Recensioni per
Nella tela del ragno
di angeclear97

Questa storia ha ottenuto 2 recensioni.
Positive : 2
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
22/06/22, ore 17:02

Ciao <3
Oramai è chiaro quanto ti riesca bene il genere drammatico/introspettivo, e questa storia non è stata da meno. Tra l'altro racconti sempre tematiche molto attuali e importanti, tipo qui con le relazioni tossiche e annessa violenza. La cosa più brutta è che è vero, quando siamo innamorati tendiamo a non vedere ciò che di negativo fa l'altra persona, anche se è qualcosa di palese (e ne parlo ahimé con cognizione di causa). Siccome ci teniamo, tendiamo a passarci sopra. E a volte le cose, come nel caso della tua protagonista, possono sfuggire di mano. Si parte con la gelosia (e un po' di gelosia ci sta, finché non diventa tossica o esagerata) e si arriva alla violenza fisica. Anche quando lei lo lasciava, lui tornava per cercare di riconquistarla. Questi sono atteggiamenti tipici dei narcisisti manipolatori, le persone più pericolose in cui incappare. Perciò una è portata a comprendere (anche se non a giustificare) il fatto che lei lo abbia accoltellato. È una reazione molto umana e istintiva, direi anche realistica. Posso assicurare che trovarsi in situazioni così schifose ti esaspera e fa uscire fuori i tuoi lati più orribili. Ecco perché mi è piaciuta questa storia, perché è vera.
Bravissima, alla prossima <3

Nao

Recensore Master
12/06/22, ore 16:49

Ciaooooo!
Caspita, non mi aspettavo assolutamente il colpo di scena finale! Quando ho iniziato a leggere, ho pensato che stessi descrivendo una donna vittima del marito narcisista, con le classiche fasi di love bombing e svalutazione; ma poi c'è stata un'escalation che ha fatto virare la situazione nella violenza, verbale e fisica... fino al momento finale con la confessione dell'omicidio, non me l'aspettavo assolutamente!
Sei stata davvero molto brava a condensare in così poche parole una situazione che ahimè molte persone si ritrovano a vivere, in particolare la sensazione di essere caduta in una trappola senza nemmeno averla vista, proprio come se fosse stata costruita attorno alla protagonista mentre lei non guardava. Non sempre è facile reagire, ma la nostra protagonista ci è riuscita, anche se con un gesto estremo, che comunque non me la sento di condannare fino in fondo... perché quando diventi vittima a tal punto, l'unico modo per liberarti del tuo carnefice è eliminarlo nel vero senso della parola. Cioè, almeno dal mio punto di vista per certe persone rimane sempre l'ossessione di considerarti le loro vittime e non te ne liberi mai davvero, se non sapendo che fisicamente quella persona non c'è più (e purtroppo non è una paranoia, visti anche i recenti fatti di cronaca).
Insomma, ti faccio i miei complimenti per come hai gestito la tematica e soprattutto per esserci riuscita in così poche parole! Bravissima!

A presto,
Simona