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Autore: Miky_D_Senpai    06/07/2017    2 recensioni
Tutti quelli che... leggeranno questa storia con gli occhi 6.6
Tutti quelli che... si soffermeranno sulla loro situazione familiare e faranno paragoni
Tutti quelli che... tireranno lo sciacquone perché si sa che le migliori riflessioni si fanno sulla tavoletta perlacea
Tutti quelli che... rideranno della situazione familiare descritta pensando, sotto sotto, che la loro è decisamente una casa meno problematica
Tutti quelli che... non recensiranno
Questa storia è dedicata a tutti voi
Dal testo di qualsivoglia capitolo:
"Ecco il procione che si risveglia, in tutto il suo animalesco istinto, percorrendo cautamente la distanza che lo separa da quella forma di nutrimento. Che sia una fetta di pizza fredda, un piatto di pasta avanzato o qualsiasi altra cosa precedentemente morsa dal figlio più piccolo (che è l’unico ad avanzare qualcosa, ammettiamolo), il padre, affamato e nel suo habitat naturale, lo attaccherà."
Buona lettura
Genere: Comico, Demenziale, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Primo capitolo “serio”
 
NdA: Ho sempre desiderato fare una storia così, facendola nascere su due piedi, scrivendola con uno e condividendo un po’ di disagio con voialtri.
 
IL PADRE
 
La figura paterna, almeno nella mia famiglia, è l’unica forma di reddito che possediamo, gli altri quattro individui sono soltanto sanguisughe che prosciugano l’unico impegno economico che ci mantiene. Tornare a casa solamente alle sei del pomeriggio rende l’attività lavorativa molto stressante, ma la figura che andrò a descrive somiglia molto di più ad un procione che ad una formica operaia. Qualsiasi tipo di lavoro faccia, il nostro genitore è costretto a subire ogni angheria della società odierna. Traffico, capo, suocere e possibili attentati al suo caro divano, rendono ancora più lunga la lista di santi e parenti (deceduti) che tira come dardi sul mondo intero. Circondato da persone che turbano la sua psiche, vanificando le preghiere dei migliaia di frati, cogliendo i migliori nell’albero genealogico, come sassi invece di frutti, e scagliandoli alla velocità delle sue urla.
Il ritorno a casa prevede queste particolari reazioni:
 
“C’è una macchia sul pavimento”
 
«Ma in questa casa non si pulisce mai nulla?»
Non importa quanto la parte femminile, o chi per lei, abbia sgobbato su quel pavimento, non importa il sudore, il sangue e l’olio di gomito che sono stati usati per tentare di pulirla, non importa proprio nulla. Il vulcano, che non aspettava altra scusa per esplodere in uno zampillante litigio che la sua (povera) consorte, riverserà tutta la rabbia, mista a magma, causata dal suo capo su di lei. I figli, che fino a tre secondi fa amava come una gazza ladra ama il luccichio di oggetti metallici, saranno soltanto lo strumento attraverso cui l’insoddisfazione della carriera dell’uomo si riverserà contro la moglie.
 
“Ci sono avanzi di cibo in cucina”
 
Ecco il procione che si risveglia, in tutto il suo animalesco istinto, percorrendo cautamente la distanza che lo separa da quella forma di nutrimento. Che sia una fetta di pizza fredda, un piatto di pasta avanzato o qualsiasi altra cosa precedentemente morsa dal figlio più piccolo (che è l’unico ad avanzare qualcosa, ammettiamolo), il padre, affamato e nel suo habitat naturale lo attaccherà. La povera carcassa, diventata poi avanzo e in fine preda, viene vista ora come l’unica speranza di sopravvivenza per il povero lavoratore, che sarebbe disposto a recuperarla dalla spazzatura per poter mettere qualcosa nello stomaco.
Ovviamente, come tutti i procioni abituati ad un ambiente umano, sa che quel misero rimasuglio è solo l’antipasto e che il grosso del cibo è tenuto al sicuro nel frigorifero. Il padre quindi si appresta, ancora in fase procionica, a riversarne il contenuto fresco all’esterno e, per non lasciarli in balia delle intemperie, mosso da pietà verso alimenti così indifesi, ne trangugia la quantità maggiore possibile, rendendo vana la spesa da centinaia di euro che aveva precedentemente fatto vostra madre.
 
“Il figlio gioca con la console”
 
«Hai studiato?»
ATTENZIONE: se la risposta, per disgrazia, accenna soltanto ad essere negativa, la conseguente reazione può essere soltanto una.
«Spegni tutto!» ordina l’uomo trasudando rabbia allo stato puro, facendo per andarsene. La povera vittima non sa che nel tempo che sta occupando a salvare le venticinque ore di gioco consecutivo (in cui non ha salvato nemmeno una volta) sta firmando la sua condanna a morte. Ecco il genitore ricomparire con un arnese (la cui dimensione varia da un cacciavite ad un’ascia, dipende da che tipo di padre avete) con il quale percuoterà ritmicamente sia la piattaforma videoludica del ragazzino.
Se la risposta è affermativa, il “capo famiglia” deciderà di chiudere un occhio, uscendo dalla porta sbuffando perché pensa che il vostro scopo nella vita è solo quello di formare più calli possibili sui vostri polpastrelli.
 
“Il figlio è concentrato su qualcosa che non sono libri di scuola”
 
«Hai studiato?»
Ovviamente se la risposta è negativa, scordatevi qualsiasi oggetto che stavate utilizzando in quel momento. Pregate per la sua tragica fine e fatevi accompagnare da vostro fratello al funerale.
Se la risposta è positiva, questa volta, la situazione cambia radicalmente. Purtroppo al vostro genitore non importerà se il vostro sguardo si è appena posato su quel qualcosa, se sono tre giorni di fila che studiate senza sosta, se la scuola è appena finita. Lui penserà che siete un nullafacente, un perdigiorno, che finirete per vivere sotto i ponti e morirete lentamente. Non importa quanto abbia strapagato quell’oggetto il giorno del vostro compleanno, in qualsiasi altro giorno esso corrisponde alla più grande minaccia per il vostro futuro e lui, da salvatore di pianeti, farà di tutto per debellare il problema.
 
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Torniamo all’argomento principale e come esso si rapporta al genitore numero uno. Siete abituati ad amici lontani? Amici che magari avete conosciuto tramite siti come Efp? Io ne ho molti, adoro parlare con le persone che bazzicano in questi bassifondi, ma ovviamente il padre ritiene che questa sia solo una distrazione, che sto andando solo contro di lui e i suoi principi, ma ora cito lui.
“Avevo una ragazza, ma stava in un'altra città e mi capitò più volte di tradirla”
Ecco la spiegazione logica del fatto che non bisogna sempre dare sempre retta a ciò che dicono o prendere per legge morale i loro principi. Hanno più esperienza nella vita di noi giovani, ma non per questo le scelte che hanno compiuto nella loro vita li hanno portato sempre nella buona strada. Soprattutto uscire con gli amici, o averne, non vuol dire sempre che siete sani e avete fatto scelte giuste. Potreste drogarvi, frequentare la malavita, diventare youtubers o scrivere fanfiction. Avete persone con cui far crescere un rapporto, con qui state bene e coltivate le vostre passioni, ma ora che avete delle persone con cui frequentarvi, questo resta comunque inaccettabile da parte del padre.
 
Sembrerà incontentabile, sembrerà cinico nella scelta del vostro futuro (ma fermi tutti, è il nostro futuro!)
Nostro, non implica una terza parte tra “Me” e “Futuro”, è mio e suo, non di altri! (Tranne eventuali fidanzate che potrebbero deviare i vostri programmi in una direzione che si avvicina anche al loro futuro)
Nostro non è deciso da altri, ma da noi stessi, il caso poi ci farà tornare su strade già tracciate oppure ci farà sbandare verso l’ignoto.
 
Il procione è un animale protettivo, possessivo, maniacale, espansivo, dispersivo e geloso, la vostra vita sarà sua. Il vostro tempo sarà suo, non ci possono essere distrazioni tra voi e i vostri doveri. Che siano videoludiche, piante o animali, qualsiasi oggetto o organismo pluricellulare vivente dovrà astenersi dall’incrociare il vostro sguardo per più di sette secondi e mezzo.
«Pà, mi so’ messo co’ sta tipa…» mai, ripeto (e permettetemi di utilizzare le maiuscole per dare maggiore enfasi) MAI proferir parola con il vostro genitore di sesso maschile sulla vostra ragazza prima del matrimonio. Nel caso delle donzelle, è meglio dirlo esclusivamente via Skype quando ormai vi siete già trasferite con il vostro Romeo alle Barbados.
Per le reazioni di questa categoria direi di affrontare due luoghi comuni da nord contro sud (NdA: in italiano, senza entrare nei dialetti perché voglio capire cosa scrivo):
 
“Il figlio si fidanza”
“Padre del nord, ragazza del sud”
 
Il padre, distrutto interiormente, corroso dall’ira anti-terronica, preparandosi discorsi mentali che Cicerone in confronto sembra un umile analfabeta, continua a fissare il figlio con un’espressione che sembra urlare tutt’altro. Le palpebre spalancate, la pupilla dilatata, l’incostante tic nervoso che muove contemporaneamente la mano destra e il rispettivo angolo della bocca (quello sinistro, ovvio), l’insieme di questi elementi lo rende simile ad un panda nel pieno di una crisi epilettica.
«Perché mi stai facendo questo?» Si sa, il procione è un animale che tiene molto alla famiglia, la protegge, un membro di essa che lo tradisce è inaccettabile, un affronto alla sua figura, una pugnalata alle spalle, un’onta che vìola le predisposte direttive militari indicate dal dittatore (simpaticissimo) genitore.
 
“La figlia si fidanza”
“Padre del nord, ragazzo del sud”
 
«Un terrone!» e muore d’infarto perché questa notizia, aggiunta al tradimento del figlio, basta e avanza.
 
“La figlia si fidanza”
“Padre del sud, ragazzo del nord”
 
«Tu non uscirai più di casa!» urla il grasso animale peloso, impegnato nello sbarrare finestre, porte ed elettrodomestici per impedire fughe notturne. La visione prolungata di serie televisive americane ha provocato più paranoie in lui che in una ragazza dalla bassa autostima al suo primo appuntamento.
«Se vedo quel ragazzo, io lo ammazzo!» tipica espressione procioniana che lascia trapelare i più sinceri sentimenti: l’ira e l’odio, ma soprattutto la crosta siciliana che racchiude in essa la tenera glassa di protezione ossessiva verso i familiari.
«Niente più telefono, pc, feste e da domani vai in giro con il burka, sei il mio disonore»
 
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IdL: «Ma Michele, questo cosa c’entra con la trama principale? Io ho perso il filo della trama»
R: «Anch’io»
 
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Lo studio dell’individuo che abbiamo preso per nostro nemico assoluto in questo viaggio è la chiave per sapere come combatterlo. Entrare in un conflitto aperto senza essere pronti alle conseguenze delle proprie scelte è più fallimentare di provare a rimorchiare una ragazza con la chitarra avendo in mano un flauto. Potete provare a fare il pifferaio magico quanto volete, ma (tranne un paio di ratti) non attirerete l’attenzione di nessuno. Ovviamente non è questa la storia/tutorial su come litigare felicemente con i propri genitori e andarsene di casa, per quello nessuno può aiutarvi, mi dispiace.
 
 
 
 
 
Angolo dell’autore
 
Seriamente, scusatemi, ma non ho ancora trovato uno spazio nella mia vita per poter continuare questa storia, non che adesso mi stiano minacciando di smettere…
Ehm…
Comunque, se non avrete più mie notizie sappiate solamente che ho voluto bene a chi ha solamente buttato un occhio su questi primi due capitoli, credo che i prossimi saranno diversi, tremendamente diversi, ma non è ancora deciso. Questa storia è nata come uno sfogo, ma questo non so se posso spiegarvelo ora… forse più avanti e perdonatemi in anticipo se non mi spiegherò nemmeno nelle risposte alle recensioni o in ulteriori messaggi.
Grazie a tutti del disagio. Il salame non è più in offerta.
Miky ^^
   
 
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