Recensioni per
Il tunnel alla fine della luce
di Clodie Swan

Questa storia ha ottenuto 4 recensioni.
Positive : 4
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
21/01/22, ore 21:32

Ciao Clodie!
Innanzitutto complimenti per esserti classificata prima nel contest di Spettro! Anche io ero iscritta, poi ho mollato...

Ho letto la tua storia e sebbene sia scritta con un ritmo incalzante e anche divertente, mi ha un tantino intristita perché racconti un fatto di vita vero, reale, quotidiano e anche attuale (vedi il distanziamento...).
Mi sono messa nei panni di questa mamma, non solo in ansia per il problema del piccolo gnappo, ma anche sfiancato da tutto quello che c'è dietro (visite, soldi, attese lunghe una vita).
Io non so di dove tu sia, ma posso assicurarti che le poste italiane sono tutte uguali! Ahahaha
Hai descritto una scena che penso capiti in ogni santo ufficio postale, ogni santo giorno ahahaha

Complimenti ancora,
Nina^^

Recensore Master
21/01/22, ore 17:24

PRIMA CLASSIFICATA: SWAN.79 – IL TUNNEL ALLA FINE DELLA LUCE

GRAMMATICA E STILE
Dal punto di vista grammaticale, la storia non presenta errori degni di nota. È ben scritta e ogni frase è costruita in modo più che comprensibile, permettendo al testo di essere letto e compreso. Quanto allo stile, l’uso che ne hai fatto è stato tuttavia molto semplificato. Per scrivere di uno genere leggero come la commedia hai optato per una narrazione in prima persona e meno elaborata del tuo solito. Il testo scorre bene, ma non ha altri pregi se non un’assenza di insufficienze.

PROMPT: 
Il prompt prevedeva che almeno un tema della narrazione trattasse a proposito della burocrazia. La protagonista in questione si trova effettivamente alle prese con l’ultima di una sequela infinita di grane burocratiche, ed anzi a un passo dalla fine; dando perciò un’enfasi maggiorata sulla procedura burocratica che ha dovuto subire.
L’altro prevedeva l’uso del genere Commedia. Un lavoro che non posso assolutamente valutare come non presente. Tenendo conto del limite di parole imposto e del tema piuttosto specifico, il genere su cui si richiedeva di scrivere doveva essere, nella sua definizione più semplicistica: una rappresentazione scenica di una vicenda tratta dalla vita quotidiana, non necessariamente a lieto fine. La protagonista delle vicende, in questo particolare contesto, si trova invischiata in un episodio che tratta di una situazione quotidiana e comune; a lieto fine, come era richiesto dal prompt principale.

PADRONANZA DEL CONTESTO:
L’obiettivo del contest voleva che il protagonista si trovasse dinanzi a una scadenza imminente, apparentemente semplice, diventata impegnativa poiché nessun canale legale si sarebbe dimostrato non disponibile per assisterlo. Con delle pressioni, di familiari e non, che avrebbero esacerbato l’autocontrollo del protagonista. E solo una speranza, grigia, avrebbe potuto salvare il protagonista dalla disgrazia del proprio fallimento.
Il contesto, dunque, è stato rispettato per la maggior parte. Siamo di fronte a una scadenza, in questo caso per il bene del secondogenito della protagonista. Abbiamo i canali legali che si rifiutano di aiutare rappresentati dagli impiegati allo sportello e le pressioni, di entrambi i figli della protagonista, che vogliono vedere la loro madre tornare a casa il prima possibile. Buona parte del contesto, dunque, è stata chiaramente inserita.
Tuttavia, ci sono delle considerazioni da tenere a mente. In primis, la scadenza della protagonista è sì imminente e importante, ma lei non ha fatto nulla di sbagliato. L’imminenza della scadenza è data dall’inoperosità amministrativa e non da particolari errori della protagonista, oltre a una densità di strumenti e vincoli “di natura tecnica” che ogni sezione amministrativa le ha imposto. I canali legali, dunque, si sono effettivamente adoperati per aiutarla ma in misura contorta e troppo, troppo lenta. Si potrebbe appuntare che il “fallimento” della protagonista possa riscontrarsi nel non l’essersi informata sulle procedure, ma non sarebbe logico. La maggior parte delle situazioni vissute dalla protagonista riguardano grane burocratiche talmente intricate che sono una persona altamente specializzata avrebbe potuto sbrogliare in fretta; inoltre la protagonista ha dato prova di sapersi attivare per ogni contrattempo con adeguata fluidità.
La pressione che viene da amici e familiari è presente e importante. Non tanto in riferimento alla richiesta dei bambini, di tornare a casa non di sbrigarsi a finire, quanto per la naturale preoccupazione materna verso il futuro del figlio e le sue necessità.
Infine, l’ultimo appunto riguarda la speranza grigia che la protagonista avrebbe dovuto inseguire. Sebbene gli estremi per rintracciarla ci siano, c’è da fare un appunto. La speranza grigia doveva essere quel fattore, fortunato e soverchiante per il destino del protagonista, senza il quale il nodo che lo soffocava non si sarebbe sciolto; per farla breve, doveva essere una persona/evento che avrebbe potuto essere anche negativo ma il protagonista non avrebbe avuto altra scelta se non affidarsi e incrociare le dita. L’impiegato rappresenta questa speranza grigia, ma allo stesso tempo non la rappresenta appieno: egli è nello stesso momento la causa della disperazione e del sollievo della protagonista; se lui fosse stato presente dal primo momento, tutto sarebbe filato liscio come l’olio. Più lineare e inquadrato, in questo esempio, sarebbe stato che un personaggio sconosciuto e gentile si fosse fatto carico di cercarlo e la protagonista, non avendo altra scelta, si sarebbe potuta affidare solo che a lui.
In sintesi, tutti gli elementi richiesti sono presenti, chi in modo naturale e chi in un modo più flebile.
La valutazione in questo campo è dunque più che sufficiente, con qualche imprecisione.

GRADIMENTO PERSONALE
La storia si fonda su un episodio di esperienza vissuta. Effettivamente mi sarebbe piaciuto vedere di più. Per quanto l’episodio sia stato anche gradevole da leggere, rimane una narrazione molto lineare e semplificata, con una gestione del pathos che ovviamente risente della leggerezza con cui si è deciso di mettere in atto lo scritto. Per farla breve: non ho particolari riserve, ma questa è la mera narrazione di una vicenda, piuttosto che un racconto strutturato per avere un inizio, uno svolgimento, una fine.
 

Nuovo recensore
20/01/22, ore 08:27

Ciao, 
non potevo esimermi dal leggere la tua storia e apprezzarla.
E' decisamente ben scritta, evocativa e realistica. Ha anche un certo umorismo sottile che la rende spiritosa.
La scrittura migliora a ogni cosa che pubblichi e spero che il valore di questo lavoro venga riconosciuto al contest.
Lo gnomo è una forza della natura e mi fa una gran tenerezza! 
Complimenti ancora. alla prossima

Recensore Veterano
17/01/22, ore 18:42

Ciao Swan!

Ho visto la consegna sul contest di Spettro e ho letto che questa storia era in parte autobiografica, e nulla poteva accendere la mia curiosità più di questo. Adesso... diciamo che mi auguro due cose in alternativa tra loro: o che l'esperienza autobiografica fosse solo quell'eternità passata nell'ufficio delle poste, o che lo gnometto abbia davvero dato una pista a tutti.

Giudico ben riuscito il passaggio alla prima persona, perché il racconto mi è piaciuto. Hai usato espressioni molto colorite, divertenti e sicuramente ben adatte a descrivere i lunghi tempi di attesa, e mi è piaciuta davvero molto la telefonata con i due bambini. In particolare lo gnomo, con la sua pronuncia sgangherata, l'ho trovato simpaticissimo.

Secondo me... avresti potuto accentuare di più l'emozione della protagonista se non fosse stata fiduciosa al suo rientro nell'ufficio. In fondo, c'era il rischio di rifare tutto da capo e i bambini che aspettavano a casa. La tensione che si scioglie, la paura che si trasforma in euforia avrebbero dato un po più di gusto al finale, anche perché in precedenza hai usato un tono ironico, di per sé molto bello a leggersi, ma che però ha alleggerito il peso dell'attesa. 

Ho notato qualche errore di punteggiatura e degli spazi mancanti o nei posti sbagliati qua e là nel racconto, ma nel complesso nulla di grave. Ecco, secondo me, è "Come hanno fatto?", sarebbe stato meglio di "Come ha fatto?", ma potrebbe essere solo un gusto personale.
 
E poi il "documento su cui verranno addebitati i soldini che spettano allo gnometto". Direi piuttosto "accreditati", altrimenti si dovrebbe intendere "il documento su cui verranno addebitati allo stato i soldini che ..." che potrebbe anche funzionare, però non mi entusiasma.

In bocca al lupo per il contest!
(Recensione modificata il 17/01/2022 - 06:44 pm)