Recensioni per
Lettera mai inviata
di Mariam Kasinaga

Questa storia ha ottenuto 2 recensioni.
Positive : 1
Neutre o critiche: 1 (guarda)


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Recensore Veterano
18/07/21, ore 12:43

Ciao Mariam,

Ho visto la tua consegna e sono venuto a curiosare quel che hai scritto.
Allora, sul piano di stile e grammatica non sono riuscito a trovare errori rilevanti, anzi direi che il racconto è scritto molto bene e leggerlo è un piacere.
Le uniche note che blandamente ti faccio sono qui:

> Ti ricordi, come è iniziato tutto questo?
Da qualche parte, così tanto tempo fa da non ricordare neppure quando [...]


Usi il verbo "ricordare" in modo un po' troppo ravvicinato.


> All’inizio dicevano che era per la nostra sicurezza, per cercare di tenere sotto controllo tutto il casino che era successo; e noi, forse senza sapere cosa stesse succedendo, ci abbiamo creduto.

Stesso discorso con il verbo "succedere"


L'argomento che hai scelto di trattare, poi, non è solo futuribile, ma anche incredibilmente attuale, anche se in nessun luogo del mondo, da quanto ne so, si è ancora arrivati a un controllo culturale drastico come quello che descrivi. Un mondo dove non solo i libri e il cinema, ma anche la musica è stata duramente censurata...
Tutto è ancor più doloroso per la protagonista, perché parte della sua vita, quella più felice, si è svolta prima che tutto cambiasse, quando aveva vicino l'uomo che amava, mentre adesso... beh, può ritenersi fortunata per il fatto che non ci siano matrimoni imposti dallo stato...

Ora, mi duole esporti alcune note negative.
Intanto non è chiaro perché il violino debba essere nascosto. C'è ancora la musica di regime e non credo che qualcuno avrebbe qualcosa da ridire se fosse diffusa tramite uno strumento nobile come quello. Insomma, la scelta di bandirlo è davvero curiosa e meriterebbe una spiegazione.
Poi, suona abbastanza inverosimile che vi sia stato un passaggio dalla libertà alla schiavitù di regime senza che vi fossero proteste. Ci sono state la crisi, i disordini, la rivoluzione; la prima misura di controllo sembra essere stata il coprifuoco, e già questa deve (necessariamente, direi) aver creato tensioni, malumori e infrazioni (il covid insegna). Invece pare che la popolazione abbia subito a testa china. Lo stesso vale per gli oppositori spariti nel nulla (anche in Russia ci sono mobilitazioni e proteste quando un oppositore scomodo viene messo a tacere), per la libertà di stampa perduta (a Raqqua gli oppositori dell'isis hanno sfidato la morte pur di smentire la propaganda ufficiale).
Insomma, hai descritto una società che cade silenziosamente in un baratro, ma mancano elementi che spieghino come sia stato possibile, perché tutti sembrano essersi comportati come la protagonista.
Aggiungo che non ti avrei mai mosso una critica simile se avessi descritto una città che già si trovava in quella situazione, senza accennare alle dinamiche del perido di transizione.

Sulla riflessione finale:

> forse la libertà non si conquista con il frastuono di grandi gesta eroiche; forse sono i piccoli gesti, quelli compiuti dalla gente comune, che ci salveranno.

Mi trovo parzialmente d'accordo. Certamente i piccoli gesti sono fondamentali per tenere viva la protesta, però occorre anche fare propaganda, altrimenti non c'è rimedio contro le idee di regime, specialmente per chi, altrimenti, conoscerà solo quelle.

Concludo dicendo che non mi è affatto dispiaciuto leggere il racconto, anzi, probabilmente mi è piaciuto divagare nelle tematiche da te proposte, perciò ti faccio il mio in bocca al lupo per il contest!

Ciao!

Nuovo recensore
18/07/21, ore 11:29

Oh, una nuova storia introspettiva! È uno dei miei generi preferiti, quindi mi fa sempre un sacco di piacere quando c'è qualcosa di nuovo. E, non posso negarlo, lo stile di scrittura e le parti puramente introspettive e malinconiche sono ben fatte. Una one-shot breve che fa il suo lavoro. Ma, allo stesso modo... non posso non riconoscere che sembra esserci anche un filino di critica alle misure restrittive attuali, o sbaglio? Oppure stai semplicemente scrivendo dal punto di vista di un personaggio che la penserebbe così?