Recensioni per
La speranza oltre l'inverno
di Jordan Hemingway

Questa storia ha ottenuto 5 recensioni.
Positive : 5
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
29/11/23, ore 19:24

PRIMA CLASSIFICATA AL CONTEST "LE QUATTRO STAGIONI SI RACCONTANO"

Pacchetto: inverno 2 → Genere: storico; condizione meteorologica: giornata gelida e nuvolosa; oggetto: vecchia coperta di lana; frase: Dobbiamo lasciarci cullare da questo gelo in attesa del ritorno della primavera

VALUTAZIONE DI ELLI2998


Scrittura: 7/10

• Grammatica: 2/2
Non ho notato particolari errori grammaticali, il testo si presenta molto curato sotto questo aspetto. Ho notato però alcune frasi che pur non essendo sbagliate grammaticalmente parlando, a mio vedere non suonano particolarmente bene, ovvero: “se il vitto fosse stato migliore, forse la febbre di Giuseppe non avrebbe peggiorato” invece di “non sarebbe peggiorata” oppure “fino nelle ossa” invece di “fin nelle ossa”. Ho assegnato comunque punteggio pieno perché parliamo comunque di casi rari.
• Stile: 5/8
Si vede che lo stile vuole essere in un certo modo ricercato, c'è un gran uso di termini scelti appositamente per il tempo e l'ambiente in cui si svolge la vicenda come ad esempio tabarro, feretro, feluca, e altri. Ma a lungo andare questi termini che vengono molte volte ripetuti in pezzi anche brevi di narrazione conferiscono una certa rigidità allo stile utilizzato e rallentano il ritmo. Non sono solo questi vocaboli a rallentare il tutto però, nella prima parte della storia ho avvertito una certa difficoltà nell'entrare all'interno delle emozioni dei personaggi, una certa alienazione, una barriera a livello di empatia con loro. Ovviamente all'inizio è normale non conoscere i personaggi e provare a capire ciò che sta accadendo, ma in questo inizio anche se sono presenti varie descrizioni delle reazioni dei personaggi coinvolti si avverte una specie di distacco, si fatica ad entrare all'interno della vicenda. Detto ciò, trovo che la storia, dopo questa prima parte, riesca a riprendersi nel migliore dei modi e a diventare molto coinvolgente soprattutto dalla metà in poi. Mi sono ritrovata a seguire con molto interesse lo svolgersi della vicenda che conoscevo solo in parte.

Storia: 8/10

• Trama: 5/5
La storia è struttura davvero bene, partiamo da questo luogo in cui vediamo la bara di Giuseppe che viene poi accompagnata in questo percorso e ovviamente incontriamo delle serie difficoltà nel corso del cammino, ma alla fine la struttura di questo racconto segue esattamente il viaggio di Giuseppe e di chi lo accompagna da un punto ad un altro. Quindi a livello di struttura abbiamo un cerchio che si completa, in più ho adorato la scelta dell'evento storico a cui fai riferimento, l'ho trovata davvero originale e dalla metà in poi soprattutto emerge un senso sempre più forte di astio dei vari personaggi nei confronti degli austriaci che è un vero e proprio crescendo, reso in modo eccellente. Il senso di odio, tensione che sta per esplodere e rabbia riesce ad essere incanalata perfettamente dai dialoghi e dalle espressioni.
• Personaggi: 3/5
Assegno questo punteggio per ciò di cui ho parlato in parte nel criterio riguardante lo stile, nella parte iniziale non sono riuscita bene a comprendere i personaggi e ad avvertire le loro reazioni, ma dalla metà in poi hanno preso una personalità più distinta e riconoscibile. Anche la folla ad esempio, che segue questo corteo, ha una sua personalità e viene presentata come un corpo unico in questa unione, anche se alcuni ovviamente sono più titubanti e timorosi di altri. Emerge bene la personalità del narratore, soprattutto nella fase del dialogo fra lui e il feldmaresciallo in avanti, motivato dalla forza per Giuseppe e i suoi ideali, ottimo lavoro!

Pacchetto: 15/20

• Stagione/Ambientazione: 5/5
Ottima resa dell'inverno che secondo me oltre che essere la stagione in cui è ambientata la vicenda, diventa una presenza forte in ogni scena, la freddezza del corteo funebre, l'atmosfera cupa delle scene, il senso di tristezza e lutto. Senza contare i vari dettagli che hai inserito legati al vento, al freddo e al gelo, si nota la cura che c'è nella descrizione della stagione che non lascia mai la scena.
• Condizione Metereologica: 5/5
Ottima resa anche qui del criterio in questione, torna il discorso fatto per la stagione. Il senso di gelo penetra davvero fin nelle ossa e contagia anche il lettore.
• Oggetto: 3/5
A mio vedere, rispetto alla presenza degli altri due punti sopracitati legati agli elementi del pacchetto, l'oggetto in questione seppur presente non ha la stessa forza e costanza nella narrazione. Certo, ha un suo preciso significato che ho apprezzato senza dubbio, ma non ho avvertito la stessa intensità legata alla sua presenza. C'è ma non diventa parte integrante della storia, nonostante sia un elemento a cui viene dato un significato importante. È solo che rispetto alla condizione e alla stagione non spicca così tanto.
• Frase: 2/5
Non ho apprezzato molto l'inserimento della frase, non sembra fondersi bene nel dialogo in corso e sembra inserita a forza nella narrazione. Può avere un suo significato, ma sembra molto forzata nella scena in questione in cui la ritroviamo.

Gradimento Personale: 4/5

È una storia che nonostante la freddezza iniziale ha saputo risollevarsi nel migliore dei modi, le atmosfere sono più che azzeccate, l'idea dell'evento storico è ottima, i dialoghi sono ben studiati, insomma hai scritto un racconto che alla fine ho gradito parecchio per molti aspetti.

TOTALE: 34/45

Grazie mille per la partecipazione!

 

Recensore Junior
29/11/23, ore 12:11

PRIMA CLASSIFICATA AL CONTEST "LE QUATTRO STAGIONI SI RACCONTANO"

PUNTI BONUS: +2 PER L’ATMOSFERA PIÙ COINVOLGENTE

VALUTAZIONE DI INKY_CLOUDS:

Scrittura: 9/10

• Grammatica: 2/2
Nella prima parte del testo ho trovato un po’ di refusi, te li segnalo qui sotto. In generale il testo è curato, quindi ho deciso di assegnare punteggio pieno.
“fino nelle ossa” qui suonerebbe meglio “fin nelle ossa” oppure “fino alle ossa”; “se le finestre di questa stamberga fossero state riparate – il gelo vi penetra ancora da mille fessure, se il vitto fosse stato migliore, forse la febbre di Giuseppe non avrebbe peggiorato” questa frase è scritta abbastanza male ed è difficile da comprendere, sarebbe stata molto più chiara se fosse stata scritta così “in questa stamberga il gelo penetra ancora da mille fessure; se le finestre fossero state riparate e se il vitto fosse stato migliore, forse la febbre di Giuseppe non sarebbe peggiorata”; e infine segnalo che nella frase “la sola che ci è consentito di seguire” dovrebbe esserci scritto “consentita” perché si sta facendo riferimento a una moda.
• Stile: 7/8
L’inizio di questo testo non mi è piaciuto… ho trovato i vocaboli utilizzati estremamente pesanti e fuori dall’utilizzo comune (tabarro, feretro, feluca, stamberga, tabarri, foriera…). Capisco che l’intento fosse quello di far rivivere un’ambientazione antica anche attraverso il linguaggio, ma l’effetto ottenuto è stato quasi di fastidio e di alienazione dalle vicende raccontate. Altro elemento che non ho gradito è stato il fatto che, oltre ai numerosi vocaboli vetusti, la prima metà del racconto era abbastanza piena di ripetizioni evitabili (nostri, cari, suono, pronuncia, festivo-festività…).
L’inizio, a mio avviso, non è stato dei migliori, ma poi il testo si è ripreso magnificamente. Appena sono scomparse le ripetizioni e sono stati diluiti i vocaboli un attimo più complessi, lo stile è emerso al massimo della sua forma. Ho trovato questo testo avvincente ed estremamente coinvolgente dal punto di vista emotivo. Ho adorato la descrizione della folla, di tutti i sentimenti che sei uscita a far emergere dal testo e dell’ambientazione in generale. Sei riuscita a ponderare alla perfezione l’aspetto emotivo con un ritmo accattivante: la tensione è sempre alta e il testo non risulta mai noioso.

Storia: 8/10

• Trama: 5/5
Ho adorato la scelta di raccontare proprio questo periodo storico, l’ho trovata estremamente originale e l’ho apprezzata tanto anche per questo. In generale ho trovato ottima anche la struttura e il ritmo della narrazione.
• Personaggi: 3/5
Ho adorato la scelta di questi personaggi storici, ma a tratti li ho trovi abbastanza vaghi e poco delineati. Al contrario, l’elemento che mi ha colpito di più è stata la folla: hai reso questo gruppo di persone con una forza straordinaria facendo sbocciare un sacco di emozioni intense. Non do punteggio pieno per il semplice fatto che molti personaggi sono solo dei nomi citati, delle comparse poco approfondite, ma in generale il lavoro fatto risulta molto buono.

Pacchetto: 18/20

• Stagione/ambientazione: 5/5
L’inverno in questa storia non è un dettaglio secondario, ma una costante che fa sentire sempre la sua presenza. Ho apprezzato moltissimo le numerose e delicate descrizioni che hai inserito lungo la narrazione: il gelo, il vento e l’adorabile dettaglio delle luci dei lampioni immersi nell’oscurità. L’atmosfera è veramente immersiva e ben descritta.
• Condizione metereologica: 5/5
Così come la stagione in generale, hai resto magnificamente anche la condizione metereologica che ti era stata assegnata.
• Oggetto: 5/5
Anche la vecchia coperta di lana è presente, appare più volte nel racconto, è estremamente ben descritta e ha un suo significato. Mi è piaciuto davvero tanto come hai gestito questo elemento.
• Frase: 3/5
Ho apprezzato il contesto nel quale hai inserito la frase, tuttavia non ho dato punteggio completo perché ho avuto l’impressione che non si amalgamasse del tutto… che stonasse un poco coi toni e coi modi d’esprimersi del personaggio che la pronuncia.

Gradimento personale: 5/5
Questa storia è stata tra le mie preferite all’interno del contest. A parte l’inizio un poco macchinoso, ho adorato a 360° l’atmosfera, il periodo storico, le varie descrizioni e tutta la narrazione.

TOTALE: 40/45

Recensore Master
04/11/23, ore 17:13

Ciao!
Sto passando a leggere le storie degli altri concorrenti che come me partecipano al contest "Le quattro stagioni si raccontano" e così eccomi qui :)
Che bella storia la tua, uno scorcio dei moti del '48. L'intero racconto è intriso di malinconia e frustrazione, ma anche di forza e senso di rivalsa, nonché di appartenenza a una nazione, l'Italia appunto, che troppo spesso ci divide come concittadini.
E' un caso leggere questa storia proprio oggi, in cui si festeggia l'unità nazionale, ma che appunto nessuno sente e nessuno festeggia...
Ti ringrazio per avermi fatto scoprire nuove "usanze" (come quella dell'8 febbraio, quando gli studenti universitari fermano quelli delle superiori per ricordare insieme il sacrificio di chi li ha preceduti). Spesso dimentichiamo che se viviamo le nostre libertà è stato grazie a chi, prima di noi, si è sacrificato...
Complimenti davvero e in bocca al lupo per il contest,
Nina^^
(Recensione modificata il 04/11/2023 - 05:18 pm)

Recensore Veterano
03/11/23, ore 14:50

Amo la storia, ma la mia passione si accende troppo in alcuni secoli e troppo poco in altri, dandomi un'ignoranza profonda di certi avvenimenti.
Sono arrivata a leggere il tuo scritto grazie al contest e posso dire di essere felice di aver aperto gli occhi su una nuova data, su una città che non conosco, grazie a una descrizione che pare voler far vivere la città, prima ancora che i protagonisti della vicenda, nel cuore di chi legge.
Hai coniugato il genere sovrannaturale allo storico, intrecciando l'esistenza di un fantasma umano a quello dello spirito di una nazione, Atilia, che non capivo chi fosse, cosa fosse, a che si riferisse. Non conoscendo quel nome, inizialmente non capivo, ma poi hai aperto la vicenda anche a chi poteva solo guardare questo corteo camminare tra le vie, fermando il tempo e descrivendo: adesso chi cena tra le mura di casa al sicuro, adesso a chi giudica seduto ai tavoli dei bar, a chi guarda dai loro negozi.
E il corteo si apre, si amplifica, accenni a Quattrocento persone vestite all'italiana, e il numero di teste che brulica su strade sembra infinito, una massa che respira con un solo paio di polmoni, ma sono i polmoni di un morto, ma che agisce con la voce, la voce di un ragazzo che vive, sfida e porta avanti la fiamma di colui che è passato a miglior vita.
Non posso correggere errori storici, dal tuo scritto ho solo imparato altri avvenimenti, nuove vie, e ho percepito i futuri rivoltosi unirsi e tendersi sotto a un nome impronunciabile, ma che presto sarebbe esploso.
Una bellissima storia, un gigantesco in bocca al lupo, alla prossima!

Recensore Master
02/11/23, ore 12:34

Ciao carissima^^
il Risorgimento fu un tempo di eroi. Di gente che non ebbe paura di rischiare tutto, e spesso di perderlo, in nome di un'idea. Non c'è più gente così, al giorno d'oggi.
Rendi molto bene il clima che doveva aver regnato all'epoca. la fedeltà all'ideale, la disponibilità a mettersi in gioco personalmente, senza paura e senza indietreggiare.
Tutto descritto benissimo, coinvolgente ed emozionante. Complimenti per questo breve scorcio di un evento storico che forse non si legge sui libri di storia ufficiali, ma che ebbe indubbiamente un peso importante per le vicende future.
In bocca al lupo per il contest!