Recensioni per
Respiri
di _itsfrannie

Questa storia ha ottenuto 11 recensioni.
Positive : 11
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
12/10/21, ore 19:15
Cap. 8:

Devi essere un’amante del Giappone.
Il componimento è perfetto come haiku.
Il sakura - i fiori di ciliegio - sono fra i temi preferiti della primavera giapponese, come i nostri autunnali foliage.
E quel "vero Sole", atteso, richiama un po', pure quello, il paese del Sol Levante.

Chissà che tutto ciò, con quel titolo che porta un vento forte di innovazione, non sia il preludio di un vagheggiato trasferimento?

Recensore Veterano
11/10/21, ore 16:55
Cap. 7:

Sei figlia dell'ermetismo.
Ami giocare a nascondino.
Celi con un sapiente lavoro di cervello molti significati in poche parole.

Come in questa suggestiva poesia, in cui mi sono immerso con diletto.
Chissà, però, se ho colto tutto. Chissà se ho colto giusto.

Esprimi pacate manifestazioni di felicità esternamente ("sorrido"), ma voglia di gridarlo internamente ("a pieni polmoni").
Ritrovi "la meta" (e la metà) del tuo viaggio, lo scopo della tua vita.
Ti ci butti, ma… "in / punta di piedi".
Quasi con il timore che la meta possa (di nuovo?) svanire.

Spero di non aver frainteso. A me darebbe fastidio non essere capito.
Un caro saluto.

Recensore Master
26/09/21, ore 20:32
Cap. 6:

Mi piace molto questa piccola poesia, dal titolo semplice ma che in realtà nasconde qualcosa di più profondo, quanto la musica possa esserci di enorme beneficio proprio nei momenti in cui sentiamo che stiamo vagheggiando nei bassifondi dell'anima.

Sempre bravissima!

AP.

Recensore Junior
22/08/21, ore 19:18
Cap. 4:

Ciao, riuscire a godersi ogni attimo, ogni piccola cosa riesce a darci la forza per affrontare la vita, a farci sentire davvero vivi.

Recensore Junior
22/08/21, ore 19:15

Ciao, in questa poesia non sembra si parli di pioggia fisica, un fenomeno atmosferico cui tutti sono abituati... piú della pioggia come metafora di un evento spiacevole che travolge, e la riga finale intrinsa di senso di colpa per la situazione in cui ci si trova lo fa pensare ancora di piú

Recensore Master
14/08/21, ore 14:06
Cap. 3:

Parole al forte impatto, su questo non c'è dubbio. Quel qualcuno forse è la personificazione di un ansia opprimente, che forse, si trasforma in panico che subito tutto lega e blocca al punto da farci respirare a malapena, e tutte le nostre espiazioni sembrano perdere senso nel marasma che proviamo.

Brava come sempre;

AP.

Recensore Master
05/08/21, ore 13:31
Cap. 2:

Questa la vedo come le pressioni della società che non tardano mai a farsi presenti, in questo mondo disumano dove ci si aspetta tutto da tutti nei limiti dell'impossibile. Forse quelle palpebre vorrebbero avere un momento di riposo, e lasciarsi abbandonare tranquillamente.

AP.

Recensore Master
05/08/21, ore 13:28

In questa breve poesia ti ho trovato molto malinconica e triste, questo si capisce benissimo e sebbene mi siano piaciuti i tuoi versi potenti, mi dispiace per qualunque cosa tu stia passando. Eppure mi auguro che quella stessa pioggia che somiglia ad aghi che fanno veramente male, possa far spazio invece ad un sole che ti possa abbagliare e farti vedere la luce che hai dentro e meriti di mostrare all'altro;

AP.

Recensore Veterano
31/07/21, ore 12:37
Cap. 2:

Ancora un gioco audace, il tuo.
Chiedi al lettore tempo e sforzo per l'interpretazione, ma rischi in questo nodo di perderlo.
A partire dal titolo.
Senza più… cosa? Ok: lasciata a te stessa.
Diventi, e scrivi, troppo cerebrale.
Concentrata, le palpebre si appesantiscono.
Il peso porta alla gravità, la gravità all'attrazione. E tu perdi attrattive e capacità di attrarre.
Lungi dall'essere un attraente viaggio al centro della terra.
Schiacciante: schiacciata e incontrovertibile, senza via di scampo.
Tensiva. Cefalea tensiva, l'unico regalo di questo stato, lungo quanto una notte, o forse quanto una Quaresima.

Richiedi troppo sforzo al lettore, troppa fantasia, Francesca.
Pensieri puri. Interpretazioni impure.
Diamante grezzo, ancora tutto da sfaccettare.
Un abbraccio.

Recensore Junior
17/07/21, ore 08:21

Acqua piovana che punisce, che qui è rappresentata come aghi, chiodi, oggetti acuminati in grado di ferire. Una pioggia che ben presto assume la sua forma finale: quella dei peccati, che come armi, feriscono, non lasciano scampo, e ci arrendiamo sotto la loro caduta perché di quelle "infernali deviazioni" la responsabilità è solo nostra.

E' una poesia che rimbomba, che, con l'uso di immagini sapientemente utilizzate, rende perfettamente il senso di colpa come viene percepito spiritualmente; pungente, senza sosta, battente e gelido come una pioggia che cade.

L'ho apprezzata parecchio. Complimenti.

Recensore Veterano
16/07/21, ore 07:29

Erano mesi che non leggevo più opere tue.
Alcune mi facevano dannare perchè non riuscivo a capirle, troppo ermetiche.
Questa qui rivela doti preziose: una grande sensibilità, purezza di pensiero, capacità di autocritica.
E noto una fresca e coinvolgente religiosità.

Respiri, tu dici, motivanti… Come, forse, la frescura di una fitta pioggerellina in una giornata afosa?
Eppure descritti con tinte cupe: penetranti come radiazioni, trapananti nelle vene, devianti come peccati. Niente che faccia pensare a qualche sollievo.
Forse però, come pioggia, hanno il potere di lavare via tutto il fango che uno ha addosso, anche se con il dolore.

Insistite, ripetute le immagini degli aghi e dei chiodi.
Belle le geometrie ravvicinate delle rette verticali e delle spirali.
Insomma ci vedo - anche se un po' in fieri - tutti gli elementi per una bella poesia. Continua così.

P.S. "Mortali spirale" dovrebbe essere un "mortali spirali".