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Autore: JesaHell    13/07/2017    0 recensioni
Futuro non troppo lontano: la realtà virtuale fa ormai parte della quotidianità e gli informatici e i programmatori sono figure autorevoli e rispettate. Federico Principe, informatico aggiornato e brillante, inventa "Forever", un social network innovativo che include un mondo virtuale utopistico, che ben presto spopola e incontra il plauso dei giovanissimi.
Laura, studentessa di pedagogia prossima alla laurea, decide di occuparsi di tale fenomeno all'interno della tesi: dapprima iscrivendosi con molte riserve, in breve tempo si farà catturare dall'atmosfera piacevolmente irreale del mondo virtuale e da chi lo popola, primo fra tutti il suo Virgilio improvvisato Claudio, cugino e braccio destro di Federico Principe, perdendo di vista il mondo reale senza rendersene conto.
L'idillio virtuale si rivela presto fragile: bullismo, molestie e problematiche sempre peggiori ne incrinano l'aura "magica" che ha per gli utenti, i demoni del passato di Federico emergono con prepotenza e Laura si ritrova a fare i conti con le proprie scelte.
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Fortemente ispirata da "Chi C'è In Ascolto" di Claudio Baglioni, di cui consiglio almeno la lettura del testo.
Il rating è temporaneo, diventerà rosso di sicuro tra qualche capitolo.
Genere: Commedia, Drammatico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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"...e infine ringrazio i miei amici Vasco, Noemi e Giorgio per avermi aiutata nella realizzazione di questa tesi."

Laura fissò il documento semivuoto, prendendosi la testa tra le mani con aria esasperata: nonostante avesse letto con attenzione su internet il modo migliore di realizzare una tesi di laurea, questa sembrava non voler prendere forma; aveva deciso di scrivere i ringraziamenti per sentirsi con la coscienza a posto nel fare qualcosa di utile, anche se senza convinzione.

Aprì una finestra del browser digitando velocemente "forever", selezionando i primi articoli che le capitassero davanti allo sguardo per leggerne il contenuto.

Ben presto si accorse che si erano formate due tipi di fazioni: l'una sosteneva apertamente la creazione del sito internet, definendolo con appellativi grandiosi e talvolta eccessivi quali "la più straordinaria evoluzione della storia dei social network", nello stile sensazionalistico che caratterizzava i giornali on line; l'altra lo denigrava, anch'essa utilizzando aggettivi esagerati, e le diciture "il simbolo del degrado comunicativo" e "la tomba delle normali relazioni umane" sembravano spopolare.

Salvò con un click qualsiasi pagina solleticasse la propria ispirazione, con la ferma convinzione di soffermarsi più a lungo sugli articoli denigratori piuttosto che su quelli carichi di elogi, sperando di trovarci critiche sensate e supportate da fonti sicure: poi, incuriosita, cliccò finalmente sul sito della discordia e lo analizzò con attenzione.

Il design della pagina principale era semplice e snello: un'immagine di un mare calmo e pulito, sovrastato da un cielo terso, faceva da sfondo alla semplice scritta bianca contornata di blu scuro "Forever", in un carattere corsivo probabilmente realizzato dalla mano dello stesso Federico Principe, e a tre semplici diciture: "Log In", "Registrati" e "Prosegui come visitatore".

Laura, non ancora intenzionata a fare uso della realtà virtuale, diresse il mouse sulla terza opzione, cliccando: una rapida schermata d'attesa e un cortese "Benvenuto in Forever" si pararono sullo schermo per una manciata di secondi, prima di dare spazio a ciò che ospitava il social.

A differenza di altri siti internet del genere, lì era raro che venissero utilizzati nomi e cognomi per firmare i propri post, in favore di nickname più o meno evocativi: la pagina mostrava post sparsi di utenti probabilmente popolari all'interno del sito, tutti tristemente accomunati da un'atmosfera cupa. Braccia sanguinanti, lamette, toni freddi e frasi amare riempivano il "muro", come era stata battezzata quella pagina, mostrando principalmente un'utenza caratterizzata da una diffusa disillusione e amarezza.

Laura cliccò su un nome casuale, giusto da farsi un'idea di come potesse essere la "fauna" del sito: la normale freccia del mouse si trasformò in un coltello stilizzato, seguito da una scia scarlatta che rappresentava il sangue; la pagina dell'utente aveva come sfondo una foto in bianco e nero di uno stanzone desolato dai muri lerci di muffa e lordati da brutti graffiti, le scritte erano color vinaccia, di difficile lettura, l'immagine personale dell'utente mostrava un volto femminile candido dall'aria disperata, una lacrima di sangue a rigarlo.

"«L'infanzia termina quando comprendi che un giorno morirai.»

Andrea | 13 | Atelofobica | Istinti Suicidi da tre anni | Una vita senza senso, una sola via di uscita."

«Mio Dio, è terribile!» si ritrovò ad esclamare ad alta voce, fissando lo schermo con aria sbigottita e concentrandosi soprattutto su quel "Istinti Suicidi" maiuscolo, quasi fosse un vanto da glorificare. Tornò indietro, preferendo dirigersi sul profilo di un'utente che condivideva immagini coloratissime.

Non le ci volle molto per rendersi conto che, oltre ai colori vivaci non mancavano le volgarità sessualmente esplicite. La presentazione, nello stesso stile telegrafico della precedente, recitava: "Madda | 12 | Cubista @ Alien Disco | I'm a rich bitch, baby".

«Cazzo, ma Principe non può mettere dei limiti di età e censura?» esclamò nuovamente, voltandosi verso la boccia dove, indisturbati, nuotavano i suoi unici coinquilini, due pesci rossi chiamati Ernesto e Nestore, quasi a voler trovare in loro degli interlocutori che le dessero risposta.

Sospirò pesantemente, alzandosi senza convinzione e raccattando il necessario per realizzare l'iscrizione "Plus", collegando rapidamente scanner e casco al portatile e pigiando "Iscriviti".

In breve riaprì il documento dedicato agli appunti per la tesi di laurea, segnalando quelli che le sembrarono i punti forti del sito: il webmaster aveva fatto uso misurato e intelligente del neretto o dei colori differenti, affinché l'utente non fosse obbligato a leggere l'intero regolamento per carpirne il senso e le condizioni d'uso.

Era necessario dichiarare di aver preso visione del regolamento, se si era fumatori o si faceva utilizzo di alcolici o droghe: apprezzò quell'insolita pedanteria, ritenendo che all'interno di un sito internet popolato da giovanissimi fosse necessaria.

"Inserire frontalmente un documento di identità. Accettando le condizioni d'uso, l'amministrazione di Forever avrà diritto all'accesso a dati sensibili (luogo di residenza, codice fiscale o fedina penale); in caso di fedina penale non conforme alla legge, l'iscrizione plus verrà annullata per ragioni di sicurezza."

«Manco l'FBI!» commentò ad alta voce, cliccando comunque sulla spunta e inserendo la carta d'identità nello scanner, attendendo.

"Documento d'identità riconosciuto... Controllo dei dati immessi... Dati immessi OK... Controllo... OK... iscrizione completata... attendere."

La maggior parte dello schermo venne occupata da un codice in bianco e nero: Laura indossò il casco, lo accese e scannerizzò il codice, che ora appariva tridimensionale.

"Codice riconosciuto. Attendere...

Si consiglia di chiudere gli occhi per qualche secondo."

«Chiudere gli occhi?» commentò, senza trovare un senso a tale raccomandazione.

Non aveva finito di articolare la frase che le si proiettarono davanti svariate scie tridimensionali colorate e vivaci, che sembravano fiondarsi dentro lo schermo del computer, dandole la sensazione di viaggiare a sua volta ad alta velocità, staccandosi dalla sedia e volando con esse. Appena si sentì stabile, alzò lo sguardo.

«Mio Dio, è pieno di stelle.»

Fu l'ultima cosa che riuscì a dire prima di crollare a terra, la testa in preda ad un turbinio inarrestabile.

 

«Non hai chiuso gli occhi, eh?»

Laura sbattè le palpebre un paio di volte per scacciare la nebbia dalla sua vista: un ragazzo di circa trent'anni dalla pelle chiara, grandi occhi verdi e folti capelli scuri fasciato da una tuta blu indaco le stava gentilmente tendendo una mano, sorridendo.

«Eh già» borbottò lei in risposta, afferrando la mano e tirandosi su. Il ragazzo rise.

«Tranquilla, non sei la prima e sicuramente non sarai l'ultima» la rassicurò, senza mollare la mano e anzi, rafforzando la presa «Io sono Claudio, piacere. Guido i nuovi utenti alla scoperta del Mondo.»

«Laura» ricambiò gentilmente la stretta, iniziando a guardarsi intorno «Sei una persona reale o un'immagine appositamente programmata?»

Al ragazzo scivolò una mezza risata.

«Sono reale e uno dei due collaboratori fidati di Federico. Di solito però è effettivamente un bot ad accogliere gli utenti, dato che non posso stare connesso ventiquattro ore al giorno e possono collegarsi più utenti nello stesso lasso di tempo, ma tu hai avuto fortuna. Vieni, ti spiego come funziona qui.»

Laura iniziò a guardarsi intorno, senza mascherare la propria curiosità: si trovavano in una lunga strada costeggiata da piccole villette, ciascuna col proprio praticello, il proprio cancello e la propria buca delle lettere; nonostante la struttura fosse uguale per tutte, ognuna differiva per colore. Alcune erano tinte di colori vivaci, altre decorate con motivi geometrici o opere d'arte.

«Questa è l'anticamera» esordì lui, accompagnando la frase con un ampio cenno del braccio «Ogni volta che ti collegherai ti troverai qui, all'interno della tua fascia. Le fasce sono divise per nazionalità ed età, Under 14, Teen e Over 20. Non ho mai capito perché Federico abbia scelto l'inglese, sappilo.»

«Perché non c'è nessuno?» incalzò Laura, desiderosa di scoprire il più possibile su tale mondo virtuale «Ho letto che è zeppo di utenti.»

«Questa fascia è piuttosto scarsa» si giustificò Claudio «Ha fatto furore tra i giovanissimi più che tra i ragazzi più grandi, sai com'è» minimizzò infine.

«Esiste il modo di incontrare gli utenti di fasce diverse?»

«Certamente. Te l'ho detto, questa è solo l'anticamera, nel Mondo vero e proprio puoi incontrare tutti.»

«E se volessi incontrare Principe in persona potrei?»

Claudio si bloccò un istante, guardandola in volto con sguardo indagatore.

«Perché tanta curiosità?»

Laura lo fissò perplessa: «Perché, ti dà fastidio?»

Si accorse che il suo tono di voce era stato più aggressivo del previsto, ma Claudio non sembrò notarlo. Anzi, sorrise.

«È insolita. E poi a dirla tutta non amo molto le persone troppo curiose, in questo contesto.»

«Hai degli scheletri nell'armadio?»

«Oh no, né io né Federico li abbiamo» si affrettò a contraddirla, senza però sembrare preoccupato «Solo che ora che il Mondo sta prendendo piede non è raro che si iscrivano persone che vogliono solo denigrarlo a priori.»

«Non è il mio scopo» tagliò corto lei sorridendo, mentre si fermavano davanti a una delle casette a schiera sul lato sinistro, i muri tinti di un semplice bianco panna.

«Bene. Siamo arrivati.» annunciò, porgendo una piccola chiave a Laura e aprendo la porta.

«A che serve la chiave se l'uscio è aperto?» domandò lei, venendo però ignorata.

La casa era composta da un unico open space che comprendeva un grosso armadio con uno specchio a figura intera, un comò e, in un angolo, un jukebox variopinto: il comò ospitava un'ampia gamma di trucchi e creme per la cura del corpo e molteplici oggetti per i capelli. A lato presenziava un grosso schermo touch-screen.

«Te lo spiego dopo. Come puoi vedere» riprese parola Claudio «la casa consiste in una specie di camerino gigante. Non sono presenti il bagno, la cucina o la stanza da letto perché...»

«Per la storia dei beni di prima necessità, giusto?» lo interruppe Laura, vedendo il ragazzo sorriderle in risposta.

«Esattamente. Allora, da questo portale» spiegò, indicando lo schermo «puoi comprare tutti i vestiti che vuoi. Che poi in realtà non li compri davvero, perché essendo questo concepito come un luogo ideale non esistono soldi, abbonamenti premium o simili. Tutti possono permettersi tutto.»

Si avvicinò allo schermo, accompagnando le sue delucidazioni con le azioni, sotto lo sguardo attento di Laura.

«Apri il negozio, cerchi quello che vuoi, lo modifichi come preferisci con toppe, spille, applicazioni o che so io... e clicchi qui» illustrò, mostrandole un grosso pulsante verde sullo schermo: nell'armadio apparì una semplice maglietta blu «L'arrivo è immediato, perché essendo tutto virtuale non ci sono tempi di consegna o che. Serve anche a disconnetterti. Tutto chiaro?»

«Sì» confermò Laura con un cenno della testa, iniziando a curiosare tra i vari cosmetici che si trovavano sul comò.

«I trucchi sono monomarca» spiegò Claudio, vedendo Laura testare un ombretto sul dorso della mano «Federico ha fatto un accordo con un'importante ditta di make up e ha il monopolio su tutta la cosmesi. Ci fa da sponsor, fondamentalmente. E come puoi vedere» aggiunse, indicando la mano di Laura con un cenno della testa «la qualità è buona.»

«Quindi anche qui si sente la differenza tra un oggetto di qualità e uno che non lo è, giusto?» lo interruppe Laura «Se per esempio compro un vestito di seta addosso lo sentirò diverso da uno in acrilico, o no?»

«Sì, anche se come avrai notato il tuo tatto è abbastanza anestetizzato, del resto siamo pur sempre nel virtuale. Comunque Federico cerca di garantire all'utente un'esperienza il più realistica possibile. Lì, per finire, c'è il jukebox, che per quanto vecchio sia Federico dice che ha un sacco di fascino: ovviamente non ha l'assortimento scarso dei jukebox veri, c'è una cosa come tutta la musica del mondo dentro. Bene» concluse battendo le mani e dirigendosi verso la porta d'ingresso «con l'interno abbiamo finito. Ora tocca all'esterno.»

Senza indugiare uscì di casa, chiedendo a Laura la chiave per aprire uno scomparto chiuso e seminascosto vicino al campanello: aprendolo rivelò un secondo schermo, su cui si presentava una tavolozza di colori, svariati motivi a fantasia e alcuni quadri celebri.

«Questo è il tuo personalizzatore.» proseguì a spiegare «Serve...»

«A dipingere la casa come preferisci?»

Claudio, per nulla irritato dall'interruzione, sorrise alla ragazza.

«Sei sveglia. Puoi creare un tuo disegno, tingerla a fantasia o con anche un quadro. La mia ha alcune scene della Cappella Sistina sulle quattro pareti, ad esempio.»

«Dov'è?» indagò Laura, guardandosi intorno. Claudio ridacchiò.

«Casa mia, quella di Davide e quella di Federico sono lontane dalle fasce degli utenti "standard", per così dire. Abbiamo tentato di sistemarle qui, ma poi venivano in massa in casa, facevano irruzione quando non eravamo connessi, ci hanno pure rubato i vestiti.» disse con semplicità «Essendo le tre personalità più importanti di questo Mondo venivamo praticamente assaliti, soprattutto Federico.»

«E allora perché continui a girare indisturbato? Non hai paura?»

Claudio rise di gusto.

«Amo stare sotto i riflettori» confessò con naturalezza, allargando le braccia «E poi al massimo cercano di fare i ruffiani, ma capita soprattutto con i nuovi utenti, quelli che sono iscritti da un po' sanno bene come comportarsi. Bene, abbiamo finito» tagliò corto, chiudendo nuovamente lo sportello e dando due chiavi a Laura «Hai domande?»

«Tantissime» lo placcò lei «Dove posso incontrare altre persone? Più o meno a che ora? Come mi oriento qui? Come...»

Un trillo acuto e fastidioso prorruppe dalla vita di Claudio, che staccò un cercapersone dalla cintola: «Scusa, c'è una nuova iscrizione, devo correre. Puoi scaricare la mappa del Mondo dal portale dove ti disconnetti e dove prendi gli abiti, la troverai direttamente salvata sul PC. Per conoscere altra gente... ci vediamo al pub dei pirati alle nove e mezza, ok? Lo riconoscerai perché c'è una bandiera con il Jolly Roger appesa fuori. Ciao!»

Corse via senza neppure darle il tempo di ricambiare il saluto.

 

Laura tolse il casco e si massaggiò delicatamente le tempie e gli occhi, cercando di scacciare la leggera nebbia che le si era parata davanti uscendo da quella realtà computerizzata: notò subito un file denominato "Mappa_Mondo_Forever", ma decise di non considerarlo e di buttarsi a capofitto sulla tesi; cercando i documenti necessari, le cadde l'occhio sull'orologio del PC.

«Sono quasi le otto!» esclamò scandalizzata, alzandosi in fretta e dirigendosi in cucina «Evidentemente l'iscrizione ha portato via più tempo del previsto...» si giustificò ad alta voce, acchiappando in fretta il mangime e correndo a spanderne in abbondanza sul pelo dell'acqua. Poi, risolta tale incombenza, iniziò a preparare la cena per sé, riflettendo.

Non poteva negare a se stessa che il "mondo" inventato da Principe risultasse innovativo e accattivante, nonostante avesse visto solamente quella che Claudio aveva definito "l'anticamera": faceva leva su desideri piuttosto normali e comuni, era semplice da utilizzare e si presentava come un'alternativa interessante e divertente ai soliti giochi o social network. Si appuntò mentalmente di fare una ricerca il prima possibilie riguardo agli studi di Principe, dato che sembrava sapere decisamente il fatto suo.

"Potrei chiedere qualcosa a Claudio." elaborò, pensando all'appuntamento che si erano dati per la serata "Quando finirò le interviste magari lo metterò sotto torchio... sì, direi che si può fare": il ragazzo sembrava piuttosto in confidenza con Principe, e probabilmente si sarebbe dimostrato un valido alleato per la buona riuscita della tesi.

Salvò rapidamente quanto aveva scritto fino ad allora, decidendo di non utilizzare più il computer fino all'ora stabilita col ragazzo per immergersi a tutti gli effetti nel Mondo Forever.

 

  
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