Recensioni di fenice64

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Recensione alla storia Come un uccelletto divenne un meta-lupo - 18/08/19, ore 12:48
Capitolo 54: Regina del Nord
Molto suggestiva tutta la sequenza che ha portato alla decapitazione di Ramsay. Tutta la preparazione accurata, l’abito scelto che la copriva proprio come avrebbe fatto una armatura, simbolo che ora niente avrebbe potuta scalfire lei e la sua volontà diventata di ferro. I lord e le lady del nord l’avevano acclamata quale regina ma voleva sentire soprattutto le loro voci e valutarne le richieste affinché le decisioni che sarebbero state prese fossero quelle giuste per il popolo del nord. I traditori scovati da Baelish erano stati inviati alla barriera come guardiani della notte accettando di buon grado quella opportunità piuttosto che venire giustiziati come il loro signore. Ed ecco giungere il momento in cui Sansa avrebbe potuto ritrovare la serenità: ma quando la lama affilatissima di Lungo Artiglio era calata con precisione millimetrica sul collo di Ramsay non aveva provato la gioia che credeva, nonostante la sua morte non si sarebbe mai liberata di lui che sarebbe tornato a tormentarla nei suoi incubi proprio come faceva quando era sua prigioniera. L’esecuzione contribuisce alla sua tristezza ma ora che è regina dovrà essere incoronata come tale e già si predispongono le cose affinchè una nuova corona sia forgiata, come quella del fratello Robb su esplicita sua richiesta. Tyrion che la osserva da vicino ha l’impressione che ci sia qualcosa d’altro che la turba oltre ai problemi per mandare avanti Grande Inverno e la nuova minaccia che rischia di investirli. Più tardi però i due coniugi si ritrovano da soli a parlarsi finalmente ed è Sansa che si è recata da lui che ha il timore che lei voglia sciogliere il matrimonio e di liberarsi di un Lannister troppo ingombrante e comunque inviso al popolo del nord. E’ sicuro che lei gli dirà queste cose ma un sottile filo di speranza continua a esistere, forse lei non sa cosa vuole ma ha bisogno di amore e lui è disposto a donarglielo poiché lui la ama e glielo dice spiazzando Sansa, ma è anche consapevole che forse lei ami il Mastino, dopo quello che ha visto essere accaduto fra loro. Ma Sansa è decisa nel rispondergli: da ora in avanti vuole fare le cose per bene, vuole essere una sovrana, una moglie e una madre, lei forse non sa più cosa sia l’amore ma sa cosa sia il dovere e per questo motivo ha deciso che sarebbe rimasta a fianco di suo marito che avrebbe potuto aiutarla a governare per il meglio il nord e forse avrebbero potuto essere comunque felici. Parole che sono musica per le orecchie di Tyrion . In questo forse è il tuo finale dolceamaro che ci hai prospettato alcuni capitoli fa. Effettivamente per come si sono messe le cose Sansa ha bisogno di qualcuno con una personalità forte a fianco che possa incutere interesse e interloquire con la gente del nord con cui avrà a che fare e Tyrion incarna perfettamente il personaggio. Secondo il mio modo di vedere quello che Sansa prova per il Mastino rimarrà sempre sepolto in fondo al suo cuore come qualcosa di molto caro e profondo e come ciò a cui avrebbe potuto ambire se gli eventi non avessero preso altre strade.
Recensione alla storia Come un uccelletto divenne un meta-lupo - 18/08/19, ore 12:45
Capitolo 56: Epilogo
Cara Topazio, sono giunta alla fine di questa tua fantastica storia e già sento che mi mancherà; ha lasciato molte sensazioni in me mentre procedevo con la lettura fatta tutta nel breve arco di qualche settimana. Ho sentito tutto il pathos che i tuoi personaggi sapientemente caratterizzati hanno provato sulla loro pelle, forse anche per il fatto che ho letto la storia con continuità. Ogni attore comparso nel tuo racconto è riuscito ad ottenere grazie alla capacità della tua penna uno spessore notevole, anche quelli minori che hanno fatto da contorno a quelli principali. Non hai trascurato alcun dettaglio per farci pervenire le sensazioni e le emozioni che provavano. Ho apprezzato l’introspezione che hai fatto andando a fondo nell’animo del personaggio affinché noi lettori potessimo comprenderlo sino in fondo e con alcuni di loro riuscire ad entrare in una sorta di empatia. In alcuni capitoli proprio per questa empatia che sei riuscita a creare ho avuto difficoltà nella lettura, tanto che ho dovuto rallentare per lasciare sedimentare ciò che avevo letto e che mi aveva particolarmente colpito. Sei stata una narratrice eccezionale che ha saputo descrivere le persone ma anche le ambientazioni alle volte intrise di poesia e malinconia insieme, tanto da sembrare degli spettatori che stavano osservando una scena che scorreva su uno schermo tanto erano vivide le immagini che descrivevi. Anche l’intrigo che è la base della storia è stato accattivante e interessante. I giochi di poteri sono stati messi in luce al meglio facendo parlare alcuni personaggi meglio di altri. L’epilogo della tua storia è stato migliore di quanto visto nella ultima serie tv che ha mostrato alcuni personaggi in una luce diversa da come li avevamo visti crescere e mutare durante tutta la serie tv mortificandone le azioni e i discorsi e alle volte lasciandoli in sospensione. La tua è stata la famosa quadratura del cerchio: hai fatto un percorso dall’inizio alla fine avendo come traino tre personaggi principali, Sansa, il Mastino e Tyrion che hanno condotto i giochi sapientemente fino ad arrivare dove tu volevi che giungessero. Una regina del nord con a fianco un marito del quale a poco a poco si è innamorata non tanto dell’amore ma della fedeltà e del sostegno che le aveva sempre dimostrato, mentre Sandor è stato colui che l’ha amata in silenzio fino a quando è arrivato il suo momento che hai saputo descrivere con rispetto e discrezione nell’ultima parte del finale, senza mai nominarlo ma facendo percepire la sua presenza forte e insostituibile a fianco di una Sansa finalmente serena e felice. Cosa altro potrei dire se non che questa storia mi mancherà molto e che sarà un racconto che sicuramente rileggerò come spesso faccio quando i lavori sono scritti bene e hanno un contenuto forte che mi resta dentro. Mi complimento ancora una volta per il tuo stile semplice ed elegante che ha dato un valore aggiunto al tuo lavoro. Non sono riuscita a commentare mentre stavi scrivendo e così ho provveduto a farlo a storia conclusa a dimostrazione di tutto il mio apprezzamento per il tempo e la fatica che stavi profondendo e che traspariva in maniera chiara dalle tue note a fine capitolo. Il sostegno che ti è stato tributato di volta in volta ha sicuramente influito e contribuito a farti completare il tuo lavoro per cui anche io mi sono sentita in dovere di lasciarti le mie impressioni come sostegno per l’impegno dedicato. Sicuramente da annoverare fra le mie tante preferite di autori e autrici altrettanto bravi. Spero di leggere ancora qualcosa di nuovo di tuo e mentre ti ringrazio per aver condiviso la tua storia e per la compagnia che mi hai fatto ti saluto caramente. A risentirci presto!
Recensione alla storia Come un uccelletto divenne un meta-lupo - 18/08/19, ore 12:37
Capitolo 55: Il Lungo Inverno
Il penultimo capitolo si apre all’insegna dei pensieri delle varie anime che vivono a Grande Inverno e che pur essendo le stesse persone non sono più loro veramente. L’aver scoperto che Ned Stark aveva vissuto e fatto vivere la sua famiglia sulla bugia riguardante Jon aveva messo tutti i fratelli in uno stato tale di attesa di qualcosa che sarebbe accaduto proprio in conseguenza di questi fatti. Jon non sapeva più chi davvero fosse, Arya era diventata intrattabile, Richon quasi non lo si riconosceva più tanto era cresciuto e Sansa stava tentando di ricostruire la sua famiglia riversando il suo affetto su suo figlio che finalmente aveva di nuovo con sé. Stavano ricostruendo la loro casa ma avrebbero dovuto fare anche un grande lavoro su loro stessi per cercare di ritrovarsi in quanto le tragedie vissute li avevano enormemente cambiati. Poi un colpo di scena ad opera di Beric Dondarrion che riporta a Grande Inverno niente meno che la madre Catelyn morta e resuscitata dal prete rosso che insieme alla compagnia senza vessilli ha fatto giustizia dei Frey portando le teste mozzate come tributo alla regina del nord, segno che un altro nemico era stato sconfitto definitivamente. E poi ancora in questo capitolo ricco l’arrivo di Gentry che Sansa riconosce quasi subito e che senza indugio conduce verso Arya, invidiandola un po’ perché lei avrebbe potuto fare ciò che avrebbe voluto della sua vita, avrebbe potuto scegliere mentre a lei non era stato possibile, ora aveva un regno sulle spalle e tanto dolore con cui convivere. E uno di questi dolori si palesa proprio quando scambia poche parole con il Mastino mentre si trova nelle sue stanze con il piccolo Eddard: qui capisce che se avesse seguito il Mastino durante la battaglia delle Acque nere forse il suo destino avrebbe potuto essere diverso non solo per lei ma anche per lui al quale dà la possibilità di cambiare e migliorare la sua vita anche se lontano da lei. Ma Sandor non ha altro posto dove vuole stare, gli basta poter esserle vicino e con la sua presenza esserle di sostegno poiché lui ha capito ormai da tempo come si siano evolute le cose tra Sansa e suo marito così come ha compreso che tra loro non avrebbe potuto esserci altro che quello che c’era stato e che avrebbe per sempre fatto parte di loro. Un capitolo dove ci sarebbero state molte altre cose da dire per sottolineare la tua capacità nel raccontare i vari personaggi. Adesso mi accingo a leggere con un po’ di nostalgia l’ultimo capitolo di questa che è una vera e propria saga.
Recensione alla storia Come un uccelletto divenne un meta-lupo - 17/08/19, ore 15:00
Capitolo 53: Cuore Spezzato
Nonostante il dolore per Sansa sia stato solo momentaneamente accantonato, lei è molto ben presente a se stessa e a ciò che deve fare per rimettere ordine nel nord. Passi difficili la attendono e due di questi sono proprio in procinto di essere compiuti: la esecuzione di Ramsay e la decisione da prendere su Lord Baelish. Prima di volersi pronunciare circa Ditocorto vuole sentire dalle sue parole le motivazioni che lo hanno portato a comportarsi come ha fatto; ovviamente è un discorso che deve fare a tu per tu con lui ma vuole comunque che sia Tyrion che il Mastno la accompagnino affinché nulla possa accaderle di spiacevole proprio per la persona con cui si accinge a parlare. Ha bisogno di avere delle conferme a pensieri che le stanno girando per la testa: lei è convinta che Baelish sapesse cosa sarebbe accaduto e che ogni sua mossa fosse stata per lui una enorme manovra di un abile burattinaio che manovrava le sue marionette ma che non è riuscito perfettamente nel suo intento non avendo previsto alcune mosse che avrebbero potuto essere compiute da chi pensava di manovrare. Il sapere queste notizie non fa altro che fare infuriare oltremodo Sansa che ora ha la certezza di quanto aveva sempre pensato di quell’uomo: non ci si poteva fidare di lui, anche se lui proclama ancora che sia stato grazie alle sue manovre che ora Sansa ha conquistato il Nord e tutte le casate la proclamano regina, ma a lei questo non basta per giustificare tutto ciò che le è stato fatto, tutto ciò che ha dovuto subire e tutto quanto le è stato tolto irrimediabilmente. Dopo questo confronto Sansa non prova che odio nei confronti di Baelish ma comprende anche che può ancora tornarle utile, deve usarlo come lui ha fatto con lei, dopotutto qualcosa da lui ha imparato. La cosa però non piace né a Clegane né tantomeno a suo marito che vorrebbe che lei si disfacesse di lui una volta per tutte. Ma Sansa lo vuole utilizzare per fargli fare il lavoro sporco di ripulitura dai traditori a Grande Inverno, compito che è perfettamente nelle sue corde essendo lui stesso ai suoi occhi un traditore. Poi c’è il destino di Ramsay da decidere e qui la richiesta di imparare ad uccidere fatta al Mastino lascia perplessi tutti e due gli uomini. Rammentando le parole di suo padre che diceva che prima di mandare a morte qualcuno devi essere in grado di porre in essere la condanna personalmente, Sansa pensa di poter imparare da qualcuno che lo ha fatto per anni per mestiere. Ma quando si ritrovano da soli nel Parco degli dei Sandor le si avvicina e la bacia con trasporto e tenerezza al contempo mentre lei ricambia perché ha bisogno di questo contatto umano anche se sa che non potrà mai più accadere perché non è giusto nei confronti del marito che non vuole far soffrire. Tyrion intanto li ha osservati da una finestra della fortezza mentre sta mettendo in atto quello che la nuova signora del nord gli ha chiesto di fare e cioè mettere mano ai registri per agire per il meglio per la gente che vive a Grande Inverno, e ne resta colpito e amareggiato ma quando Ditocorto propone un incidente a danno del Mastino lui si rivolta contro di lui ricordandogli quanto detto da sua moglie circa le persone a cui tiene e alle quali mai dovrà accadere qualsiasi cosa. In effetti la differenza che intercorre fra questi due uomini che dicono di amare Sansa è che Ditocorto la ama per interesse mentre Tyrion vuole solo che lei sia felice. Capitolo bello e intenso che si sta conducendo verso la fine di questa storia appassionante.
Recensione alla storia Come un uccelletto divenne un meta-lupo - 17/08/19, ore 14:58
Capitolo 52: In Pezzi
Tutti stanno attendendo fuori dalle stanze di Sansa che venga medicata e che torni se possibile a stare bene. Tutti coloro che sono lì fuori attendono di risentire la sua voce e di poterla acclamare nuovamente regina del nord. Ma sulle loro facce è visibile la preoccupazione non tanto per le ferite riportate sul corpo, quelle con il tempo sarebbero guarite, ma più per quelle riportate nello spirito che sarebbero rimaste indelebilmente incise in un animo troppo martoriato. Sansa nell’intimità della sua stanza si lascia curare senza parlare, senza guardare nessuno, sembra essersi rinchiusa in quella sua corazza che ha eretto e dalla quale potrebbe essere difficile uscire. Lei vuole sapere cosa sia accaduto a suo marito e ad Arya, il perché ci abbiano messo così tanto tempo a radunare un esercito e lasciare lei isolata in balia della follia di Ramsey. Lei deve saperlo perché ora il suo popolo la sta acclamando quale regina del nord e deve sapere per mostrasi forte per le scelte che dovranno essere compiute. Tyrion le racconta per sommi capi ciò che è accaduto a Cersei, caduta in disgrazia per essersi messa nelle mani di una vera e propria setta che ha preso il sopravvento salvo poi distruggere tutto con l’uso dell’altofuoco, mentre la regina Daenerys è partita alla volta della conquista del Trono di spade che sente suo di diritto. Parlano anche dell’esercito di non morti che si sta dirigendo verso Grande Inverno come Jon ha detto per aver visto questo esercito marciare senza sosta e senza paura portando ovunque solo distruzione. Intanto Tyion per tutto il tempo in cui ha parlato non ha smesso di osservare sua moglie pensando a come fare per ritornare ad essere vicini come erano stati prima della sua partenza; lui vorrebbe solo esserle a fianco e di supporto per proteggerla e amarla, come forse aveva desiderato fin dall’inizio, quando si era accorto che il matrimonio imposto poteva avere altri risvolti e aveva cominciato a provare sentimenti profondi per quella ragazzina che ora era una donna che avrebbe cercato di ricostruire se stessa pezzo dopo pezzo. Ma osservandola meglio gli pare di scorgere l’intenzione di Sansa di ricostruire per sé una maschera, uno scudo, come quello che l’aveva aiutata a sopravvivere fino a quel momento. Loro però erano una famiglia, avevano un vincolo che era stato rinsaldato dalla nascita del loro bambino e su questo lui poteva puntare per ottenere quella famiglia che mai aveva avuto.