Recensioni di _Noodle

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Recensione alla storia BLUB (Berliner Luft Und Badeparadies) - 11/09/17, ore 10:08
Capitolo 1: BLUB (Berliner Luft Und Badeparadies)
Okay, premettiamo che non recensisco una storia da mesi, quindi è probabile che questa che ti lascio faccia acqua da tutte le parti, ma mi sembrava più che doveroso provarci dal momento che ho AMATO quello che hai scritto. Penso sia una delle tue storie più riuscite e che, personalmente, mi piace di più! Sicuramente il fatto che la storia fosse incentrata sulla mia OTP ha aiutato, ma ho adorato lo scenario (che avendo visto le foto è diventato ancora più reale e completo), la brevità della storia (amo le storie brevi), la comicità che caratterizza ogni singola situazione.
Partiamo bene con un Bokuto (insistente quanto Ciuchino per sapere quando sarebbero arrivati) preoccupato e affannato per uno strano tranello di Kuroo: me lo immagino con i lacrimoni, spaventato a morte, schernito da un tipico sorrisetto di Kuroo che, BUON DIO, riesce ad avere sempre queste idee brillanti <3 La descrizione dell'ambiente è molto efficace, e il dettaglio del cimitero indiano sottostante al parco mi ha stesa definitivamente X"" E POI IL CAPPELLO. Il maledettissimo cappello di Indiana Jones. Sono morta. Ho sentito tutta la felicità e la gratitudine di Bokuto e penso che aver inserito questo particolare (inoltre molto originale e che calza a pennello con gli interessi di Bokuto) abbia impreziosito ancora di più la storia, anche perché hai reso questo attimo di estrema gioia e sorpresa in maniera impeccabile. Penso sia il mio momento preferito della storia.
E poi si parte con il laser tag, e i miei ormoni se ne sono andati definitivamente a putt- a quel paese. L'entrata di scena di Tendou, il richiamo di Kuroo e lo spirito vendicativo di Bokuto mi hanno fatto saltare sul divano, perché ho trovato tutto così verosimile che non riuscivo nemmeno a crederci.
Per non parlare poi dell'entrata in scena di Tsukki, scontroso e privo di spirito come al solito (<3), di Terushima (qualcuno gli insegni a non fare danni, anzi no), Asahi, Yamaguchi e infine Akaashi, che mi ha lasciato di stucco. Inoltre, il dettaglio di Kuroo che si accascia a terra e di Bokuto che gli trattiene i pantaloni mi ha ucciso. Ho riso per venti minuti perché è una cosa così "loro"! Descrivi sempre da dio i due Bros, e li caratterizzi con una maestria che li rende unici e realistici! Amo verso l'infinito e oltre <3
E poi il finale, TENDOU CHE CANTA TANTI AUGURI. Non riesco nemmeno ad articolare una frase. Immagino la fine di questa storia con un ballo sfrenato e calcinacci che cadono, ma soprattutto con tanto amore e affetto, e una sana dose di follia. Grazie per avermi illuminato con questa storia Bubu, l'ho amata veramente con tutta me stessa, se potessi inserirla nelle preferite 1000 volte lo farei!
Chi non l'ha letta non sa cosa si perde! <3
_Noodle
Recensione alla storia Ragnarǫk - 12/03/17, ore 11:22
Capitolo 6: Capitolo V
Questa volta non ho nulla che mi impedisca di recensire con il dovuto tempismo, quindi eccomi qui! <3 Sii fiera della tua beta ritardataria! ;)
Questo capitolo costituisce un vero e proprio salto di qualità. So che a te potrebbe sembrare che sia scritto in maniera estremamente diversa dal solito, e quindi in un modo che non permette di riconoscere la “solita” Ems, ma io ho trovato questo capitolo davvero maturo, più consapevole nella scelta dei termini e più accurato nelle descrizioni. Questa non è un’altra Ems, ma la stessa estrosa autrice che si è voluta impegnare in una scrittura più difficile e che tratta di temi impegnativi con una nuova e necessaria serietà. Per questo ti faccio i miei più cari complimenti, perché non è da tutti riuscire a migliorare in questo modo ed accettare delle sfide così difficili <3 
Passiamo ad analizzare il capitolo: la situazione presentata all’inizio è nauseante (nel senso buono del termine;)). Sei riuscita a trasmettere gli odori acri e sgradevoli che circondano il corpo di Iwaizumi, tumefatto e sgretolato dal dolore, i rumori fastidiosi, come il ronzio delle mosche, che accompagnano i suoi rumorosi pensieri, l’oscurità senza via d’uscita in cui sono rinchiusi i prigionieri. Le domande che si pone, sempre accompagnate dalla speranza di rivedere la sua unica ragione di vita, Oikawa, sono pesanti e destabilizzanti, prive di risposte certe. 
Nel momento in cui Wakatoshi fa la sua comparsa, ho temuto il peggio. E, non so, il fatto che lui usi il latino per rivolgersi ai prigionieri mi ha inquietato molto, a differenza di quando lo usa con Oikawa; non so spiegarti precisamente il perché, ma mi sono immedesimata a tal punto in Iwaizumi, che quando Ushijima parla in una lingua comprensibile è stato come se la paura avesse preso voce. Grazie a dio, le intenzioni del capo non sono malvagie, anzi. Il “Tu non morirai” ha un sapore dolce amaro, quasi una minaccia per il povero Hajime, che, per come è ridotto, vorrebbe solamente andarsene e raggiungere il suo amato nel mondo lontano in cui ritiene che sia. 
Tendou esperto di erbe e di rimedi curativi è il top, che uomo dalle mille risorse e dai modi gentili e bruschi (immagino il momento in cui legano Iwa-Chan per farlo stare fermo XD)! VORREI PARLARE ORA DEL PADRE DI TENDOU, MA LO FACCIO DOPO PERCHE’ VOGLIO PROCEDERE IN ORDINE CRONOLOGICO. 
La scena dei fiori sulla porta è stata lancinante. Mi ha letteralmente lasciato un sapore amaro in bocca, soprattutto perché l’intero momento è avvolto da un filo conduttore che è uno dei peggiori fili conduttori che possano esistere: l’incomprensione. Oikawa tenta di spiegarsi, ma Ushijima procede nella sua direzione, credendo, in ogni caso, di star agendo nella maniera giusta, perché non vuole assolutamente che Oikawa possa ritornare da Iwaizumi, ma allo stesso tempo vuole renderlo felice, per quanto il significato di questa parola sia offuscato in una circostanza del genere. Ho apprezzato molto, stilisticamente parlando, che Wakatoshi non faccia mai domande, ma che si rivolga ad Oikawa ponendo davanti a suoi occhi sempre e comunque dati di fatto. Secondo me, rende molto bene il suo carattere *applausi*. 
Finalmente, è arrivato il momento di parlare del sacerdote, del padre di Satori. Credo non potessi fare scelta più azzeccata. Parlando di Tendou e dei suoi occhi rotondi ed inquietanti vengono già i brividi e chi, meglio di suo padre, avrebbe potuto rappresentare il presagio, la predizione, il dubbio? Chi mai avrebbe potuto incarnare meglio la sacralità oscura? Sono rimasta davvero davvero colpita da questa tua scelta che quasi ho sussultato sulla sedia, perché davvero, è perfetto. L’oscuro presagio che il sacerdote rivela e il conseguente bisogno di sacrifici umani ha fatto raggelare il sangue nelle vene tanto a me, quanto ad Oikawa. In più, sapendo che Ushijima avrebbe risparmiato solo Oikawa, mi sono chiesta: E IWAIZUMI? 
La tua descrizione dei sacrifici è impeccabile. Non posso fare nemmeno un appunto perché è davvero centrata, mi ha fatto mancare l’aria e avere un capogiro (sai che sono sensibile quando si parla di asfissia) e, miseria, sembrava di avere la scena davanti ai proprio occhi, sembrava di poter ascoltare le urla e i rantoli dei prigionieri e lo schiamazzo dei barbari attorno a loro. La visione di tutte quelle ossa, le corde appese agli alberi, le gocce di rugiada che mi hanno ricordato delle gocce di sangue, mi hanno letteralmente pietrificata. E IL RIFERIMENTO AI FRASSINI E’ UN TOCCO D’ARTISTA. BRAVA. Vorrei spendere altre mille mila parole su quanto sei stata capace di descrivere questa scena, di quanto sia stato efficace l’uso delle parole che hai scelto e delle immagini che hai descritto, ma credo che non ne sarei capace, come non sarei stata capace di scrivere una scena a così alta intensità emotiva (fatemi scrivere tutto il fluff del mondo, ma il dolore mi blocca). 
La complicità di Tendou e di Ushijima ha permesso al capitolo di finire nel modo migliore possibile (migliore, aiuto, poveri gli altri prigionieri), e detto ciò, non vedo l’ora di scoprire come andrà avanti e che cosa succederà ai due sfortunati prigionieri e al capo tormentato. 
Sei sempre più brava. <3
_Noodle 
Recensione alla storia Ragnarǫk - 06/03/17, ore 13:20
Capitolo 4: Capitolo IV
La tua beta da ben SEI MESI si è comportata davvero male, perché recensire con così tanto ritardo non va proprio bene *getta a terra i coriandoli che le sono rimasti nelle tasche*. Per il prossimo capitolo ho già in mente di betare e di recensire nello stesso momento, almeno sono sicura che verrà fuori una recensione con fiocchi (e non questo sgorbietto)! :3 
Questo capitolo mi è piaciuto tantissimo, il mio preferito tra i quattro che hai scritto (lo so che cambio sempre capitolo preferito, ma più la storia procede, più mi innamoro di quello che succede! E poi la piccola e cara Noodle non è riuscita a restare indifferente alla presenza del suo bel vichingo dai capelli rossi e del suo pargolo saltellante *^*). 
Il cambiamento di Ushijima, dovuto alla semplice presenza di una persona (per di più una vittima, uno straniero, un bottino, un qualcuno che non dovrebbe contare nulla per lui), è il filo conduttore dell'intera storia, una vicenda che ruota attorno ai cambiamenti, alle apparenze sbagliate, a dei canoni e a degli stereotipi di vita che vengono messi in discussione e sconvolti. Il rapido e turbinoso sviluppo/cambiamento di Ushijima è ciò che stai rendendo meglio all'interno della narrazione e a parer mio è descritto davvero in maniera realistica e verosimile. Il fatto, ad esempio, che Wakatoshi voglia imparare alcune parole e frasi in latino ("amore" mi ha stesa) sottolinea nel modo più elementare possibile il suo voler entrare in sintonia con il suo prigioniero, con l'uomo che gli ha sconvolto la vita, e che sta sconvolgendo quella di tutti gli ormai suoi "sudditi" (l'esempio più lampante è Shirabu). 
La digressione su Leon e Roma mi ha emozionato tantissimo. ("Mi sono innamorato a Roma" *Noodle muore*). <3 So anche quanto tu ti sia impegnata per reperire notizie verosimili su questo fatto, e devo dire che questo piccolo excursus (come sono saggia) è stato funzionale a comprender  meglio il personaggio di Leon e anche a farci scoprire qualcosa di più. Good job!
E POI APPARE L'ALLEGRA FAMIGLIOLA DI TENDOU. La moglie e il piccoletto sono stati descritti esattamente come me li immaginavo (la mente rimanda a Vikings, mi ricordano tantissimo Floki e la sua amata T.T). Lei ha il coraggio di una leonessa e il piccolo ha l'energia di mille eserciti in corpo. Wakatoshi che confessa i suoi sentimenti per Oikawa a quello stralunato e arguto individuo di nome Satori, in uno scenario che sembra predisporsi per parlare di sé, mi ha letteralmente svuotato; mi sono identificata tantissimo in quel "mi sono innamorato" liberatorio. Tendou riesce a far aprire gli occhi a tutti, sarà perché i suoi sono così rotondi e grandi? ;) Amo come lo stai caratterizzando. È uno dei miei personaggi preferiti e in questa veste mi sta piacendo sempre di più *abbraccio vigoroso*. Lo stai trattando con cura, è IC senza risultare stereotipato e si muove bene in questo universo alternativo. 
Nell'ultima parte, in cui Oikawa ci racconta in prima persona che cosa prova e come Ushijima cerchi costantemente di rivolgersi a lui, ho percepito una nuova sensazione di calore. Oikawa mangia e finalmente scopre il nome di colui che gli sta rendendo l'esistenza un inferno, ma probabilmente inizia a comprendere che forse questo gigante dal volto oscuro sta cercando di rimediare ai suoi errori. 
Attendo il quinto capitolo con estrema impazienza! Grazie per aver condiviso con noi questa bellissima storia. È un gioiello di originalità! <3 
_Noodle 

Recensione alla storia I loved him first - 20/02/17, ore 15:25
Capitolo 2: Parte 2
* Tossisce timidamente e abbassa la testolina *
Buongiorno Alch! Ho letto la seconda parte della Soulmate circa due settimane fa, perciò il ritardo con cui recensisco è imperdonabile, chiedo perdono T.T Oggi finalmente sono tutta tua!
Inizio col dire che quando ho letto questo capitolo era mezzanotte passata, che la sveglia era impostata per le sette e che io avrei dovuto dormire. Mentre leggevo mi dicevo: “vado avanti fino a questo paragrafo, poi continuo domani”, ma mi è stato impossibile. L’ho letto con interesse e con travolgente curiosità, non sono riuscita a saltare nemmeno una parola di ciò che hai scritto e mi hai letteralmente tenuto attaccata allo schermo del cellulare. Per me questo significa già tantissimo, coinvolgere il lettore è, secondo me, il pregio più grande che uno scrittore possa possedere.
Il primo quadro di cui voglio parlare è quello di Kuroo e di Kenma. Mi è piaciuto tantissimo il fatto che Kuroo, assalito dallo sconforto, dalla tristezza e dalla rabbia per i comportamenti di Tsukishima, corra da Kenma, suo indispensabile pilastro di certezze, senza pensarci due volte. Il fatto che Kenma non avesse la minima intenzione di parlarci è stata indubbiamente l’ennesima pugnalata al cuore di Kuroo, ma è assolutamente comprensibile dal punto di vista di Kozume. Grazie a Dio, Tetsurou è un animale intelligente e, dopo essere venuto a conoscenza dell’assenza di Kenma agli allenamenti, si precipita a cercarlo in un posto in cui sa che lo troverà (HO AMATO QUESTA COSA, SONO COSI’ DEBOLE). Ho trovato estremamente IC i loro comportamenti: Kenma che si chiude in se stesso, lasciando che tutto scorra e che gli eventi vadano come devono andare per non ferire il suo amico, Kuroo più combattivo e disposto a mettersi in discussione, spaventato che qualche suo comportamento forse un po’ troppo egoistico possa aver messo a repentaglio il rapporto con Kozume. Preso dall’euforia del legame, Tetsurou non aveva pensato alla sua mente, al necessario motore delle sue azioni. Non aveva pensato che avrebbe potuto ferirlo. Loro riescono a capirsi subito e a chiarire questa incomprensione, ed io ho tirato un sospirone di sollievo, perché se mai avessero dovuto separarsi non so chi sarebbe stato peggio tra i tre! XD
Ora passiamo a Bokuto e ad Akaashi (e a quel verme di Kobayashi. Madonna se lo odio. Complimenti per averlo reso così bene, perché giuro che mi ha disgustato, senza possibilità di riscatto). Questo legame malato che Akaashi tenta di spezzare penso sia ciò che più mi ha turbato. Soprattutto il fatto che Bokuto non riesca ad accettarlo, che lo giustifichi costantemente, che abbia il costante bisogno della sua presenza per apparire felice e completo. Mi ha disgustato e mi sono immedesimata tantissimo in Keiji, ma proprio a livelli indecenti. Quando si viene a conoscenza che Kobayashi ha messo le mani addosso a Bokuto ho provato davvero una sensazione simile alla nausea. In cuor mio avevo il sentore che sarebbe successo, visti gli atteggiamenti del giocatore di Basket, ma non ho voluto darci peso. La mia scena preferita è stata quella della zuffa per via di tutte le emozioni che galleggiano dietro di essa: l’istinto fraterno di Kuroo, disposto persino a farsi del male pur di vedere felice l’amico, e l’amore di Akaashi, che al solo pensiero che Kobayashi possa aver toccato Bokuto diventa paonazzo di rabbia e forte come un leone. Hanno fatto bene a farlo, e sebbene io non creda che la violenza sia la risposta ad altra violenza, quando ci vuole ci vuole. E IN QUESTO CASO CI VOLEVA, povera stella. Quando finalmente Koutarou si ribella al suo manipolatore (credevo che l’avrebbe stuprato, se fossero andati avanti così) è stato bellissimo, una ventata di aria fresca in una stanza maleodorante e stantia. Alla sottomissione e all’infelicità si sono fatti largo la libertà e l’amicizia, l’affetto e l’amore, racchiuso in un bacio insperato, ma desiderato da troppo tempo.
E che dire del mio caro Tsukki? SONO COSI’ FIERA DI LUI E CHE ABBIA CAPITO CHE COSA VOLEVA DIRGLI YAMAGUCHI! Non ignorare il legame è il compromesso migliore che avrebbe potuto trovare. Per quanto io sia una fan accanita della KurooTsukki, ho trovato che il loro legame fosse perfetto non soltanto perché sono una coppia che funziona, ma anche perché entrambi sono legati a qualcun altro in una maniera particolare e simile, perché entrambi capiscono che cosa possa voler dire mettere al primo posto qualcuno, a prescindere dal suo ruolo, dai suoi pregi e dai suoi difetti.
E nulla, tutte queste belle parole per ringraziarti e per dirti che trovo che tu sia una delle autrici più brave e complete di questo fandom, e che mi piace tantissimo leggere ciò che scrivi, sebbene ci impieghi anni, settimane e mesi perché sono un bradipo a leggere XD Ti abbraccio fortissimo e spero di leggere qualche cosa di tuo al più presto! <3
_Noodle  
Recensione alla storia Ragnarǫk - 19/02/17, ore 18:08
Capitolo 3: Capitolo III
Musica tonante e maestosa ad introdurre la recensione (ho anche inserito il corsivo ed il grassetto, uau).
Buongiorno, cara Ems! <3 A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione, posso finalmente recensire questo terzo, intenso, capitolo. Innanzitutto vorrei tranquillizzarti sui contenuti di quest’ultimo, in quanto il modo e la maniera con cui viene descritta la scena più forte, ossia quella dello stupro, sono talmente accurati ed adeguati che non risultano né sgradevoli, né raccapriccianti agli occhi del lettore. Hai fatto bene a mettere i vari avvertimenti, e proprio per questo nessuno dovrebbe avere problemi nella lettura della storia (lettore avvisato, mezzo salvato!). E poi, lasciami essere totalmente sincera, una scena di violenza così di classe non l’avevo ancora mai letta (e sai che sono particolarmente sensibile davanti a tali parti); ma ne parlerò comunque in seguito, cercando di rispettare un ordine nel mio commento! ;).
Cominciamo! L’iniziale scena del banchetto è una perfetta introduzione per gli avvenimenti successivi. Ushijima, diventato rappresentante dell’intero villaggio, abbandonandosi ad un gustoso bicchiere d’idromele ed affiancato da timorose ed affascinate fanciulle, è attorniato da un’aura diversa, più autorevole, più rispettabile. Tutti lo guardano con un occhio diverso, lo chiamano addirittura in modo diverso, e questo a Wakatoshi non piace più di tanto. È irritato e, più probabilmente, intimorito da questa investitura. La ragione per cui lo è non è nulla di astratto, non è un ideale contrario, ma un uomo, un uomo che aspetta nella sua stanza. Ushijima, umano e desideroso di rimanere tale, si avvicina a Shirabu suggerendogli di divertirsi, e questo dimostra quanto il futuro sovrano sia in grado di provare dell’empatia e della compassione per i suoi compagni, sebbene sia e resti l’assassino di un popolo. Wakatoshi prova dei sentimenti, in particolare per il suo prigioniero, bello di una bellezza nobile e pura, candida e regale. Il suo contrario.
Il passaggio alla prima persona per raccontare lo stupro è stata la scelta più azzeccata che potessi fare. Il disagio, la paura e il ribrezzo di Oikawa sono trasmessi in maniera impeccabile, ma, come dicevo prima, senza risultare sgradevoli. La scena descritta è raccapricciante in sé, semplicemente per l’argomento trattato, ma il modo con cui Oikawa narra ciò che gli sta capitando conserva la nobiltà del suo animo. Ushijima ubriaco non si accorge di quello che fa, non si accorge nemmeno del coltello e di come Oikawa non desideri il dolore che Wakatoshi gli sta provocando. I suoi pensieri, infatti, si rivolgono a Hajime, ai loro incontri e alla loro prima volta insieme, ad un dolceamaro ricordo in grado di alleviare ciò che sta realmente accadendo, seppure per qualche istante. Immagino i rumori e gli odori che avvolgono questo rapporto non consensuale, i respiri affannati ed i gemiti stridenti, l’odore di alcool, di sudore, di desiderio e di panico. “Fra poco sarà giorno, ma per me il tempo è diventato irrilevante”, trovo sia la frase che meglio rappresenta ciò che Tooru prova nei confronti della sua condizione e nei confronti di tutto ciò che riguarda il tuo “padrone”. Il tempo non conta più, il giorno non porta più gioie, la notte non porta più consiglio, tutto è piatto e sospeso su un burrone senza fondo, che sembra impossibile risalire. Finito il rapporto, Ushijima si addormenta, ed Oikawa scappa, scappa nel cuore della notte, sperando che un giovane esile ed agile come lui non possa essere visto, simile ad un’ombra. Tuttavia, al mattino, viene ricondotto da Ushijima, che solamente grazie al coltello abbandonato vicino al letto riesce a rimembrare le sue azioni e a trovare una giustificazione per tutti quei graffi e quei lividi. Per un istante Wakatoshi è incredulo, non comprende come l’amante che aveva curato in quei giorni in realtà non fosse guarito affatto. Poi, alla semplice visione dell’arma inutilizzata, una raffica di sensazioni ed immagini annacquano il peso dell’alcool, tutto torna a ricoprire il proprio posto nell’ordine naturale e consequenziale degli eventi. Ushijima ha capito, Ushijima sa di che cosa è stato capace, senza nemmeno volerlo coscientemente. Dal momento che so che cosa accadrà, non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ma davvero davvero tantissimo!
Inoltre, volevo rassicurarti sul fattore “interiorità”, “introspezione”, “descrizione dei sentimenti”. Anche senza scrivere capitoli in cui ci sono pagine e pagine di flussi di coscienza/digressioni sul carattere e sulle emozioni di qualche personaggio, voglio ribadire che tutti sono caratterizzati non bene, benissimo. Sono coerenti e ricchi di sfaccettature senza risultare confusi a livello di personalità. Hai la capacità di inquadrare i personaggi con poche e semplici frasi, aggettivi o complementi, senza girarci troppo attorno, ma risultando sempre esaustiva e completa.
Bravissima Ems, sebbene tu non creda appieno in questa storia, io ci credo tantissimo. È un piccolo gioiellino, e so che non dovrò rimangiarmi queste parole!
AtTendou (sta battuta fa schifo, basta) il prossimo capitolo, PERCHE’ SI. PERCHE’ SAPPIAMO. ECCO. Baci sul capo
_Noodle