Recensioni di theuncommonreader

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Recensione alla storia Gli innocenti - 13/01/16, ore 19:05
Capitolo 19: Il perfetto gentiluomo
Ciao! Eccomi qui per lo scambio che arrivo a recensire anche questo capitolo. ù_ù

Partiamo dalle note formali, che sono davvero pochine.
Attenta ai punti fermi quando chiudi le virgolette: a volte li inserisci dentro, a volte fuori dalle caporali.
Inoltre:

"con accanto un vecchio nudo che accarezzava" --> Forse manca un "la"?
"quel coso" --> Lo trovo poco vittoriano, LOL. E' semplicemente un consiglio, ma userei un termine come "affare".

Inutile che io ti dica oltre quanto mi piaccia Peter. Il suo attaccamento per Miles e il suo sprezzo per la falsità delle convenzioni lo rende caro al mio cuore. Per quanto riguarda Jessel, per quanto fosse poco convenzionale già prima, vedo che la frequentazione con Peter sta cominciando ad aprirle gli occhi sulla realtà di cui fa parte: ad inizio capitolo, il fatto che reputi John un gentiluomo e voglia vedere lui e Catherine felici insieme rispecchia molto l'opinione di Catherine stessa su di lei - ovvero che sia Peter a meritare il biasimo, e che Jessel sia, in fin dei conti, una sua vittima; tuttavia, quando Peter le mette davanti agli occhi la prova concreta della depravazione di John, Jessel guarda ai disegni spinti prima con apertura mentale che magari prima non avrebbe avuto, e poi riconoscendo l'orrore che si cela dietro la facciata di John con prontezza, senza volerlo in nessun modo giustificare.
John direi che rappresenta in pieno l'ipocrisia dell'uomo vittoriano. Non trovo affatto inverosimile che nasconda certi segretucci, perché sei riuscita a costruire la sua storia in modo da rendere la sua devianza sessuale coerente.
L'unico punto - a livello di trama - su cui esprimo la mia perplessità è il fatto che, la domenica, la servitù sia riunita in cucina piuttosto che essere a messa. Ho fatto qualche ricerca, e la servitù aveva pieno diritto di recarsi a messa - anche se, come è ovvio, qualcuno di loro sarebbe dovuto restare indietro per controllare la casa e occuparsi del pranzo. Sarebbe dunque più verosimile che fosse la cuoca e uno degli uomini ad attardarsi, mentre la signora Grose, Martha e le altre cameriere sarebbero potute benissimo andare.
Potrebbe trattarsi di una riunione segreta, certo; ma la loro assenza dalla chiesa dell'intera servitù di casa sarebbe notata, penso.
Invece, ho trovato realistico il ragionamento di Martha e il suo personaggio comincia a piacermi di più.

(Magari ho preso io un granchio grosso, comunque. Ho riletto il capitolo sulla convocazione della servitù all'arrivo degli ospiti inattesi di Miles, e ho avuto l'impressione che i membri della servitù fossero, appunto: la cuoca, le cameriere, la signora Grose e Luke).

Ciò detto, attendo con ansia di vedere in moto il piano di Peter e che fine farà John, così credulone. Questo capitolo non me lo ha reso più simpatico del precedente. ù_ù Ti faccio i miei complimenti come al solito e alla prossima!
Recensione alla storia Gli innocenti - 27/11/15, ore 17:47
Capitolo 18: L'abito rosso
Eccomi qua a recensire anche questo capitolo (sarei giunta scambio o meno, ma mi sono accorta solo ora dell'aggiornamento e dunque approfitto ùù).

Altro capitolo quasi del tutto Petercentrico. Sai che lui è il mio prezioso figliolo, e continuo a trovare fantastico il gioco di specchi che crei tra le aspettative dei suoi coevi e il lettore moderno, che davvero tende a simpatizzare più per Peter che non, per esempio, per Catherine i le sue idee tipiche del tempo (neanche lei mi sta simpaticissima, by the way. Ho notato una certa aria di superiorità, e anche che guardi con sufficienza Jessel è di sicuro naturale - "a me non potrebbe accadere mai" - ma comunque poco simpatica.

Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che Peter si è attirata molto di quell'antipatia, prima e dopo l'arrivo di Jessel - dunque, lo scherzo di Luke è assolutamente giustificato.

Questa complessità mi piace molto, dunque.

In questo capitolo, ho apprezzato anche Jessel - soprattutto, sei davvero brava a creare dialoghi credibili, cosa che mi spinge a stimarti automaticamente, perché io odio - DETESTO - scriverne. L'ultima parte è estremamente fluida, e ho notato che ultimamente sei più disposta a trattenerti sulle singole scene, riducendo al minimo il raccontato a beneficio del mostrato.

La parte iniziale del capitolo, con le impressioni del villaggio su Peter, è un po' un'eccezione: è servita - e benissimo - a introdurre il capitolo in modo efficace, dando buone premesse alla scena.

Kudos. ù_ù Aspetto il prossimo aggiornamento.

Infine, le mie solite note grammaticali e stilistiche, sperando sempre che risultino utili:

"era stato conosciuto" --> C'è qualcosa del verbo "conoscere" in questo contesto che non mi sconfinfera. Potresti per esempio usare un'espressione diversa, del tipo "era stato un personaggio conosciuto", oppure "aveva già una certa fama". Questo, però, è più un gusto personale.

"la gente era riuscito" --> Piccola svista.

"ricomparendo" / "comparso" --> Una quasi ripetizione un po' troppo ravvicinata. Troverei un sinonimo, magari a "comparso", perché "ricomparendo" si colloca bene col verbo "svanire" che hai utilizzato sopra.

"visto" / "visto" --> Altra piccola ripetizione.

"Settembre" --> Una maiuscola di troppo LOL.

"Il padrone aveva caldamente raccomandato a Luke" --> Questa notazione è più a livello stilistico: così come dici, pare che il padrone (termine che, in quanto si indica una persona precisa, dovrebbe essere in maiuscolo), abbia consigliato a Luke di recarsi alla sartoria, piuttosto che ricordargli di farlo. Più preciso sarebbe dire "si era raccomandato caldamente con Luke di...".

"innocente" / "innocente" --> Ripetizione. Capisco il richiamo al titolo, ma forse ce n'è uno di troppo.

"«È meraviglioso» sospirò" / "«L’ha scelto John» ammise" / "«Hai visto, vecchio mio, che bellezza?» chiese" / "«Signor Quint» riprese / «In ogni caso vi invito ad aprire quel baule» insistette" / "«Come sei bello, Peter» sussurrò" / "«Mi hai fatto altri ritratti?» indagò" / "«Fai anche quel tipo di disegni?» chiese" / "Chissà cosa avrebbe detto, dei tuoi disegni» proruppe" / "«Non eri per niente adatta a lui» proseguì" / "«No, infatti» rispose" --> Una serie di punti nel testo in cui dimentichi la virgola dopo la caporale finale.

"sgargianti" --> Trattandosi di azzurro e bianco, non è molto preciso definire queste tinte "sgargianti", anche perché cozzerebbe col tuo chiamare l'azzurro "rilassante", qualche riga sopra.

Una settimana prima John --> Metterei una virgola tra "prima" e "John", per separare meglio le frasi.

madame Jessel --> "Madame" è un titolo che veniva usato più per riferirsi a qualcuno "invocandolo" nella conversazione. Per definire qualcuno in terza persona, più corretto sarebbe "Mrs" o "Lady", in caso di titolo nobiliare.

"diavolo" --> Maiuscolo. :D
Recensione alla storia Gli innocenti - 13/11/15, ore 12:29
Capitolo 17: John e Catherine - parte 1
Eccomi qua per lo scambio!

Allora allora. Il capitolo è Peter!centric, il che mi ha resa molto felice: come sai, è il mio personaggio preferito. Qui lo vediamo alle prese con due chiacchierate diametralmente opposte, e il gioco di specchi che hai creato mi è piaciuto molto.

Da una parte abbia il rapporto con Miles. Si tratta di una relazione profonda, vera, innocente. Anche parlando di argomenti scabrosi, il modo in cui Peter tratta l’argomento con Miles è caratterizzato da una purezza estrema, da una sincerità che va aldilà delle piccole bugie bianche con cui indora i dettagli meno adatti alle sue orecchie infantili.

Il sesso viene descritto come un atto d’amore tra due persone che, legate da un sentimento, possono mettere da parte le convinzioni, persino dormendo nudi e coccolandosi. Si potrebbe obbiettare che, dato che l’ascoltatore è un bambino, Peter dica a Miles quello che egli vuole sentire; tuttavia, si capisce che è onesto con lui, che il nucleo del suo discorso è profondamente vero.

Ed è vero anche quanto si diceva all’inizio: Peter, in assenza di adulti, migliora. Specchia l’interlocutore, come fosse l’incarnazione vivente di una reazione a una data azione.

Nota di merito va al punto di vista di Miles, assolutamente realistico e mai stucchevole, e il suo rapporto con Peter continua ad essere quello che preferisco all’interno della storia.

Tornando alla faccenda degli specchi, dall’altra parte troviamo John.

Ho trovato l’interazione da una parte estremamente realistica, dall’altro alquanto tragica, per John. Si capisce bene come si aggrappi a Peter, considerandolo un amico e volendo fare di tutto per preservarlo (non tanto per amicizia, forse, ma perché Peter ha un ruolo unico, nella sua vita; è un oggetto raro). Si comprende anche come il rapporto sia sostanzialmente one-sided.

Non solo e non tanto perché Peter lo vede come un “somaro” che si lascia plasmare, uno strumento per preservare l’eredità di Miles e lo stile di vita che sta conducendo, ma anche perché lo stesso John non riesce davvero a vedere Peter, che, come dicevo, lo specchia, si adatta a lui.

Qui, il sesso con Jessel diventa sordido, spinto da una vendetta nei confronti della società e dalla lussuria provocata dalla noia di uno stile di vita poco avventuroso. Il disgusto di Peter è evidente, ma lo stesso non può fare a meno di rimandare il riflesso che gli altri desiderano vedere in lui.

La dinamica mi è piaciuta molto, l’ho trovata credibile nel suo squallore, e penso che abbia aggiunto al personaggio di Peter, alla sua caratterizzazione (e anche il fatto che si sia comportato con Luke come ha fatto ha semplicemente rinforzato l’impressione che ho avuto di lui).

John, come personaggio, mi piace, come persona non mi piace affatto. Sono curiosa di vedere quali conseguenze porterà questo suo fidanzamento, e anche come il fidanzamento abbia potuto verificarsi, considerata la sua pessima reputazione e il vigile occhio di Marta, che ha subito sentito puzza di bruciato nel rapporto tra Jessel e Peter (non conosco la tua idea, ma tieni conto che dovrai trovare una spiegazione credibile per questo, se vuoi continuare a mantenere la verosimiglianza. #ricordatichedevimorire).

Ultimi piccoli appunti grammaticali:

“riverenti” --> “reverenti”;

“mantenerti” --> “trattenerti”.

Occhio ai punti alla fine delle frasi prima delle virgolette, che tendi ad omettere.

Detto questo, ti saluto e ci vediamo al prossimo capitolo!
Recensione alla storia Gli innocenti - 06/11/15, ore 19:01
Capitolo 16: Arrivi e partenze
Salve! Sono qui per lo scambio. ^^

Premetto di non aver mai letto il libro a cui la fanfiction è ispirata, ma mi sono documentata sulla trama anche se ho letto la storia come un’originale. L’argomento mi ha attirato subito, in quanto appassionata del genere storico e quindi eccomi qui.
Essendo una long, ho pensato di fare una recensione generale divisa in punti per non perdere di vista i vari argomenti. Premetto che sarà un papiro; perdonami, cercherò di essere il più concisa possibile.
- GRAMMATICA
Partiamo dalla grammatica. In generale l’ho trovata buona: la storia scorre bene, utilizzi le virgole con scioltezza e questo riesce a dare una buona cadenza al testo. Ti segnalo, però, alcune imprecisioni che ho riscontrato nel corso della lettura. Si tratta principalmente di ripetizioni e qualche distrazione sulla punteggiatura, oltre all’uso impreciso di certe espressioni (ad esempio, alle volte sostituisce inavvertitamente al “voi” il “lei”). Qui una piccola lista (abbastanza completa, spero):
CAPITOLO 1
Ripetizione di "tra l'altro";

“triste! ma” --> maiuscola dopo il punto esclamativo;

“sapeva che fossero” --> “sapeva che erano”.

CAPITOLO 2

“Giugno” --> In italiano, i mesi non si scrivono con la lettera maiuscola;

Ripetizione di “accanto”.


CAPITOLO 3
“Flora rise, quando” --> senza virgola, perché non è inciso;

“visto”\”vide”\”vista” --> troppe variazioni del verbo vedere – servirebbe un sinonimo.

CAPITOLO 4
“velocizzarsi” --> poco elegante;
“tuttavia” --> va a seguito da una virgola;
“netto” --> poco preciso;
“verso l'alto” --> ridondante, perché hai già detto che alza lo sguardo;
ripetizione di “sguardo”;
“padron” --> “padrone”.

CAPITOLO 6
“sul baldacchino”  per essere più precisa, dovresti usare “sotto” il baldacchino, in quanto il baldacchino è solo una parte di un dato tipo di letto, e può essere usato come metonimia.
“sig.ra” --> avendo sempre utilizzato il termine “Signora”, sarebbe meglio mantenere il termine esteso;
“stringendo”\”strette” --> variazioni ravvicinate del verbo stringere. Meglio trovare un sinonimo.

CAPITOLO 7
“non c'era da stupirsi che era” --> sarebbe più corretto utilizzare “fosse”.

CAPITOLO 8
“pensato a controllare” --> di controllare
Dopo “affettuosa” manca il punto fermo.

CAPITOLO 9
“lavoretto commesso” --> il termine “lavoretto” non si colloca col verbo “commesso”.

CAPITOLO 11
“porta avvicinata” --> espressione poco elegante. Sostituirei con “semiaperta”;
“capito” / “capire”  variazioni ravvicinate del verbo “capire”. Meglio un sinonimo.

CAPITOLO 16
“Inferno”, in quanto nome proprio di un luogo fisico, va scritto in maiuscolo;
“antro” -- > l’antro è, letteralmente, una grotta. Sostituirei col più preciso “ala”.

- LESSICO e STILE
Per quanto riguarda il lessico e lo stile, per la maggior parte li ho trovati adatti alla materia trattata. Alcuni termini utilizzati li ho trovati un poco dissonanti, tuttavia. Per esempio, i termini “rompipalle” (capitolo 11) e “mestruazioni” (capitolo 16) hanno un sapore un po’ troppo moderno. Posso capire, nel primo caso, che tu desideri dare un sapore rozzo alla parlata di Peter; cercherei, però, un sinonimo più adatto al tempo, ad esempio “una fottuta scocciatura” ; per quanto riguarda la parola “mestruazioni”, forse “flusso” o “mestruo” farebbe più parte della parlata vittoriana.
Lo stile, invece, è scorrevole e adatto. La narrazione ha molto di ottocentesco – il narratore intrusivo, i dialoghi inframezzati dal “tell” piuttosto che dallo “show”, per fare degli esempi. Trovo che sia molto coerente con il tempo in cui la storia è ambientata e mostra una volontà di seguire il filone originale.

- AMBIENTAZIONE e TRAMA
La storia si legge molto velocemente, e incuriosisce. Sono riuscita a finire i capitoli in un tempo relativamente breve, nonostante il numero, e la vicenda mi ha preso abbastanza da continuare molto volentieri.
Apprezzo la gestione dei tempi, nonostante tu tenda molto a narrare più che a mostrare. Fossi in te, mi soffermerei più sui momenti anche triviali (senza esagerare), perché coinvolgono di più lo spettatore. Ad esempio, aggiungere un maggior numero di dialoghi\scene tra Flora e Quint, per mostrare per quale motivi la ragazzina gli si sia così attaccata.
A volte, certe interazioni risultano troppo brevi prima che si passi al momento successivo (ad esempio, l’attrazione tra Jessel e Peter è immediata, ma il modo di narrare senza soffermarsi dà una sensazione frettolosa agli eventi; oppure, quando Jessel si convince che Peter non la obbligherebbe a rapporti sessuali completi, non si capisce bene da cosa lei deduca che sia così).
Ci sono molte scene che mi sono piaciute, soprattutto quelle tra Miles e Peter, che trovo molto realistiche – e adorabili. Per quanto riguarda il lato “sensuale” della storia, trovo particolarmente ben riuscito il paragone della fragola al primo rapporto tra Jessel e Peter; i rapporti che intercorrono tra la maggior parte dei personaggi li trovo molto interessanti, e un punto di merito va per i dialoghi, che sono sempre avvincenti (con l’unica eccezione di un dialogo all’inizio del capitolo 10 tra Grose e Jessen, circa gli orecchioni, a cui andrebbe dato più contesto. Ma della storia della sterilità parlerò più tardi).
Inoltre, non manca una certa sottile ironia nel paragonare, spesso, Quint e Jessen a fantasmi e diavoli.
Ciononostante, mi sono trovata a fare considerazioni dal punto di vista della ricostruzione storica e, di conseguenza, della trama, che vorrei elencarti qui sotto.
CAPITOLO 1
Pare strano che una donna con una famiglia di un certo rilievo faccia la governante, un ruolo per donne che dovevano mantenersi. Spesso governanti e signorine di buona famiglia ricevevano la stessa educazione nei collegi femminili, ma poi le signorine finivano per sposarsi senza praticare mai un mestiere. Se rendi Jessel una donna di buoni mezzi (più tardi la definisci appartenente a una famiglia “benestante” e “influente nella regione”), è un po’ strano che finisca a fare l’istitutrice, anche di propria volontà. Del resto, le donne erano soggette al volere dei genitori, ancora; sebbene alcune lavorassero, si parla di un’estrazione sociale diversa, più basso-borghese; inoltre, Jessel si dimostra particolarmente mite con la madre, quando negli ultimi capitoli quella fa visita a Bly (tra l’altro, non invitata, dimostrando una maleducazione non indifferente per i dettami dell’epoca); dunque mi pare strano che abbia sfidato una famiglia che apertamente non contrasta solo per il piacere di diventare istitutrice.
Leggendo fino alla fine, ho capito che desideravi mettere un divario insormontabile tra di loro per impedirne a tutti costi le nozze, realisticamente parlando; tuttavia, anche solo far appartenere Jessel a una bassa borghesia avrebbe reso difficile l’eventualità di un’unione, date le origini di Peter.

CAPITOLO 2
In realtà, alla fine del secolo (dunque attorno all'epoca in cui si svolge la storia), l'atteggiamento verso lo sport e le donne era cambiato, dunque non sarebbe così strano che una ragazzina nuotasse nel lago, anche di buona famiglia. Il nuoto era molto popolare come sport per le donne, e soprattutto le aristocratiche potevano dedicarsi allo sport. Se però Jessel desidera dare a Flora un’educazione più “classica”, ciò cozza con il suo approccio non convenzionale con tutto il resto.
CAPITOLO 4
Nel capitolo, al momento dell’invito di Peter alla cena, viene menzionato che i bambini sedessero al pasto coi genitori. In realtà, nelle famiglie abbienti era difficile che i bambini cenassero con gli adulti, in quanto erano confinati alla nursery almeno sino ai primi anni dell’adolescenza.
In un secondo momento, poi, menzioni il “tu” e il “voi”; per una persona inglese, una distinzione del genere avrebbe poco senso; il termine “you” è utilizzato indistintamente, e quanto fa capire la distanza tra le persone è l’utilizzo di espressioni formali e titoli quali ad esempio “Madam” o “Sir”. Quando Jessel riflette sulla familiarità che Flora si prende con lei, è poco convincente che pensi al “voi” e al “tu”; allo stesso modo, quando Jessel prende confidenza con Peter, specificare che si danno del “tu” non è molto corretto.
CAPITOLO 5
Sempre sulla scia dell’immedesimazione in un personaggio inglese, il primo dialogo ha poco senso. Questo perché il Dottore utilizzerebbe (come fa in italiano) il pronome “him”; a questo modo, la Signora Grose sarebbe subito che non si riferisce alla Signorina Jessel, rendendo la battuta seguente poco sensata. Nel caso, ti consiglierei di riformulare la frase in modo che si elimini la presenza di qualunque pronome, così da dare un senso al dubbio della Signora Grose.
E ho anche trovato abbastanza strano che Quint non sapesse dove si trovasse la stanza di Flora, essendo lui il responsabile della casa e vivendo lì da tempo – soprattutto, avendo un rapporto stretto con Miles, che lui stesso avrà dormito nella nursery.
CAPITOLO 7
La faccenda di Quint che si finge lo zio non è molto verosimile. Di certo se lo zio di Miles ha una reputazione tanto terribile, il padre del ragazzino avrebbe dovuto saperlo, soprattutto in una comunità piccola come quella del Bel Mondo.

CAPITOLO 8
Visitando Bly, al padre di Conrad sarebbe parso quantomeno strano trovare esclusivamente personale femminile, in casa. Chi si sarebbe preoccupato di badare ai cavalli e alla carrozza, per esempio? Gli stallieri erano parte integrante del personale delle dimore e dunque è altamente improbabile che egli non avrebbe trovato la loro assenza eccentrica. Inoltre, la cuoca, che non viene congedata, è l’unica in grado di preparare un pasto che raggiunga gli standard richiesti ed è poco realistico che ci riesca da sola, col solo aiuto di donne non professioniste; senza contare che, in cucina, anche gli uomini avevano il loro ruolo (per esempio, girare lo spiedo).

CAPITOLO 9
L’uso del centimetro come unità di misura non è molto preciso. Un inglese penserebbe al “palmo”, molto più diffuso al tempo, o al pollice.
Inoltre, è poco probabile che un'istitutrice decida di tenere contatto due bambini malati. Le malattie infettive erano temutissime nell'epoca Vittoriana, e addirittura per raffreddori potevano sparire intere generazioni di famiglie; inoltre, portavano spesso a complicazioni e a problemi per il resto della vita in alcuni casi (vedi, per esempio, l’indebolimento causato a Lizzie Siddal dalla polmonite o il gran numero di morti trai fratelli di Effie Gray).
Gli orecchioni erano una malattia temutissima, ma che raramente causa sterilità ed è strano che il medico la dia tanto per scontata, così, da subito. Ho trovato un po’ strano che ci si scherzasse così a cuor leggero, essendo, però, causa di così alta mortalità.
CAPITOLO 12
Per esigenze di trama dovevi far allontanare i bambini da casa; ma che vadano al mercato con dei domestici senza la compagnia dell’istitutrice non è molto verosimile. I bambini delle famiglie agiate uscivano ben poco dai confini della casa.
CAPITOLO 15
La religione era importantissima nell'educazione del bambino vittoriano. Pare molto strano che Miles ignori i precetti di Paradiso e Inferno.

- PERSONAGGI
Per quanto riguarda, infine, i personaggi, ho trovato un bel divario tra Peter e Jessel. Peter risulta costruito meglio sin dai primi capitoli (perché è più plausibile che dal basso si ascenda nella scala sociale, che non il contrario). Le sue vicende sono avvincenti, la sua caratterizzazione e la sua crescita molto ben riuscita. Adoro il suo rapporto con Miles e quello, appena sbocciato, con Flora; la sua crescita interiore e la tragicità del momento, i suoi rimpianti e i suoi peccati. Con Jessel ho empatizzato di meno, forse perché nei primi capitoli hai calcato un po’ troppo la mano sul volerne sottolineare lo spirito libero. Nel corso della storia, però, ha rivelato una serie di difetti (XD soprattutto, perdonami ma come istitutrice non è proprio il massimo, per i canoni dell’epoca), tra cui un egoismo, quando si tratta di Peter, solo in parte giustificato dall’amore. Il momento in cui più l’ho apprezzata è stato quando ha sbottato contro Peter nel momento di ubriachezza. Devo dire, però, che è migliorata verso la fine, diventando meno perfetta e più umana (nonostante il ragionamento un po’ contorto sul perdere la verginità, in cui passa dal volerla preservare al fregarsene, basta che lui sia sterile, un po’ troppo in fretta).
Ottime le caratterizzazioni dei bambini, invece. Li ho trovati molto realistici, e non è assolutamente facile tenere le redini di personaggi tanto piccoli.

Dopo questo enorme pippone saggio, io spero di essere stata utile ed esauriente! Se hai qualche altra domanda, chiedi pure; nel complesso, mi hai incuriosita molto e continuerò a seguire la storia per vedere come finisce!
Recensione alla storia Blood and Fire - 03/11/15, ore 15:22
Capitolo 1: Blood and Fire
Salve, sono passata per lo scambio!

Sono stata attirata verso questa one shot dal nome "Lucrezia" (che è anche il mio XD) e "Otello" (che riecheggia quello shakespeariano), e sono contenta di esserci capitata.

Ho trovato il pezzo davvero forte, coinvolgente. Non so nulla di questi personaggi, se non che si amano e che il loro amore è distruttivo - hai insistito molto su questo punto, ma senza mai renderlo troppo pesante e con belle immagini, come quella del livido (ma attenzione: non "nella pelle" ma "sulla pelle").

Lo stile è poetico, alto ma non aulico, una sensazione data soprattutto dal fraseggiare e dal continuo uso di richiami (forse anche all'Otello?) di due principali campi semantici, quello della luce\bianco e quello dell'oscurità\nero; ma l'oscurità è anche nella luce (nella Lucrezia dalla pelle chiara) e il bianco è anche nel buio (Otello che insegna a vivere a Lucrezia, nonostante poi voglia distruggerla).

Il rapporto è evidentemente malato, e, oltre ad essere il centro della os, sembra anche quello delle loro vite; buona scelta, quindi, non divergere troppo, non ampliare e raccontare dei loro fatti triviali. Crei una buona dose di mistero (almeno per me, che non ho letto la storia a cui il testo è ispirato).

Niente da segnalare a livello grammaticale\di punteggiatura a parte quel "nella pelle", perciò ti faccio i miei complimenti e ti saluto! ^^