scherzò su: "Tanto non resisterai per molto al mio fascino, piccola Rattatà."
"Sono le troie come Jaqueline a non resistere non io."
Sebbene non lo disse per ferirlo, Parker abbassò lo sguardo intristito.
"Non volevo farti del male, neanche me lo ricordo di averci scopato. Ero ubriaco, incazzato e.."
"Non fa niente Parker, non mi hai ferito, tra di noi non c'è niente."
Questa fu un'ultima pugnalata al cuore.
"Già, ciao Rattatà." così dicendo se ne andò.
"No Parker, aspetta!" strillò lei.
Ma non fu sufficiente, Parker andò via comunque.
"Cazzo. Fanculo."  
"Alex!" urlò Jamie dall'altra parte della strada.
Alex fece un sorriso e la raggiunse dandole un bacio a stampo.
Senza accorgersi che dal lato opposto, Parker le guardava.
I suoi amici gli parlavano, ma lui non gli dava retta, continuava a guardare Alex e a pensare quanto avesse rovinato tutto.
Poi vide Matilde seduta sulle scale e le corse incontro.
"Maty!"
"Ciao Parker."
"C'è qualcosa che posso fare per riaverla?" disse indicando Alex.
"Non lo so, è passata dall'altra parte ora." fece lei guardandola.
"Maty, per favore."
"Parker, lei ti ama ancora, ma piano piano si sta innamorando di Jamie. Non importa quanto possa dirti che non l'hai ferita, lo hai fatto... quindi perché dovrei aiutarti dopo quello che hai fatto?"
"Perché come hai detto tu lei mi ama..." fece una breve pausa: "E anche io la amo."
"Non ti chiedo il perché tu lo abbia fatto, tanto so già la risposta. Comportati da amico, non fare il geloso e stalle vicino. Se ti ama davvero tornerà da te e magari potrete davvero vivere il vostro folle e strano amore."
"Vabene, non sarà facile, ma lo farò. Le dimostrerò che non sono più quello di una volta."
"Ah e un'altra cosa.. Non scoparti più le troiette."
"A quello ci arrivavo anche da solo."
Matilde rise: "Ciao Parker!"

"Dobbiamo proprio studiare?!" fece Alex.
"Sono qui per aiutarti per l'esame di chimica." rispose Jamie.
"Ma io voglio baciarti tutta."
"Alexia.."
Alex prese a baciarle il collo.
"Dai Jamie.."
"Fanculo all'esame."
La prese per i fianchi facendola alzare e la gettò sul letto.
Alexia rise mentre Jamie le si buttò addosso.
Jamie le baciò il collo e Alex le toccò il seno, così la prima si fermò.
"Cosa stai facendo?"
"Voglio farlo con te."
"Sei sicura?!" 
"Sì!"
Jamie le toccò il seno, accarezzandole i fianchi.
Poi con la lingua solleticò il capezzolo, e cominciò a scendere sempre più giù.
Prese poi a leccarla nell'intimità mentre Alex intrecciò le dita nei suoi capelli.
Gemendo una volta, poi ancora e poi di nuovo.
Iniziò a sudare. Il suo corpo chiedeva sempre di più, non aveva mai provato nulla di così bello prima. Il calore delle labbra e della lingua di Jamie la stavano facendo impazzire, non riusciva a trattenersi, urlava per quanto piacere provasse.
Andarono avanti così per circa quindici minuti finché Jamie non si staccò.
"Perché sto tremando tutta?"
"Perché sei venuta." Disse Jamie sdraiandosi accanto a lei.
Alex poggiò la testa sul suo petto e disse: "Tocca a me?"
"Non ora." rispose lei: "Sennò non studieremo mai."
"Meglio!" fece Alex tirando su la testa.
"Sei tremenda."
Alex le schioccò un bacio sulle labbra e poi fece la stessa cosa che poco prima aveva fatto Jamie. 

Jamie dormiva accanto a lei, Alex la guardava sorridendo come una stupida.
Era girata sul fianco sinistro e con la mano destra le accarezzava i capelli.
Le efelidi che aveva sul volto la rendevano ancora più bella, l'aveva vista anche col trucco ma la preferiva senza.
Una ciocca di capelli le ricadeva sul viso, e pensò a quanto fosse ancora più bella ora che era tornata al suo colore rosso naturale.
Poi i suoi occhi blu si aprirono assieme al suo sorriso: "Smettila di fissarmi."
Alex, che già stava sorridendo, disse: "Come faccio a non farlo? Sei così bella."
"Finiscila!" disse Jamie arrossendo e sbattendole il cuscino in faccia.
"Lo sei!" fece di nuovo ridendo.
"Cazzo, sono le sette! Devo andare a casa." esclamò Jamie infilandosi i vestiti.
Poi le schioccò un bacio sulle labbra: "A domani."
"A domani." rispose Alex.
Si rigettò sul letto sorridente e sentì bussare alla porta.
Andò ad aprire, ma il suo sorriso scomparve quando vide chi c'era alla porta.
"Parker..."
"Mi manchi."
"Oh che diavolo, siamo ancora amici." disse girandosi.
"Senti, lo so che ti ho ferita, ma..."
"Non mi hai ferita tra me e te non c'era nulla."
Parker la afferrò dalle spalle, sbattendola al muro: "No, non è vero!" urlò.
Alex lo guardava con gli occhi spalancati.
Lui le lasciò le spalle e proseguì: "Ti ho ferita, e lo so, anche se tu continui a dirmi che non è vero, so di averlo fatto. Posso vedere le lacrime che vorrebbero evadere dai tuoi occhi in questo momento. Se non fossi stato stupido e ubriaco non lo avrei mai fatto, Alex, non ti avrei mai e poi mai fatto del male intenzionalmente, io ci tengo davvero a te, ci tengo moltissimo te lo giuro e non è mai stato così con nessuna. Ti solito me le scopavo nella loro cameretta per poi scappare nonappena si addormentavano, ma con te è diverso perché tu sei diversa. Lo sei per me. E non ti dico di non aver sognato di fare l'amore con te perché, cazzo, sarebbe una fottuta bugia. Ma non ti ho voluta per quello e non ti voglio per quello.
Ti voglio per i tuoi occhi, per il tuo sorriso, per le tue labbra, per la mia pelle che quando è a contatto con la tua diventa elettrica, per il tuo odore e per mille altre cose ancora... e so che anche tu lo vuoi."
"Parker.." Disse Alex stando attenta a non far uscire le lacrime fuori dai suoi occhi: "Apprezzo molto che ti sia aperto così, apprezzo che mi abbia detto la verità. Ma io e te non siamo destinati a stare insieme. E poi... sto con Jamie adesso e lei è fantastica, mi fa sentire l'unica al mondo."
"D'accorso, io ci ho provato, ciao."
Nonappena fu uscito dalla stanza Alexia scoppiò in lacrime, attirando le attenzioni del fratello che entrò per la prima volta senza bussare.
"Hey, hey! Che cosa succede, piccola peste?"
"Nick!" strillò lei accovacciandosi sul suo petto: "Mi ha detto tutto, Parker mi ha detto tutto quello che provava, ma io non posso stare con lui, io sto con Jamie e voglio stare con Jamie!"
"Passerà tutto, piccolina. Ti prometto che passerà."
Le accarezzò i capelli e la strinse.
"Dice che tiene a me, ma poi si è scopato Jaqueline, non è vero che vuole stare con me, non se la sarebbe portata a letto altrimenti. Ed io lo odio, lo odio così tanto.!"
"Lo so, tesoro." 
   
 
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