Recensioni per
Tarjuk
di fiore di pesco

Questa storia ha ottenuto 8 recensioni.
Positive : 8
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
13/02/24, ore 21:53
Cap. 1:

Ciao cara, torno volentieri a leggerti in questa lunga ma interessante OS, la prima della tua pagina 😁
Come sai la mitologia (qualunque mitologia) mi affascina un sacco. Ed è quindi con piacere e curiosità che mi sono immersa nelle fiioche luci canadesi in cui diimorano popolazioni diverse che convivono pacificamente ma che raramente si sono mescolate davvero. C'è questa famigliola, cosi normale (il nonno burbero ma buono, il papà che manda avanti la bottega e la famiglia, la mamma che cerca di modernizzare ma vizia terribilmente il figlioletto e i due fratelli cercatori di giochi e avventura ma causa l'età non senza screzi) che viene travolta da un incidente niente affatto normale: il piccolino muore nell'acqua. E mentre i moderni bianchi ben presto lo catalogano come un brutto incidente (succede che si scivoli nel lago/fiume, si annega o c'è troppo freddo e addio) gli indigeni la vedono in tutt'altro modo, loro SANNO. Mi è piaciuta la figura del Tarjuk a tratti melliflua, a tratti solenne, sembra il classico mostro delle fiabe coi principi del "la parola è sacra" e l'attirare bimbi soli nel buio e nella perdizione 😁. e ho molto apprezzato anche la protagonista, all'inizio un po' assomigliante la rompipalle del gruppo a dirla tutta, ma una volta successo il fattaccio arrabbiata e vendicativa al punto di ideare un piano così tanto complesso. Ecco, il piano appunto si è fatta prendere dalla vendetta al punto da sacrificare anche se stessa e penso con tristezza a chi è rimasto: non penso che la sua famiglia abbia apprezzato ritrovandosi di fatto senza entrambi i ragazzi.... 😕😕Gli indigeni però le saranno molto grati: é riuscita in un impresa unica eliminando lo spirito malefico maestro di spago! L'hanno leggermente sfruttata...?🤔😇 A tal proposito mi vengono in mente gli accenni fatti soprattutto all'inizio sulla differenza tra le due culture e una cosa emersa che credo sia piuttosto veritiera: i bimbi se non sono indirizzati dagli adulti difficilmente notano davvero certe differenze, a loro basta giocare insieme e molto meno se il bimbo con cui giocano è nero o mulatto, a meno che non siano appunto gli adulti a farlo notare; benché creda molto che i bimbi sappiano essere anche spesso cattivi gli uni con gli altri, questo tratto a-pregiuduziale è insito in loro e ne va dato onore.
Parentesi sociale conclusa va detto Infine ma non meno importante che mi piacciono le tue idee e pure il tuo stile sempre ricco al punto giusto🤩
Una bella OS tra mistery Light horror mitologia e avventura, brava!
Alla prossima 🤗
Nala

Recensore Junior
02/02/24, ore 01:23
Cap. 1:

Dunque eccoci qua... ^^
Allora, io non amo l'horror. Non fa proprio per me, ma era la tua storia più breve e volevo leggere un tuo racconto per conoscere il tuo stile. Non potevo, ora come ora, imbarcarmi nella lettura di una storia lunga e complessa, quindi da cosa partire? Da questa qui ovviamente, sebbene non sia il mio genere. Vediamo. Sto scrivendo questa recensione man mano, forse ne verrà fuori una specie di cronaca della mia lettura, ma per un autore dovrebbe essere interessante. Se non riuscirò a terminare la lettura stasera (ma spero di sì) invierò comunque la recensione e tornerò a editarla. Molto bene, sembrano le regole di una challenge XD
Cominciamo.
Intanto ti posso dire una cosa subito: presenti benissimo l'inizio della storia. Non ho idea di chi siano i due fratelli ma era tutto ben posto e vivido, come una sequenza di immagini, quindi mi ha interessata da subito. Anche il fatto che ci fosse del folklore inuit e inupiat ha contribuito a interessarmi. Bello il dettaglio della scatola, è una storia curata nei dettagli, ben pensata. Anche i dialoghi avvenuti nel passato sono inseriti con estrema naturalezza. Però intanto Max se n'è andato e già si mette male, con lei rimasta da sola XD aiuto non so cosa aspettarmi e io mi spavento facilmente ahahah
Ma va bene, proseguiamo. Tra l'altro hai detto che era soft, come horror. Sono fiduciosa.
Il nonno Sam mi sta simpatico, per ora la mamma meno XD Mi piace come il nonno le ha spiegato la verità. Sono andata avanti e sono arrivata al punto in cui qualcosa la guarda dal fiume. Sembrava un racconto normale, mi ero dimenticata cosa stessi leggendo: qui i mostri esistono ahahah Vorrei un'assicurazione che il mostro non divori la bambina, ma non ce l'ho ^^ in caso, sarà (la prima e) l'ultima volta che leggo un horror XD
Ok sono al punto in cui Max esce da solo perchè kayla è malata, c'è una cosa che ti devo dire: in questo momento sto faticando a immaginare un po' i luoghi. Avrei preferito qualche descrizione in più per poter visualizzare meglio e non correre il rischio di confondermi. Cioè: la casa dove si trova esattamente? A che distanza dal fiume? Cosa c’è per arrivarci, un sentiero? Non è che queste info me le sono perse io? (nel caso imparo a non leggere quando sono stanca XD) Nel frattempo ti confermo la mia antipatia per la madre. Lasciando perdere la sua evidente preferenza per Max, è anche abbastanza irresponsabile. Penso fosse questo il tuo intento XD e giustamente Max si sente autorizzato a fare cose che non dovrebbe.
Ok è arrivato il tizio-mostro e Max è solo… e con lo spago… so già che accetterà. E finirò in fondo al fiume. Oddio. Ma poi poverino, Max si preoccupa che il tizio-mostro abbia freddo… SCAPPAAAA dai non puoi farlo, è carino il bimbo, ti prego…
Perfetto. Il lupo è caduto a terra. Ma perchéèè? Ok. Vado avanti.
Quindi loro abitano a nemmeno 200 m dal fiume mi pare di capire. C’è una cosa molto interessante che vedo trasparire nella parte in cui Kayla urla che è stato il Tarjuk a prendere Max: i bambini, così come gli indigeni, sono più a contatto con la dimensione magica della natura che i grandi, e i bianchi, non vedono. Dimensione che allegoricamente (almeno nella mia testa e se non sto prendendo una cantonata XD) in questo caso rappresenta la verità: Kayla sa che il nonno le sta mentendo, se lo sente. Lei ci crede, anzi, non ci crede: lo sa cos’è successo. Lei non dubita come il poliziotto secondo cui ovviamente questa sciocche storie inventate chissà quanti secoli prima non possono essere vere. Non possono, è logico. Quello che è vero, è il mondo reale. Ma forse anche il nonno sa la verità. Vediamo se ho ragione.
Ok, quindi Kayla vuole diventare più brava per sfidare il mostro ed esprimere il desiderio di riavere Max. Immagino. Ah cavolo, no, vuole vendicarlo.
Va bene, è tardi e sono scomoda su questa sedia, torno a finire il racconto ed editare la recensione domattina (?) o comunque, si spera, domani :*

E rieccoci ^^ stasera finisco la storia e la recensione. Iniziamo con la seconda parte della cronaca di lettura.
Mi piace un sacco lo spirito combattivo di Kayla che non si dà pace per il suo fratellino. Poi la storia è ricca di dettagli che non so se tu abbia inventato o preso dalle leggende dei nativi (ma propendo per la seconda) come ad esempio: “i nativi si toccavano il petto quando la vedevano passare, perché la sua rabbia avrebbe potuto attirare il demone della Vendetta.” Ce n’erano altri ma non li ho segnati qui nella rec. E in effetti finora non te l’ho detto, ma mi piace anche la caratteristica che hai dato a Kayla di stare sempre con le cuffie. Ci ho pensato adesso perché se l’è appena rimesse. A proposito di cose che non ti ho ancora detto: bellissimi i nomi che hai scelto per i pg nativi. Dove li hai presi?
Ok! Sono arrivata alla fine della storia perché non mi ero resa conto che mi mancasse pochissimo e sono rimasta a leggere senza pensare ad altro e ti dirò… mi è piaciuta un sacco! Ha un finale dolce-amaro, forse più amaro che dolce, ma molto ingegnoso! Dolce amaro ma pià che altro amaro, come lo è la vendetta. Kayla decide di sacrificare sè stessa pur di vendicare il fratellino e liberare per sempre tutti dal Tarjuk.. Niente, applausi! Davvero ingegnoso!
Che dire alla fine? Una storia molto ben congegnata e strutturata, con una bella atmosfera (vabbè, nel senso, "bella" per modo di dire, ma realistica, credibile e coerente con gli avvenimenti, ecco), uno stile facile, fluido, pochissimi refusi, insomma, una lettura che è stata veramente una piacevole sorpresa anche per me che come dicevo ieri, non amo l’horror. Sì, era vero, era molto soft, molto approcciabile. Mi spiace che la fine di questa recensione sia più breve o se ti ha delusa, ma l’ho davvero apprezzata, e quando l’ho iniziata non ne ero sicura per via del genere, ma il finale è degno di nota. Brava, mi è piaciuta molto!
Un bacio e a presto :*
(Recensione modificata il 02/02/2024 - 10:39 pm)

Recensore Master
14/01/24, ore 14:04
Cap. 1:

Salve, trovato il tuo account tra le recensioni del nostro comune amico Tubo Belmont. Ottima rappresentazione degli elementi culturali usati( l' Akluth è una creatura che vorrei decisamente vedere più spesso, io l'ho anche usato come cavalcatura per un personaggio della mia storia su RWBY e Fate), così come il contrasto tra la perfidia del Tarjuk e il cambiamento dall' innocenza alla vendicativa determinazione di Kayla. Adoro quelle storie dove il mostro da Creepypasta di turno viene fregato o direttamente preso a calci in culo e hai reso benissimo gli ultimi momenti di Kayla. A presto, spero di vederti anche dalle mie parti prima o poi.

Recensore Master
04/01/24, ore 17:32
Cap. 1:

Ciao!
È da quando mi hai fatto quella bellissima sorpresa a Natale che voglio passare da te, a maggior ragione se tra i tuoi scritti c'è una storia horror, il mio genere preferito (!)
Tra l'altro, mi hai dato un sacco di Stephen King vibes, il mio pilastro proprio, quindi inutile dire che ho adorato questa storia dall'inizio alla fine.

Innanzitutto complimenti per il pozzo di conoscenza che è questa storia: è così pregna e intrisa di una cultura lontana e affascinante che ne sono rimasta ammaliata, senza contare che hai inserito tantissimi elementi importanti nello scritto senza però cadere nell'errore della “lista della spesa”, infatti ogni informazione che ci hai offerto era ben distribuita all'interno della storia e in generale hai svolto davvero un ottimo lavoro.

Mi è piaciuto tantissimo il personaggio di Kayla, l'ho trovata una protagonista molto forte per essere una ragazzina così piccola, soprattutto per la sua devozione alla vendetta nel momento in cui realizza che il Tarjuk ha ucciso suo fratello, nutrendosi della sua carne.
Anche il piccolo Max ha avuto un impatto forte su di me.
Ammetto che non stravedo per i bambini, ma non per questo il piccolo Max meritava una fine simile… come si fa a non rimanerci malissimo nel sapere che il Tarjuk ha vinto e se l'è portato via, maremma toscana (!)
(Tra l'altro, la descrizione del Tarjuk l'ho trovata molto d'impatto e inquietante, complice anche il disegno che hai aggiunto alla fine)

Tutta la leggenda (mica tanto leggenda, in realtà) che ruota intorno al Tarjuk e allo spago mi è piaciuta tantissimo.
È molto evocativa ed è proprio per questo che ho amato Kayla, perché lei la prende molto sul serio e si prepara a dovere per affrontare il Tarjuk e vendicare il fratellino.
Anche il piano che ha studiato denota quanto la bambina sia intenzionata a sfamare quel desiderio di vendetta, perché le figure con lo spago che prepara non sono casuali, hanno un loro significato che, in caso di vittoria, la aiuterà a vincere definitamente, anche se si tratta di sacrificare la sua stessa vita.

Infatti tutto ruotava sulla riuscita della prima parte del piano, ovvero sconfiggere il Tarjuk al gioco dello spago.
E nel momento in cui Kayla evoca Akhlut, ben consapevole che avrebbe divorato anche lei, mi sono venuti i brividi.
È incredibile come il desiderio di vendetta sia arrivato a “corrompere” anche una ragazzina così piccola, perché in fondo ha fatto quasi tutto da sola.

È stata davvero una bellissima storia e ti ringrazio per la piacevole lettura.
Come prima One Shot Horror devo dire che fatto proprio centro.
Complimenti e alla prossima!

M a k o

Recensore Veterano
04/01/24, ore 00:16
Cap. 1:

Ciao :)

Adoro il genere horror, e mi piace sempre quando trovo racconti che hanno come protagonisti dei ragazzini; ammetto che sono stato segnato da Stephen King, da questo punto di vista. Ma poi trovo che, avere dei bambini come protagonisti, rende tutto più ansiogeno; perché leggere di un adulto in una situazione simile è più facile, a ben guardare. Invece, trovare dei bambini alle prese con mostri e altre creature misteriose è molto più difficile da mandare giù. Forse anche perché, i bambini, a queste cose ci credono, le accettano subito, non come la maggior parte degli adulti, ormai increduli e attaccati a una forte razionalità.
Da questo punto di vista, è emblematica la figura della mamma di Max e Kayla. Per gli Inuit e gli Inupiat, invece, quelle figure fanno parte della tradizione della loro terra ancestrale, per loro crederci è naturale e spontaneo.

Ho proprio avvertito crescere l'ansia di dentro, riga dopo riga. A ogni momento, pensavo che, in conclusione, ci sarebbe stato un lieto fine, che non sarebbe potuta andare così... e, invece, è andata proprio così, ed è stato davvero un viaggio nell'orrore più puro. Ottimo!

Mi è piaciuta davvero tanto l'ambientazione, sia geografica che temporale. Il Grande Nord si presta a meraviglia a creare storie come questa; credo che le grande foreste, le notti lunghissime, l'aurora boreale, la neve, il freddo, siano uno sfondo fantastico per una storia dai contorni molto lugubri come questa.
Poi mi hai permesso di conoscere meglio una cultura che non conosco molto, fatta di uomini forti e fieri, ancorati alle loro radici.

Complimenti!
È stato un piacere leggerti! Scrivi davvero molto bene!

Alla prossima!

Recensore Master
09/12/23, ore 18:40
Cap. 1:

[E niente. Credevo non avrei fatto inserzioni pubblicitarie oggi, ma visto che tipo ti sono ancora grato per avermi fatto scorpire quel canale di short horror movies e che tipo l'ultimo capitolo è entrato nel discorso di quanto bene l'arte e l'horror stiano accostate l'una all'altra, non ho potuto letteralmente mandarti questa cosa che sembra fatta apposta per il momento.

https://www.youtube.com/watch?v=BI9fKfX5V68

Oltretutto, per quanto non sia esattamente un credente, la religione cristiana è super mega affascinante ed ha un potenziale d'inquietudine dannatamente alto e per ogni tipo di tema. Tipo il concept di questo short film è qualcosa di spettacolare, secondo me
Tornerò con altre inserzioni che nessuno ha chiesto!]

Tre su tre.
Non so se alla fine poi hai pregato davvero, ma ha funzionato comunque pare ^^
Tipo, ho il rituale di cominciare ogni mia singola recensione con 'weila, come va' però sti cazzi... è la terza che ti lascio di recensione oggi questa, non credo sia esattamente etico romperti i coglioni così tanto, temo.
Perciò mi limito a dire semplicemente che meriti che vada tutto bene ANCHE SOLO per avermi fatto vivere un'esperienza di lettura simile.
Che figata.
Ma devo trattenermi.
Anche perché temo che questo tipo di storie siano quelle che mi faranno parlare di più in assoluto, quindi preparati. Parto prima con l'enorme elefante nella stanza: la madre era il vero villain della storia.
No ok, scherzo, lo era la sua mentalità estremamente chiusa ed il suo non esattamente leggero razzismo - che fortunatamente non è stato ereditato dalla figlia (e l'unico altro figlio che poteva ereditarlo è stato quello sgranocchiato dal demone. quindi crisi scongiurata!) - erano i veri villain della storia.
Il fatto che poi ad aver perpetrato l'infanticidio più infanticidio del Canada sia stato un cazzo di abominio che vive in un attico sotto ad un lago congelato, è solo un danno collaterale, insomma. Comunque parto da qui perché diciamo che tutto questo ha reso la storia con un retrogusto estremamente più tragico e drammatico. Decisamente più agghiacciante del previsto.
Davvero, una storia che mi ha particolarmente shokkato (semicit*)
anche perché poi, per quanto la voglia di blastare con almeno un paio di ceffoni la madre non sia del tutto dissolta, non posso considerarla cattiva. Non era una brutta persona, era sicuramente una buona madre e quant'altro - anche se non posso decisamente perdonare del tutto il suo essere così permissiva nei confronti del moccioso... non crescono esattamente sani altrimenti, così, e che cacchio. Tra l'altro il problema sembrava anche abbastanza evidente considerata anche la brevissima parte dove Maxi commenta sulla roccia. Non so se mi sono spiegato bene (sicuramente no) - però insomma... ci sono alcuni atteggiamenti genitoriali non esattamente da tenere nei confronti di un moccioso così piccoletto.
Poi grazie al cazzo che pensa che tutti gli Inuit - che non ho capito bene... non erano Inuit quegli altri giusto? Ma un'altra tribu, sbaglio? O sono sempre io ad essere idiota? - abbiano i denti da orca, porca miseria.
(P.S. ma tipo sono solo io o l'Artide ed in generale le zone gelide hanno i mammiferi più terrificanti mai esistiti sulla faccia della terra? Porca miseria... mia sorella ha il terrore reverenziale delle Orche e non credo le parlerò di questo terrificante criptide)
Ora, faccio solo il mio unico commento fastidioso della giornata, anche se non lo è esattamente troppo: dunque, il concept di base è terrificante, però più che horror mi piace condierare questa storia come Dark Fantasy, secondo me.
Che onestamente, dal mio punto di vista è la stessa e medesima cosa.
Horror e Dark Fantasy sono due facce della stessa medaglia, con l'unica differenza che quest'ultimo ha setting meno cupi e armi medievali e quant'altro.
Qua, più che altro, lo considero tale perché Tarjuk e Aklhut non rientrano esattamente in quel tipo di creatura che mi terrorizza, ecco. Sono stramaledettamente fighi (Tarjuk è tipo uno dei mostri più METAL che io ti abbia mai visto trattare) Però voglio dire, non sono quel tipo di mostro che hai paura di ritrovarti ai piedi del letto mentre dormi la notte, no? Che poi obbiettivamente un cazzo di esperimento nazista metà Orca, metà Lupo e metà Rabbia sia dannatamente raccapricciante e non lo vorrei nemmeno vedere interagire con il figlio di Satana è tutto un altro paio di maniche, insomma.
Per il resto, tuttavia, non credo proprio tu abbia fatto male a metterlo nella sezione horror: l'atmosfera cupa esiste, ma la cosa che ho apprezzato abbastanza tanto è il fatto che non è un lingering feeling che senti dall'inizio della storia, ma ti arriva letteralmente tutta in faccia come un pugno di Uomo Orca. Possiamo condierare la storia divisa in due parti, ovvero quella prima della morte orribile del mocciose, e quella dopo.
Dopo la sua morte, tutto ha cambiato la propria atmosfera ed ogni cosa è diventata immensamente più 'pesante' ed ingestibile. Per la famiglia, ovviamente, io ero qui che me la ridevo e andavo in brodo di giuggiole. Che in realtà... non è del tutto esatto. Ammetto che la morte dei bambini in un racconto, soprattutto se resa così straziante e soprattutto rendendo il terrore del moccioso invischiato così evidente, è sempre una Lancia di Longino al petto. La scena di Max con 'faccia di denti' è stata un picco horror, però anche molto deprimente. Mi ha ricordato molto, MA MOLTO la scena di It dove Pennywise si sgranocchia il braccino di Georgie per poi portarselo nelle fogne con se.
E non so se era voluta, però minchia se l'hai resa bene.
Oltretutto, quanto me lo hai fatto amare il Tarjuk, come mostro: per quanto il suo nome ricordi un rigurgito, è terrificante che in quel lago vivesse una creatura tanto malvagia, che non si fa problemi nell'ammazzare dei bambini solo per nutrirsi. Inoltre, si tratta di un terrificante manipolatore, un vero e proprio predatore che sa come cacciare le proprie vittime e sa quali trucchi utilizzare per fregarle. Una vera e propria creatura dell'incubo che, se devo essere sincero, ha anche avuto comportamenti STRANAMENTE ED INQUIETANTEMENTE (co-) umani, se lo chiedi a me.
RIngrazio da un punto di vista che fosse un mostro sovrannaturale fantasy, perché le implicazioni realistiche non mi avrebbero fatto dormire la notte penso.
Comunque sia, una scena orribile per l'economia della storia, e orribilmente bella per me. Diciamo che potrebbe essere un tratto distintivo delle tue storie anche prossime quello di prendere la mitologia di una qualche cultura e renderla così dannatamente agghiacciante con una storia tipo questa. Che poi, voglio dire, ogni singola storia folkloristica o leggenda metropolitana punta comunque ad essere spaventosa soprattutto per terrorizzare i bambini ed impedire loro che si allontanino dai genitori o facciano marachelle brutte, a partire dall'uomo nero che viene a prenderi nel sonno se ti comporti male, e così via.
COme dici tu, se la leggenda è nata per convincere i bambini a stare vicino ai genitori per non essere portati via da un qualche predatore o perdersi nel gelo, ha senso che facciano appositamente paura, no?
Tra l'altro: Tarjuk palese design da Demone di Kimetsu.
Su questo non ci piove.
Ma ora che ti ho frantumato gli zebedrastis con tutto questo: Kayla.
Madonna Kayla.
La benedizione di autrici come te è quello di rendere letteralmente i personaggi femminili nelle loro storie i migliori personaggi in assoluto. Non so se è strano, ma io amo quando in un determinato media i personaggi femminili sono caratterizzati così bene. E' anche il motivo principale per cui jujutsu Kaisen e Chainsaw-Man mi piacciono così tanto, in fin dei conti. Non mi dilungo troppo per il Treno, perché già sai, però anche qui letteralmente una cazzo di undicenne è stata un'unità di distruzione senza precedenti.
Il fatto che dopo la morte del fratellino, questa non si sia arrovellata nella depressione o quant'altro ma tipo ha coltivato in se una rabbia tale da spaventare persino gli indigeni ed ha persino fatto in modo di convincere uno di loro a condividere le proprie abilità per permetterle di metterlo nel culo da orca del Tarjuk è encomiabile.
E' diventata letteralmente uno spirito di vendetta a sé, rabbiosa e terrificante, mentre la sua famiglia si struggeva e stava male. E' forse... stato un po' egoistico da parte sua annientare se stessa per una causa che sicuramente non avrebbe riportato indietro Max, però fanculo: che badass che è stata questa ragazzina. Anche già solo per riuscire a sostenere lo sguardo di un demone tanto terrificante e malvagio. Credo che la scena più bella di tutto lo 'scontro' tra i due sia stato quando tipo appena lo vede emergere si prende un attimo male, poi appena quello sorride e vede i denti che hanno devastato il corpo del fratellino dimentica letteralmente tutta la paura e diventa super incazzata.
Local Loli literally too Angry to die poteva essere chiamata sta storia.
Anche se... beh, il finale non è stato esattamente uno dei più rosei.
E' stato dannatamente figo, in realtà, perché l'idea di sta bimba che evoca uno spirito di vendetta potente quasi quanto tre Slaugh su di un Panzer è un'immagine che mi riempie di gioia, quasi quanto il sentire le grida del Tarjuk mentre viene sbranato... però minchia.
Onestamente, la scelta di lasciare la narrazione così spezzata a metà è un tocco di classe. Perché lascia interrogativi che ti danno molto da pensare: tipo, adesso che Akhlut è stato liberato, cosa succederà a Kayla? Sicuramente diventa un ottimo digestivo dopo il boccone indigesto dell'altro demone, ma poi?
Voglio dire, questa creatura sembra essere decisamente il tipo di mostro che non si ferma a due vittime e che decisamente non può essere controllato a parole gentili.
Cosa m'impedisce di pensare che questa creatura dopo il primo scempio che ha perpetrato non si sposti verso il villaggio, ammazzando letteralmente ogni singolo essere umano presente sul suo cammino? Se ci pensi, è un finale dannatamente bleak e tragico.
E questo mi fa capire che hai le palle di fare finali così tragici.
E questo mi fa capire che forse dovrei temere per la vita di Erika più di quanto già io non faccia... mmmmh...
In conclusione, questa storia è stata una benedizione inaspettata.
Non mi aspettavo di vedere così presto qualcosa che non fosse un nuovo capitolo del treno dalle tue parti, quindi ti lascio intendere quanto io abbia apprezzato quest'inaspettata sorpresa, sis.
Sul serio, grazie infinite sia per la lettura sia per avermi fatto conoscre creature e leggende di una cultura estremamente affascinante!
Ci vediamo alla prossima!

- TONIGHT, WE REWIEW! -

Recensore Master
09/12/23, ore 12:25
Cap. 1:

Okay, siamo solo alla tua seconda protagonista che leggo ma noto un lieve pattern di woman on a mission estremamente gradito.
Ehilà, qui _Alcor che parla. Il trope "MC perde familiare e il desiderio di vendetta è talmente bruciante da riscrivere la volontà della persona di sopravvivere" è estremamente specifico ma garantisco che mi piace. Forse perché trovo quasi ammirabile chi è disposto a dare tutto per un obiettivo, anche la vita, pur non essendo la soluzione sana per elaborare un lutto.
Ma se volessi leggere di gente sana, andrei a sfogliare degli slice of life!
Oneshot breve e che va dritta al punto, come hai detto tu è un horror leggero e io aggiungo che ciò che fa veramente paura è a quanto può essere disposto un essere umano per ottenere un obiettivo. Leggendo non ho potuto fare a meno di notare che il primo mostro di questa storia è la discriminazione. Perché, se da una parte non voglio mai fare la paternale a dei genitori in lutto, la madre sembra quella che ha davvero permesso che tutto questo potesse succedere.
Aggiungi poi che Max, trovandosi davanti qualcosa di ungodly uscito dalle acquee, ha pensato "questa cosa è ok, non è così tanto insensata, tanto gli indigeni sono più primitivi". Idk, l'implicita critica al razzismo mi ha bruciato lì.
E dire che la maggior parte del tempo, la madre non fa discorsi insensati. "Tranquillo, puoi giocare al tuo gioco strano, tanto il sole sorge comunque." Ma questo è un horror, e non giochiamo con real world logic. Morale? È stata un'ottima lettura, affascinante e anche parecchio appassionante. Informativa sull'ennesimo argomento iper specifico di cui non so nulla.
Grazie mille per averla scritta!
_Alcor

Recensore Veterano
08/12/23, ore 13:04
Cap. 1:

Ho visto che avevi pubblicato già ieri sera sul tardi ed ero gasata come una bambina davanti alle caramelle, ma ho deciso di leggere oggi con più calma e meno rimbambimento.
E quindi eccomi qui, carissima, molto intrigata da questo soft horror.
L’atmosfera – con questi due fratelli che litigano – è subito misteriosa ed intrigante. Del resto, quando ci sono leggende di mezzo non può essere altrimenti.
Che poi, quando sono i nonni a raccontarle, il tutto assume un fascino ancor più interessante.
Ho trovato veramente toccante e profondo il discorso sulla diversità della pelle e su Dio che “aveva finito il bianco”. Davvero molto bello.
E la risposta del nonno, super saggio, mi è piaciuta ancora di più.
Spesso, anzi, sempre, la storia viene raccontata dai vincitori, non dai vinti.
I cattivi sono i pellerossa, non chi ha invaso la loro casa. E questo ce lo siamo ritrovati in film contro gli indiani, perfino nei cartoni.

Meravigliosa anche la parte sul “gioco” con lo spago.
La battuta sul sole che non sorge è bellissima, insomma, sto trovando questa one shot molto molto profonda, io amo storie così.
E la storia raggiunge l’apice quando esce fuori il demone che le dà il titolo.
Maaaamma, mi ha ricordato un sacco Inuyasha!

E indovinate un po’ chi si ficca nei casini? Il maschio, naturalmente. Ahahahah.
Mi piace però che vengono utilizzati termini particolari come “Piccolo uomo” e “Piccola donna”.
E a quanto pare la piccola donna ha pure la carne più buona.
Tutta la parte finale è stupenda ed accurata, sono riuscita ad immaginarmela benissimo in testa.

Ma per davvero i bambini che si allontanavano da soli a giocare con lo spago non facevano ritorno? O.o
Super inquietante questa cosa!

Che dire, grazie per questa bella, sebbene breve, storia, mi è piaciuta veramente un sacco! Sei portata per l’horror e per le sue varie sfumature, io sarei una capra. Sai che di horror non ho mai scritto né mi è mai venuto lontanamente in mente qualcosa? E’ un genere al quale non ho mai pensato. Thriller sì, horror puro mai.

La inserisco in preferiti e ti faccio ancora i complimenti!
A prestoooooo! <3

Swan