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Autore: Crilu_98    09/08/2017    2 recensioni
François Marchand, appartenente ad una famiglia della media nobiltà francese, è alla disperata ricerca di sua sorella Amélie, sparita senza lasciare traccia; ancora non sa di essere diventato il bersaglio di un manipolo di congiurati e che per venire a capo dell'enigma dovrà ricorrere all'aiuto di una giovane ladra, Claire, dal passato misterioso. Amélie, invece, nel tentativo di riconquistare la propria libertà incrocia la strada di James MacMallon, un bandito scozzese in esilio perennemente diviso tra il profitto materiale e la propria coscienza.
Nel frattempo, a Parigi, il Cardinale Richelieu indaga sulle voci che girano a palazzo, avendo tra le mani un unico indizio: il simbolo del Giglio Scarlatto.
Tra briganti onesti, affascinanti contesse, spie, sicari e pedine si dipana la storia di una congiura che potrebbe mettere fine al regno di Francia...
Genere: Avventura, Mistero, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Epoca moderna (1492/1789)
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Parigi, 1640
 
Il Cardinale Richelieu piegò il capo di lato, studiando con attenzione il suo protetto.
Mazzarino poteva essere la copia di lui con qualche anno di meno, sebbene avesse un fisico più snello e fosse decisamente più basso.
Quello che però interessava davvero a Sua Eccellenza era la mente sveglia ed arguta del giovane religioso, della quale si era avvalso più volte nel corso dell'ultimo anno. Quando padre Giuseppe era spirato, diversi mesi prima, Richelieu era rimasto spiazzato e qualcosa, in lui, si era definitivamente rotto: aveva improvvisamente compreso che i tempi stavano cambiando e che lui non sarebbe rimasto ancora a lungo a vegliare sui reali di Francia. Per questo aveva voluto accanto a sé Mazzarino, ecclesiastico dalle nobili origini – come lui – dotato di una buona dose di ambizione – come lui – e di un fiuto eccellente in fatto di intrighi ed equilibri di Corte – esattamente come lui.
La differenza più evidente tra i due era però la sfacciata curiosità tutta italiana che il più giovane non si premurava mai di nascondere: amava essere informato su tutto, anche sui dettagli più insignificanti.
E proprio per uno di quei dettagli apparentemente di poco conto ora Mazzarino era in piedi nello studio del Cardinale e lo fissava con uno sguardo attento ed intelligente.
-Quindi…- mormorò Richelieu, con una voce roca e sommessa.
"Da vecchio!" pensò, con un certo disappunto ma anche con rassegnazione.
-Volete davvero sapere perché una parte delle mie finanze viaggia spesso verso un piccolo feudo nella parte sud-occidentale del Paese?-
-Sì!- confermò Mazzarino -Sembra uno stipendio, ma so per certo che non avete alcun possedimento in quelle terre, che appartengono ad un nobile di poco conto, un certo Marchand. Da quando mi avete fatto onore del compito di aiutarvi nell'amministrazione dei vostri beni, questa è l'unica voce che non sono mai riuscito a spiegarmi. Ed indagando su questo Monsieur Marchand ho scoperto una faccenda poco chiara che risale a dieci anni fa…-
-Nove!- precisò Richelieu con benevolenza -E' stato nove anni fa.-
Mazzarino inarcò la fronte:
-Sì, probabilmente avete ragione. Ma ciò che non capisco è cosa sia successo in Francia nove anni fa! Al di fuori dei vostri confini nessuno si era accorto di nulla, ma il Re ha esiliato nobili, sostituendoli con altri di lignaggio inferiore o addirittura assegnando nuovi titoli nobiliari! E così uno dei vicini di Monsieur Marchand è risultato essere uno scozzese! Credo che ora abbia modificato il suo cognome, ma rimane comunque uno scozzese! Intendo… -
Richelieu alzò una mano per interrompere l'accorata ed incredula invettiva del suo pupillo:
-E in nome di quale autorità mi chiedete di rivangare questi fatti solo per soddisfare una vostra curiosità personale?-
-Nel nome dell'autorità che mi ha fatto diventare vostro protetto e probabile successore!-
Mazzarino serrò le labbra, conscio di aver osato troppo. Ma al contrario di quanto temeva, il Cardinale non sembrò adirarsi per l'esplicito riferimento alla sua morte ormai vicina. Anzi, sogghignò con fare astuto, come era solito fare:
-Avete molto coraggio, devo ammetterlo. Badate a non diventare imprudente, però: questa Corte non ve lo perdonerebbe mai.
Voi volete sapere di qualcosa che tutti hanno giurato di mantenere nascosto, Mazzarino. Un segreto che già in diversi hanno portato nella tomba; come avete fatto notare poc'anzi, io sarò uno dei prossimi. Monsieur Marchand e Monsieur MacMallon, invece, saranno tra gli ultimi… Se Dio vuole. Ma non divaghiamo! Potrò rispondervi solo in parte, quindi, perché vi era coinvolto il Re in persona in questa faccenda. Partiamo dalla vostra domanda: i pagamenti a Monsieur Marchand non sono nulla di illegale o di poco chiaro. La discrezione è dovuta al fatto che il denaro non è per lui, ma per sua moglie.-
-Sua moglie?- ripeté Mazzarino, arrossendo un poco. Non era inusuale che anche gli esponenti della Chiesa mantenessero le loro amanti, vecchie e nuove, sposate o nubili, ma il Cardinale Richelieu gli era sempre sembrato un uomo il cui unico vero amore era la Corona di Francia.
-Sì, Madame Marchand è mia figlia.-
-Vostra figlia!-
-Esatto, monsieur, siete forse sordo? Una figlia concepita quando ero ancora solo un ragazzo e di cui non sapevo l'esistenza fino ai fatti di cui stiamo parlando.-
-Ma...- iniziò cautamente il giovane, dopo qualche istante di riflessione -Sebbene illegittima, vostra figlia avrebbe potuto aspirare a qualcosa di più di un signorotto di campagna, così lontano da Parigi e da voi!-
Richelieu sorrise, fissando un punto lontano nel tempo e nello spazio:
-Credetemi, ci sono pochi uomini in Francia che possono competere, per valore ed onore, con François Marchand… Questo vale anche per l'ardito scozzese suo amico. No, sono stato contento di aver ceduto a lui la mano di Claire. E forse è un bene che non siano stati coinvolti nella vita di questa città: non era adatta a nessuno dei due ed il nostro segreto legame deve rimanere tale. La mia vicinanza le avrebbe causato più dispiaceri che gioie, temo.-
-Devo quindi presumere che questi gentiluomini abbiano svolto un compito di grande prestigio per Sua Maestà, undici anni fa. Un servizio tale da garantirgli onori e terre, sebbene voi siate riuscito a far avvenire la cosa nel modo più silenzioso e discreto possibile.-
-Esattamente. E' questa la grandezza della Francia, monsieur: anche nei momenti più bui trova la forza di reagire a testa alta. Così facemmo in modo che i nostri dissidi interni non arrivassero alle orecchie di nessuno, e continuammo questa guerra di cui, ora lo so, non vedrò il termine.-
-E tutti quegli aristocratici allontanati dalla Corte?-
-Ah, questa è una domanda perniciosa e un po' troppo indiscreta! Vi basti sapere che i nobili di Francia sono orgogliosi, testardi ed inclini all'insubordinazione. I tempi stanno cambiando, Mazzarino, cambiano in continuazione. Quando arrivai a Corte stava terminando l'era dei cavalieri e dell'ideale cortese: ho fatto anche in tempo a vedere qualche duello degno di questo nome, totalmente diverso dalle risse che oggi trasformano le piazze in mattatoi! Il mio è stato il tempo dello sfarzo e di estenuanti sotterfugi, portati avanti per mesi ed anche per anni fino al raggiungimento del fine supremo, il bene della Francia… La vostra epoca sarà qualcosa di diverso. Bisogna rinnovare questa Corona già stanca di sedere sul Trono…-
Richelieu smorzò il tono in un borbottio incomprensibile e Mazzarino restò in silenzio per un po', come se intravedesse nelle parole del Cardinale una profezia degli avvenimenti futuri.
Poi si riscosse nel notare i raggi del sole morente che inondavano di una calda luce autunnale la stanza.
-E' tardi!- esclamò, sorpreso -E' ora che io mi ritiri, Cardinale. Solo, vi prego, un'ultima domanda!-
-Intuisco che se non vi risponderò io, non vi darete pace finché non troverete la soluzione da solo… E questo non mi causerebbe altro che grattacapi!- sospirò Richelieu, vagamente infastidito -Avanti, parlate!-
-Perché nel vostro cortile c'è la tomba di un tale Jean Martin? Ho controllato, non ha mai prestato servizio verso la vostra casata e la sua lapide risale al 1631… Davvero non comprendo come mai abbiate voluto seppellirlo lì, vicino al vostro giardino!-
Il Cardinale si irrigidì e Mazzarino, per un momento, pensò di intravedere un luccichio sospetto nei suoi occhi:
"Impossibile! Il Cardinale Richelieu non piange!"
-Jean Martin, amico mio, non è stato un uomo del mio tempo. Per certi versi non lo erano neanche Marchand e MacMallon, ma loro alla fine si sono piegati a questa crudele realtà. Martin, invece… Lui era come un cavaliere d'altri tempi!  E forse è stato questo, più che la lama di un assassino a pagamento, ad ucciderlo davvero.-
 
 
Angolo Autrice:
Più che un epilogo questo è la consegna di un testimone, da Richelieu a Mazzarino che, come aveva previsto l'astuto Cardinale, sarà il padrino di un re totalmente diverso da Luigi XIII…
Mettere il punto finale a questa storia mi sembra incredibile, perché ha avuto una gestazione davvero complicata, lunga  e faticosa con picchi di ispirazione seguiti da mesi di assoluto vuoto… Però mi ha insegnato la lezione più importante sull'utilizzo di efp: mai postare un storia se non si ha almeno una vaga idea di come andrà a finire!
Spero comunque che questo racconto, con i suoi alti e bassi, vi sia piaciuto!
 
  Crilu 

 
   
 
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